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mercoledì 29 dicembre 2010
DUE PAROLE SU ANTONELLI E PALOSCHI…
Il nostro commiato ai due giovani calciatori ceduti al Genoa
Grido di Battaglia mi ha scritto per chiedere cosa penso delle cessioni (a suo modo di vedere affrettate) di Paloschi ed Antonelli: “Non crede che così si siano persi due giocatori più giovani e due elementi fondamentali del tanto decantato gruppo sin dai tempi della serie B? Glielo chiedo anche perché seguendo il suo sito mi è parso di capire che Lei stesso sia affezionato ai due ragazzi…” Grido di Battaglia mi ha preceduto, perché in effetti avevo in animo di fare qualche considerazione su questa operazione di mercato sin da quando era stata paventata ed avevo verificato essere veritiera: sicché anziché rispondergli nello spazio commenti dedico alla questione il presente articolo. Come giustamente il lettore ha notato sono piuttosto affezionato a Paloschi e ad Antonelli: lo stesso Alberto ha ricordato, nel volume a mia cura “Parma in A”, dato alle stampe dalla Società in collaborazione con Mup, che fui io ad accoglierlo la prima volta quando il Milan se ne privò (di una metà) mandandolo da noi…
(Continua all’interno)
Su quel libro, del quale era il primo protagonista in copertina, Paloschi ebbe la bontà di inserirmi nel suo album di ricordi della promozione: “Majo, la cui faccia è stata la prima che ho visto appena arrivato Parma e al quale rispondo sempre “Etciù” quando arriva a Collecchio e dice “salute!”, ed i servizi fotografici da lui organizzati nei quali sembra di essere sul set di Scherzi a Parte.” Il riferimento era al servizio che gli aveva dedicato pochi giorni prima Sport Week, a cura del fotografo parmigiano Edoardo Fornaciari, con scatti effettuati in Piazza Duomo con pose impossibili (no, non dell’atleta, bensì del ghigner). Sempre su “Parma in A” Antonelli, invece, scrisse così: “La sincera, stretta amicizia nata tra noi giovani credo sia stata il valore aggiunto… Per questo spirito di amicizia una volta Paloschi stava per combinarla grossa: a Livorno, dopo il suo gol, siccome mi aveva promesso di correre da me per abbracciarmi in panchina ,
si è trovato invece quasi sotto la Curva avversaria: evidentemente la bussola non gli funziona tanto bene quando segna…” Per poi concludere così la sua pagina: “Tutti sognano di approdare ad un club di prima fascia e questo vale anche per me: ma adesso ho bisogno di crescere dal punto di vista professionale e Parma è la piazza ideale per me e per qualsiasi altro giovane che debba farsi le ossa. Capito Paloschi?” Le ossa, alla fine, se le sono fatte entrambi, ed insieme, stessa destinazione, (e questo, almeno, è il lato bello della questione) se ne sono andati da Parma, anche se non precisamente in un grande club, con tutto il rispetto che si deve al Genoa, che è la squadra più antica d’Italia, ma certo non al livello delle tre formazioni metropolitane dalle strisce verticali (Antonelli sei mesi fa avrebbe potuto passare all’Inter, ma fu il presidente Ghirardi in persona a volerlo trattenere). E qui alla mente mi tornano altri due
“gemelli”, cresciuti nel Parma e poi venduti (con evidente scopo di fare cassa, per pagarsi le ristrettezze dell’inferno della serie B) durante la gestione Ghirardi, non alle grandissime come si pensava, bensì a squadre di fasce inferiori: Cigarini e Dessena. Pecunia non olet. E un’altra similitudine che si può fare – anche se in questo caso la meta finale era appunto una grande – è con il trasferimento Mariga di un anno fa: evidentemente alla fine dell’anno solare, tempo di bilanci, appare più evidente che non in estate, quanto è necessario monetizzare al fine che non sia sempre la proprietà (con ricapitalizzazioni ed aumenti di capitale) a “smenarci” per tenere i conti in ordine. Come lo scorso anno servivano circa 10 milioni di euro, poi più o meno realizzati con la vendita del centrocampista keniota all’Inter, altrettanti ne servirebbero quest’anno: e la transazione economica con il Genoa ne dovrebbe averne portati circa 8 in cassa. A fronte di questa impellente esigenza vengono in sottordine le
