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giovedì 15 novembre 2012

A UDINE SARA’ SANSONE IL VICE-BIABIANY?

In sala stampa a Collecchio oggi riflettori puntati sull’esterno tornato dal prestito a Crotone e rilanciato da Donadoni a Torino, dove si era rivelato il match winner, e poi confermato, sia pure a gara in corso, anche nelle occasioni successive…

(gmajo) – Narrava la leggenda che dei due Sansone, quello “vero”, alias il più forte, fosse Gianluca, in questa stagione in servizio al Torino, e che il nostro, Nicola, fosse il meno quotato dei due. Ma le parti hanno iniziato a scambiarsi proprio all’Olimpico sabaudo (o Subalpino), quando biblicamente l’ultimo si fece primo e viceversa. Quella gara, nel bene e nel male, venne decisa dai due Sansone, il loro che si fece espellere, e il nostro che, subentrato a sorpresa a Lucarelli, segnò il gol decisivo per il ritorno ad una vittoria corsara dei crociati dopo lunga astinenza

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In quell’occasione ebbi modo di chiosare che Nicola Sansone fosse figlio della “panchina lunga”, voluta – e non smetterò mai di tacerne il merito (anche se sia l’interessato che i suoi fans vedono solo quando lo punzecchio e non quando lo elogio…) – in prima persona dall’AD crociato Pietro Leonardi, battutosi come un leone in Lega per l’ottenimento dei 23 calciatori a referto in distinta, con i panchinari passati da 7 a 12. Proprio grazie a questo assist indiretto Roberto Donadoni, mostrando mente ben presente e lucida, all’Olimpico di Torino voltandosi alle spalle, dopo la insperata superiorità numerica, ha potuto pescare quella che si sarebbe rivelata la persona giusta al momento giusto. Appunto Nicola Sansone, che, ragionevolmente, se fosse rimasta la panchina con sole sette riserve, se ne sarebbe stato a languire in tribuna, togliendo al mister l’opportunità di mettere il classico cacio sui maccheroni. Eh sì, perché in quel momento era proprio lui nonostante in panca ci fossero i più quotati Pabon e Belfodil, il colombiano sarebbe entrato solo dopo, il francese sarebbe rimasto inutilizzato – l’ideale, quale attaccante esterno mancino, per cambiare assetto passando dal 3 5 2 al 4 3 3, per meglio sfruttare la superiorità numerica, togliendo il superfluo difensore in più (A. Lucarelli). Ma nella vita, oltre che fortunati bisogna essere bravi: e bravo Nicola Sansone è stato nello sfruttare l’opportunità concessa e salire nell’indice di gradimento degli attaccanti che Donadoni ha a disposizione (ormai all’ultimo posto sembrerebbe figurare Pabon, preceduto perfino da Palladino: e, inconsciamente, questa sorta di classifica sembra emergere anche dalle stesse timide risposte in conferenza di Sansone, al quale avevamo rimarcato come, anche contro il Siena, il tecnico avesse preferito lui al colombiano). Al di là dell’indice di gradimento – che nel calcio è assai mutevole e poco duraturo, basta chiedere a Musacci, che aveva sempre ben figurato nelle prove precedenti, ma che solo per non aver fatto bene col Siena è stato definito non all’altezza del ruolo di vice-Valdes  – potrebbe proprio essere Nicola Sansone il sostituto dello squalificato Jonathan Biabiany al Friuli. In effetti se la meritocrazia conta qualcosa il posto dovrebbe essere suo, anche se lo meriterebbe pure Belfodil, per quello fatto vedere sino ad ora: il fatto è che se Amauri sarà titolare, Sansone potrebbe meglio adattarsi, per caratteristiche fisiche, rispetto al francese, al ruolo di suo partner. Gabriele Majo

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TORINO-PARMA 1-3, IL COMMENTO DI UGO RUSSO DI RADIO RAI A STADIOTARDINI.COM: “NEL SEGNO DEI SANSONE, NEL BENE E NEL MALE”

 

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