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lunedì 1 ottobre 2012

L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-MILAN 1-1: “CHE PERSONALITA’ IL REDIVIVO MUSACCI !”

“La rinnovata mediana di Donadoni tiene testa a quella di Allegri: Galloppa, trascinatore e goleador, Ninis la scommessa più vinta fino ad ora…”

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Correva voce che ieri sera, a Bar Sport, potesse venire ufficializzato il rinnovo contrattuale di Roberto Donadoni: e così sono rimasto sintonizzato per gran parte della trasmissione su Tv Parma, che, in luogo del domenicale Pronto chi Parma? proponeva un mix tra i due contenitori, con la contemporanea presenza in studio della squadra festiva capitanata da Carlo Chiesa e quella feriale orchestrata dal tandem Bertini-Milano sotto l’insegna “Bar Sport”. Stasera, infatti, il consueto talk show non andrà in onda per lasciar spazio all’opera lirica. Sarà invece regolarmente presente, sulla concorrenza, Calcio & Calcio. Non ho avuto modo – salvo eventuali colpevolissime distrazioni – di ascoltare l’atteso annunzio della conferma donadoniana, in compenso mi è capitato di sentire parlare Luca Ampollini di Gianluca Musacci e non mi sono trovato d’accordo con la sua affermazione circa una presunta mancanza di personalità del sostituto del Pacarito Valdès. Al contrario io sono rimasto colpito proprio dall’autorevolezza della prestazione di Musacci. E di quella di Galloppa, unico superstite della abituale mediana e dell’altro “nuovo”, Ninis, preferito per scelta tecnica, o in nome di un parco turn over a Parolo, entrato solo a gara in corso, proprio in luogo del regista, uscito al 30’ st per crampi.

