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giovedì 4 ottobre 2012

PIA PROVA IL MICROFONO. IL VICE ADDETTO STAMPA DOMENICA FARA’ LA RADIOCRONACA DI CATANIA-PARMA SU RADIO BRUNO – Fotogallery amatoriale

La radio ufficiale, che più ufficiale non si può, per le prossime lontane trasferte si affiderà alla struttura comunicazionale del club. E così Matteo dopo aver commentato i Crociati si cimenterà con i crociati…

DSC06722(gmajo) – Prova microfono, prova microfono; 1, 2,3 si, sei, prova... Ieri l’obiettivo di stadiotardini.com, prima dell’inizio della conferenza stampa di Marco Parolo, ha immortalato con una serie di scatti a ripetizione (visibili all’interno) il neo vice-addetto stampa del Parma FC Matteo Pia, mentre armeggiava con un microfono. Evidentemente stava prendendo dimestichezza con il suo nuovo strumento di lavoro, giacché sarà proprio lui, domenica, a raccontare in diretta dal radiofonicissimo stadio Cibali (passato alla storia per il famoso “Clamoroso” in Tutto il Calcio Minuto per Minuto) per Radio Bruno, la radio ufficiale che più ufficiale non si può. Eh sì, perché, vuoi per la spending review, vuoi per essere sempre politically correct, da un paio di anni a questa parte la potente antenna di Carpi che da anni si aggiudica i diritti esclusivi per le trasmissioni radiofoniche in ambito locale delle partite del Parma FC, affida il compito di effettuare la radiocronaca diretta delle gare dei crociati nelle trasferte più lontane a un membro della struttura comunicazionale del club.

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Nelle scorse stagioni, infatti, sovente capitava di ascoltare, su Radio Bruno, la bella voce di Mario Robusti (seconda, come timbro e intonazione sola a quella del compianto Pino Colombi),  commentare il Parma da casadiDio. Nell’ultimo anno, come nel presente, invece, è invece Carlo Chiesa, prestato da Tv Parma, ad effettuare il radioservizio dal Tardini, e fino all’altro giorno pure in trasferta (o “dal tubo”, come si dice in gergo, giacché per Napoli-Parma non era al San Paolo, ma in uno studio, davanti al video, nonostante l’artifizio del sempre affascinante collegamento telefonico con tanto di effetti sonori, potenza di Sky…). Da Catania-Parma, invece, la linea passa definitivamente a Matteo Pia, che così passa dal commentare i Crociati (quelli con la C maiuscola come nome proprio) ai crociati (con la c minuscola poiché è un aggettivo, anche se la C di crociati, quando ci si riferisce al Parma dovrebbe esser sempre maiuscola): in gioventù – mica che sia vecchio, beninteso ! – infatti l’ex responsabile comunicazione degli Aironi si era cimentato nel racconto delle imprese dell’ex squadra di Noceto, e prima ancora di Collecchio, in diretta su Radio Reggio (la quale fino a un paio di stagioni fa proponeva una sorta di Tutto il Calcio minore minuto per minuto) e poi come spalla nelle telecronache di Luca Romenghi su Tv Parma.

 

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8 commenti:

Anonimo ha detto...

A PARMA A LIVELLO RADIO SIAMO DIVENTATI MOLTO SCARSI!!!! IN CIITTA' ESISTE UNA SOLA RADIO RADIO PARMA E IL PARMA CALCIO NON TROVA ALTRO CHE AFFIDARE LE DIRETTE A UNA RADIO DI CARPI CHE NON C'ENTRA NULLA CON PARMA, RICORDO I BEI TEMPI DI RADIO EMILIA, RADIO ONDA EMILIA, RADIO 12 LE VERE RADIO PARMIGIANE!!!!!

Gabriele Majo ha detto...

Anch'io, egregio, ho nostalgia delle vecchie radio di Parma (sarà per aver 15 anni in meno o forse 30 o giù di lì come più o meno canterebbe Guccini)ed è per quello che non ho cassato il suo commento benché anonimo.
Qui vige la regola di firmarsi almeno con un nick name (se non con il proprio nome e cognome): per favore si adegui.
Detto questo non è certo colpa del Parma Fc se il panorama radiofonico della nostra città è desolante: tra l'altro Ghirardi - che è sempre uno attento al profitto, essendo un imprenditore, il quale pensa che pure altri abbiano la finalità principe di arricchirsi - fa bene a vendere il proprio prodotto a chi meglio glielo remunera dal punto di vista economico. Infatti Prandi (l'editore carpigiano di radio Bruno) non bada a spese in termini di acquisto di diritti. Ma sulla valorizzazione della sua emittente sul territorio - e anche del prodotto radiocronaca - a mio modesto avviso avrebbe potuto fare ben di più. Del resto gli esempi citati proprio dall'anonimo(che peraltro ha dimenticato il pool Radio Elle-Lattemiele) stanno lì a dimostrare come una volta fosse valorizzato quel tipo di prodotto e di conseguenza anche appetito. Si, certo altri tempi e non c'erano le tv: ma mi pare più che altro un alibi.
Poi se ci sono stati editori senza scrupoli che (magari sempre per il fine del profitto o dell'arricchimento personale, che non è certo quello che muove le mie azioni, al di là delle diffamazioni ghirardiane) si sono privati delle proprie radio vendendo frequenze (che peraltro erano beni statali in concessione e non di proprietà) cavalcando la legge che glielo consentiva è un altro discorso ancora. O forse quell'esperienza era destinata a morire (anche se altrove le cose sono andate leggermente meglio che qui, nella patria della prima emittente libera italiana).
Ne approfitto per invitare tutti gli amanti della radio ad essere presenti ad un interessantissimo revival che si svolgerà in occasione della Fiera di San Donnino a Fidenza in questo week end (sabato e domenica, quartiere Artigianale La Bionda, Via Dalla Chiesa) con diversi ex dj o programmatori radiofonici delle prime stazioni locali parmigiane, in diretta live, con tanto di trasmittente... Ovviamente ci sarò anch'io...
Cordialmente
Gmajo

Roberto M. ha detto...

