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mercoledì 24 ottobre 2012

LA “RIUFFICIALIZZAZIONE” DEL RINNOVO DI DONADONI (2) / GHIRARDI E IL VECCHIO DOGMA SUI CONTRATTI AGLI ALLENATORI: “HO CAMBIATO IDEA”

Durante la seconda parte della conferenza stampa odierna il presidente ha spiegato perché, contrariamente al suo vecchio proposito post-guidoliniano di sottoporre agli allenatori solo contratti annuali, a Donadoni ha fatto firmare un contratto biennale, con scadenza 30 giugno 2015…

(gmajo) – «Solo gli imbecilli non cambiano mai opinione», è il celebre aforisma di Honoré Gabriel Riqueti conte di Mirabeau, scrittore, diplomatico, rivoluzionario, agente segreto e uomo politico del 700 francese tramandato fino ai giorni nostri e perpetuato, ancora una volta, nei fatti, da Tommaso Ghirardi, presidente del Parma FC, il quale, non essendo un imbecille, ha contravvenuto il suo vecchio dogma post-guidoliniano: “D’ora in poi agli allenatori solo contratti annuali”, proponendo in prima persona a Roberto Donadoni il prolungamento per ben due anni (oltre la fine della presente stagione), cioè fino al 30 giugno 2015. A porgli la scomoda domanda sul perché del ravvedimento è toccato al suo vecchio amico Sandro Piovani (che in maniera un po’ provinciale e poco professionale gli si è rivolto chiamandolo “Tom”), al quale il presidente ha semplicemente risposto: “Ho cambiato idea”. E non si è trattato di un caso isolato, come ha simpaticamente rimarcato l’AD Leonardi, che, congratulandosi a distanza con la first lady Francesca che è in stato interessante, ha svelato che Ghirardi fino a poco tempo fa giurava di non volerne sapere di diventare padre, mentre nel 2013, l’anno del Centenario, è atteso il lieto evento…

ALL’INTERNO LA TRASCRIZIONE DELLA SPIEGAZIONE DI GHIRARDI IN CONFERENZA STAMPA DEL PERCHE’ A DONADONI HA FATTO FIRMARE UN CONTRATTO BIENNALE

 

Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) –  Io volevo chiedere a Tom: prima hai detto che non ti era mai capitato di firmare un contratto così lungo ad un allenatore, ma avevi anche detto che non li avresti mai più fatti più lunghi di un anno. Come mai hai cambiato idea?

Tommaso Ghirardi (Presidente Parma FC) – “Beh, infatti questa è una bella domanda perché non sono stato di parola. Dissi che non avrei mai più fatto un contratto superiore a un anno, e ho cambiato idea. Nella vita bisogna alle volte magari ammettere che si può cambiare idea. Non ne avevo parlato neanche con Leonardi, sono sincero: avevamo solamente parlato di prolungamento di contratto, sapevo che il mister anche lui generalmente amava fare contratti di un anno perché non è una persona a cui piace legarsi a un club perché ha un contratto, ma gli piace legarsi perché ha voglia di continuare dei progetti. Però mi sono svegliato la mattina, la settimana scorsa, prima di arrivare qua, dopo ci siamo visti a pranzo, ne ho accennato prima a Pietro dicendogli: ma io oggi gli proporrei due anni; Pietro ha dato il suo parere positivo e quindi mi sono sentito di fargli questa proposta e spero che questo sia l’inizio di una storia lunga, perché comunque come avevo fatto con Pietro, in cui avevo trovato un  dirigente con cui vado d’accordo e di grande qualità, al quale avevo fatto un contratto di cinque anni e spero he anche questo venga prolungato, e comunque alla fine sarebbe di sette anni, perché due li aveva già fatti; con il mister sarebbero tre anni assieme, e io spero che rimanga anche di più. Se poi i risultati saranno tali che meriterà di andare ad allenare ad alti livelli e fare una carriera da allenatore ancor meglio di quella che ha avuto da calciatore, io glielo auguro con tutto il cuore, e sarei anch’io sarei orgoglioso che ce la facesse e che ci riuscisse a raggiungere certi obiettivi che conosce meglio di tutti noi, senza offesa, perché li ha già raggiunti da calciatore”

