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martedì 30 ottobre 2012

CALCIO & CALCIO (1) / IL SALTIMBANCO ATTACCA I TIFOSI CROCIATI E SCHIANCHI IL GHIRO…

"70 in trasferta a Torino? Sono numeri da Fidenza!” Boni, poi, profetizza Leonardi al Milan assieme a Donadoni, su chiamata diretta di ‘Silvio'. Schianchi replica a Ghirardi sui media schierati solo per i top club: “Vuole più attenzioni? Vada a Milano o Roma!”

DSC09085BONI E I TIFOSi – Il Parma vola, sono i tifosi che restano a terra. La tesi é firmata da Enrico Boni che ieri sera nella decima puntata di Calcio & Calcio ha avuto un battibecco con un esponente del Parma Club Fontanellato presente negli studi di Teleducato a proposito del numero di supporters gialloblù sugli spalti dello Stadio Olimpico per seguire Torino-Parma. “Quanti eravate ieri a Torino?” lo ha incalzato il Saltimbanco durante una fase del dibattito. “Una settantina gli ha risposto il tifoso” … ed ecco che allora Boni, chissà se interpretando il sentimento dei piani alti del club di cui millanta frequentazioni se non proprio amicizia, si é scatenato: “Ma stiamo scherzando? Il Parma viene dalla vittoria contro la Sampdoria, ha appena presentato il rinnovo del contratto con Donadoni, la società ha progetti ambiziosi e i tifosi cosa fanno? Vanno in 70 a Torino! Ma ci rendiamo conto: questi sono numeri da Fidenza! il Fidenza porta in trasferta una quota di tifosi simili, solo che il Fidenza è in serie D...”

Continua la lettura all’interno

DSC09083“Se lei mi paga il biglietto io vado in trasferta tutte le domeniche” ha tentato di ribattere un altro giovane membro del medesimo club affiliato all'Associazione Petitot. Il conduttore Michele Angella è intervenuto cercando di frenare la furia del vulcanico opinionista: “Il Fidenza non è trasmesso in tv e i biglietti costano molto meno e poi tante altre squadre di A non hanno più seguito esterno del Parma”, ma Boni non ne ha voluto sapere tacciandolo di demagogia e populismo

DSC09107LEONARDI, IL LUNARIO E SILVIO – L'apertura della puntata è stata, però, dedicata all'analisi della classifica e delle ambizioni del Parma, alla luce delle ultime due vittorie e delle dichiarazioni della scorsa settimana dell'Ad Pietro Leonardi che durante la conferenza per la presentazione del prolungamento contrattuale di Donadoni aveva detto che lui, il tecnico e il loro staff non erano certo lì a sbarcare il lunario “Sapete con chi ce l'aveva Leonardi? – è subito andato al dunque Bonice l'aveva con Schianchi che continua a parlare di metà DSC09105classifica! Altro che metà classifica: il nostro obiettivo è l'Europa”, ha rimarcato il Variopinto che si era presentato in studio con un atlante stradale del vecchio continente a simboleggiare le prossime trasferte crociate. A proposito del manager, secondo Boni (che la scorsa puntata aveva affermato di andare a cena in Via Solferino) Leonardi sarebbe nel mirino di “Silvio nazionale” (Berlusconi) il quale sarebbe pronto con il telefono in mano per accaparrarselo, inserendolo in un unico pacchetto che comprenderebbe anche il coach...

DSC09121MAJO, DONADONI E LA FORTUNA – Bravo, fortunato e intuitivo. Roberto Donadoni ha riscosso ieri sera l'elogio del direttore di stadiotardini.com Gabriele Majo: “Donadoni sta dimostrando di essere un grande allenatore, forse non il migliore nell'era Ghirardi perché quello è stato Guidolin, ma pian piano ci si sta avvicinando. A Torino ha sfruttato un assist di Leonardi, il dirigente che in estate si era battuto più di tutti per ottenere la cosiddetta panchina lunga, riuscendoci. Sansone – che domenica ha deciso la gara – se non fosse passato quell’emendamento grazie al quale ora i calciatori disponibili sono 12 e non 7 come prima, se ne sarebbe stato in tribuna e il tecnico non avrebbe potuto sceglierlo per metterlo in campo…”

 

