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mercoledì 14 novembre 2012

LA STORIA DI ITALIA-FRANCIA / NON CI SIAMO MAI TANTO AMATI…

DSC00134(Luca Savarese) – Italia-Francia non sarà mai una partita come le altre: troppo italiani noi per non tentare anche se il contesto è amichevole, qualche sgambetto ai napoleonici. Troppo francesi loro per non fare qualche scherzetto a les italiens, che sia una sgambata o una gara ufficiale, poco importa. Cugini europei che da sempre non si sono mai tanto amati…

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Andiamo indietro di centododici anni: 15 maggio 1910. All'Arena civica di Milano voluta da Napoleone, guarda un po', gli italiani che non si chiamavano ancora azzurri perchè giocavano in bianco battono la Francia, largamente, finisce 6 a 2. Partita che resterà negli annali: fu infatti la prima volta dell'Italia del calcio, esordio assoluto. Sugli scudi il milanista Pietro Lana, autore del primo gol italiano della storia e poi di una gara maiuscola: tre dei sei centri, ebbero la sua firma.

Intanto la rivalità continua: noi gli diamo dei sofisticati, loro ci danno dei sempliciotti. Le prime sfide somigliano a delle vere caccie grosse tutte italiane, ci mangiamo i galletti in tutti i modi. Bologna, 1931, con Pozzo in panca ci pensa Pepin Meazza che Gianni Brera battezzò, nel giorno della morte del centravanti, il folber, cioè uno nato per giocare a football.

Poi venne il 1938, mondiale in casa loro e vittoria tutta nostra ai quarti,li facciamo fuori nei supplementari con doppietta di Pioli e rete di Colaussi.

Ecco dunque il 1978, ci gioca e si balla a ritmo di tango argentino. Andiamo sotto con Lacombe ma ci rifacciamo con Rossi e Zaccarelli. Venti anni dopo e in Francia ci fermano loro o meglio, sbattiamo noi su una traversa che fa ancora male: quella colpita da Gigi Di Biagio che ci elimina dal mondiale e li lancia alla vittoria finale. Quattro anni dopo ed arriva un altro schiaffo, forse vogliono farci pagare gli altri precedenti kappao contro di noi. E a Rotterdam, che diverrà poi nelle nostre menti Rotterdram, con Wiltord e Trezeguet ci tolgono un europeo già nostro.

Nel 2006 a Berlino, ci rifacciamo eccome, con gli interessi. Sono passati tanti volti, tante strategie diversi papati ma Italia e Francia sono lì, a scrutarsi e a schernirsi. Non dite loro però di amarsi, non sanno proprio come farlo. Luca Savarese

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