 

Intervento di Pietro Leonardi (AD Parma FC) – “E poi permettetemi una battuta sul presidente. Un po’ di tempo fa, visto che poi è stata resa pubblica, mi diceva: Io figli? No, no… Non ne faccio, ma poi ha cambiato idea…”

 

Tommaso Ghirardi (Presidente Parma FC) – “E’ un anno di cambiamenti…”

 

Intervento di Pietro Leonardi (AD Parma FC) – “Colgo l’occasione anche per fare da parte mia gli auguri a Francesca per i figlio… Perciò si può cambiare idea…”

 

(Estratto dalla conferenza stampa del 24.10.2012 al Centro Sportivo di Collecchio per il prolungamento fino al 30.06.2015 del contratto dell’allenatore Roberto Donadoni – Videoregistrazione amatoriale e trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)

10 commenti:

Dino Pampari ha detto...

Se davvero Ghirardi non è un imbecille deve cambiare opinione anche su Majo e chiedergli scusa per averlo definito un nemico del Parma.

Gabriele Majo ha detto...

In effetti avrei dovuto approfittare di questa giornata di grazia per veder cosa sarebbe successo se gli avessi fatto una domanda. Ma, per quieto vivere, ho preferito soprassedere, anche per non guastare il clima idilliaco e di intimità che si era creato tra Tom e Pietro e coloro che li stavano interrogando...
Cordialmente
Gmajo

Dino Pampari ha detto...

Caro Gabriele, secondo me ieri hai fatto MALISSIMO a non fare alcuna domanda a Ghirardi: in questo modo infatti hai dimostrato di essere intimorito da lui e hai dato ragione alla sua ASSURDA pretesa per la quale tu non dovresti più fargli alcuna domanda. Se fossi stato in te io infatti lo avrei TEMPESTATO di domande, ALTRO CHE BALLE, perchè sul fatto che tu abbia il SACROSANTO DIRITTO di fargli TUTTE le domande che vuoi NON CI PIOVE. Io dunque vado BEN OLTRE a ciò e PRETENDO da Ghirardi non solo che OGNI giornalista possa svolgere la propria professione (AS MANCARIS ETOR) ma SOPRATTUTTO che egli ti PORGA PUBBLICAMENTE LE SUE SCUSE per la IGNOBILE DIFFAMAZIONE secondo la quale tu saresti un nemico del Parma. Ciao, Dino.

Gabriele Majo ha detto...

