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martedì 19 giugno 2012

BRAVO, RIVELAZIONE CHOC A YAHOO SPORT: “COMBINATA JUVE-PARMA DEL ’97: COSI’ RINUNCIAMMO ALLO SCUDETTO”

L’ex centrocampista: “Io non capivo, dissi: «Voi siete matti, si può vincere». E gli altri: «In Italia si fa così, lascia stare»”. Ma qualcosa del genere, in confidenza, se lo fece sfuggire anche un altro suo compagno…

 

bravo(gmajo) – Non sono per nulla stupito dalle parole di Daniel Bravo, perché quella brutta novellala volontaria rinunzia del Parma, a vantaggio della Juve, dello scudetto del 1997 – personalmente l’avevo già sentita, qualche anno fa, per bocca di un suo ex compagno di allora, il quale, candidamente, mi confidò: “I tifosi del Parma dicono sempre che la Juve ci rubò quello Scudetto, ma non sanno che eravamo d’accordo”. Non ebbi mai modo di verificare, con prove concrete, se si trattasse di una millanteria o di verità, però la mia convinzione era che non mi avesse raccontato una frottola – di solito è uno piuttosto genuino, senza tanti peli sulla lingua – ora, dopo la rivelazione choc dell’ex centrocampista francese direi che non ho più alcun tipo di dubbio al riguardo. Stando al racconto di Bravo la combine sarebbe nata negli spogliatoi, ma a mio modo di vedere venne, invece, trattata molto più in alto, ai vertici. Perché il Parma poteva anche accontentarsi di qualche Coppa, la Juve, invece, no: non poteva perdere quello scudetto. Ormai la procura federale non potrà più farci niente: il reato sportivo è caduto in prescrizione, certo per il calcio italiano è l’ennesima pessima figura, sia pure datata. E poi tiriamo a mano ipotetici biscotti altrui ai nostri danni…

 

Continua la lettura all’interno 

 

«Non ho mai concordato il risultato di un incontro, però ne ho subito uno. All'ultima partita importante con la Juventus avremmo potuto giocarci il titolo con il Parma, ma di fatto non avremmo mai potuto vincere. Allora all'intervallo ci siamo accordati per un pareggio, in perfetto accordo». Questa la denuncia, a scoppio ritardato, di Daniel Bravo (oggi commentatore televisivo) al portale Yahoo Sport (e ripresa in Italia, per prima, dalla Gazzetta dello Sport). Al termine del campionato 1996-97 i gialloblù allenati da Carlo Ancelotti, si piazzarono secondi a due punti di distacco proprio da quella Juventus, affrontata il 18 maggio 1997 alla 32^ giornata, nella gara che sarebbe stata combinata per il definitivo pareggio 1-1 (autogol di Zidane, pari su rigore, concesso da Collina, di Amoruso). Gli ultimi tre incontri dei ducali furono contro Juventus, Bologna e Verona: contro emiliani e veneti arrivarono due successi, contro i bianconeri fu invece 1-1. Al momento del calcio d'inizio il Parma aveva sei punti di ritardo dai bianconeri, con ancora tre incontri da disputare. La Juventus, invece, dopo quell’1-1 pareggiò ancora per 1-1 con l’Atalanta e 2-2 con la Lazio. C’è chi rimarca che il transalpino non ha fornito alcuna prova materiale a supporto delle sue affermazioni: è vero, ma nel mio caso specifico è la seconda volta che sento qualcosa del genere a proposito di volontarie rinunce a vantaggio dei bianconeri…

14 commenti:

Luca Russo ha detto...

Brutta storia. E non tanto perché qualcuno ci ha proposto una cosa indecente, quanto perché noi l'abbiamo accettata. E' come la storia del calcioscommesse: che ci sia del marcio nel calcio è innegabile. Ciò che preoccupa è che il marcio da noi (ma anche da altre parti, ne sono sicuro...non scordiamoci il biscotto in diretta tv tra Rayo e Granada) trovi sempre del terreno fertile su cui piantarsi.

Reynald ha detto...

sempre colpa degli altri compagni con Bravo che vuole passare per anima candida e parla 17 anni dopo

Anonimo ha detto...

Majo ricordo che lei fece un'allusione simile all'interno di un commento di risposta in uno dei suoi post...mi incuriosì allora e mi incuriosisce adesso...non le chiedo di dirmi per filo e per segno quello che le è stato riferito, perchè credo manterrà il riserbo ma ne sarei ovviamente felice, però mi piacerebbe un po più di chiarezza in merito alla questione..grazie

Juveladracomunque

Gabriele Majo ha detto...

