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venerdì 22 aprile 2011
COLOMBA: “PENSO AI TRE PUNTI, NON ALLA RIVALITA’”
All’andata fu considerata la madre di tutte le partite, ma dopo la partenza di Marino il revival di Guidolin è un po’ meno sentito, anche perché ci sono cose più concrete a cui pensare
(gmajo) – Parma-Udinese, all’andata, venne considerata la madre di tutte le partite, e la vittoria finale venne festeggiata in stile Champions. Esonerato Marino, però, il revival di Guidolin è un po’ meno sentito, anche perché, come ha ricordato Franco Colomba durante la press conference di stamani, ci sono cose più concrete a cui pensare: “Io – ha detto Psycolomba – parto da un presupposto, che è quello dei tre punti che ci sono in palio. L’Udinese, in questo momento, è l’avversario più scomodo da affrontare, per tanti motivi, però io guardo il Parma e dico che siamo una squadra che può dare fastidio e dobbiamo essere fastidiosi. Fastidiosi e scorbutici da affrontare, e vediamo cosa riusciamo a fare. Tutto qui. Non sto a pensare alle antiche e vecchie rivalità di ex allenatori o di ex giocatori, perché in ogni partita che vai affrontare c’è una situazione di questo tipo. Quindi è inutile guardare queste situazioni qua, bisogna guardare i punti che ci sono in palio e basta. Noi dobbiamo essere compatti: se riusciamo a esserlo possiamo essere fastidiosi. Il problema, quando si affrontano certe squadre che sono muscolari, ma anche tecniche, è che non puoi mai stare tranquillo, perché sul tuo errore giocano gli altri. E anche noi dobbiamo essere così. Sarà una partita nella quale dovremo sbagliare poco, perché l’Udinese è capace di sfruttare gli errori altrui”. All’interno la trascrizione integrale della conferenza stampa di Franco Colomba
Michele Angella (Teleducato) – Le chiedo se un po’ teme l’euforia che si è venuta a creare questa settimana attorno alla squadra, nell’ambiente…
“Euforia… Io ho visto soltanto soddisfazione per un risultato. Tutta questa euforia non l’ho vista. Siamo soddisfatti del risultato, ma anche consapevoli anche che non serve a nulla se non diamo seguito nelle prossime partite. E la prima è quella con l’Udinese… No, non credo che ci sia euforia. Credo che le lezioni del passato possano e debbano servire. Quindi non ci siamo lasciati andare: di questo sono sicuro. Sono convinto che potremo fare una prestazione degna dell’impegno che abbiamo, perché, onestamente, l’Udinese è la squadra più tosta che potesse capitarci in questo momento, per svariati motivi”.
Michele Angella (Teleducato) – L’Udinese ha un allenatore che in questo periodo, ma anche nei mesi precedenti, per quello che è stato fatto, è stato molto celebrato dalla stampa. Si parla adesso di un futuro addirittura in una grande squadra. E’ un allenatore, Guidolin, che come lei ha fatto tanta gavetta e conosce bene il mestiere: le chiedo cosa prova nel vedere allenatori che sono subito partiti da una grande squadra?
“Mi è già stata fatta questa domanda. Io credo che poi, tutto sommato, la gavetta non sia una controindicazione, anzi, è una cosa che ti aiuta. Però ci sono anche certi ex giocatori che, dall’alto della loro esperienza in grandi squadre, possono, per certi versi, avvalersi di un bonus di questo genere, vale a dire: tu sai come si allena una grande squadra, tu sai come sono i grandi giocatori, e allora smetti di giocare e ti viene data questa possibilità. Ad esempio a qualcuno è andata bene, ad altri meno bene. Dipende. Io penso che farsi sulla propria pelle delle esperienze sia sempre complicato, però ci sono certi grandi giocatori che sono stati all’altezza: Mancini, tutto sommato, sono diversi anni che vince. Una volta una Coppa Italia, una volta un Campionato, una volta… Devo dire che Mancini era già un allenatore in campo: quindi se così era, è avvantaggiato. Comunque non sono invidioso…”
Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) – Parlando della partita di domani: come ha presentato l’impegno?