Non lo so, Dino: può darsi che abbia ragione tu, come può darsi che abbia avuto ragione io. Ma ci sono alcune certezze: a me non va di star qui a misurare "se ce l'ho più duro io o se ce l'ha più duro Ghirardi" e non credo, alla fine dei conti, che questo fatto possa interessare al lettore medio, che non parteggia per il presidente o per il giornalista. Pur precisando che non sono affatto intimorito da Ghirardi e men che meno non ho dimostrato che lui avesse ragione con la sua iassurda pretesa, per delicatezza non ho voluto trasformare in un ring (sarebbe bastato un attimo) l'ovattata atmosfera di ieri, fitta di pacche sulle spalle, vezzeggiativi e nomi propri di persona, anche abbreviati (Tom), provincialmente pronunziati - dinnanzi ad alcuni inviati nazionali - anche da chi ha ricevuto dall'Ordine dei Giornalisti la tessera da professionista dopo opportuno esame professionale. E' bastato vedere come ha reagito Ghirardi alla lecita domanda di Michele Angella, il quale aveva chiesto non il quantum (specificandolo per bene) ma se Donadoni fosse stato premiato con un ritocco economico. Il presidente ha fatto passare Angella per un agente della tributaria, prima che con un certo imbarazzo il mite Donadoni spiegasse - senza entrare nei dettagli - la forma del suo contratto flessibile, o moderno, come lo ha definito Ghirardi, alias ad obiettivi. Se si è sfiorato l'incidente diplomatico per quel quesito, che ovviamente ci stava, immaginarsi se qualcosa del genere lo avessi chiesto io (anche perché notoriamente non mi piace star lì a chieder banalità). Non solo: una delle domande più scomode, che avrei potuto porre io, mi è stata bruciata (e secondo me la cosa era pianificata a tavolino e non casuale) dall'amico Sandro Piovani, il quale gli ha chiesto conto di quella retromarcia a proposito della durata dei contratti degli allenatori.
Se da una parte le mie mancate domande fanno pensare ai miei proconsoli di una mia mancanza di attributi, ove ne avessi poste i miei detrattori a contratto o no avrebbero potuto aver agio di darmi del provocatore.
Ma se io partecipo a una conferenza stampa non è per esibirmi in domande o in duelli rusticani con un presidente di società di calcio. Di argomenti da trattare ne erano venuti fuori, dunque perché star lì a cercar del freddo per il letto? Ma credimi, io non sono affatto intimorito da Ghirardi...
Cordialmente
gmajo

Dino Pampari ha detto...

Ma certo Gabriele, lo so benissimo che non sei affatto intimorito da Ghirardi. La mia era semplicemente una constatazione, per la quale il tuo silenzio avrebbe potuto essere interpretato dai tuoi detrattori nei termini che ho esposto: ben venga dunque il tuo chiarimento, anche perchè sei liberissimo di non rivolgergli più la parola (per cui avresti tutte le ragioni di questo mondo). Ciao, Dino.

Gabriele Majo ha detto...

Mah, caro Dino, in realtà io sono una persona educata sicché non ho alcuna difficoltà nel continuare a salutare il presidente del Parma, al di là dell'increscioso episodio del mese scorso e degli altri antipatici precedenti da lui tirati a mano con l'evidente intento di screditarmi agli occhi dei tifosi. E non avrei difficoltà neppure a stringer la mano per suggellare un'eventuale - peraltro graditissima - pace. Ciò non toglie, però, che con la stessa serenità palesata fino ad ora continuerei a svolgere il mio ruolo di "grillo parlante", nel pieno rispetto della deontologia professionale e del dovere diritto di cronaca e critica.
Domenica, ad esempio, il caso ha voluto che lo incrociassi alcune volte mentre dalla sala stampa raggiungevo la mix zone e viceversa e il mio tradizionale "buongiorno" non l'ho fatto mancare, così come sempre anche in passato, prima della famosa conferenza stampa del 19 settembre 2012.
Cordialmente
Gmajo

Dino Pampari ha detto...

Beh, per la riappacificazione però dovrebbe ovviamente esserci da parte sua un'ammissione di colpa con relativa richiesta di scuse nei tuoi confronti. Una curiosità: domenica scorsa Ghirardi ha mai ricambiato i tuoi educati saluti? Ciao, Dino.

Gabriele Majo ha detto...

Il prossimo papà non aveva occhi che per la sua Francesca...
E le scuse non sono ancora pervenute. Ma non
facciamone un dramma...
Cordialmente
Gmajo

Dino Pampari ha detto...

Non rispondere a un saluto è assolutamente deplorevole e se fossi in te d'ora in poi non glielo rivolgerei più, perchè non se lo merita affatto.

Gabriele Majo ha detto...

Ma non mi avrà sentito. Era voltato dall'altra parte a guardare la first lady che è indubbiamente un vedere migliore del mio... Non enfatizziamo... Non è niente di che... Io, comunque, continuerò a salutarlo. Poi lui che faccia un po' quel che vuole, mica mi cambia niente...