DSC09076SCHIANCHI, GHIRARDI, GLI ARBITRI E I MEDIA – Nel finale di puntata si è parlato anche del caso Catania, con l'errore arbitrale pro Juve. Episodio commentato in mattinata da Ghirardi sulle frequenze di Radio Rai. “Secondo me gli arbitri sono puliti, non c'é sudditanza psicologica – aveva spiegato il presidente crociato – se mai c'è una sudditanza mediatica, causata dai bacini di utenza; andare contro i grandi bacini è più difficile che andare contro a bacini come quello del Catania o del Parma”. Parole che sono piaciute poco a Andrea Schianchi: “Io non sono d'accordo, Ghirardi ha scoperto l'acqua calda. Se fa queste dichiarazioni è perché vuole un bacino d'utenza più grande. Dunque che vada a Milano, Roma, Torino o Napoli!”. Per la cronaca ieri il top journalist è parso più insofferente del solito alle provocazioni del dirimpettaio di Sant’Ilario

DSC09099COLABONA OK MALVEZZI KO – Non sono passate inosservate, infine, la prima presenza in studio della stagione del sempre competente e signorile Clelio Colabona e l'assenza della valletta Roberta Malvezzi che, come ha annunciato Angella, è stata costretta a lasciare l'incarico per sopraggiunti motivi professionali che la porteranno a breve lontano da Parma e dal Parma. Si aprirà una successione oppure il giornalista proseguirà solitario dividendosi tra la conduzione della trasmissione e la lettura degli sms del pubblico, come ha fatto nelle ultime due puntate? La sensazione è che il ritmo della trasmissione ci abbia guadagnato, anche se la Roberta era certo un bel vedere…

 

imageCLICCA QUI PER VEDERE LA FOTOGALLERY AMATORIALE DAL BACKSTAGE DI CALCIO & CALCIO

24 commenti:

Roberto M. ha detto...

Boni ha straragione sui tifosi

Anonimo ha detto...

Ma che fine ha fatto la bionda?

Erotomane

Gabriele Majo ha detto...

Con le tue avance smodate l'hai fatta scappare...
Comunque, come spiegato nell'articolo sopra, la medesima ci ha lasciato avendo accettato un incarico professionale che la porterà lontano da Parma, dal Parma e, ahinoi, da tutti noi. Speriamo che la commissione sappia scegliere una degna sostituta...
ciao
Gmajo

Vladimiro ha detto...

Boni stavolta ha detto bene: inutile pensare in grande e riempirsi la bocca con la parola progetto se poi il seguito è questo. Il Parma al di là dello zoccolo duro ha scarso appeal: i 70 tifosi di Torino sono emblematici. E' un tifo da osteria, da calcio dilettantistico, sempre le stesse facce, le solite feste, mai un colpo d'ala ..... guardiamoci un po' intorno e riflettiamo.

Anonimo ha detto...

Non capisco come faccia una squadra come il parma a nn avere un Buon numero di tifosi al seguito,ma che passione c é a parma per questa squadra?gli ultras sono due gatti e il resto poco niente,io ho labbonamento e vengo da montecatini,il parma l ho tatuato addosso e Se potessi le farei tutte,ma sono lontano.che ne dice lei majo?abbiamo una buona dirigenza e squadra,in serie c ci sovrastano,la Tessera nn deve essere una scusa.alessio montecatini

Gabriele Majo ha detto...

Boni ha detto bene, Roberto M., ma si tratterebbe di fare un passettino più in là dall'invettiva alla proposta. Caro Vladimiro, è vero che il tifo è da osteria, ma purtroppo il ricambio generazionale nella tifoseria organizzata ducale procede a rilento, al di là del disinnamoramento complessivo per il fenomeno calcio, decadente baraccone. Ha ragione pure Alessio da Montecatini: non ci si può nascondere dietro il paravento tessera, perché anche in questo caso non verrebbero mosse delle folle, giacché gli obiettori non sono più di 200. E' vero che Parma-Sampdoria è stato un bello spot contro la tessera, ma i doriani sono riusciti a muovere almeno 1.500 non tesserati. Da noi il tifo organizzato muove poche unità di persone. Ed è un fenomeno piuttosto triste. Credo che dovrebbe muoversi un po' anche la società per cercare - assieme al tifo organizzato - di trovare modo di spronare gli assenti con qualche iniziativa. Io credo che sia superficiale elargire una ventina di ticket a chi li richiede alzando il telefono per esigerli: io penso che vada studiato il modo per far avvicinare le persone. Anche se i tempi sono difficili (la crisi economica, la tessera, etc.etc.). Per me la trasferta ha sempre avuto un sapore particolare fin da quando avevo iniziato la mia avventura di radiocronista negli anni 80. Il piacere di scoprire posti nuovi, assaggiare una cucina diversa, conoscere gente, vedere stadi, unendo sport, cultura e costume. Iniziative che non possono più esser lasciate al caso, ma pianificate e studiate a tavolino. Consolidare il proprio patrimonio significa anche avvicinarsi alla propria gente e non farla allontanare.
Cordialità
Gmajo

Anonimo ha detto...