Caro Reynald, non ho avuto modo di leggere l'intervista "originale" di Bravo, ma credo che lui abbia risposto ad una domanda - in questi giorni di moda - sul calcioscommesse e tentativi di combine, raccontando, appunto di quella da lui - a suo dire subita - del famoso Parma-Juve del 97. Non credo volesse passare per anima candida rispetto ai suoi compagni, anche se da buon francese ha voluto rimarcare quell' "In Italia si fa così, lascia fare"...
Cordialmente gmajo

Gabriele Majo ha detto...

Juveladracomunque è un lettore attento di stadiotardini.com, perché in effetti, una volta, in un commento di qualche settimana fa, avevo tirato fuori questa questione, sia pure senza essere esplicito così come Bravo. Però di fatto ha detto la stessa cosa che a me ha detto un altro suo compagno di allora, in una confidenza amichevole (e non in una intervista, anche perché a quei tempi non ero tornato ad essere "giornalista attivo"). Proprio per la ragione incidentale con cui sono venuto a conoscenza di quei fatti - sempre ammesso li siano e che vengano confermati, poiché non mi stupirei se qualche collega buonista facesse lo scoop raccogliendo la retromarcia del francese ("sono stato male interpretato") - ho sempre preferito non dire esplicitamente chi fosse quel mio interlocutore. Avevo detto il peccato e non il peccatore. Cosa che ribadisco pure in questa sede, anche se non ho molti dettagli in più rispetto a quanto avevo sintetizzato nell'articolo. E cioè la sua meraviglia nel vedere i tifosi arrabbiati con la Juve: anche se in realtà sono io a meravigliarmi di quella meraviglia, perché i tifosi era evidente che non potessero nemmeno lontanamente sospettare quei maneggi...
Cordialmente
Gmajo

Anonimo ha detto...

Majo una cosa mi sfugge però...perchè i calciatori del parma avrebbero rinunciato a lottare per lo scudetto? Che vantaggio ne avrebbero tratto? Questa è la cosa che non mi spiego..detto papale papale..si sono accordati perchè tanto sapevano che non li avrebbero fatti comunque vincere mai, al di la di quella partita?

Juveladracomunque

Gabriele Majo ha detto...

Le ragioni potrebbero essere molteplici, ma a mio avviso la più plausibile potrebbe essere da ricercarsi in eventuali accordi sui massimi sistemi dell'allora proprietario. Il quale aveva sì l'ambizione sfrenata di voler vincere lo scudetto (contagiò un po' tutti i tifosi che poi non si godettero neppure le residue Coppe conquistate, cui erano ormai assuefatti) ma era altrettanto conscio che non poteva con il suo piccolo Parma arrecare troppi disturbi agli equilibri...
Cordialmente Gmajo
(Ps: ovviamente quello sopra esposto è un mio convincimento, di cui, però, non ho prove provate per asserire che sia vero)

Anonimo ha detto...

Beh chissà...magari alla luce di quello che venne fuori 7 anni dopo forse non aveva troppi interessi a farsi nemici...di sicuro nel 98/99 investì e anche pesantemente...con un unico errore...malesani
Io però ricordo una frase di benarrivo di qualche anno fa, dove diceva che al parma non gli avrebbero mai fatto vincere lo scudetto e che ogni volta c'erano situazioni strane quando ci trovavamo a lottare...come per esempio l'arbitraggio discutibile contro il milan nel 96/97, credo proprio la giornata prima della partita in questione...
Mi permetto un suggerimento...sarebbe bello se facesse un'indagine sui giocatori di allora per vedere se trova riscontri nelle parole di bravo..sarebbe un eventuale "colpo eccezionale" ;)

Juveladracomunque

Reynald ha detto...