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mister dopo parma milanNotoriamente non sono dotato degli stessi fondamentali specifici del Mister e di pallone ne capisco senz’altro meno di chi ha sul groppone partecipazioni ad Europei, Mondiali ed Olimpiadi, però, se nell’anticipo di sabato sera i crociati sono riusciti a tener testa al Milan, credo che il merito arrida soprattutto al centrocampo crociato, e non solo per la velenosa punizione calciata da Galloppa valsa il pareggio dopo il vantaggio avversario subito dal “Faraone” a seguito di un rapido contropiede. Siamo alle solite. Ancora una volta una ripartenza avversaria si è rivelata fatale. Poi ha voglia Donadoni di dire: “abbiamo ancora un atteggiamento timoroso nei confronti di squadre che donadoni dopo parma milanindossano una casacca importante come può essere quella del Milan, e che fa tirare qualche freno di troppo. Bisognerebbe scrollarsi di dosso questo e lasciarsi andare un po’ di più e crederci”. Io, sarò de coccio, ma continuo a pensare il contrario. E cioè che un po’ meno spavalderia nell’affrontare le grandi potrebbe essere assai utile al fine di riempire il carniere, giacché, bel calcio o no, quel che conta è la classifica. I complimenti o gli occhi lustri non fanno punti. A questo proposito rimarco che nella collezione delle grandi che badano al sodo, oltre all’italianissimo Napoli di Mazzarri c’è pure il Milan di Allegri, il quale, alla vigilia della sfida del Tardini, non aveva nascosto che di questi tempi è più importante far risultato, magari pure in un qualche modo, che non pensare al mero gusto estetico. Parole sante. Ma lasciamo perdere l’ormai stantia querelle tra calcio propositivo e speculativo (in realtà l’ideale sarebbe fondere le due cose, e, al di là dei proclami e di qualche eccesso di spavalderia, tutto sommato il credo donadoniano non differisce poi tanto dal giusto mix) e torniamo all’elegia (non sia mai detto che non ne faccia mai) del centrocampo crociato di sabato sera. Per me Musacci, caro Ampollini, ha dimostrato personalità da vendere, considerato che non aveva mai giocato e che si era visto scavalcato lo scorso campionato – quando probabilmente si era illuso che il tecnico subentrato a Franco Colomba gli affidasse le chiavi della squadra – da Valdés reinventato nel suo ruolo proprio dal nuovo allenatore. Nei giorni precedenti, a Parma, era scoppiata la Musacci-mania: erano i tempi quando i falchi che ce l’avevano con le colombe (al singolare) sparavano la colossale balla che Musacci fosse stato fatto esordire dal nuovo allenatore, poiché quel retrogrado del precedente non vedeva i giovani. Peccato che Musacci (pur non essendo propriamente un giovane e al quale non piace esser etichettato come giovane),  esordì proprio con Colomba. Poi Donadoni non potè far altro – considerate squalifiche ed infortuni – che schierarlo titolare alla sua prima; la seconda, poi, a Bologna, entrò solo nella ripresa, allorché Morrone dovette correre al capezzale del figlioletto di pochi mesi ricoverato a Parma. Di lì a breve la bacchetta da direttore d’orchestra venne assegnata a Valdés e la Musacci-mania finì per scemare ben presto. Tant’è che prima di questa partita erano in tanti a storcere il naso. Popolo bueMusacci, sebbene abbandonato dalle folle e con davanti un titolare inamovibile, che più inamovibile non si può (quando un tecnico inventa qualcosa – qualcosa che funzioni bene, beninteso – difficilmente torna sui suoi passi…) ha indubbiamente saputo sfruttare nel migliore di modi possibili l’occasione che gli si è presentata. Non sarà uno di nome, non avrà chissà quale pedigree, ma sia pure al cospetto di avversari più titolati di lui non ha assolutamente demeritato. Anzi. E si è pure cavato la soddisfazione di far loro venire i sudori freddi con il calcio di punizione battuto nel primo tempo. Nella ripresa ci avrebbe poi pensato Galloppa, dai 17 metri, ad indovinare in modo velenoso la traiettoria giusta (Abbiati mi ha convinto fino lì, sia in questa specifica situazione, ma pure un diversi altri precedenti, ancorché premiato con abbondanti sufficienze dai giornali. Boh…). Per il numero 8 crociato sono assai contento del suo exploit: mi era parso di sentire un po’ troppe critiche nei suoi confronti, ma come ebbi modo di dire già nella precedente puntata di Calcio & Calcio, per me, fino a questo punto, era stato il più convincente del reparto. Più perplessità le nutrivo sul rendimento di Parolo, e questo è un pensiero comune, ma anche su quello di Valdés, che per me quest’anno non sta andando come nella parte conclusiva della scorsa stagione. Posto che un italianista come me è meno maniaco di altri sul voler sempre la contemporanea presenza di tre dai piedi buoni – io un interdittore o un incontrista lo vedrei sempre bene in campo a far legna, perché se anche c’è chi crede che il Parma sia il Barcellona, io penso che sia sempre meglio tener ben saldi i piedi per terra – debbo dire che mi ha confortato anche la prova da interno destro del greco Ninis, il quale è, sempre a mio modesto parere, la scommessa fino a questo punto più indovinata tra le tante del Parma 2012-13. Siamo sempre all’inizio, è vero, non bisogna dare sentenze per l’eternità, d’accordo, e infatti stiamo parlando del momento attuale e del recente passato: però, pur essendo uno dei meno utilizzati (quella contro il Milan è stata la sua seconda da titolare, perché se anche Donadoni se lo era forse dimenticato, avendo parlato ieri solo di spezzoni di gara giocati dal greco, questi in realtà era partito tra gli 11 anche al San Paolo di NapolI), direi che senza dubbio ha avuto un profitto migliore rispetto ad altri compagni di classe. Mi riferisco soprattutto a Pabòn e Belfodil. Ma direi pure Parolo, giacché l’allenatore lo vede “arretrato” in mezzo al campo. Per me Ninis è una lieta sorpresa, poiché, gli altri, ai miei occhi, offrivano maggiori garanzie. Io credo che finora non abbia sbagliato un colpo. Anzi, mi piacerebbe gli venisse concesso un po’di minutaggio in più. Quale jolly non dovrebbe avere eccessive difficoltà a ritagliarsi spazio sia in prima linea che in seconda. Soprattutto tenendo presente che Donadoni, come allenatore, è uno che predilige i piedi buoni. E lo ha confermato proprio con le scelte pre-Milan. Ma io non vedrei male Ninis quale nuovo Giovinco, giacché, per il Parma sarebbe un modo di giocare piuttosto collaudato. Anche se la Formica era di fatto la prima punta crociata e non so quanto Ninis, considerato un mediano da Donadoni, possa esser da lui visto come un centravanti. Mi pare di capire che per l’attacco si profili un tandem titolare Amauri-Belfodil. Mi sbaglierò, ma a mio avviso la pazienza di Donadoni con Pabòn è terminata. L’allenatore lo scorso anno divenuto famoso – a Parma – per essere quello che dava una chance ad ogni componente della rosa, ora, proprio come faceva chi c’era prima di lui e come fanno un po’ tutti gli allenatori, sta cercando di battezzare una sorta di undici tipo, dal quale poi difficilmente si potrà derogare. La prova del mio teorema è presto servita: le tre gare in una settimana avrebbero consentito all’allenatore di praticare un turn over un po’ più esasperato rispetto a quello assai moderato e per certi versi obbligato da lui effettuato, senza ricorrere a piene mani ai comprimari della rosa. In sede di conferenza stampa pre-Milan avevo rimarcato all’allenatore che mi era parsa una turnazione piuttosto parca quella con il Genoa, almeno rispetto alle aspettative degli addetti al lavori: rispetto alla partita con la Fiorentina c’era Zaccardo che aveva ripreso il suo posto (Benalouane, a conferma del fatto che esistono titolari e riserve, pur avendo fatto bene era tornato nei ranghi), Amauri, in attacco (al posto di Pabòn, di qui la mia convinzione che, a sorpresa, il tandem principale potrebbe vedere escluso il colombiano a vantaggio del “Medicinale”) e poi Acquah per lo squalificato Rosi. Chi si attendeva un po’ di riposo per Lucarelli, Gobbi e Parolo si è dovuto ricredere. Sempre a dimostrazione che esistono prime e seconde scelte c’è l’esempio di Acquah. Questi a Marassi aveva fatto benissimo, sia da esterno che da interno destro, eppure non è stato confermato contro il Milan, nonostante la mediana sia stata rivoltata come un calzino da Donadoni, giacché l’unico superstite è stato Galloppa, con fuori lo squalificato Valdés (stop che il coach non ha gradito, avendolo sgridato in conferenza dicendo più o meno che i regolamenti si conoscono e che certe ammonizioni andrebbero evitate, soprattutto quando si è giocatori over 30) e appunto Parolo, altra piccola concessione al turn over. Per il resto ha mantenuto tutti gli altri, senza far rifiatare nessuno. Contro la Fiorentina c’era stato il record stagionale di calciatori nuovi schierati dal conservatore Donadoni fin dal primo minuto (5, cioè Belfodil, Parolo, Rosi, Pabon e Benalouane, ma era stata l’emergenza per l’infortunio in fase di riscaldamento di Zaccardo a far alzare la media); contro il Genoa erano quattro cioè Belfodil, Acquah, Parolo e Amauri sempre ammesso che quest’ultimo vada considerato nuovo, essendo un usato sicuro; contro il Milan sempre 4, cioè Rosi, Ninis, Pabon e Amauri. Due parole sulla classifica: ho sentito un po’ di preoccupazione in un telespettatore che ha inviato un SMS a Tv Parma, subito tranquillizzato dal vigile del fuoco Carlo Chiesa. Il tifoso argomentava che se non ci fossero state squadre penalizzate il Parma sarebbe già in zona retrocessione. Il pompiere Chiesa gli ha fatto presente che comunque saremmo al di sopra della linea di galleggiamento. C’è chi dice che a questo punto della stagione la classifica non andrebbe guardata. Io, democristianamente dico che invece è giusto osservarla, però senza farsi troppo condizionare. Sia quando brilla, sia quando è un po’ più opaca. Certi fuochi fatui, labili come amori estivi, sono destinati a spegnersi o ad attenuarsi tra un po’, per cui l’attuale anomala graduatoria, con storiche grandi un po’ attardate rispetto a vispe neopromesse, non tarderà molto a normalizzarsi. Anche su stadiotardini.com ho letto riferimenti alla parte sinistra della classifica. Serve sempre un po’ di equilibrio: non si può passare dall’ottimismo più sfrenato di chi vede i crociati in Champions League o minimo minimo in Europa a chi li vede nella zona rossa. Considerato il calendario, nonostante il Parma sia reduce da tre 1-1 in otto giorni, valsi 3 punti (alias lo stesso bottino di una sola vittoria e due sconfitte), io credo che il bicchiere possa essere considerato mezzo pieno. Certo, la media di un solo punto a gara non è eccezionale, ma abbiamo imparato lo scorso campionato come  dopo  un periodo di andamento lento con pareggite acuta i nostri si siano sbloccati con la serie aurea delle sette vittorie di fila. Onestamente non credo ci sia da accendere spie d’allarme, così come altrettanto non bisogna volar troppo alto con i sogni. Oggi il Parma è 14°, ben distante dall’8° posto dell’ultima giornata del campionato precedente, ma questo non significa assolutamente nulla: il Parma, un anno fa, ha viaggiato oscillando tra il 10° e il 14° posto sostanzialmente nell’intera stagione, salvo poi avere quell’imprevisto exploit. Come sempre non bisogna illudersi troppo per non rimanere delusi. Lo stesso discorso vale per Pabon: probabilmente se non ci fosse stata chissà quale gran cassa al suo arrivo – peraltro giustificata perché è il vice-capocannoniere della Libertadores – probabilmente oggi si attenderebbe con più pazienza il fisiologico adattamento al campionato italiano. Gabriele Majo