Majo fammi un favore..indici una riffa con scopo benefico (il 13 dicembre inaugura l'ospedale dei bambini costruito con i fondi di quell'imprenditori che hanno deciso di mettere i loro soldi altrove rispetto al PR calcio). Giuro che acquistero' l'intero carnet di biglietti se il primo premio sara' poter stare seduto a fianco di Boni ed avere liberta' di parola! Ormai non se ne puo' + del TQ (testa quadra) in TV. Spiegare come mai ci fossero 70 tifosi sarebbe lungo e tedioso ma vorrei ricordare a TUTTI che i 6000 di milano (anno del crack) e gli 8000 di BO spareggio non sono numeri da osteria..come lo stesso si puo dire dei 400 di avellino in B..Europa?? Io l'europa l'ho girata a spese mie per sostenere la mia squadra (una famiglia e 2 figli fa ) capisco la smania del TQ che allora non c'era di andare in romania o moldavia (x noi il s.mames ed il vincente calderon) io invidio chi e' andato ad anfield Road (udinesi e genoani)..spiegare che la sua prostituzione intellettuale nei confronti della dirigenza ha stufato dabo'..ovviamente lui entra senza pagare una ghinea qualcosa deve restituire in cambio.. IL CONTE

Gabriele Majo ha detto...

Va bene, Conte. L'unica cosa è che i numeri che tu hai citato appartengono al glorioso passato, non al fulgido presente. In effetti 70 persone a Torino, nell'orario canonico, dopo la vittoria sulla Sampdoria, sono una vera miseria, al di là delle iperboli del Saltimbanco.
Ciao Gmajo

Anonimo ha detto...

Siam tifosi da salotto, tutti a far la tessera perchè senza il Parma non so stare e poi? Manco in casa con Chievo e Catania vengono, figuriamoci a Torino. Boni ha ragione e chi tira fuori i numeri del passato vuol dire che ha un futuro senza nulla.
Ah in tutto ciò onore a chi va in trasferta, spendendo il doppio dgli altri, rischiando di non vedere la partita e di essere diffidato x 5 anni (mo miga parchè la fat al stupid)

viscido ha detto...

Il doppio degli altri? Forse di viaggio. Non certo di biglietto.

Anonimo ha detto...

Come tifoso mi sono veramente rotto le palle di farmi insegnare come si sta al mondo, dagli opinionisti, dai dirigenti e dai Boys. Faccio tutte le tessere che voglio e vado allo stadio quando voglio. Andare allo stadio non è un dovere ma un piacere e decido io il come e il quando! Se qualcuno vuole andare a Torino spendendo di più e rischiando la diffida perchè a Torino evidentemente non potrebbe andarci..... cas so (te lo dico in dialetto anonimo delle 11:09), se mi voi ster a ca jen cas mè.
Scusi Majo per lo sfogo ma questi opinionisti-ultras-dirigenti che fanno la morale agli altri hanno veramente fiaccato. Si guardino allo specchio.

Anonimo ha detto...

Majo quanti tifosi portano in trasferta Cagliari, Catania, Palermo, Bologna? Tutte piazze mi pare ben più grandi di Parma!!! Non montiamo polemiche pretestuose adesso che le cose vanno bene per favore!

Carletto

Lei non sa chi sono io ha detto...

Ma un bel chi se ne frega di quello che pensa Boni ce lo mettiamo? Uno che fa certe affermazioni dimostra di non conoscere lo stato in cui versa il tifo italiano, giustamente disgustato da Tessere, repressioni, misure disciplinariingiustificate, stadi fatiscenti, circuiti di vendita biglietti dilettantistici, costi proibitivi, calcioscommettitori impuniti e chi più ne ha, più ne metta.
Mi chiedo perché si debba dare spazio ai deliri di un simile soggetto. Ah, già, perché aumenta il counter.
Cordialità da una che non va in trasferta da quando è stata imposta la Tessera (senza appartenere ad alcun tifo organizzato).

