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martedì 26 giugno 2012

EURO 2012, LA DOMANDA BOLLENTE: PUO’ QUESTA ITALIA FARE A MENO DELL’ESTRO, DELL’INVENTIVA E DEL TALENTO DI SEBASTIAN GIOVINCO?

Nonostante ora appartenga ai bianconeri la Formica (con buona pace della dietrologia di Angioldo che ne prevedeva un maggior utilizzo dopo il cambio di casacca) è uscita di scena dall’Italjuve di Prandelli: il suo Europeo è già finito?

GIOVINCO CROAZIA ITALIA(Luca Russo) – Poteva essere il suo europeo, l’occasione per imporsi ad un livello che non fosse solamente nazionale. Ed in effetti c’è stato un attimo, un minuto in cui un po’ tutti abbiamo pensato, forse sperato, che la sua consacrazione su palcoscenici internazionali stesse materializzandosi. Il minuto in questione è il numero sessantaquattro del match pareggiato contro la Spagna bi-campione (d’Europa e del mondo): Sebastian entra in luogo di Cassano, prigioniero di una condizione fisica ancora deficitaria. Ci siamo, è ora di spiccare il volo. Convinzione, questa, che si è rinforzata quando quattordici minuti dopo l’ex campioncino del Parma fa calare sui piedi di Di Natale una palla che chiede solo di essere accarezzata in rete. Totò calcia al volo ma non inquadra la porta. L’Italia resta inchiodata all’uno ad uno che è riuscita ad imporre alla Spagna campione di tutto e seconda a nessuno. Che impresa. E che assist quello di Giovinco. Peccato che non sia entrato nelle statistiche che contano…

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Lì c’è spazio solo per le rifiniture che aprono la strada al gol. Contro la Croazia gli azzurri sono già al bivio: vincere e ipotecare la qualificazione o non vincere e rimandare tutto all’ultimo turno. Prandelli non sposta di un centimetro le sue scelte: si riparte con l’undici che ha messo paura agli iberici. Pirlo ci mette in mano un bel pezzo di qualificazione. Noi di tutta risposta ci accontentiamo, accomodandoci sull’esiguo vantaggio convinti che possa bastare per dare scacco matto ai croati. Pessima lettura. L’Italia arretra, quelli a quadri ringraziano e iniziano a lanciarci contro un cross dopo l’altro. Su uno di questi Chiellini si distrae e Mandzukic ci trafigge. Uno ad uno. Proprio nella partita che avremmo dovuto vincere a tutti i costi. Cesare non ci sta e getta nella mischia Giovinco. Che ha il merito di vivacizzare la manovra e di renderci un po’ meno prevedibili. Alla fine avrebbe addirittura l’occasione per metterla dentro, per restituirci il vantaggio. Ma Di Natale gli soffia la sfera e probabilmente anche la gloria. Di fatto finisce qui l’europeo del nostro ex gioiellino. Contro l’Irlanda il C.T. gli preferisce Diamanti. Se non è una bocciatura questa, poco ci manca. A fine partita in zona mista Sebastian non si concede alle domande dei giornalisti ma si lascia scappare una frase che la dice lunga sul suo umore: ‘non fatemi parlare, non fatemi parlare’. Più chiaro di così proprio non si può. Giovinco se ne sta in panca anche contro gli inglesi. Tocca di nuovo a Diamanti rubargli la scena. Peraltro il ragazzo in forza al Bologna va molto oltre: colpisce un palo e mette a segno il rigore che manda a casa la formazione di mister Hodgson. Al netto delle eccellenti prestazioni di Pirlo, Buffon e De Rossi, è lui el hombre del partido.
A questo punto si rende necessaria una precisazione: non è nelle mie intenzioni mettere in dubbio la cifra tecnica di Diamanti. Affatto. Penso che Alino sia arrivato troppo tardi nel calcio che conta. Ed il fatto di chiamarsi Diamanti e non ‘Diamantinho’ potrebbe aver pesato, e tanto, sulla considerazione che di lui avevano (ed hanno) i grandi club del panorama calcistico italiano. D’altra parte è vero anche che se Alessandro è esploso tardivamente un po’ di colpe sono sue. E’ proprio lui ad ammetterlo: ‘c’è chi matura a 18 anni, chi a 23, chi a 30, chi mai. Il mio è stato un percorso lungo, ma non ho rimpianti. Anzi, è spesso dagli errori che si impara e si cresce’. Ma in questa sede la questione è un’altra. Può questa Italia fare a meno dell’estro, dell’inventiva e del talento di Sebastian Giovinco? Io penso di no. Specie se di fronte hai avversari che rinunciano esplicitamente ad attaccare per preoccuparsi esclusivamente della fase di non possesso. Seba avrebbe potuto darci molto di più, in termini di mobilità sul campo e di rifornimenti a Balotelli, del poco che ci ha offerto un Cassano ormai spremuto come un limone. Seba avrebbe saltato gli avversari con più facilità, cosa che all’Antonio di Bari Vecchia è riuscita pochissime volte, ed aveva (ha) dalla sua una condizione fisica che dubitiamo sia peggiore di quella in dotazione all’attaccante rossonero. Seba poteva fare da apriscatole di una squadra chiusa ‘come le chiese quando ti vuoi confessare’. Prandelli ha rinunciato a tutto questo. E sospettiamo che continuerà a farlo anche in vista della semifinale e della possibile e tanto desiderata finale. Mi piacerebbe sapere il perché. Io intanto una risposta ho cercato di darmela: è possibile, ma si tratta di una mia fantasia, che Sebastian, in virtù anche della splendida stagione vissuta sotto la guida tecnica di Colomba prima e di Donadoni poi, sia andato da Prandelli per reclamare un minutaggio maggiore di quello che gli è stato riservato e che normalmente viene concesso ad un comprimario. O, più semplicemente, che gliel’abbia fatto capire senza aprire bocca. Cesare di tutta risposta gli ha dato picche escludendolo una volta e per tutte dalle rotazioni cui ricorre per dare nuova linfa all’undici azzurro. Ripeto: la mia è solo una fantasia. Mi auguro che le cose non siano andate così e che Giovinco abbia ancora qualcosa da dire e da fare in questo europeo. L’Italia ne avrebbe bisogno. Giovedì in semifinale ce la vedremo coi tedeschi che la partita, al contrario degli inglesi, la fanno prima che siano gli altri a farla. Loro ci attaccheranno con apprezzabile continuità, noi baderemo soprattutto a non prenderle. Per una volta, forse la prima nella nostra storia, ci difenderemo controvoglia. In attesa di piazzare, rigorosamente in contropiede, il colpo vincente. E se fosse proprio Sebastian - appostato sulla linea di metà campo pronto ad infilarsi nelle falle del dispositivo tedesco - a sferrarlo? Contro l’Inter, in occasione del 3-1 che le abbiamo rifilato ad inizio maggio, ho visto qualcosa di simile. Prenda nota Prandelli. Ci dia retta Prandelli: l’europeo di Sebastian forse non è ancora cominciato. Luca Russo

