
(gmajo) – La rubrica si intitola
L’opinione di Majo, ma in questo caso credo che
l’opinione di Majo sia comune a quella di
chiunque era presente a Novara ieri sera, o più semplicemente si è visto la partita
vespertina comodamente con le
natiche sul divano di casa.
Il solito Parma, incapace del salto di qualità. O se preferite bocciato all’ (ennesimo) esame di maturità. Chissà se la formazione (undici esatti) messa insieme dal giocatore-allenatore
Corradone ne ha parlato a cena con
Massimo Paci, che aveva invitato i suoi vecchi amici (quanti i chilometri da loro percorsi per portargli il fuoristrada nel posteggio dello stadio ove giocava, per fargli guadagnare un po’ di tempo di riposo, anziché tornare con il torpedone della squadra!) magari per nulla convinto di essere proprio lui a doverli consolare. Ho incrociato i
“Corradoniani” all’uscita del
Piola ed erano tutti quanti piuttosto delusi e direi pure infervorati per l’ennesima delusione collezionata.
“E’ sempre il solito Parma!”, la frase più gettonata. Appunto:
incapace del salto di qualità o, se preferite, bocciato all’esame di maturità. Continua la lettura all’interno 
A cena, ieri sera nel n
ovarese, si è ritrovata pure l’intera
dinastia calcistica dei Porcari, gli storici capostipiti
Corrado e
Viscardo (solo per citarne due), perfino le zie
Paola e
Federica, ovviamente
Filippo, attuale punto di forza del
Novara, ma con un breve passato crociato (faceva parte di una operazione mercatale multipla col
Milan, di qualche tempo fa, non passata inosservata) oltre ad una miriade di calciatori di più generazioni che partendo da
Fidenza hanno fatto il giro delle squadre minori del territorio. Naturalmente anche per loro una serata, inaspettata, di festa. Non così per quella trentina di
Boys, partiti su tre auto, le cui targhe sono presto venute in possesso della
Polizia, cui è stato negato l’accesso allo stadio poiché non provvisti della
Tessera del Tifoso. E dire, come si vede nella foto sotto, che il
Piola è uno dei pochi impianti italiani con un settore dedicato ai
Tifosi No Tessera avversari, essendo che il
Novara, come il
Parma, è uno di quei rari club che ha

ottemperato alle disposizioni ministeriali di predisporlo per metterlo appunto a disposizione di costoro. Peccato, però, che dall’inizio della stagione tutte le gare siano sistematicamente interdette agli obiettori della tessera della regione di riferimento di ogni squadra in trasferta: sicché la predisposizione di un settore per costoro risulta essere una inutile beffa. Per loro, certo, ma anche per le società che si erano attenute e per chi da quei settori è sloggiato.
Vedi la delusione che ancora serpeggia tra gli ex abbonati di Curva Sud del Tardini,
“desaparecidos” uno dei quali ci aveva scritto la settimana scorsa, dopo aver visto i 2.000 e rotti bambini ospitati proprio lì. Pur senza l’apporto, numerico e non solo, di quei
30 Boys in trasferta
il colpo d’occhio della tifoseria crociata al Silvio Piola non era neanche male: tre torpedoni del
Coordinamento pieni, quello del
Petitot per metà
(all’Autogrill, come documentato dalla nostra fotogallery amatoriale pubblicata già ieri sera, durante la sosta, si è celebrato, bicchiere in mano, una sorta di compromesso storico tra le due organizzazioni, anche se Manfredini ci ha specificato che con Baroni non ci sono mai stati problemi di sorta) e diversi giunti con mezzi propri, tra cui i
Cinghiali Gialloblù, che risiedono lì vicino (sono di
Legnano). Insomma non proprio un esodo di

