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NAVIGHIAMO ALLA PRAMZÀNA

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martedì 2 ottobre 2012

A DONADONI E’ PIACIUTO IL PABON VISTO CONTRO IL MILAN

Il video amatoriale della conferenza stampa dell’allenatore crociato

(gmajo) – Viaggio nel pianeta Pabon. Ieri sera, a Calcio & Calcio, si è disquisito a lungo del colombiano, arrivato con la scomoda etichetta di Nuovo Asprilla, ma che sta al momento deludendo le aspettative. Il parterre, all’unisono, ha sentenziato: giusto aspettarlo. Sullo stesso tema, stamani, la Gazzetta di Parma, a firma Paolo Grossi, ha proposto un parallelo tra il difficile ambientamento del numero 88 e quello di altri sudamericani (lo stesso Tino e Crespo, i quali, però, pur tra le difficoltà del caso ed essendo entrambi arrivati più giovani di lui, dopo sei turni avevano già timbrato il cartellino del gol) che finirono per scrivere la storia del Parma. Proprio la prima firma della Gazza era oggi di servizio a Collecchio per la conferenza stampa di ripresa e ne ha approfittato per chiedere, subito in partenza, all’allenatore Roberto Donadoni quali progressi si aspetta da Pabon (ma anche da Belfodil). Al che il tecnico gli ha replicato che a lui il colombiano sabato è piaciuto “perché ha fatto quel che gli chiedevo…”

ALL’INTERNO IL VIDEO AMATORIALE DELLA PARTE CONCLUSIVA DELLA CONFERENZA E LA TRASCRIZIONE DELLA RISPOSTA A GROSSI SU PABON E BELFODIL 

Paolo Grossi (Gazzetta di Parma) – Quali sono i progressi che si augura avvengano quanto prima per Belfodil e Pabòn sul piano individuale? Quali sono le frontiere sulle quali state lavorando?

“Beh, devo dire che Pabon sabato mi è piaciuto nella misura in cui ha fatto quello che gli chiedevo in termine di movimenti e di proposta. E in questo è stato positivo. E’ un giocatore che ha bisogno di trovare la via del gol e questo, è pacifico, che gli darebbe una mano. Però adesso sarà importante per lui riuscire a dare un po’ di continuità anche nell’apprendimento, e adesso speriamo che il fatto che vada via per la Nazionale non precluda questo processo.

Per Belfodil il discorso è un po’ diverso. E’ un giocatore che quando è in campo si sente il suo peso, soprattutto come apprensione da parte della squadra avversaria, che si rende conto che può determinare molto, soprattutto nell’uno contro uno. Ma è un giocatore che deve imparare ancora tante cos, soprattutto nell’aspetto di essere più efficace, e di essere meno monotematico. Cioè dovrebbe variare un po’ di più la giocata e non far sempre solo quello che lui sa fare bene. Se riuscisse un po’ più ad alternare le soluzioni allora diventerebbe meno un punto di riferimento per gli avversari e più pericoloso, perché l’avversario non saprebbe cosa aspettarsi. Però sono giocatori che hanno necessità di tempo e di lavorare in questo modo”.

 

Paolo Grossi (Gazzetta di Parma) – Soprattutto per Belfodil è un processo a cui deve arrivare lui in partita capendolo, oppure ci si può lavorare anche in allenamento…

“Ci si può lavorare anche in allenamento, di sicuro ci si può lavorare anche durante la settimana. Lui, durante la settimana, alle volte lo si vede proprio nella costruzione di determinate situazioni dove arriva e dà l’ultimo atto, la finalizzazione, un po’ per scontata. Appunto si lavora per quello… Lui non ha ancora questo tipo di meccanismo mentale. E su questo deve sicuramente migliorare”.

 

Roberto Donadoni, estratto dalla conferenza stampa del 02.10.2012 al Centro Sportivo di Collecchio – Video registrazione amatoriale e trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com

 

IL VIDEO AMATORIALE CON I SECONDI CONCLUSIVI DELLA CONFERENZA ODIERNA

3 commenti:

Anonimo ha detto...

mo ghe mel,specialmente nel secondo tempo quando ha smesso di piovere ,zio giove pluvio

Turella

Luca Russo ha detto...

Nelle squadre che pretendono di sviluppare un certo tipo di calcio, è lecito, comprensibile, che un giocatore come Pabon ci metta del tempo prima di mettersi in mostra. Per spiegare cosa intendo dire prendo ad esempio la storia calcistica di Gilardino. Quando questi è stato in una squadra che giocava per lui, lui non ha mai fatto mancare il suo contributo di reti. Al Milan, dove al contrario c'è la necessità di avere più soluzioni per arrivare al gol e non solo quella per cui 'palla a Gilardino e vediamo che succede', le reti sì sono arrivate, ma non nelle stesse quantità che il violinista ha prodotto altrove. Intendiamoci: al Parma Gilardino sbagliava lo stesso numero di gol che ha sbagliato in rossonero. Con una differenza: al Parma su dieci palloni buoni poteva permettersi di sbagliarne otto e metterne a segno due. E tutti, giustamente, eravamo felici di avere un attaccante coi fiocchi. Anche perché i gol fatti ci favevano scordare quelli clamoroso che il Gila si divorava. E sì che ne ha divorati. Al Milan di palloni buoni ne riceveva sì e no due o tre e spesso gli capitava di giocarli tutti male. Da qui la pioggia di critiche che ne ha segnato l'avventura nel club di Berlusconi.

Ed eccomi a Pabon. Vuoi vedere che se giocassimo per lui, così come il Parma di Baldini/Carmignani faceva con Gilardino, lui riuscirebbe finalmente a marcare 'sta benedetta prima rete? Chissà. Sarebbe comunque interessante provarci. La sensazione è che continuando a giocare come fatto fino ad oggi, ossia cercando di proporre un calcio che sia frutto del collettivo e non solo di iniziative dei singoli, difficilmente riusciremo a far diventare protagonisti giocatori come Pabon che, a mio avviso, hanno esattamente bisogno di essere al centro dell'attenzione, alias della manovra, per rendere al meglio.

Non dico di cambiare completamente il nostro modo di giocare, ma una volta ogni tanto potremmo fare in modo che sia il gioco ad adattarsi agli interpreti senza pretendere che questi si adattino, talvolta anche con evidenti forzature, alla manovra che vorremmo proporre.

Anonimo ha detto...

mi spiace deluderti ma il gila i gol se li faceva da solo,andava sulla fascia si faceva il cross ed insaccava :-),scherzi a parte non confondiamo la nutella con la c...a anche se hanno lo stesso colore,diciamo che la c...a mi sa che l'hanno pestata e basta.alea iacta est pensiamo a tener su i cocci anche quest'anno come si puo'

Turella