“Sappiamo benissimo che tipo di squadra è. E’ composta per la quasi totalità da nazionali, per quanto siano nazionali di squadre straniere, magari poco conosciute, però sempre di nazionali si tratta. Quindi bisogna che sappiamo che affrontiamo una squadra di ottimo livello, allenata bene, che vive un momento di euforia. E’ una squadra che, come Lazio, è passata quasi dal lottare per non retrocedere alla zona Champions League: quindi vuol dire che c’era una base che quest’anno è stata sfruttata bene e noi dobbiamo fare la nostra partita. Noi non possiamo prescindere da determinate nostre caratteristiche che cercheremo di mettere in campo. Tutto qua. Grandi giocatori dall’altra parte, ma lo sanno: cercheremo di essere all’altezza della situazione”.
Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) – Parlando della sua serenità, alla quale aveva accennato Zaccardo qualche giorno fa, probabilmente lei è anche scevro dal confronto con Guidolin, perché qui col fatto che arrivasse Marino dall’Udinese e Guidolin dal Parma all’Udinese, all’andata questo incrocio venne presentato con molta enfasi. E forse si trattò di una partita molto sentita anche dalle due squadre. Lei ha provato questa rivalità, anche se non la riguarda direttamente?
“Ma no. Io parto da un presupposto, che è quello dei tre punti che ci sono in palio, e dico la verità. Ribadisco che l’Udinese, in questo momento, è l’avversario più scomodo da affrontare, per tanti motivi, però io guardo il Parma. Guardo il Parma e dico che siamo una squadra che può dare fastidio e dobbiamo essere fastidiosi. Fastidiosi e scorbutici da affrontare, e vediamo cosa riusciamo a fare. Tutto qui. Non sto a pensare alle antiche e vecchie rivalità di ex allenatori o di ex giocatori, perché in ogni partita che vai affrontare c’è una situazione di questo tipo. Quindi è inutile guardare queste situazioni qua, bisogna guardare i punti che ci sono in palio e basta”.
Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) – Aspetto tattico: questa Udinese, lo ha dimostrato anche l’altro giorno con il Napoli, è molto brava a colpire nei difetti o a trovare i problemi degli avversari. Ma è facile pensare che quello di domani non sia lo stesso copione: magari il Parma sarà un po’ più guardingo…
“Noi dobbiamo essere compatti. Se riusciamo a esserlo possiamo essere fastidiosi. Il problema, quando si affrontano certe squadre che sono muscolari, ma anche tecniche, è che non puoi mai stare tranquillo, perché sul tuo errore giocano gli altri. E anche noi dobbiamo essere così. Sarà una partita nella quale dovremo sbagliare poco, perché l’Udinese è capace di sfruttare gli errori altrui”.
Michele Gallerani (Sky) – La scorsa settimana, prima dell’Inter, disse che sarebbero arrivati dei momenti nei quali poter correre dei rischi. Quel momento non è ancora arrivato…
“Rischi… Insomma, non è cambiato molto per noi: è tutto tale e quale, siamo sempre in lotta. Poi i rischi si prendono tutte le domeniche, in tutte le partite. Poi c’è il periodo nel quale ti senti particolarmente convinto e consapevole di stare bene che puoi permetterti qualcosa in più: in questo momento io sono rimasto soddisfatto della prestazione ed anche del risultato di sabato scorso, però questo non autorizza ad essere presuntuosi o a considerarsi usciti da un problema. Dal problema ne usciremo il 22 maggio, io credo…”
Michele Gallerani (Sky) – Piccola premessa: c’è un famoso negozio che vende articoli sportivi, che ha un paio di pantaloni con un laccio che tirandolo o accorciandolo allunga o accorcia i pantaloni. A che altezza siamo arrivati?