massa, ma una rappresentanza notevole. In evidenza lo striscione dei
Danè, che hanno lunedì scorso inaugurato la sede all’
Astra: abbiamo ancora
in freezer la
fotogallery che i
Cinghiali Gialloblù ci hanno mandato, vedremo di pubblicarla nelle prossime ore. In questi giorni, infatti, la
“pazza idea” del Derby benefico con la Reggiana ha un po’ monopolizzato il sito, facendoci tardare sulla abituale tabella di marcia della pubblicazione dei vari contributi. Spero ci perdonerete: del resto ho avuto modo di notare che quella
proposta revival di giocare una partita con la
Reggiana non è passata

inosservata e ha raccolto il gradimento di gran parte della
“base”. Sono stati in tanti ieri a chiedermi:
“E allora lo facciamo questo derby?” o a dirmi
“grande idea”. Angelo Manfredini, presidente del CCPC, che già ai nostri microfoni aveva espresso un parere favorevole (sia pure con riserva), ci ha ribadito che sarebbe davvero una grande dimostrazione di civiltà di cui il calcio di oggi ha bisogno. Beh: diamoci da fare, proviamoci. Se vogliamo veramente un calcio più umano, col buon sapore di una volta,
sosteniamo la proposta, anche perché gli ostacoli da superare non sono pochi. Certo se a decidere fosse il funzionario della
Polstato che ha diretto il servizio scorta di ieri sarebbe tutto più facile: egli, infatti, non ha esitato a familiarizzare con i tifosi gialloblù, accettando perfino un mezzo bicchiere di vino (nonostante fosse in servizio…) e una fetta di panettone, portando, poi, una bottiglia di
Gutturnio baroniano ai suoi sottoposti, assieme al resto

del dolce che era avanzato.
“Sono 30 anni che faccio questo mestiere, e credo che per non avere problemi si tratti solo di applicare una norma non scritta, quella del buon senso. E voi si vede subito di che pasta siete fatti”. Insomma una
esperienza diametralmente opposta a quella vissuta nella precedente trasferta dell’Olimpico – quando vennero perfino fatte togliere le scarpe ai componenti della comitiva, tra l’altro sottoposti a meticolosa perquisizione personale, o di quella prima ancora, a
Napoli, quando tutti quanti vennero fotografati e filmati, manco stessero avendo a

che fare con dei pericolosi malviventi.
“Le nostre armi sono queste”, ha detto
Manfredini, mostrando il banchetto improvvisato dal
“concorrente” Baroni. Scusate se ho divagato un po’ parlando di tifoseria, ma credo sia bello annotare anche queste
esperienze dirette vissute viaggiando fianco a fianco con loro. Sul
pullman del Petitot, al ritorno, si è persino celebrato un processo all’americana con tanto di accusa e difesa: sul banco degli imputati soprattutto il tecnico
Colomba, reo di non trasmettere le giuste motivazioni alla squadra e di fare dei cambi cervellotici, tipo
l’inserimento di Zè Eduardo per
Pellè. L’arringa difensiva faceva leva sulle referenze di un passato prossimo
(“La settimana scorsa non dicevate così…”) e soprattutto di un passato remoto
(“Quando ci ha salvato l’anno scorso non dicevate così”). Chiedere l’esonero è una esagerazione, hanno ammesso anche i
pubblici ministeri, però sarebbe bene che
il nocchiero capisse i suoi errori. Tipo il non mandare in campo
Crespo. Beh, ieri, onestamente, l’
Highlander non è che abbia potuto combinare chissà che cosa, quando, direi come tipica mossa della disperazione,
Psycolomba si è finalmente deciso a metterlo dentro (il
Novara, nel

frattempo, era passato in vantaggio, sicché c’era da rimediare e non da amministrare). Certo che se anziché provarci quando
i buoi erano già scappati del tutto (2-1) lo avesse fatto quando
ce n’era ancora qualcuno nel recinto (1-1), forse le cose avrebbero potuto andare diversamente. Invece il
cervellotico inserimento di
Zè Eduardo per
Pellè – ieri ritenuto, direi a ragione, tra i migliori in campo dei suoi (se la memoria non mi tradisce era stato così anche nella precedente gara disputata in Piemonte, alias a
Torino contro la
Juve all’esordio) – subito dopo il pareggio, meritatamente ottenuto