27 commenti:

CHINA65 ha detto...

cARO Majo, leggo sempre attentamente i tuoi pezzi e delle volte non sono in sintonia, ma stavolta si. Credo di essere uno di quelli che vede il Parma come il Barcellona, ma non è proprio vero. Osservo che il calendario era perlomeno ostico per cui un punto a partita fa 38 a fine campionato, quindi ci si gioca sempre la salvezza. Il greco io lo godo molto, lo avrai capito dai precedenti commenti (non ho mai commentato Pabon perchè mi sembra ancora disorientato) e poi in genrale seguendo la tua falsariga noto come tutti i panchinari si fan trovar pronti. Io credo che il Parma, oltre a salvarsi e ce la può fare (due punti in più ci stavano e solo il fato avverso e gli episodi a ripetizione ce li han negati) deve giocare divertendo per essere una squadra simpatica (lo stesso motivo che la porta a non contestare le decisioni arbitrali) al suo pubblico e al pubblico di tutta Italia. Io mi aspetto molto da Belfagor e da qualche giocatore che non ha ancora avuto la sua chance, ma il sapere che dietro i titolari di oggi ci sono altri possibili titolari mi fa essere ottimista. P.S. sappi che io sono uno spettatore non tifoso, sono un loggionista che ama lo spettacolo, del resto come tanti Parmigiani (o Parmensi) che non gli basta mica il risultato.

