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sabato 1 dicembre 2012

“GHIRARDI SALVI IL TEATRO REGIO”, LO CHIEDE IL BLOGGER PARMIGIANO LUIGI BOSCHI, CHE, OLTRE AL 200° DI VERDI PENSA ANCHE AL 100° DI PIETRO BARILLA…

Nel 2010, attraverso il neonato stadiotardini.com il presidente della Corale Verdi Andrea Rinaldi aveva lanciato la proposta di un grande concerto lirico al Tardini per unire le celebrazioni verdiane a quelle del club calcistico, e diede il suo assenso all’idea anche il celebre basso Michele Pertusi. Una proposta che rilanciamo volentieri all’attenzione di Parma Brand, il contenitore cubico di tutto quanto ruota attorno al Centenario

proposta concerto lirico al tardini per il centenario(gmajo) – Mannaggia la memoria. Qualcosa del genere ero convinto di averla proposta anch’io, non più di un anno fa, durante una conferenza stampa al Tardini, ma non riesco a ritrovare né la pezza giustificativa (alias la news o contributo multimediale pubblicati), né la risposta (se non ricordo male interlocutoria) che mi diede Tommaso Ghirardi, quando gli chiesi se fosse stato disposto a dare una mano – concreta – al Teatro Regio, che peraltro in quei giorni stava economicamente un po’ meglio rispetto ad oggi, dopo una cura dimagrante un po’ troppo drastica, imposta dal disinvestimento della Fondazione Cariparma. Scenario che ha portato stamani, durante la presentazione della Stagione 2013 del Regio, il noto blogger parmigiano Luigi Boschi ad avanzare la proposta del coinvolgimento, nel salvataggio del Teatro, di Tommaso Ghirardi, colui che già riacciuffò per i capelli, qualche anno fa, la squadra di calcio cittadina, acquistandola dall’Amministrazione Straordinaria di Enrico Bondi dopo il crac Parmalat. Attento alle tonde date storiche, Boschi, però ha tirato la giacchetta anche ai fratelli Barilla, ricordando come nel 2013 cada il centenario della nascita del capostipite Pietro, loro padre. 100 anni di Pietro Barilla, 100 del Parma Calcio e 200 di Giuseppe Verdi: perché non fare una bella sinergia trasversale e unire tutto sotto un unico cilindro?