dai padroni di casa, dopo una ripresa piuttosto inguardabile dei nostri, avrebbe poi finito per condizionare anche le seguenti sostituzioni, una volta che
la frittata era stata servita. Il fondamentale
Zè Eduardo (che per
Paolo Grossi della
Gazza non è da
serie A) ha così migrato dalla fascia esterna destra di centrocampo – ove era stato posizionato al suo ingresso dallo
stratega,
desideroso di replicare la felice mossa in corso con l’Udinese di un attacco Biabiany-Giovinco (senza peraltro apportare cambiamenti alla
linea difensiva, rimasta sempre
a 4, e non mutata
a 3 come

contro i
guidoliniani) – a quella interna destra di centrocampo quando
Crespo ha rilevato
Morrone (facendo, tra l’altro, da
vettore della
fascia di capitano dal braccio del titolare della stessa a quella del suo vice
Lucarelli) in un pressoché inedito
4 3 3 (stessa difesa,
mediana con
Zè Eduardo, Galloppa, Valiani; dietro il
tridente Biabiany, Crespo, Giovinco); per terminare sull’out sinistro al posto del deludente
Rubin (tra l’altro cugino di Chiara Andreoli, la conduttrice di “Piacere mi presento”, anche se questo dettaglio non c’entra niente), quando questi ha lasciato il

posto a
Jadid. Non sarebbe stato più semplice, volendo proprio togliere
Pellè, pur essendo questi tra i più decenti dei suoi (a
Lucia di Fidenza, foto a lato, non è dispiaciuto neppure
Valiani, in effetti risultato essere più che sufficiente nella varie pagelle che ho passato al setaccio) mettere dentro subito il pari ruolo
Crespo (o al limite
Palladino, che pure era in panchina) ed evitare questa inutile girandola al
jolly brasiliano? Cambi poco convincenti, dunque, ma la cosa peggiore è la
mancanza di continuità, ammessa, peraltro, anche dal
l’imputato, che la cerca sia all’interno

della stessa partita, che tra più gare. Un altro
dettaglio raccapricciante è che quando il
Parma busca un gol finisce, poi, per
buscarne subito dopo un altro. E poi si fa notte fonda. E’ successo ancora una volta ieri. In appena
sette minuti il
Novara – decisamente meno dotato, ma più motivato – è riuscito a perfezionare la
memorabile rimonta, centrando una vittoria sul proprio terreno che mancava da quella di prestigio sull’
Inter di due mesi e una settimana fa, costata la
panca a
Gian Piero Gasperini. Il
Novara, tra l’altro nei minuti finali in inferiorità numerica per via della

(giusta) cacciata di
Gemiti, per fallo violento su
Biabiany (a me non era dispiaciuto, anche se c’è stato chi ha trovato irritante la sua prova), è riuscito a battere il
Parma, poiché proprio
più deciso e più affamato. Il vizio della pancia piena, come direbbe il
new Piovani, va bandito quanto prima. A sospingere verso l’impresa i piemontesi anche il
carattere di
Tesser (che nel
2004-05 avrebbe potuto essere sulla panca del
Parma in luogo di
Silvio Baldini, ma poi
declinò la profferta di Sacchi e Baraldi che virarono sul toscano) e un
pubblico commovente, in cui tutti, dicesi tutti, compresi eleganti signori in
paletò e signore con cappellino in tribuna, sottolineavano le azioni

dei loro con applausi o dei nostri con fischi, o
buuuuuuu di antica memoria. Magari sono stati proprio questi suoni a deviare la traiettoria del pallone calciato da
Giovinco su calcio di punizione, nel finale, proprio sul palo e non in rete, laddove
Giovinco aveva mirato. Sotto tono la prestazione della
Formica, nonostante per vederlo si fosse scomodato il
Cittì Prandelli che abbiamo incrociato all’ingresso allo stadio: rimango dell’idea che
Giovinco rimarrà in letargo fino a fine inverno. Spero di essere smentito, ma questa mia ormai datata previsione si sta puntualmente materializzando