Anonimo ha detto...

Buondì Gabriele, puoi approfondire meglio il discorso attaccanti? Posto che condivido la tua idea di un Ninis "scommessa vinta" aggiungerei anche come Belfodil sia una "scommessa non ancora persa nè vinta" e Pabon (per ora) assolutamente una "scommessa persa": detto questo mi piacerebbe sapere se Amauri come prima punta e Ninis come seconda non possano essere gli attaccanti di maggiore potenzialità e da schierare come titolari fissi, mentre Belfodil non vada considerato più come una validissima riserva ad Amauri (la cui scarsa affidabilità fisica è ormai certificata quanto quella di Palladino); faccio fatica infatti a capire come Amauri e Belfodil possano coesistere, essendo entrambi due prime punte. Grazie e ciao, Dino Pampari.

Anonimo ha detto...

Completamente daccordo con China 65, aggiungo che è doveroso (per ora) e prudente il "giudizio sospeso" su Pabon (e Parolo)mentre temo che la vera scommessa persa sia Amauri ottimo per il (non) gioco di Colomba ma in evidente difficoltà negli schemi di Donadoni (poi sono passati altri due anni..e all'anagrafe non la racconti....)
A me è piaciuto molto anche Musacci ma vedo che ...non essendo un ruolo di grande visibilità, la sua prestazione è sfuggita a tanti....importante che l'abbia vista chi decide!! Angioldo

Luca Russo ha detto...

Del resto mi pare che la società in estate abbia parlato di obiettivo salvezza. E a prescindere dal maggiore o minore gradimento per il calcio propositivo, per ora siamo assolutamente in linea con l'obiettivo che ci siamo posti di raggiungere. Contesto, come sempre, il fatto che una squadra che debba salvarsi voglia farlo praticando la via del calcio spettacolo. Sarò antico, ma con più praticità, a questo punto del campionato, avremmo avuto un paio di punti in più. Perché probabilmente non le avremmo prese dal Napoli e addirittura avremmo vinto col Milan.

Luca Russo ha detto...

Ah, vorrei aggiungere una cosa: se tutti questi pareggi li avessero collezionati, ai tempi, Guidolin o Colomba, difficilmente avrebbero riscosso la pazienza, dei tifosi s'intende, di cui sta 'godendo' il buon Donadoni.

Anonimo ha detto...

chi si contenta gode...cosi' cosi'

ma dalla curva si vede malissimo evidentemente.

pareggione pesante recuperato per le orecchie

insufficienti solo gli attaccanti stop

Turella

Anonimo ha detto...

Ciao Luca, sono perfettamente d'accordo con la tua analisi a cui, se permetti, vorrei aggiungere il mio modestissimo e sicuramente errato parere: Donadoni 'gode' di un enorme credito di fiducia non solo tra la tifoseria ma soprattutto nello spogliatoio del Parma, composto soprattutto da giocatori che, quando egli vestiva le prestigiose maglie del Milan e della Nazionale, erano un branco di marmocchi o poco più; oggi quei mocciosi sono allenati da un loro mito. Questo è un aspetto psicologico importantissimo che sta giocando un ruolo fondamentale nel successo dell'era Donadoni, il quale è il classico esempio di un acquisto "firmato" e come tale dotato di un'enorme qualità insita nel suo nome percepita dai fruitori, che hanno perciò un pregiudizio positivo nei suoi confronti. A scanso di spiacevoli equivoci voglio però chiarire subito che questo mio ragionamento non vuole asolutamente negare il fatto che Donadoni sia un tecnico serio e preparato, ma bisogna dire che anche Colomba lo era: l'unica differenza tra i due però è stata la fiducia da parte dello spogliatoio che si è letteralmente ammutinato contro il buon Franco, il quale di lì a poco è inevitabilmente capitolato. La tesi dell'ammutinamento infatti era emersa già nell'ultimo periodo di Colomba, quando era evidente ai più come la squadra gli giocasse contro (e se non ricordo male a tal riguardo ci fu addirittura una domanda esplicita che Gallerani gli rivolse in sala stampa dopo una clamorosa sconfitta del Parma a Milano): del resto non si spiega altrimenti la clamorosa serie positiva che il Parma raccolse con Donadoni. Lo stesso ragionamento vale per l'era Marino e la successiva rimonta del primo Colomba. Morale della favola: il tecnico è sicuramente indispensabile in una squadra, ma se è "di moda" forse lo è ancor di più. Ciao, Dino Pampari.

