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mercoledì 3 ottobre 2012

IL MISTER: “LA DIFESA A ZONA SUI CALCI PIAZZATI? E’ UN MODO PER SOPPERIRE ALL’ASSENZA DI SALTATORI ED EVITARE SITUAZIONI DI ‘MISMATCH’…”

“La spiegazione offerta da Donadoni a Paolo Grossi della Gazzetta di Parma (“Un modo per responsabilizzare i calciatori” è senza dubbio interessante, ma prettamente psicologica: noi abbiamo cercato di aggiungere anche una componente  tattica". Sempre a proposito di palle inattive l’allenatore giornalista ingaggiato da stadiotardini.com, poi, punzecchia il suo alter-ego in servizio all’UPI: “Deve essergli sfuggita la castroneria di De Jong in occasione del pareggio di Galloppa: non si era mai visto un giocatore capace di commettere un simile errore (aprire la propria barriera e far infuriare non solo Abbiati ma anche Allegri) arrivare a uno straordinario 8 in pagella…”

DONADONI 02 10 2012(Il Mister)I calci piazzati possono spesso decidere una partita. Anzi, uno studio di qualche anno fa dimostrava come nel nostro campionato arrivassero a incidere in una percentuale davvero elevatissima (non ricordo quale, ma statene certi era considerevole). Basterebbe pensare al mitico Mondiale del 2006, poi, per notare quanto i calci da fermo incisero sulla cavalcata degli uomini di Lippi, che sugli stacchi di Materazzi costruirono gran parte della loro impresa iridata. Tema importante anche dalle parti di Collecchio, dove Donadoni da qualche tempo sta lavorando non solo su una pregevole fase offensiva che l’anno scorso ha portato a colpire più volte Paletta (ergendolo a “top player” dei fantacalcisti) e quest’anno ha già premiato Lucarelli contro il Genoa, ma anche su quella difensiva. Varando una soluzione che spesso ha fatto discutere in quanto sulla carta più rischiosa come quella della difesa a zona. In soldoni, quando il Parma difende, principalmente sui calci d’angolo, decide di non marcare a uomo gli avversari che si presentano in area. Ma, al contrario, di presidiare lo spazio e andare a caccia del pallone in anticipo rispetto all’altra squadra.

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Una soluzione che spesso crea problemi perché viene meno il contatto con l’uomo prima dello stacco aereo e soprattutto perché permette a chi attacca di andare a saltare liberamente. Inutile sottolineare, però, che la soluzione stia pagando non poco in questo avvio di stagione nel quale il Parma è già passato dalle forche caudine di Gianni Vio – lo specialista dei calci piazzati che Vincenzo Montella si è portato con sé da Catania a Firenze – arrivando alla sesta giornata senza gol subiti in questo frangente tattico. A sottoporre la questione a Donadoni è stato Paolo Grossi della Gazzetta di Parma nella conferenza stampa della ripresa. E, questa, è stata la risposta del mister gialloblù: “Ci sono arrivato per responsabilizzare un po’ i ragazzi, anche se è molto più semplice decidere di assegnare la marcature di un giocatore a uno soltanto. Con la marcatura a uomo si fa in fretta a vedere chi ha sbagliato e chi no. Però credo che sia anche questo un processo di crescita e un’alternativa perché a volte difendiamo in sette e a volte in dieci. Sono quegli atteggiamenti che dal punto di vista mentale di costringono a restare più concentrati e aiutano il complesso di squadra”. Una spiegazione senza dubbio interessante, quella prettamente psicologica, che però non può non essere corroborata da una componente tattica che proviamo a suggerire noi. Il più delle volte, infatti, un tecnico decide di passare alla marcatura a zona quando capisce di non avere un numero sufficiente di saltatori per poter andare all’uno contro uno con l’avversario con un sufficiente margine di sicurezza. Un passaggio che fu cruciale nel Milan 2004/05, quando gli allora campioni d’Italia passarono dalla marcatura a uomo a quella a zona e finirono per ripiegare per una soluzione mista che grosso modo è arrivata sino alla gestione di Massimiliano Allegri dopo un’interruzione con Leonardo (che preferiva mandare un uomo già in fase offensiva per costringere l’avversario e spedirne uno in meno nell’area rossonera). Ma, fondamentalmente, si tratta di un problema comune a molti e anche a Donadoni. Che ha sì due formidabili saltatori come Paletta e Amauri (190 cm per l’argentino, 186 per l’italobrasiliano) oltre a un Lucarelli dotato di un ottimo timing nonostante i 184 cm di cui dispone. Eppure, nel resto dell’undici titolare di partenza, si trova spesso privo di un buon gruzzolo di saltatori affidabili. Meglio dunque evitare l’uno contro uno generato dalla marcatura a uomo, perché questo potrebbe creare situazioni di “mismatch” ovvero degli uno contro uno nei quali è troppo evidente la superiorità avversaria. Così si arriva alla zona, un procedimento che ricorda molto da vicino quello difensivo del basket, dove si abbandona la marcatura a uomo soltanto quando si capisce che l’avversario ha almeno un paio di giocatori che possono vincere ogni tipo di duello. Questa, in conclusione, è la nostra idea. Vedremo poi sulla Gazzetta di Parma tra poco in edicola cosa avrà da dire in proposito l’allenatore giornalista Grossi. Al quale però, in tema di difesa su calcio piazzato, deve essere sfuggita la castroneria di De Jong in occasione del pareggio di Galloppa. Non si era mai visto un giocatore capace di commettere un simile errore (aprire la propria barriera e far infuriare non solo Abbiati ma anche Allegri) arrivare a uno straordinario 8 in pagella redatta dal cronista amante di tattica del quotidiano Upi