ogni giornata che passa: spero che in
Coppa Italia col
Verona Colomba sperimenti
Palladino, così, tanto per trovare qualche risorsa alternativa per svernare... Ma vorrei tornare al pubblico di
Novara, e qui concludere le mie riflessioni: tante volte viene tirato a mano (sovente a sproposito) l’entusiasmo che c’era attorno al
Parma anni ’90. Ieri sera mi è parso di rivivere le stesse sensazioni, vedendo quegli spalti pressoché gremiti e il tifo genuino di tutti, tipico di chi la
serie A l’ha appena riconquistata dopo una lunga assenza. Qualcosa del genere lo avevo già provato qualche anno fa anche a
Modena, dove
l’inno, ad esempio era ancora di quelli ruspanti. Ecco, ieri sera per me stonavano troppo, in quell’atmosfera da bei tempi andati,
quegli altoparlanti con musica moderna sparata a manetta, che ha pesantemente interferito sull’audio della videoregistrazione del commento finale che gentilmente Tonino Raffa ci ha concesso e che risulta essere di ben difficile comprensione a chi lo clicca per ascoltarlo. A
Tonino avevo fatto notare che se uno guardava il
tabellino con

ben tre marcatori del
Novara, anche se uno andato in rete nella porta (per lui) sbagliata, poteva pensare che nel bene o nel male avessero fatto tutto i padroni di casa.
Il popolare radiocronista di Tutto il calcio minuto per minuto ha però obiettato, direi in modo un po’ buonista, che per un’ora il Parma c’era stato. Forse un’ora no, se si considera che già nei minuti finali della prima frazione Mirante e Paletta avevano neutralizzato il pareggio avversario. Ma anche ci fosse stato per un’ora, sarebbe stato insufficiente:
le gare durano 90’ + recupero: sarà bene che i nostri se lo