cladia ha detto...

tutti questi pareggi di cui parlate sono stati fatti con fiorentina a detta di tutti squadra del momento milan che per quanto si è indebolito rimane sempre una squadra di livello e a genova abbiamo visto tutti come è arrivato il pareggio quello che mana ha questa squadra è un vero bomber amauri sabato è stato definito addirittura una palla al piede pabon è sempre anonimo quindi mi sembra al quanto difficile vincere le partite se a segnare devono pensarci sempre centrocampisti o difensori non capisco proprio perchè continuate a fare paragoni con guidolin o colomba donadoni lo scorso anno ha portato il parma all'ottavo posto questo dovrebbe bastare per garantire che se non si segna non è certo per colpa sua l'unica speranza è che amauri pabon e bolfodil si sbllocchino se no sarà dura ma non certo percolpa di donadoni che è un bravissimo allenatore è un grande uomo cosa non secondaria per società e tifosi almeno credo

Luca Russo ha detto...

Fiorentina squadra del momento? Otto punti in classifica. Rispetto ai sei del Parma. Meno due, che magari ora vale per quello che vale. Però la campagna acquistivi estiva dei viola non teme la concorrenza di quella della società di Ghirardi. Che anche in Toscana il calcio propositivo stia facendo da anabolizzante per i giudizi di tifosi e semplici spettatori neutrali? La Sampdoria, che non fa del calcio propositivo il suo calcio, ed il Pescara, squadra che a detta di tutti partiva col solo scopo di capire da quale delle ultime tre posizioni sarebbe retrocessa, gli sono avanti e indietro, rispettivamente, di due punti (tre senza la penalizzazione che ha colpito i blucerchiati) e uno. Il Milan rimane sempre una squadra di livello? Sarà, ma gliele hanno suonate tutte. Tranne che noi, il Bologna ed il Cagliari. Ergo: se veramente giocassimo in un modo superbo, al Milan glieve avremmo suonate anche noi. E invece a momenti eravamo proprio noi a rimetterci la pelle.

Donadoni ha riportato il Parma laddove ce l'aveva portato proprio Guidolin con un calcio meno frizzante di quello spumeggiante(???) del nostro attuale tecnico.

Non sarà certo colpa di Donadoni se gli attaccanti non si sbloccano. Ma ci sarà un perché se col non gioco (???) di Colomba Amauri rendeva, eccome!, mentre negli schemi di Donadoni non si è ancora inserito come si deve. Detto che io adotterei il 4-4-2 a prescindere, modulo che ti garantisce sempre una buona copertura e qualche ottima munizione da spendere in attacco, talvolta, e non lo dico io ma chi di mestiere fa l'allenatore, non è oltraggioso adattare schema e relative posizioni agli uomini piuttosto che il contrario. Poi vi dirò: a parte la mia preferenza per il 4-4-2, in parte discutere dei moduli è un po' come cercare di stabilire se sia arrivato prima l'uovo o la gallina. Contano i concetti ed i principi coi quali si gioca. Oggi giorno è difficile che una squadra risulti spettacolare se non attacca lo spazio anche coi suoi uomini che non sono in possesso palla. Per cui io gradirei vedere chi passa la palla cercare subito di smarcarsi, come si fa nel basket col dai e vai. Passare la palla e muoversi per aggredire lo spazio non occupato da qualche avversario: è l'unico modo per avvicinarsi al gioco del Barcellona. Certo, servono anche dei piedi che abbiano quantomeno un diploma di scuola superiore. Però intanto se uno comincia a muoversi crea superiorità numerica e più soluzioni di passaggio per chi è in controllo della sfera.

Al prossimo giro ci tocca andare a Catania. Campo in cui storicamente fatichiamo a raccogliere punti. Credete che un'altro pareggio o, peggio ancora, una sconfitta possano far perdere la pazienza a Ghirardi? Io rispondo con un NI. Mi spiego: non credo che Donadoni rischierebbe l'esonero immediato. Ma temo che Ghirardi inizi a guardarsi intorno.

Anonimo ha detto...