Majo certamente neanche io ho letto l'intervista di Bravo e sono d'accordo con lei, tuttavia rimango perplesso perché così è tirare il sasso e nascondere la mano. Senza citare prove, dicendo che la colpa è di altri e regalandosi un titolone certo. Mi spiego. Se fosse così sarebbe curioso perché allora dovremmo discutere di tante cose di quella partita, visto che tutti accusarono l'arbitro poi si viene a sapere che di fatto allora il Parma decise di non vincere. Di chi sono le colpe allora? C'è una prova? Da quanto tempo non si sentiva parlare di Bravo? E cosa aveva di buono Bravo allora, a parte la moglie?
Credo che il calcio sia totalmente marcio: Juve, Parma, Milan, Inter, Zeman, Moggi, Tanzi, Moratti, Tronchetti fanno secondo me tutti schifo in maniera molto simile, solo che qualcuno è più bravo a nascondere e cambiano solo i colori della dittatura.
Ma se passa il concetto che si spala m.... così, decenni dopo, e si passa per miti dell'onestà ("dissi: ma siete matti?", ma le pare???) mettendo contro i tifosi, le uniche vere vittime: juventini, parmigiani ecc ecc - allora possiamo chiudere qui.

Ermete Bottazzi ha detto...

è come se un qualsiasi presidente di una società che era stata di un re del latte, a certi giornalisti in conclave un bel dì, dicesse che un tale allenatore triste, solitario y... vertical si fosse venduto per accordare il risultato di una partita in una città di mare, nella sua prima partita, per non vincerla e non perderla, proprio quando la squadra rischiava la retrocessione.
Meno male che acqua passata non macina più e i giornalisti fanno finta di crederci, assecondando il padrone di turno

Anonimo ha detto...

sig. Majo lei normalmente chiede a chi posta sul suo blog, le prove di ciò che si scrive, mentre lei butta li una frase che potrebbe essere puramente da lei inventata per far crescere l'interesse sul caso. Mi riferisco ovviamente all'altro calciatore reo confesso. Però il blog è suo e può gestirlo come più le aggrada, anche se......
Saluti Paolo

Gabriele Majo ha detto...

A Reynald dico che per me Bravo non era alla ricerca di titoloni o di sentirsi dire bravo (con la b maiuscola) per la delazione direi postuma. Gli hanno fatto una domanda su un tema tristemete di moda (le combine per il calcio scommesse) e lui ha risposto citando quell'episodio. A parte che di grandi titoloni non mi pare ne abbia raccolto (la Rosea non ha degnato la cosa più di una brevissima "breve"), ma siamo così certi che li cercasse? Come spiegaavo prima anche a un altro lettore credo che con la frase: "In Italia va così" sia incappato nel consueto sciovinismo francese. Non ci leggo la voglia di dire: io sono onesto, i miei compagni no.
Cordialmente gmajo

Gabriele Majo ha detto...

Fuori di metafora Bottazzi ci riferisce dei sospetti su Cuper di cui "off the record" avrebbe parlato con i giornalisti il suo ultimo pentito datore di lavoro italiano. Per come ho conosciuto l'Hombre Vertical mi pare pura fantasia (allora se c'era del marciume nel Parma secondo me era altrove) anche se recenti notizie di cronaca che lo hanno riguardato sembrerebbero far ritenere l'ipotesi meno irreale di quanto sembri.
Cordialmente gmajo

Gabriele Majo ha detto...

Salve Paolo,
Lei ha ragione nel ricordare che normalmente chiedo a chi posta sul blog delle affermazioni gravi o di una certa portata prova di quello che asseriscono. E' il minimo che possa fare, quale tenutario del sito (nonché direttore responsabile). Non mi sento di affermare altrettanto, invece, circa la sua seguente considerazione per cui io avrei buttato lì una frase che potrebbe essere puramente da me inventata per far crescere l'interesse sul caso, riferendosi, ovviamente all'altro calciatore reo confesso.
In ogni delitto che si rispetti dovrebbe esserci un movente: ebbene, che interesse io avrei ad inventarmi la frase dell'altro calciatore? A che pro?
E poi, come ricordato oggi dal lettore "Juveladracomunque" io di questa questione avevo fatto un accenno in tempi non sospetti, qualche settimana fa: mica l'ho tirata fuori oggi dopo aver letto il report italiano dell'intervista di Bravo.
Se avessi voluto cavalcare il caso, poi, avrei potuto benissimo spender meglio la confidenza ricevuta. Ma appunto, trattandosi di confidenza, senza riscontri effettivi, pur facendomi un'opinione in merito ho sempre evitato di amplificare oltre modo la questione.
E poi le dico, molto onestamente: una delle poche cose che mi è rimasta, se non l'unica, è la mia credibilità. Mi creda: non mi va di metterla in gioco inventando storie stampalate.
Cordialmente
Gmajo