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mercoledì 2 novembre 2011

IL FLESSIBILE UFFICIO STAMPA DEL PARMA NELLA TESTIMONIANZA DI UN COLLEGA DISABILE

Lettera-articolo a stadiotardini.com in cui si elogiano struttura e personale (compresi responsabile sicurezza, steward e hostess): “Un esempio assoluto di competenza e di cortesia mai riscontrata prima in altre zone d’Italia: sono queste le frasi che meglio caratterizzano l’esperienza del giornalista che è stato messo nelle condizioni ottimali per svolgere il proprio lavoro, diversamente da quanto accade in altri impianti sportivi sicuramente più rinomati, ritenuti il fiore all’occhiello di alcune società”
tardini monumentaleNon importa il suo nome, così come non importa la testata giornalistica per cui scrive: l’attenzione, in questo racconto, deve essere rivolta unicamente alla capacità di affrontare i problemi e di essere flessibili, caratteristiche che spesso mancano nel panorama italiano. Durante una gara qualsiasi di un campionato di Serie A, una persona chiama l’Ufficio Stampa del Parma per chiedere informazioni: si tratta di un giornalista con difficoltà motorie che chiede delucidazioni sulla possibilità di assistere ad una gara allo Stadio Tardini, appunto per esercitare la sua professione. Tempestiva la risposta dell’interlocutore e il conseguente contatto con il referente per la sicurezza dell’impianto sportivo. Qualche giorno prima della gara, arriva il verdetto finale, cioè la possibilità di accomodarsi in Tribuna Autorità attraverso una serie di ascensori interni, seppur in una posizione di passaggio che “potrebbe ridurre la capacità di vedere al meglio la gara in corso”, così rispondono dal Tardini.
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tribuna autorità tardiniIl giorno della partita, il giornalista si reca allo sportello accrediti e, dopo aver lasciato il proprio nominativo, viene accolto da uno steward che lo scorterà nel suo percorso verso la postazione assegnata, mostrando reale gentilezza - e non quella spesso obbligata che si rivolge alla stampa -. Attraverso un ascensore pubblico, e quindi non riservato solo alla società ma fruibile da tutti, si raggiunge la sala conferenze stampa, alla fine della quale un corridoio porta direttamente alla zona autorità, dopo essere passati da un punto di ristoro accogliente. Durante questo percorso, il gentile steward cerca di giustificare una situazione che invece sembra essere stadiotardini settore disabiliassolutamente ottimale, e sicuramente lo è se paragonata alla maggior parte degli atri stadi italiani. La posizione dove vedere la partita si mostra sin da subito assolutamente strategica: ottima visuale, assolutamente nulla a che vedere con la “posizione di passaggio” citata in precedenza e gestita da altri steward che si sono distinti per competenza e cortesia. Poco prima dell’inizio della gara, ecco arrivare la lista delle formazioni che scenderanno in campo da lì a poco: un altro segnale di competenza e di attenzione verso chi non può stare in tribuna stampa assieme ai colleghi. La gara inizia e la cortesia si ritrova in egual modo anche tra le hostess del Tardini, che mettono il giornalista nella migliore condizione possibile di lavorare. Durante l’intervallo c’era la possibilità di usufruire del punto di ristoro o dei servizi igienici adeguatamente attrezzati e tutto il personale, da quello operativo a quello istituzionale, hanno mostrato disabili tardinicortesia e disponibilità. Pochi minuti prima del termine della competizione, il primo steward che aveva accompagnato il giornalista in quella posizione, si incarica si condurlo nella zona mista, quell’area riservata alla stampa per effettuare le interviste del post partita. Attraverso un altro ascensore è stata raggiunta la zona stabilita e, anche lì, tutte le persone della sicurezza hanno mostrato disponibilità e cortesia, ovviamente nel limite del possibile dei loro compiti. Al termine della serata, poi, lo stesso steward ha riaccompagnato il giornalista, scortandolo all’uscita e preoccupandosi che si fosse tutto svolto al meglio. Un esempio assoluto di competenza e di cortesia, una capacità di essere flessibili mai riscontrata prima in altre zone d’Italia: sono queste le frasi che meglio caratterizzano l’esperienza del giornalista che è stato messo nelle condizioni ottimali per svolgere il proprio lavoro, diversamente da quanto accade in altri impianti sportivi sicuramente più rinomati, ritenuti il fiore all’occhiello di alcune società.
fabio e l'upper class per i disabili al tardiniUna piccola nota aggiuntiva: prima di diventare tale, il giornalista in questione a volte assisteva alle gare presso il Tardini, nell’area disabili: ci potranno essere cose da sistemare o da migliorare sicuramente (ad esempio le tettoie che sono obbligatorie), ma anche in quel contesto la gentilezza e la disponibilità degli operatori è senza dubbio un valore aggiunto e si riscontra nelle piccole cose, come il mettere a disposizione una bevanda calda o un succo di frutta: decisamente un miraggio rispetto ad altre piazze.

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