per ora bisogna tenere duro..non lasciarsi andare anche se non siamo molto sù in classifica un paio/max tre di giornate, e arrivano le nostre partite....fin ora abbiamo raccolto una discreta somma di punti anche se ai più può non sembrare così visto lo "scippo" di Genova,ma alzi la mano chi pensava di farne così tanti dopo aver affrontato juve napoli fiorentina milan..i punti erano da cercare con il chievo e con il genoa."i punti quelli vitali"..così è stato e 2 tra milan e fiorentina non sono disprezzabili (certo genova urla vendetta ma,abbiamo ragione da vendere è vero ......ma succede...succede nell arco di un campionato...e ancora capiterà di lasciare punti per strada causa sviste arbitrali...non illudiamoci...magari qualcuno lo guadagneremo per lo stesso motivo quindi non ci danniamo per tutto ciò)secondo me siamo in linea con le aspettative per la classifica al momento ,per il resto ho visto un parma in crescita con il milan....manca ancora un po più di convinzione,che potrà arrivare però solo se suona la sveglia per i nostri attaccanti....perchè tu puoi fraseggiare finchè vuoi in mezzo al campo ma se vedi che tutto il lavoro (fatto anche bene devo riscontrare)non "produce niente"è ovvio che la squadra non riesce ad essere "sufficentemente cattiva"e convinta per chiudere o recuperare le gare...finisci ineviitablmente e fisilogicamente alle corde non a subire pe rtutto l arco della partita ma a prestare pericolosamente il fianco...e prima o poi....cmq confido che si possa risolvere con la crescita fisica di AMAURI appena rientrato e alla ricerca della condizione migliore che per ora non riesce ad avere...SEMPRE CHE NON SI FACCIA MALE....poi Pabon deve "accellerare gli studi"perchè rischia di "essere rimandato" visto che tra poco si incomincia a fare ancora più sul serio,lo stesso vale per Belfodil...forse ha i piedi troppo buoni per far il centravanti o la seconda punta....esce a prendere palla molto indietro ,ne salta uno due ma si perde nei ricami ci vuole più concretezza e cattiveria deve capire che non sta giocando nei prati n cittadella.....se non si muovono bisognerebbe considerare l ipotesi di giocare con una punta e un trequartista dietro?....ninis??forse quello più in palla tra i nuovi....però Donadoni sembra di capire non lo veda propio li, in quello che è il suo ruolo naturale...se consideriamo che da interno di centrocampo si è espresso bene mostrando le risapute doti tecniche, e con applicazione(bella cosa per il greco questa) a interno contro il milan....la volontà del nostro mister a provarlo in questa posizione a ridosso della punta(giustamente confortato anche dalla prestazione di sabato) verrà ancora a meno .....cmq per il momento stiamo crescendo e qualche segnale confortante sta arrivando da alcuni elementi....andiamo avanti senza pensare troppo alla classifica per ora,niente grida d allarme...in attesa di "QUAGLIARE" in avanti e di aggiungere un incontrista(Aquah.. pensiero mio...anche se molti lo vorrebbero in fascia)in mezzo al campo
saluti
Filippo1968

Anonimo ha detto...

Sul serio c'è chi pensa ad un esonero di Donadoni? Su che basi? Se Pabon non si sblocca (e se lo aspettiamo anora un pò fa in tempo a diventare bianco, comunitario e parlare in fluente dialetto parmigiano) e se Ama non è al top non credo sia colpa del mister...Ama viene da un infortunio, dovrá finire di recuperare immagino...Io non ne so nulla di moduli ma con Colomba il buon Amauri aveva i suoi abbondanti due anni in meno, non dimentichiamolo.
Io sinceramente non metto a confronto Donadoni con Colomba e soprattutto con Marino per quel che riguarda l'aspetto empatico: Colomba e Marino sembravano due morti e Guidoli il prete smesso....un pò di differenza la fa sia dentro lo spogliatoio sia fra i tifosi. -Il Manno-

Luca Russo ha detto...

Io, a parte Marino, li confronto perché ho l'impressione, e potete anche darmi del malizioso per questo, che a Donadoni siano riconosciute tutte le scusanti del caso, mentre a Guidolin prima e Colomba poi siano state attribuite tutte le responsabilità del caso.

Dell'atteggiamento in panchina, poi, a me importa fino ad un certo punto. Mazzarri che è il Masaniello della situazione, in panchina certamente sembra più presente di un Guidolin (sembra, appunto). Però poi tirando le somme: Guidolin negli ultimi tre anni ha centrato una promozione, non semplicissima, dalla B alla A e ben due qualificazioni ai preliminari di Champions. Mazzarri? Una qualificazione in Champions ed una brutale eliminazione agli ottavi della stessa manifestazione. Se dipendesse tutto dal modo in cui una persona è fatta, Guidolin dovrebbe allenare nelle serie inferiori e Mazzarri, per esempio, avrebbe dovuto vincere scudetti e champions a ripetizione.

Dino Pampari ha detto...

Ciao Manno, non so se ti riferisci al mio commento delle 9:58 ma io non ho mai nè accennato nè tanto meno pensato ad un esonero di Donadoni, che come allenatore mi va benissimo. La mia era solo una riflessione di carattere psicologico verosimile ma assolutamente presunta, anche perchè nessun giocatore del Parma si è mai confidato con me. Il fatto che Donadoni sia stimato dallo spogliatoio inoltre è solo un bene e fatta la tara a questo io penso che Colomba fosse altrettanto preparato: credo infatti che sia giusto l'intento di Gabriele di ricostruirne la reputazione, un po' compromessa tra I tifosi. Questo era il senso del mio intervento, tutto qui. Un saluto, Dino.

Gabriele Majo ha detto...

