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NAVIGHIAMO ALLA PRAMZÀNA

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venerdì 9 dicembre 2011

GOBBI: “PARMA GOBBI-DIPENDENTE? E’ UN PO’ ESAGERATO…”

Il laterale sinistro e le similitudini Giovinco-Zola, cui offrì, quando militava nel Cagliari, l’ultimo assist per l’ultima rete…

(gmajo) – L’altra sera a Bar Sport (Tv Parma) mi sono esposto al pubblico ludibrio (in particolare al ludibrio dell’incontinente Cervi) nell’affermare perentoriamente che il Parma è Gobbi-dipendente. La mia tesi verteva sul fatto che i crociati senza di lui hanno sempre fatto male, con lui in campo, invece, spesso hanno fatto bene. E allora, approfittando della circostanza che fosse proprio lui, oggi, l’interlocutore messo a disposizione dalla società Parma Fc agli organi di stampa, gli abbiamo direttamente offerto questa nostra interpretazione, indubbiamente lusinghiera, anche se, per modestia, lo ha fatto un po’ schernire: “Mi sembra un po’ esagerato dire che la squadra sia dipendente da me: che la squadra vinca o perda quando gioco io è un caso. Quando gioco do il mio contributo di esperienza e più passa il tempo e più, con i miei compagni in difesa, sto trovando la sintonia, già l’anno scorso come quest’anno”. Mario Robusti della web tv del club, rispolverando un paio di interessanti vecchi dati (Gobbi, quando era al Cagliari “la mia seconda casa”, ha segnato il suo primo gol su assist di Zola e poi ha fatto segnare a Zola il suo ultimo gol in A) ha infine chiesto all’esterno sinistro le similitudini tra ‘The Magic Box’ e 'The Atomic Ant' (la Formica Atomica, per chi non mastica l’inglese…)
Continua la lettura all’interno con la trascrizione di parte della conferenza stampa di Gobbi

Gabriele Majo (www.stadiotardini.com) – L’altra sera in televisione (Bar Sport, Tv Parma) mi sono esposto al pubblico ludibrio affermando che il Parma è “Gobbi dipendente”, in quanto, a mio modo di vedere, quando c’è Gobbi il Parma fa piuttosto bene e quando manca un po’ meno. Era stato così ad inizio stagione, è stato così nelle ultime giornate. Che cosa pensi, in effetti, di apportare alla squadra, che sembrerebbe funzionare meglio quando sei in campo?

“Mi sembra un po’ esagerato dire che la squadra sia dipendente da me… Io quando gioco do il mio apporto per quelle che sono le mie caratteristiche, anche per l’esperienza che ho e anche per il fatto che in quel ruolo lì ci sto giocando da parecchio tempo e ci metto tutto il mio impegno. Poi il fatto che la squadra vinca o perda quando gioco io è un caso: a Novara io non c’ero, ma la squadra ha fatto un grande primo tempo, e poi per degli episodi abbiamo perso la partita, quindi mi sembra esagerato dirlo. Però, per quanto mi riguarda, quando gioco do il mio contributo e più passa il tempo e più, con i miei compagni in difesa, sto trovando la sintonia, già l’anno scorso come quest’anno”.

Paolo Grossi (Gazzetta di Parma) – Può darsi che una delle cose che rende importanti giocatori come te, ma anche come Modesto e Valiani, sia la duttilità, cioè il fatto di avere anche interpretato un ruolo diverso in passato, e quindi sapersi comportare a seconda delle circostanze nei territori di campo in modo idoneo?

“Sì, sicuramente questo è uno dei fattori che contano. Io, avendo giocato per parecchio tempo a centrocampo so come ci si muove sia davanti che dietro, e lo stesso vale per Modesto e Valiani: anche loro sono molto duttili e quindi sappiamo quello che magari vuole un compagno in determinate fasi della partita o in certi frangenti. Sicuramente serve molto l’aver un passato in altri ruoli…”.

Mario Robusti (fcparmatv) – Massimo, tu hai segnato il tuo primo gol su assist di Zola e hai fatto segnare a Zola l’ultimo gol: vorrei chiederti un paragone, se si può fare, tra “The magic box” e Giovinco, il quale oltre ad essere del Parma, come lo è stato Zola, viene un po’ indicato come suo erede…

“Sicuramente uno dei più bei ricordi è quello di aver fatto il primo gol su assist di Gianfranco e aver fatto l’ultimo passaggio per il suo ultimo gol in serie A. Dunque è per me uno dei ricordi più belli di quando ho giocato due anni a Cagliari. Seba è un giocatore simile a Gianfranco per come si muove, per come interpreta il calcio, quindi gli auguro di fare grandi cose come ha fatto lui e che possa fare una carriera come quella di Gianfranco, che sarebbe il massimo. E io lo spero per lui…”.

(Massimo Gobbi, estratto dalla conferenza stampa al Centro Sportivo di Collecchio del 09.12.2011 – Video registrazione amatoriale e trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)

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