Gabriele Majo ha detto...

Ricordo agli utenti che ogni commento va firmato almeno con un nick name.

Gentile Carletto,
mi sono un po' rotto le palle - mi scusi il francesismo - di chi, qualsiasi argomento di discussione tiri fuori, mi accusa di montare polemiche pretestuose. Polemiche pretestuose un cazzo. Mi perdoni di nuovo il francesismo. E il fatto che le cose vadano bene non c'entra assolutamente niente con il fatto che sia stato tirato a mano questo argomento. Che il Parma abbia due gatti in trasferta è un problema che sarebbe bene risolvere in modo costruttivo. E non, appena c'è un argomento scomodo, (scomodo ?!?!?!?!?) fare i risentiti con chi ne tratta. Dailà !
Gmajo

Vladimiro ha detto...

Per Carletto: a parte che non sono convinto che le squadre che tu citi portino pochi tifosi in trasferta come il Parma (ma se hai deelle cifre documentate informaci), bisogna considerare che per i tifosi di Cagliari, Palermo o Catania andare in trasferta, per ragioni logistiche, non é proprio comodissimo e dunque quelli in teroria sono molto più giustificati dei parmigiani a stare a casa davanti alla tv. Un conto é andare da Parma a Torino, un conto da Cagliari a Torino. O no? Ed é pretestuoso anche questo aspetto?

Gabriele Majo ha detto...

Gentile Lei non sa chi sono io,

i motivi da Lei elencati possono essere tutti validi, come potrebbero essercene anche altri. L'importante è riflettere su un fenomeno. E farlo in modo costruttivo. Del counter non me ne frega niente: io ho la mia nicchia di 2.000 lettori e di quelli sono contento. Se se ne aggiungo altri, ovviamente, tanto meglio, ma non è un must per me. Questa è una palestra di discussione e mi fa piacere se vengono analizzati argomenti con serenità e spirito positivo, cercando di apportare un contributo alla comunità. Se poi ci leggono 2 persone in più o 2 in meno non mi cambia la vita. Infine sul Saltimbanco: posto che è (ahinoi) un fenomeno di costume - e come tale da cronista lo seguo e ne parlo, alle volte mettendolo alla berlina, alle volte prendendone le distanze in modo più deciso - nel caso specifico la sua sparata mi è stata utile per aprire il dibattito sul tema. Tema che mi sarebbe piaciuto venisse affrontato senza che si alzasse il pelo di qualcuno...
Cordialmente
Gmajo

Lei non sa chi sono io ha detto...

Personalmente, sulla questione ci rifletto da anni senza aver bisogno delle imbeccate del povero Boni, il quale si dev'essere svegliato l'altro ieri. E' un problema che non può essere affrontato, per il semplice fatto che interessa il tifo nazionale ed ha cause che esulano di gran lunga dal nostro potere (inteso come parmigiani). Bisogna prendere atto della realtà: gli italiani si sono disamorati del calcio vissuto e preferiscono il calcio guardato. Possiamo rifletterci e spremerci le meningi per eoni ma il risultato non cambierà, almeno finché non cambierà il modo in cui lo Stato percepisce il calcio, ovvero come una gallina dalle uova d'oro da sfruttare a dismisura a scapito dei suoi "pulcini". Mi sia consentita l'immagine bucolica.

Anonimo ha detto...

Abbiamo questi numeri e questo tifo freddo perché la maggior parte dei tifosi a Parma sono spettatori, come ha ammesso l'anonimo delle 11:50 (che giustamente può dire e fare quello che ne ha voglia, anche guardarsi allo specchio lui stesso). Anonimo che è riuscito a tirare in ballo i Boys che da quando, ovviamente, c'è la tessera non l'hanno più menata a nessuno. Ma evidentemente aveva un pochino di pregiudizio da tirare fuori. A Parma la passione che hanno in altre piazze ce la sognamo, era così prima delle mille norme, figuriamoci ora che gli stadi si stanno continuamente e lentamente svuotando.

Vecchio Giò

Gabriele Majo ha detto...