3 commenti:

Brontolo ha detto...

sì, può. Lo dimostrano le tante occasioni (sbagliate) contro l'Inghilterra: nelle diverse occasioni in cui l'Italia si è trovata a tu per tu con Hart o, comunque, con opportunità davvero ghiotte, fallite per la mancanza di un attaccante con il killer instinct in campo. Giovinco è un talento, non certo un fuoriclasse. Non è affatto un giocatore imprescindibile in una Nazionale come quella azzurra: un non fenomeno fra non fenomeni, in una squadra in cui i fuoriclasse sono giusto il portiere, come sappiamo bene a Parma, e Pirlo.
Giovinco no. Può giocare, può azzeccare la giornata e aiutare a vincere una gara con un colpo, ma il medesimo discorso vale anche per Diamanti e Di Natale, così pure per Balotelli. Pertanto sì. Tralasciando le faccende di tifo, senza Giovinco si può. Eccome

Brontolo ha detto...

ah, unico commento all'analisi: restiamo nel campo delle ipotesi non verificabili, al limite della diffamazione o della dietrologia, ma se davvero Giovinco avesse reclamato un minutaggio superiore, Prandelli (ma chiunque altro al suo posto) avrebbe fatto benissimo a rispondergli con un roboante - perdonate il latinismo - 'sticazzi'

Anonimo ha detto...

Chi vince ha sempre ragione , questo è legge nel calcio.Ma se Prandelli qesta partita l'avesse persa magari pure ai rigori....tutti avrebbero notato che in una partita che stavi dominando territorialmente, dopo il cambio Cassano Diamanti e quello obbligato DeRossi Nocerino, al momento dell'uscita di Abate che da mezzora faceva l'ala sarebbe servito un attaccantedi fascia a destra (Borini o Giovinco oppure spostarvi Balotelli ed inserire DiNatale prima punta) con Diamanti trequartista.
Adesso contro la Germania dove faremo un'altro tipo di partita, cercando di spendere meno energie visto che giochiamo co due giorni in meno di riposo e dopo aver fatto i supplementari....ci vorrebbe il coraggio di inserire 4 o 5 giocatori freschi con caratteristiche diverse degli attaccanti (più contropiedisti).La storia insegna che le semifinaliste che escono dai supplementari hanno grandi difficoltà atletiche soprattutto se, come nel caso della Germania viene da un turno agevole dove ha potuto far riposare alcuni titolari. Credo che queste considerazioni superino di granlunga l'importanza degli schemi tattici. Ricordo che Bearzot per sostituire in finale lo squalificato Antognoni schierò un pimpante Bergomi con Oriali e Marini preferendo la freschezza atletica agli equilibri tattici. Angioldo