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sabato 2 giugno 2012

PRANDELLI, PRENDI ESEMPIO DA COLOMBA E METTI GIOVINCO NELLA SUA POSIZIONCINA IDEALE…

Le 15 reti messe a segno nello scorso campionato con la casacca del Parma, dovrebbero suggerire al C.T. di sperimentarne l’efficacia in una collocazione che sia molto più vicina all’area di rigore

sostituzioni italia russia 0 3(Luca Russo) – “Gli errori? Speriamo di averli commessi tutti stasera…”. Lo speriamo anche noi, caro Cesare. Se questa non è l’Italia più brutta degli ultimi dieci anni, lo è sicuramente della tua gestione. A proposito della tua gestione: con quella di ieri sera, le sconfitte consecutive salgono a tre (le prime due le avevamo rimediate contro Uruguay e Stati Uniti). Cominciano ad essere un po’ troppe per una formazione che tra non più di dieci giorni dovrà vedersela - nientepopodimeno che - con la Spagna campione d’Europa e del mondo in carica. Ma andiamoci piano col pessimismo. Certe batoste è meglio incassarle ora, quando hanno ancora qualcosa da insegnarci (e noi ancora il tempo per imparare qualcosa e correggere certi ‘vizi di gioventù’) e a distanza di sicurezza da un Europeo che è ancora fermo ai box, piuttosto che in Ucraina e Polonia. E volendo trovare un modo per consolarci, potremmo raccontarci una favoletta che poi, in fondo, tanto favoletta non è: se è vero, come sembra, che un’Italia così brutta non l’avevamo vista mai (almeno durante la gestione Prandelli), è altrettanto vero che immaginarne una anche più orrenda diventa francamente impossibile. Per dirla in altre parole: il peggio l’abbiamo visto. Tutto in una sola volta ed in una sola serata. Ora ci aspettiamo il meglio...

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italia evanescenteMa perché arrivi è necessario che Prandelli ascolti le indicazioni che la partita gli ha urlato in faccia. Ogbonna travestito da terzino sinistro è un azzardo che questa spedizione non può concedersi. Molto meglio da centrale. E magari al posto di un Bonucci che ieri sera, mettiamola così, non ha dato il meglio di sé. Il ragazzo non è sereno e le ragioni per cui non lo è, sono sotto gli occhi di tutti: senza entrare nel merito della questione scommesse, non si può passare tutta la settimana a parlare ed a scrivere di questioni extracalcistiche e pretendere poi che la Nazionale scenda in campo come se niente fosse successo. A centrocampo Thiago Motta non ha il passo, né i piedi del suo collega più illustre, Andrea Pirlo. La manovra finisce per risentirne ed una delle conseguenze più evidenti, anche agli occhi di chi mastica calcio solo in occasione dei grandi eventi, è l’assenza di rifornimenti cui Balotelli e Cassano sono condannati per tutta la seconda frazione di gioco. Non che il gatto e la volpe si facciano in quattro per correre in soccorso dei compagni incapaci di servirli, sia chiaro. Anzi, anche ieri sera i due ‘mattacchioni’ hanno rinforzato la consistenza di una verità assoluta, inoppugnabile, che nelle ultime stagioni è stata sconfessata soltanto dal pluridecorato Barcellona di Guardiola: non basta mescolare il talento di tanti campioni per fare incetta di medaglie e trionfi. Per sollevare le coppe, per mettersi alle spalle anche gli avversari più accreditati per la vittoria finale, serve anche affiatamento, serve anche intesa. Serve anche sintonia. E’ quella che manca a Cassano e Balotelli. Alt, non facciamogliene una colpa. Insieme ci avevano giocato solamente una volta prima di ieri. Preoccupa che la seconda sia arrivata a pochi istanti dal semaforo verde. Prandelli provvederà. Lo prandelli malesperiamo, almeno. E speriamo pure che impari ad utilizzare Giovinco nella stessa posizioncina che gli aveva ritagliato, a suo tempo, Franco Colomba. Va bene che Sebastian ha piedi buoni per concepire l’ultimo e smarcante passaggio. Ma le 15 reti messe a segno nello scorso campionato con la casacca del Parma, dovrebbero suggerire al C.T. di sperimentarne l’efficacia in una collocazione che sia molto più vicina all’area di rigore. Per chi ancora non lo avesse capito: fa bene Prandelli a sperare che i suoi abbiano commesso tutti gli errori in una sola volta, ma non deve storcere il naso se anche noi ci auguriamo che lui i suoi sbagli li abbia scartati tutti in una cupa serata elvetica. Luca Russo

 

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