Sarà anche un problema nazionale poiché il pallone (per x motivi) si è sgonfiato: ciò non toglie che 70 persone a Torino, alla domenica pomeriggio, siano veramente poche. Probabilmente si è perso il gusto della trasferta ma secondo me si fa poco per instillare questa passione alle giovani generazioni. Per questo ho sempre esaltato quel minimo di ricambio generazionale che c'è all'interno del CCPC con i Danè e i Cinghiali, ma rimangono pur sempre pochi. Del resto non si può pretendere che i 35-40enni di 20 anni fa oggi abbiano lo stesso ardore di allora a muoversi e viaggiare. Il calcio ha perso indubbiamente fascino a livello nazionale, ma nel nostro piccolo, in ambito locale, sarebbe bello iniziare a rigenerare la passione. E la soluzione non credo sia solo quella di favorire solo chi alza il telefono ed esige facilitazioni, ma un po' tutti quanti. Unire turismo, cucina alla partita - come qualche volta fa il Petitot (anche se troppo poche) - potrebbe essere una idea. Ma io credo che anche in società si debbano chiedere come fare a stimolare la partecipazione di un maggior numero di persone. Se gli abbonati sono circa 10.000, alchimia più alchimia meno, possibile che fuori casa solo in 70 desiderano andare? Cordialmente Gmajo

Anonimo ha detto...

Scusi l'ignoranza Majo, ma chi è che "esige facilitazioni"? Un caro saluto, Marcello.

Gabriele Majo ha detto...

Mi è stato riferito - da persone informate dei fatti - di telefonate pervenute a funzionari della società tese all'ottenimento di facilitazioni. Non ho fatto nomi e cognomi perché non ero presente direttamente al "simposio". Mi scuso per il mio classico "si dice il peccato, ma non i peccatori", ma non è, comunque, un dettaglio fondamentale il "chi" nell'economia del discorso fatto e teso a spronare, anche chi sta all'interno del club, a sforzarsi di pensare soluzioni per la gente comune, le famiglie, i bambini, etc. Ad esempio: è molto più semplice - certo - portare le proprie scuole calcio al Tardini, esperienza davvero imperdibile per tanti ragazzini, ma volete mettere il gusto di fargli provare l'ebbrezza della trasferta? L'apertura di un settore ad hoc, oltre che ai no-tessera, ad esempio, potrebbe esser riservata ai ragazzini delle squadre avversarie desiderosi di seguire in sicurezza la propria squadra del cuore. Il calcio deve ripartire dalla base. E alla base ci sono anche le giovani generazioni che il calcio non può farsi soffiare dal wrestling. Perchè, ad esempio, il Parma Calcio non chiede biglietti omaggio ai club ospitanti - oltre che per sponsor, tifosi vip ed assimilati - per un tot di bambini? Di spazio anche all'ex Comunale ce n'era, e non credo che si vada in rovina per un'azione promozionale di questo tipo.
Cordialità
Gmajo

Lei non sa chi sono io ha detto...

Guardiamo in faccia alla realtà: biglietto, viaggio, cibo, in un periodo di crisi ti pesano e non poco. In un momento storico in cui si rinuncia al necessario non ci si strozza per mantenere il superfluo. E il calcio lo è. Mala tempora currunt e non certo da domenica scorsa.

G82 ha detto...

Sarà anche un problema nazionale però certe tifoserie (vedi Atalanta e Bergamo non é più grande di Parma) non mollano, anzi. Sono d'accordo con chi sostiene che il problema partecipazione esiste e non va sottovalutato.
G.82

Anonimo ha detto...

il problema tessera per le trasferte è pretestuoso..perché senza tanti giri di parole riguarda un paio di centinaia di boys e pochi altri "semplici tifosi".

altro discorso è quello economico che ha una sua valenza ma non tale da determinare questi numeri esigui...così come lo sbattimento per comprare biglietti o andare in stadi fatiscenti..e la prova l'avremo ancora una volta nella prima trasferta a milano ;)

quì si continua a mettere la testa sotto terra, poi quando ci sveglieremo tra 10 anni che avremo le stesse presenze del chievo allo stadio sarò curioso di sentire le motivazioni..

bisogna attivarsi per coinvolgere le nuove generazioni e spetta alla società ed al coordinamento unire le forze, magari facendo un passo indietro e favorendo le nuove generazioni, perché se l'obiettivo è farsi i cazzi propri (scusi il francesismo)per ottenere biglietti o raccomandare qualcuno allora non andiamo lontano

tifoso da salotto