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ghirardi barilla[2]Conoscendolo appena un pochettino penso che Tommaso si senta assai onorato di essere accostato alla famiglia Barilla, che non ha mai nascosto di ammirare, e che non gli sarebbe certo dispiaciuto di poter annoverare, se non direttamente nella compagine societaria del suo Parma F.C., almeno tra gli sponsor. Qualche anno fa l’ambasciatore  Mirco Levati riuscì ad organizzare una visita aziendale dell’entourage crociato a Pedrignano, che sembrava potesse essere propedeutica ad un avvicinamento tra le parti, ma poi non si concretizzò un bel niente, anche perché, narra la leggenda, i Barilla pare non vogliano ciucciare una caramella già stata in bocca a Calisto. Probabilmente, però, al di là della fantasiosa frase che qualcuno attribuisce ad uno degli eredi, ci sarebbero anche pratiche ragioni di opportunità che terrebbero lontana la Barilla dal Parma: intanto perché il ruolo di soci di minoranza non sarebbe il più idoneo da interpretare da ghirardi barillaparte di una multinazionale del genere, e poi perché, qualora ci fosse la necessità di rilevare il Parma una volta che i Ghirardi si fossero stancati del giochino, o ambiziosamente decidessero di affacciarsi su palcoscenici ancor più prestigiosi, avrebbero l’obbligo morale, nei confronti dei concittadini, di rilevare completamente il club, cosa che non rientra nei loro piani o nel loro core business, giacché il calcio non è certo una loro priorità. Del resto  non erano intervenuti direttamente dopo il pizzarotti regiocrac, e fu necessario il salvataggio da parte “dei bresciani”. Situazione che qualche mese fa, esattamente martedì 18 settembre 2012, Elisa Rosignoli – durante il talk show Parma Europa condotto su Teleducato dal direttore Pietro Adrasto Ferraguti – ricordò al sindaco di Parma Federico Pizzarotti, allorché questi stimolò il coinvolgimento della imprenditoria locale nel salvataggio del derelitto Regio. “Se nessuna azienda parmigiana si è fatta avanti per salvare il Parma Calcio – e cosa c’è di più popolare della squadra di calcio cittadina – che ora ha una proprietà bresciana, come può pensare che vengano in soccorso del Regio?”, la provocazione della tele-giornalista, alla quale il primo cittadino replicò così: “Il Teatro Regio è parmapress24 foto pizzarotti regioammirato in tutto il mondo, ci sono centinaia di persone che arrivano ogni anno dal Giappone o dalla Germania. Quindi, quando io lancio questo tipo di appello –progressivamente, quando avremo ridefinito la  governance, daremo l’idea di quello che è il progetto del futuro – sicuramente verrà ampliato proprio per la visibilità europea di cui godiamo in questo momento. Però io credo che se si vuole dare una immagine di coesione dei cittadini e della società questa debba partire dagli imprenditori della monti-incontra-pizzarotti-barillapropria città. Ne abbiamo diversi, a livello nazionale e mondiale, partiamo da questi. E’ vero, sarebbe per me uno smacco venire assistito da aziende che non sono del territorio, visto che le abbiamo, però la nostra apertura è massima. Quello che vogliamo è fare è salvaguardare l’immagine della città e del Teatro: benvenuto è chiunque vorrà venire in aiuto di questa istituzione che penso sia preziosa, e per noi non sono solo parole, visto che siamo lì in prima fila, davanti a tutte le difficoltà che incontreremo e per quello che è stato fatto. Ci DSC04214crediamo veramente, spero che ci credano in tanti.” La pista imprenditoriale rimane dunque la principale opzione aperta per cercare di salvaguardare il patrimonio Regio, ed è indubbiamente interessante l’assist di Luigi Boschi tendente a mettere insieme le varie date centenarie del 2013. Idea che Carlo Fontana, dal 1° ottobre 2012 amministratore esecutivo del Teatro Regio ammette di non aver tenuto, non disdegnando, tuttavia, di prenderla in considerazione. Fontana, secondo quanto scrive nel suo reportage Raffaele Castagno regio parma repubblicasu parma.repubblica.it, “ha concesso un siparietto sulla sua fede milanista e i tre olandesi del Milan”. Nello stesso articolo leggiamo: “Boschi ha ricordato una piccola chicca storica, con la società crociata che nacque proprio nel segno di Verdi, con la dicitura Verdi Football Club: la proposta è quella di avere sulle maglie della società una “V””. Una “V” da “Festival verdiano”, stilizzata potrebbe trovar spazio magari come “toppa” sul braccio, se non direttamente come “sponsor”, come era stato nell’anno della retrocessione, quando rossi maglia correggioper alcune gare dei Crociati apparve la réclame della Mostra del Correggio. Come noto gli spazi commerciali sulla casacca sono già appannaggio di Folletto (main sponsor), Navigare (second sponsor) ed Erreà (sponsor tecnico); allora, invece, fu la Kome del fu-socio del Ghiro Angelo Medeghini, a rinunziare ai propri centimetri e cederli al “Correggio”. Vista la brescianità di Ghirardi e la proposta boschiana della “V” di Verdi, si potrebbe lanciare come maglia del Centenario (scusate la bestemmia) una di quella casacche stile rondinelle, dai progenitori dei nostri eroi talora sfoggiate negli anni ’50 con tinta gialloblù… In realtà, io, come maglia, non starei lì a strologare nulla, anche se magari a Parma Brand, che hanno nel proprio cubo l’onere e l’onore di occuparsi di tutto quanto ruota attorno al Centenario, si stanno scervellando. La maglia storica del Parma è la biancocrociata. Punto. Non iniziamo a proporre cubi-gialloblù più o meno stilizzati pertusi si concerto tardini 2013da mettere sulla pelle dei calciatori…Piuttosto, a Parma Brand doniamo una nostra vecchia proposta, lanciata proprio pochi giorni dopo la nascita di stadiotardini.com: perché non organizzare un grande concerto lirico al Tardini per il Centenario? Attraverso  il nostro quotidiano on line, nel dicembre del 2010, era stato il presidente della Corale Verdi Andrea Rinaldi a parlarne per primo, trovando poi il consenso niente di meno che del basso di fama internazionale Michele Pertusi. I tempi potrebbero esser maturi: ora che grazie a Parma Brand c’è stata questa contaminazione del calcio con il mondo dell’arte, del fashion, del green, della cucina e della cultura l’ipotesi potrebbe trovare terreno fertile per divenire realtà. Gabriele Majo

 

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1 commenti:

Anonimo ha detto...

ci pensi quel pyton di monti


il salvatore