considerazioni di carattere tecnico: rispetto ad un anno fa, però, oggi il Parma non naviga in condizioni di classifica “ottimali”, per cui prima di depotenziare la rosa è bene prestare attenzione. Sarà stato anche un caso, ma dodici mesi fa il periodo di flessione coincise con un mercato invernale che oggettivamente vide la squadra impoverita (per lo meno sul piano quantitativo a centrocampo, anche se soprattutto Valiani, ma pure Jimenez si fecero assai apprezzare pur dovendosi disimpegnare fuori ruolo),tuttavia
c’erano i tanti punti raccolti prima a dare tranquillità. Dote che quest’anno non c’è… I due nuovi arrivati, Modesto e Palladino, sono più “anziani” rispetto ad Antonelli e Paloschi: difficilmente un domani il Parma potrà realizzare una plusvalenza economica con la loro cessione; al contrario Preziosi, che pure adesso non si è risparmiato, dai due giovanotti appena arrivati potrebbe ricavare denari in più, dopo un’ulteriore valorizzazione. Insomma il Genoa non ha lesinato e ha fatto un investimento tecnico- economico. Il Parma ha soprattutto monetizzato, anche se oggi abbiamo ascoltato l’allenatore Marino sposare ed avallare in pieno l’operazione anche dal punto di vista tecnico. Si dirà che Paloschi non
giocava da circa un anno (per via del reiterarsi degli infortuni). Sì, ma anche Palladino non è che abbia giocato molto di più… Si dirà che negli ultimi 2 mesi (volendo esagerare) Antonelli ha saltato qualche gara, eppure era entrato (a mio avviso un po’ in anticipo) nel giro della Nazionale. Modesto assieme a Mesto qualche anno fa fece, sugli out, la fortuna della Reggina dei miracoli, che si salvò nonostante una forte penalizzazione: se dovesse rendere
come il Valiani di un anno fa sarebbe un ottimo acquisto. In questo contesto non inserisco Toni Calvo, un po’ perché non ho molti elementi di giudizio, ed un po’ perché andrei fuori tema, dal momento che il lettore mi chiedeva un giudizio sulla cessione di Antonelli e Paloschi. Caro Grido di Battaglia, di questi tempi ritengo che non ci si debba affezionare ai calciatori, perché, ad onta della parola “progetto” della quale spesso si abusa, in realtà nel calcio moderno si vive alla giornata, perché da nessuna parte si accetta tranquillamente di perdere delle partite (o dei punti) durante la fase di costruzione di una nuova era. Parma non fa eccezione, perché, sia pure con i consueti metodi garbati, al profeta del bel calcio Marino ha già presentato il conto. Però io credo che al di là degli alibi che spesso vengono ricercati, lui paghi anche le modalità del suo arrivo che hanno destato non poche
perplessità e l’eredità pesante che ha raccolto. Visto che qualcosa non ha funzionato nella prima parte di stagione – che ha scontentato prima di tutto il Presidente, che non lo ha certo nascosto, ma anche la piazza – ora Leonardi sta cercando di correre ai ripari con operazioni che possano – nelle intenzioni – migliorare l’insieme e nello stesso tempo non penalizzare il portafoglio. Da nostalgico o da romantico mi piacerebbe che la stessa squadra durasse almeno un campionato intero (se non addirittura per più stagioni), ed invece dobbiamo abituarci all’idea
che oggi uno è un nostro beniamino e domani (o tra un mese) è un nostro avversario. Altro che Paloschi nuovo Barbuti... (La reminiscenza è sempre dal volume Parma in A: a proposito se a qualcuno interessasse ne abbiamo ancora disponibile qualche copia, per info scrivete a stadiotardini@stadiotardini.com ). Navigando sui forum, ed ascoltando un po’ di tifosi dal vivo, ho notato, frequente, questa curiosità: “Ma come, Ghirardi e Preziosi non avevano litigato? Eppure fanno affari insieme...”
Se è per quello anche con Andrea Berta, ex Ds crociato e del Carpenedolo, ed attuale uomo mercato del Genoa, Tommaso non ha più feeling (anzi, il contrario). Pare che il deus ex machina della complessa operazione sia stato il procuratore Tullio Tinti, che avrebbe imbastito la tela, snellendo il lavoro poi rifinito da Pietro Leonardi per il Parma e dal Ds del Genoa Stefano Capozucca. (gabriele majo)
(Continua all’interno)
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2 commenti:
Ringrazio il sig. Majo per avermi risposto, addirittura dedicando un post alla questione che avevo posto... bell'articolo, con cui del resto mi trovo sostanzialmente d'accordo.
Grazie e Buon 2011!
Ricambio l'auspicio, e grazie a Lei per avermi offerto l'opportunità di parlare di quei due "ragazzacci", sperando di non doverli troppo rimpiangere... Gm
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