“Eh, eh (sorride, nda), questa è bella, perché hai ripreso una mia battuta. Siamo ancora lì, bisogna vedere, siamo ancora come a inizio settimana, a mezza gamba, vediamo piano piano di arrivare fino in fondo…”
Jonathan Belletti (Radio Bruno) – Lei e Guidolin avete un percorso simile, avete giocato assieme nel Bologna, poi avete allenato entrambi sia il Parma che il Bologna. Com’è il rapporto tra voi?
“Ottimo. Buono, anche perché pur non sentendoci proprio con continuità, abbiamo un buon ricordo. Ha la mia età, per cui abbiamo fatto, più o meno, le stesse annate in giro per il calcio. Siamo in ottimi rapporti…”
Jonathan Belletti (Radio Bruno) – Curiosità: in quel Bologna chi era il più forte tra voi due?
“Con quel Bologna venivamo da una retrocessione: fu un Bologna costruito male, perché dove c’era già un Colomba non doveva esserci un Guidolin, doveva esserci un altro tipo di giocatore: invece presero Guidolin e presero Roselli, che erano ancora loro due giocatori di impostazione e di qualità. E quindi quando poi si fece male Paris, che era l’unico mediano incontrista che avevamo, retrocedemmo. La verità fu questa, perché pur dando tutti tutto quello che avevamo dentro, non riuscimmo in serie B, che è poi un campionato di ritmo, ad esprimerci bene e facemmo fatica”.
Jonathan Belletti (Radio Bruno) – Dal punto di vista tattico, chi era il migliore tra voi due…
“Il migliore… Ma che c’entra? Non stiamo a guardare queste cose…”
Gabriele Majo (http://www.stadiotardini.com/) – Sempre a proposito di Guidolin: ieri Moggi ha affermato che sarebbe pronto per una grande squadra, e lui faceva riferimento diretto alla Juventus. Visto che lei è coetaneo…
“Eh sì… Che lui sia maturo ne sono convinto anch’io. E’ pronto, a mio avviso, per fare un salto importante, perché onestamente ha provato tantissime esperienze: mi sembra, forse, abbia sbagliato una o due stagioni, come risultati, ma poi la qualità tecnica, secondo me, c’è”.
Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) – Squadra che vince non si cambia?
“Gruppo che vince non si cambia, e il gruppo è questo: siamo 20 o 22, non è questione di squadra nel senso di chi va in campo. Molto spesso e questo è un po’ un ‘malcostume’, si pensa che solamente chi scende in campo dall’inizio sia il privilegiato. Io credo che sia privilegiato chi scende in campo nei 18 e sia sfortunato, ma non per questo da eliminare, o da considerare più scadente, chi va in tribuna, perché queste rose larghe ormai sono un fatto consolidato. Quindi chi scende in campo scende in campo dall’inizio, chi entra deve fare la differenza, perché deve fare qualcosa in più, chi sta in tribuna sta in tribuna per scelta di circostanza, ma la settimana dopo può giocare. Quindi non è questo il problema. Staremo a vedere. Di sicuro il gruppo è lo stesso, quindi mi auguro che porti bene…”
(Conferenza Stampa di Franco Colomba al Centro Sportivo di Collecchio del 22.04.2011. Registrazione audio e trascrizione a cura di Gabriele Majo per http://www.stadiotardini.com/)
“Euforia… Io ho visto soltanto soddisfazione per un risultato. Tutta questa euforia non l’ho vista. Siamo soddisfatti del risultato, ma anche consapevoli anche che non serve a nulla se non diamo seguito nelle prossime partite. E la prima è quella con l’Udinese… No, non credo che ci sia euforia. Credo che le lezioni del passato possano e debbano servire. Quindi non ci siamo lasciati andare: di questo sono sicuro. Sono convinto che potremo fare una prestazione degna dell’impegno che abbiamo, perché, onestamente, l’Udinese è la squadra più tosta che potesse capitarci in questo momento, per svariati motivi”.