Bali fermi, Manno. Nessuno qui ha mai parlato di esonero di Donadoni. E ci mancherebbe altro. Ciò non toglie, tuttavia, che questi, per il blasone personale che si porta appresso, in virtù del suo pedigree rossonero da calciatore, abbia una sorta di immunità che non aveva alcuno dei suoi predecessori. Personalmente non gli muovo colpe o responsabilità, salvo talora scrivere, educatamente, che qualche scelta io l'avrei fatta diversamente. Ad esempio, entrambe le situazioni per motivazioni di carattere psicologico, gli contestai il mancato utilizzo a Torino di Belfodil o l'aver battezzato come rigorista Valdes quando Pabon aveva bisogno di sbloccarsi, e alle volte anche un calcio di rigore può essere utile per questa finalità. Quisquilie, certamente, come del resto ogni futile argomento pallonaro che si dovrebbe poter essere liberi di affrontare senza per questo dover passare per anti-Donadoniano o peggio ancora in malafede o nemico del Parma.
Io su questo sito è da qualche settimana che propongo la similitudine Donadoni-Marino, poiché ci sono diversi punti di contatto tra i due o tra il funzionamento delle loro squadre. Ma non credo sia razionale metterci in mezzo, come fai tu, Manno, la simpatia o antipatia personale. Questi punti di contatto, ad esempio, sono - partendo dalla comune ricerca dei due del calcio propositivo - le sconfitte da entrambi rimediate al San Paolo, contro una squadra a vocazione italianista, o il curioso fenomeno dei 5 rigori contro in 5 giornate. Probabilmente si tratta solo di coincidenze, ma anche queste nel calcio ci stanno, se esistono fior fiore di agenzie di statistiche, tipo Football Data o altre, che campano passato al setaccio precedenti, numeri, curiosità etc. E allora se ci sono analogie uno dovrebbe poterlo scrivere senza per questo essere aggredito verbalmente dal presidente di una società di calcio, o dal suo AD in modo più sottile.
Poi non sono affatto d'accordo che Colomba fosse un morto, come dici tu. Anzi, era una persona dall'eloquio interessante. E riuscì - grazie ad una profonda psicologia applicata al suo lavoro - a salvare i disastri del suo predecessore. Per esempio, pur con tutti i limiti che aveva, lui la scelta di far battere un rigore a Pabon in luogo di Valdes, con il primo più bisognoso di segnare per sbloccarsi e mettere a tacere le tante autolesioniste critiche dei tifosi, forse l'avrebbe fatta, giacché, se non ricordo male, qualcosa del genere lo fece con Floccari un anno fa.
Capitolo Amauri. I due anni di gioventù in meno non credo c'entrino, giacché Colomba potè sfruttarlo solo fino ad Udine, cioè per circa il 50% del suo breve mandato. Poi si fece male. Purtroppo la storia dell'italobrasiliano è costellata da infortuni. Ora speriamo riesca a recuperare il suo stato di forma. A me era piaciuto contro la Fiorentina, quando era subentrato, decisamente meno nelle due gare in cui è partito dall'inizio (e sono due e non una come erroneamente asserito ieri da Piovani a Bar Sport, giacché "Ama" è partito titolare sia a Genova che contro i rossoneri). Certo ha bisogno di far minuti e quindi si tratta di pazientare senza fasciarsi la testa. Sperando che lui non debba fasciarsi le caviglie...
Cordialmente
Gmajo

cladia ha detto...

Se Donadoni e da esonero lo sono gli allenatori di mezza serie a per favore siamo seri il Parma gioca bene quello che gli manca sono i goal degli attaccanti e poi Gherardo e Leonardo in questi giorni mi sembra che parlavano di rinnovo e di Donadoni come perno del progetto
Poi nel calcio quello che dici oggi domani non va più bene pero mi sembra proprio fuori posto dire che Gherardi si stia guardando intorno dopo tutto quello che ha detto in questi giorni su Donadoni

Alfredo Zappavigna ha detto...

Io terrei presente che il Parma ha avuto un avvio ostico(juve,Napoli,fiorentina e lo stesso Milan anche se piu' sgangherato del bel tempo che fu) per cui non sarei al momento preoccupato per la classifica.
A centrocampo piacerebbe avere anche a me un buon incontrista e qualche kg in piu' (galloppa e Parolo mi sembrano troppo leggeri) e onestamente rimpiango il buon Mariga. Mi lascia onestamente qualche dubbio l'attacco: Belfodil e' una bella sorpresa gran difesa della palla,buon movimento ma a realizzazioni siamo sullo scarso; Amauri e' Amauri coi suoi pregi e difetti (10reti sarebbero gia' tante) e Pabon rimane ancora un punto interrogativo. Bisogna dargli fiducia sicuramente; abbiamo esempi del passato illustri sia in casa(vedi Hernan) che nei dintorni (le Roi Platini impiego' piu' di 6 mesi per diventare poi quello che e' stato)
Personalmente ho molta fiducia nelle capacita' di giudizio del Mister per cui sono sereno

Anonimo ha detto...