Nonostante io sia un accanito tifoso del Parma ritengo che una partita commentata dal nostro addetto stampa sia inascoltabile, mi spiego meglio: se facciamo cagare, cosa dirà il dipendente del Parma Fc al microfono di Radio Bruno che tutto sommato non stiamo giocando male e siamo solo sfortunati?

ramada ha detto...

un solo giornale reale, dell'Upi, di cui peraltro fa parte anche il Parma. Le dirette radio dell'addetto stampa. Una tv emanazione della stessa Upi e quantomeno 'vicina' alla società (l'altra più guardabile, ma insomma, potrebbe fare meglio ma forse non ha soldi o non li vuole investire).
La penso come Roberto M., ma amplio a tutto il panorama informativo-sportivo parmigiano. Da tifoso sentirmi sempre dire che tutto va bene, quando non è così, mi indispone. Poi capisco avere giornalisti di parte, ma i giornalisti amici o a libro paga non faranno mai i giornalisti. Peccato. Non so come sia nelle altre province emiliane, ma qui è triste per un tifoso (e molto tifoso, quale mi ritengo) ma un po' obiettivo

Anonimo ha detto...

si dirà così altrimenti potrebbe diventare "un nemico del parma...e del suo presidente"
Filippo1968

Gabriele Majo ha detto...

Poi se scrivo che il panorama "informativo" o come giustamente, a questo punto, lo definisce Leonardi "comunicativo" è un po' anomalo sono io un visionario. O in malafede. O un nemico del Parma. Dando fiato ai vari Pericle Ferrari o Baggio del caso sempre pronti dal segreto della propria tastiera a scrivere contro il gestore di questo sito di cui usufruiscono...
Nel caso specifico, però, va fatto qualche distinguo. Se Radio Bruno sceglie deliberatamente (perché nessuno del Parma FC è andato là pistola alla mano, né lì ha convinti con azioni diplomatiche o pressioni) di affidare - quale radio ufficiale, che più ufficiale non si può - il proprio commento a un addetto stampa del club non è certo colpa della società, né del radiocronista, sia questi Mario Robusti, come un anno fa, o Matteo Pia come adesso. Nel pezzo ho fatto riferimento, non a caso, alla spending review, perché la scelta è prima di tutto dettata da motivi di carattere economico, volendo risparmiare le spese di trasferta, giacché quelle per i propri addetti stampa (che siano parte organica o meno della società Parma Fc o di una delle consociate, tipo Parma Brand, come parrebbe nel caso di Pia) li paga il Parma e non certo Gianni Prandi, che è l'editore. Poi che la scelta del cronista "interno" fosse caduta su Carlo Chiesa è senza dubbio perché questi è gradito alla società, certo, ma anche perché vanta un apprezzato passato di radiocronista "indipendente", sia pure un po' pompiere e buonista, anche in servizio per Radio Bruno. Indubbiamente, però, è abbastanza particolare, come scelta editoriale, quella di avvalersi dell'ufficio stampa, al di là della definizione di "radio ufficiale" acquistata, impropriamente, assieme ai diritti di trasmissione. Se fosse un canale tematico, come Lazio Styll Radio, Inter Channel o Milan Channel in effetti sarebbe piuttosto fisiologico trovarsi a che fare con commentatori al soldo del club; ma dato che in questo caso parliamo di una testata giornalistica completamente estranea alla proprietà del Parma FC, in effetti siamo dinnanzi a qualcosa di anomalo. Però, almeno, lo si sa chiaro e tondo che chi parla è un addetto stampa. E' decisamente peggio, invece, quando avviene che magari lo stesso effetto viene sortito da professionisti riconosciuti per tali su testate ancor meno ufficiali - almeno in teoria, ma non certo in pratica - della radio ufficiale.
Comunque sia piuttosto che ascoltare cronisti satellitari condizionati psicologicamente a favore dei club che vantano più abbonati di quelli del Parma è meglio abbassare l'audio e ascoltare il casalingo Pia. Ed è anche decisamente meglio piuttosto che fare un salto indietro di oltre 25 anni e farsi passare la radiocronaca da emittenti corrispondenti. E tutto sommato anche di ascoltare una finta radiocronaca del sempre entusiasmante chiesa, però contraffatta perché non confezionato in loco, ma dal tubo.
Cordialmente
Gmajo

Pericle Ferrari ha detto...

Mi scusi Majo, non pensavo che per "usufruire" del suo sito bisognasse evitare di fare commenti che dissentono da lei. Deve trattarsi di una nuova regola del web. Allarghiamola anche ai forum dei giornali! Facciamo così: chi legge Repubblica.it non deve scrivere commenti contro il giornale o la sua linea editoriale. E così per i blog, le testate online...
Ah mi scusi per i miei interventi, vorrà dire che non ne farò più se sono antitetici alle sue osservazioni. Oppure non usufruirò più del suo sito. Chiedo scusa!!

Gabriele Majo ha detto...

Salve Pericle Ferrari,

no no lei ha diritto di usufruire del sito, ci mancherebbe altro, ma dal momento che non lesina continui attacchi personali al gestore pensavo che la lettura non fosse di suo gradimento.

Però come lei si permette di attaccarmi, se mi consente io posso altrettanto permettermi di citarla ad esempio.

Saluti
Gmajo