 

ARTICOLI E CONTRIBUTI MULTIMEDIALI CORRELATI

 

LA CONFERENZA STAMPA DI ROBERTO DONADONI DEL 03.10.2012 (VIDEO)

 

 

I PRECEDENTI ARTICOLI DE “IL MISTER” PER STADIOTARDINI.COM

 

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9 commenti:

Dino Pampari ha detto...

Buondì Mister, una domanda: considerando l'ottima tecnica di Ninis, perchè non provarlo come seconda punta a fianco di Amauri pur essendo il greco un trequartista? Grazie, Dino.

Il Plin ha detto...

Si sente la mancanza di Giovinco.
Anche nei Mismatch lì.

Ermete Bottazzi ha detto...

mismatch, dailà, che allenatore da aperitivo...

Gabriele Majo ha detto...

Del resto si firma "mister" non "allenatore", caro Ermes... Do you understand?

Anonimo ha detto...

certo se avesse detto a sema "mismel" avremmo capito tutti.



Turella

Alfredo Zappavigna ha detto...

Io pero' credo che in fatto di saltatori non siamo messi male; non dimentichiamo Zaccardo che non e' uno sprovveduto di testa;lo stesso Gobbi non e' malaccio

Anonimo ha detto...

si in effetti non l'ho proprio capita,a meno che il mister non sia lato due metri e per lui son tutti nanerottoli.
fra l'altro non hai citato paletta e lucarelli i nostri bomber "posteriori"

Gabriele Majo ha detto...

Il lettore anonimo delle 14.01 è proprio disattento: oltre ad avere omesso la firma (e ricordiamo che secondo il regolamento in vigore dovrebbero essere cancellati dai moderatori tutti gli inserimenti senza almeno uno straccio di nick name, se non il proprio nome e cognome) non ha letto con attenzione il trattato del Mister, il quale ha testualmente scritto che il Parma "ha sì due formidabili saltatori come Paletta e Amauri (190 cm per l’argentino, 186 per l’italobrasiliano) oltre a un Lucarelli dotato di un ottimo timing nonostante i 184 cm di cui dispone". Se poi il riferimento era al commento di Zappavigna, era evidente che questi non li avesse citati, essendo, per l'appunto, già stati inseriti prima dal nostro giornalista-allenatore, autore dell'articolo pubblicato.
Cordialmente
gmajo

Anonimo ha detto...

scusi egregio dottore,era ovvio che fosse il proseguimento del mio discorso,ho visto le citazioni su paletta e lucarelli quindi non fa altro che contraddirsi una volta di piu',abbiamo paletta lucarelli zaccardo gobbi amauri all'occorrenza o belfodil e dobbiamo sopperire alle carenze di saltatori ! questo e' un ossimoro calcistico

Turella