NESSUNO NE HA PARLATO CHIARAMENTE....NE PRESIDENTE E GIORNALISTI quindi visto che se ne accennato "pour parler" qui....dico la mia tanto per mettere i puntini sulle i....anche se non se ne avverte il bisogno.
E FONDAMENTALE proseguire con Donadoni anche se dovessimo arrivare ad una situazione tipo l anno di Marino per capirci(ma così non sarà spero) .........altrimenti si ritorna al punto di partenza,avere timori di retrocessione alla 6sta giornata non giustificherbbero eventuali "mal di pancia "presidenziali, cosa che cmq con l attuale tecnico al timone credo si possa scongiurare....
fILIPPO1968

Anonimo ha detto...

pienamente daccordo con alfredo zappavigna soprattutto su mariga (cosa che sostengo da tempo ma dal ritiro!) e sull l incontrista,bisogna sacrificare qualcosa di "proositivo"in virtù della sostanza
Filippo1968

Anonimo ha detto...

mi fa piacere sapere che il nostro presidente e' gherardi,adesso capisco come mai a volte mi sembra di parlare di un altra squadra,siamo alla sesta e gia' ieri sera ho sentito parlare quelli che dicevano di aspettare almeno 6 partite per avere un idea piu' precisa della squadra,dire che si potra' dire qualcosa fra 4 o 5 partite :-),ah si a son bo anca mi.non capisco come mai qualcuno incominci a mugugnare adesso,siamo in linea con quello che mi aspettavo,forse non mi aspettavo certi colpi di reni di pescara o siena,ma il corso di aruspice non l'ho ancora fatto mi sto iscrivendo adesso,forza croze'
Turella

Anonimo ha detto...

to stavolta sono anche d'accordo col mio amico alfred,Mariga le netor zugador dabo

Turella

cladia ha detto...

Il nome che questi giorni sembra essere caldo è proprio quello del tecnico del Parma Roberto Donadoni. Donadoni nonostante non abbia a disposizione di primissimo livello, sta ottenendo risultati di assoluto rilievo tra l’altro proponendo un calcio molto piacevole. Lo stesso presidente gialloblù Tommaso Ghirardi nell’immediata vigilia del match dello scorso sabato ha ammesso l’interesse del Milan per Roberto Donadoni evidenziando però come la volontà del club ducale sia quella di prolungare quanto più possibile il contratto con l’ex allenatore del Napoli e della Nazionale Italiana.
tratto da calcioline

Fedele ha detto...

Non capisco il senso di continuare a tirare fuori Colomba dopo quasi un anno e meno ancora quello di fare paragoni tra il buon Franchino e Donadoni o tra Donadoni e Marino. Donadoni è secondo me di un'altra categoria rispetto agli altri due. Concordo con Andrea Schianchi: che Donadoni sia più bravo lo si sapeva anche prima che venisse ad allenare il Parma, non c'è mica bisogno di costruirci sopra dei dibattiti per capirlo. Ma risulta ancora più incomprensibile dopo quel che Donadoni ha fatto vedere in questi nove mesi a Parma (e già aveva dimostrato come ct). Dino Pampari dice che l'unica differenza tra i due è il pedigree: è proprio vero che il pallone è materia nella quale tutti possono dire di tutto

Dino Pampari ha detto...

Ciao Fedele, vorrei esprimere meglio il mio pensiero perchè non è propriamente come mi sembra che tu lo abbia percepito: la differenza tra Colomba e Donadoni non è solamente di pedigree, ma anche e soprattutto di visione complessiva del gioco e di gestione della squadra, tant'è che potremmo disquisire a lungo sulle differenze tecnico tattiche tra i due allenatori. Non ho infatti affermato che l'unica differenza tra i due sia il pedigree, ma che essi sono entrambi seri e preparati. Certamente il nome del primo ha un peso specifico ben superiore al secondo ma non possiamo dire che Colomba sia un allenatore impreparato: faremmo infatti un torto a lui ma soprattutto a chi lo ha scelto per salvare la nave da un quasi certo naufragio dopo l'esperienza di Marino. Ho voluto ritornare su questo paragone non solo per un doveroso senso di gratitudine verso chi ci ha evitato la seconda retrocessione dell'era Ghirardi, ma soprattutto per sottolineare come nello spogliatoio di una squadra il fascino di un nome dia più credito ad un allenatore che non ad altri. Un saluto, Dino.

Fedele ha detto...

In tal caso concordo con te...

Anonimo ha detto...

il sommo,colui che possiede il verbo,sostantivi zero
andrea schianchi,anche lui sa tutto

Turella

Fedele ha detto...

Non fare il modesto Turella, tu si che sai tutto

Anonimo ha detto...

ghe mel fedele, ghe mel ,piu' di quanto tu possa immaginare.
o quantomeno ho dieci decimi per occhio ;-)

Turella