“Mi è già stata fatta questa domanda. Io credo che poi, tutto sommato, la gavetta non sia una controindicazione, anzi, è una cosa che ti aiuta. Però ci sono anche certi ex giocatori che, dall’alto della loro esperienza in grandi squadre, possono, per certi versi, avvalersi di un bonus di questo genere, vale a dire: tu sai come si allena una grande squadra, tu sai come sono i grandi giocatori, e allora smetti di giocare e ti viene data questa possibilità. Ad esempio a qualcuno è andata bene, ad altri meno bene. Dipende. Io penso che farsi sulla propria pelle delle esperienze sia sempre complicato, però ci sono certi grandi giocatori che sono stati all’altezza: Mancini, tutto sommato, sono diversi anni che vince. Una volta una Coppa Italia, una volta un Campionato, una volta… Devo dire che Mancini era già un allenatore in campo: quindi se così era, è avvantaggiato. Comunque non sono invidioso…”
“Sappiamo benissimo che tipo di squadra è. E’ composta per la quasi totalità da nazionali, per quanto siano nazionali di squadre straniere, magari poco conosciute, però sempre di nazionali si tratta. Quindi bisogna che sappiamo che affrontiamo una squadra di ottimo livello, allenata bene, che vive un momento di euforia. E’ una squadra che, come Lazio, è passata quasi dal lottare per non retrocedere alla zona Champions League: quindi vuol dire che c’era una base che quest’anno è stata sfruttata bene e noi dobbiamo fare la nostra partita. Noi non possiamo prescindere da determinate nostre caratteristiche che cercheremo di mettere in campo. Tutto qua. Grandi giocatori dall’altra parte, ma lo sanno: cercheremo di essere all’altezza della situazione”.
“Ma no. Io parto da un presupposto, che è quello dei tre punti che ci sono in palio, e dico la verità. Ribadisco che l’Udinese, in questo momento, è l’avversario più scomodo da affrontare, per tanti motivi, però io guardo il Parma. Guardo il Parma e dico che siamo una squadra che può dare fastidio e dobbiamo essere fastidiosi. Fastidiosi e scorbutici da affrontare, e vediamo cosa riusciamo a fare. Tutto qui. Non sto a pensare alle antiche e vecchie rivalità di ex allenatori o di ex giocatori, perché in ogni partita che vai affrontare c’è una situazione di questo tipo. Quindi è inutile guardare queste situazioni qua, bisogna guardare i punti che ci sono in palio e basta”.
“Noi dobbiamo essere compatti. Se riusciamo a esserlo possiamo essere fastidiosi. Il problema, quando si affrontano certe squadre che sono muscolari, ma anche tecniche, è che non puoi mai stare tranquillo, perché sul tuo errore giocano gli altri. E anche noi dobbiamo essere così. Sarà una partita nella quale dovremo sbagliare poco, perché l’Udinese è capace di sfruttare gli errori altrui”.
“Rischi… Insomma, non è cambiato molto per noi: è tutto tale e quale, siamo sempre in lotta. Poi i rischi si prendono tutte le domeniche, in tutte le partite. Poi c’è il periodo nel quale ti senti particolarmente convinto e consapevole di stare bene che puoi permetterti qualcosa in più: in questo momento io sono rimasto soddisfatto della prestazione ed anche del risultato di sabato scorso, però questo non autorizza ad essere presuntuosi o a considerarsi usciti da un problema. Dal problema ne usciremo il 22 maggio, io credo…”
“Eh, eh (sorride, nda), questa è bella, perché hai ripreso una mia battuta. Siamo ancora lì, bisogna vedere, siamo ancora come a inizio settimana, a mezza gamba, vediamo piano piano di arrivare fino in fondo…”
Jonathan Belletti (Radio Bruno) – Lei e Guidolin avete un percorso simile, avete giocato assieme nel Bologna, poi avete allenato entrambi sia il Parma che il Bologna. Com’è il rapporto tra voi?