ricordino. Intanto suggerisco a
G sport di far installare al
Tardini (assieme alla famosa tettoia a protezione dei diversamente abili promessa, ma non ancora realizzata) un sistema di amplificazione analogo a quello del vecchio
Piola… Quello sì che si sente. Anche troppo…
Gabriele Majo CLICCA QUI PER VEDERE LA FOTOGALLERY AMATORIALE DELLA MARCIA DI AVVICINAMENTO DEL PULLMAN DELL’ASSOCIAZIONE PETITOT A NOVARA
4 commenti:
Brutta sconfitta ieri, sinceramente inaspettata dopo la prova con l'udinese e dopo i primi 45 minuti che per me sono anche 55 dato che all'inizio del secondo tempo eravamo ancora padroni del campo. All'improvviso abbiamo smesso di giocare, la sostituzione di Pellè è stata deleteria perché ci stava dando una grossa mano a tenere palla. Io avrei inserito un centrocampista centrale ma avrei cambiato Morrone o anche galloppa perché ci volevano forze fresche in mezzo al campo. Non avrei tolto Pellè, ma nel caso lo avrei cambiato con crespo come dice lei. Purtroppo ci siamo illusi dopo la vittoria di domenica e ora siamo tornati coi piedi per terra, vicinissimi alla zona retrocessione che ancora per un po' credo resterà una minaccia concreta, nonostante ci siano squadre peggiori della nostra. Io rimango però un sostenitore di colomba, credo che in fondo si debba essere soddisfatti e che sia giusto andare avanti con lui senza metterlo in discussione più di tanto perché in giro non credo che ci sia tanto di meglio e perché non credo che la rosa del Parma sia cosi forte da meritarsi una classifica tanto migliore.
Tino
Non credo minimamente al progetto ambizioso che Ghirardi e Leonardi avrebbero in mente per il nuovo Parma. Le squadre competitive comprano i buoni giocatori e non li cedono come la storia recente (e temo anche futura) del Parma insegna. Detto questo, se davvero Ghirardi e Leonardi hanno in mente un Parma ambizioso, allora è evidente che il sig. Colomba non può essere l'allenatore giusto. La partita di Novara è lì a dimostrarlo. Abbiamo perso contro la peggior squadra di serie A, per giunta priva di 5-6 titolari. Colomba va bene se vuoi ambire a salvarti senza troppe sofferenze, ma non è senz'altro adatto ad altri palcoscenici. Tolta la fortunosa vittoria di Napoli, in trasferta abbiamo raccolto solo sconfitte (anche contro avversari di seconda e terza fascia). E spesso abbiamo perso in modo indecente! Questo sarebbe di per sé un indizio sufficiente. A ciò si aggiunga che sta umiliando un campione come Crespo, che per Parma non è solo un giocatore di calcio. Dimmi te, caro Gabriele, il senso di metterlo su sabato sera ad otto minuti dalla fine?! Non è forse un'umiliazione?! Spiegami come sia possibile preferirgli un paracarro come Pellé che si impegnerà pure, ma ha dei limiti mostruosi! Mi chiedo quanti gol avrebbe fatto Crespo se avesse giocato i minuti di Pellé?! Sicuramente qualcuno di più! Giunti a questo punto del campionato è lecito fare bilanci, e chi come te, aveva criticato la società per l'acquisto di Floccari sostenendo che i soli Crespo e Pellé erano sufficienti per affrontare dignitosamente la serie A, spero si sia ricreduto! Questa squadra a gennaio va rivoltata come un calzino se davvero si vuole puntare ad un campionato a ridosso delle grandi! E' inutile vendere fumo ai tifosi quando poi la domenica si gioca con Morrone, Valiani, Pellé e Rubin che in quattro non fanno un giocatore di Serie A. A proposito di illusioni, ma il piano industriale sbandierato da Leonardi non doveva essere presentato giorni fa?! O era semplicemente fumo negli occhi?! Davide
riprendo il post di davide per chiedere anch'io informazioni sul famoso piano quinquennale..vado a memoria ma credo avrebbe già dovuto essere presentato.
capitolo colomba:la squadra che ha in mano è quella che è e guardando il calendario a inizio stagione avrei messo la firma per avere già 15 punti.però l'atteggiamento arrendevole di novara è stato davvero pessimo,dopo il gol la squadra ha rinunciato a giocare per difendere l'1a0.lo puoi fare per 10-15 minuti,non quando ne mancano ancora 60!
la colpa più grande che gli imputo comunque è la gestione di crespo.non si può trattare cosi un campione che si,avrà i suoi anni,ma viene costantemente umiliato da scelte che definire ostinate è poco.io posso capire che,avendo a disposizione floccari,crespo possa fare panchina,ma non se l'alternativa è pellè.un giocatore scarso davvero,senza senso del gol,della posizione in area e tecnicamente molto insufficiente.fosse almeno giovane,ma ha 26 anni...qualcuno dice che pellè fa un gioco diverso da crespo e che quindi non si può fare il paragone tra i 2 perchè pellè fa salire la squadra.niente di più falso,secondo me.pellè stoppa la palla di petto a centrocampo e poi fa un passaggio di un metro.a cosa serve giocare cosi?la squadra di certo non sale per merito suo.la mia speranza è che voi giornalisti riusciate a scoprire il vero motivo di questo atteggiamento di colomba perchè per ora le poche domande che gli sono state fatte a riguardo hanno avuto risposte molto evasive...a questo punto devo pensare che tra i 2 ci sia un problema a livello personale.attenzione poi perchè se si va avanti cosi si rischia di perdere crespo già a gennaio,e se devo scegliere tra colomba e crespo..sinceramente scelgo hernan tutta la vita.Luca82
...DATO CHE PELLE' E' IN FUORIGIOCO L'AUTOGOAL DI CENTURIONI ANDAVA INVALIDATO.
BRUTTA SCENA QUELLA DI MIRANTE CHE PRENDE A CALCI LA MAGLIETTA CON SU SCRITTO RECORD CHE RUBINO GLI PASSA DOPO IL GOAL CHIEDENDOGLI DI METTERLA FUORI CAMPO.
MIRANTE IGNORANTE ALMENO SCUSATI CON RUBINO PAGLIACCIO
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