“Ottimo. Buono, anche perché pur non sentendoci proprio con continuità, abbiamo un buon ricordo. Ha la mia età, per cui abbiamo fatto, più o meno, le stesse annate in giro per il calcio. Siamo in ottimi rapporti…”
“Con quel Bologna venivamo da una retrocessione: fu un Bologna costruito male, perché dove c’era già un Colomba non doveva esserci un Guidolin, doveva esserci un altro tipo di giocatore: invece presero Guidolin e presero Roselli, che erano ancora loro due giocatori di impostazione e di qualità. E quindi quando poi si fece male Paris, che era l’unico mediano incontrista che avevamo, retrocedemmo. La verità fu questa, perché pur dando tutti tutto quello che avevamo dentro, non riuscimmo in serie B, che è poi un campionato di ritmo, ad esprimerci bene e facemmo fatica”.
Jonathan Belletti (Radio Bruno) – Dal punto di vista tattico, chi era il migliore tra voi due…
“Il migliore… Ma che c’entra? Non stiamo a guardare queste cose…”
“Eh sì… Che lui sia maturo ne sono convinto anch’io. E’ pronto, a mio avviso, per fare un salto importante, perché onestamente ha provato tantissime esperienze: mi sembra, forse, abbia sbagliato una o due stagioni, come risultati, ma poi la qualità tecnica, secondo me, c’è”.
Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) – Squadra che vince non si cambia?
“Gruppo che vince non si cambia, e il gruppo è questo: siamo 20 o 22, non è questione di squadra nel senso di chi va in campo. Molto spesso e questo è un po’ un ‘malcostume’, si pensa che solamente chi scende in campo dall’inizio sia il privilegiato. Io credo che sia privilegiato chi scende in campo nei 18 e sia sfortunato, ma non per questo da eliminare, o da considerare più scadente, chi va in tribuna, perché queste rose larghe ormai sono un fatto consolidato. Quindi chi scende in campo scende in campo dall’inizio, chi entra deve fare la differenza, perché deve fare qualcosa in più, chi sta in tribuna sta in tribuna per scelta di circostanza, ma la settimana dopo può giocare. Quindi non è questo il problema. Staremo a vedere. Di sicuro il gruppo è lo stesso, quindi mi auguro che porti bene…”
(Conferenza Stampa di Franco Colomba al Centro Sportivo di Collecchio del 22.04.2011. Registrazione audio e trascrizione a cura di Gabriele Majo per http://www.stadiotardini.com/)
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2 commenti:
Ma ragazzi, ma si può mettersi i calzini bianchi con la scarpe nere e le braghette corte. Una roba inguardabile. Si vergogni mister! Chi pensa di essere? un turista tedesco in gita a Firenze? Ma scherziamo? Dato che Parma è una società gloriosa non si può vestirsi in modo così indecente. Ma guardatelo, sembra un anziano di un centro per anziani in riabilitazione seduto su una sedia del giardino se consideriamo la maglietta bianca!
Un po' di eleganza, un po' di stile. Adesso io quella maglietta bianca erreà l'abbinerò sempre nella mia mente a questa immagine triste di Colomba.
Luigi
Salve Luigi, forse la mia "inquadratura" è un po' impietosa e non rende giustizia a mister Franco Colomba, spesso di una eleganza impeccabile. Certo se la conferenza stampa precede (o è immediatamente seguente) all'allenamento può capitare che sia in tenuta "sportiva", dal momento che gli abiti di lavoro quelli sono. Certo non è né il primo nè l'ultimo allenatore ad avere fatto a Collecchio (ma capita anche altrove) una conferenza stampa così "abbigliato", non mi scandalizzerei più di tanto. Certo Colomba non è un giovane aitante come Amauri, ma a me è parso tante volte inestetico vedere anche dei giocatori in ciabatte: "Psycolomba", almeno, sfoggia scarpini crociati. Se poi sono abbinate a calze bianche, beh... quelle fanno parte della divisa... D'accordo che l'occhio vuole la sua parte, ma se continuerà ad infondere, grazie alla sua maturità ed equilibrio alla squadra e all'interno ambiente, come ha fatto fino a ora, io gli perdonerei l'aspetto "informale" durante la conferenza. Insomma pensiamo più al monaco che all'abito... Buona Pasqua! Gmajo
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