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NAVIGHIAMO ALLA PRAMZÀNA

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mercoledì 14 novembre 2012

L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-SIENA 0-0: “IN UNA SERIE A MEDIOCRE NON C’E’ DA STUPIRSI DELLA MEDIOCRITA’ DEL PARMA”

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Meno male che stasera, mercoledì, gioca la Nazionale e non si disputa un turno infrasettimanale di campionato, se no il ritardo nella composizione dell’Opinione della gara di domenica scorsa, lo scialbo 0-0 dei crociati con il Siena, sarebbe ancor più clamoroso. Certo, non mi mancano le giustificazioni: da domenica ad oggi, infatti, si sono moltiplicati gli eventi che abbiamo seguito e documentato, a partire da quello che ci aveva visto diretti protagonisti, anche come organizzatori, alias la presentazione del volume autobiografico di Ugo Russo di Tutto il Calcio Minuto per Minuto, e poi Sport Civiltà, gli azzurri etc etc. Insomma se fino ad ora avevo taciuto non era per stendere un velo pietoso su quella che ai miei occhi è apparsa come una delle peggiori prestazioni dei crociati – per lo meno di quelle che ho seguito dal vivo (a Catania non c’ero) – ma proprio per una oggettiva mancanza di tempo. In una serie A mediocre non c’è da stupirsi della mediocrità del Parma.

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Ecco perché non starò qui a stracciarmi le vesti per uno spettacolo che ha meritato i fischi degli insoddisfatti e comunque la disapprovazione di chi si era illuso che quella con la Roma fosse vera gloria. Da frigido, infatti, non mi esalto nei successi e non mi abbatto nelle debacle. Anzi, quando c’è una sconfitta, non avendo l’hobby di sparare sulla Croce Rossa, cerco di trovare qualche lato positivo. E’ stato così nell’immediato dopo gara quando ho fatto rilevare allo scontento Donadoni che comunque esser riusciti a mantenere inviolata la porta al cospetto degli specialisti della ripartenza (chiedere referenze a Juventus ed Inter), quando si avevano degli inquietanti precedenti specifici in materia, poteva esser già un successo. Indubbiamente Cosmi si è portato a casa il punticino che aveva programmato con la sua squadra ben arroccata in undici nella propria metà campo, mentre Ghirardi si è dovuto inalberare perché i suoi prodi, che vorrebbe sempre vincenti, propositivi e stupefacenti, hanno fatto cilecca per la seconda volta consecutiva. Deve esser un male di stagione… Io credo che la rabbia di chi a caldo ha vomitato improperi – in primis contro Donadoni passato da eroe a cogl., ricordando l’impagabile Banfi – nel lavandino di Pronto chi Parma, prontamente spurgato dall’idraulico Carlo Chiesa, appartenesse, appunto alla categoria di coloro che vedevano il Parma già in lotta per  lo scudetto (eh sì, perché se le vinci tutte ti ritrovi lì con la Juve come ai tempi della grandeur), non ai freddi razionali per i quali il Parma è una squadra da mezza classifica e che dunque ci può stare che possa esser stoppata da una avversaria di sostanzialmente pari valore. Il problema, infatti, è che la mezza classifica, come ho affermato lunedì sera durante Calcio & Calcio, va sostanzialmente dal 5° al 18° posto, insomma la concorrenza non manca. E’ vero che se la serie A è mediocre ti vien voglia di sfruttare questa mediocrità per emergere, ma non bisogna mai dimenticare che anche i nostri, al di là dei voli pindarici, appartengono a pieno diritto alla categoria. E non basta aver spezzato le reni alla Roma, in condizioni eccezionali, per sentirsi invincibili e inviolabili. Quella è stata sì la più bella prova dei donadoniani, avvantaggiati, però, dalla paradigmatica scelleratezza difensiva degli avversari. E sostenerlo, come faccio io, non significa esercitare una diminutio dei meriti dei nostri eroi, ma semplicemente esser realisti, suggerimento che non mi stancherò mai di offrire a coloro che con il calcio non vogliono farsi troppo il fegato amaro. Chi invece vuol provare a ripetizione travasi di bile ascolti pure il Saltimbanco e le sue profezie continentali. Ma poi non si metta a piangere se rimane deluso. Io non mi sono eccessivamente meravigliato dei due passi falsi (un punto solo anziché i programmati 6 in due gare fa un po’ bruciare) consecutivi – sia pure con Pescara e Siena – perché rientrano nell’ordine naturale delle cose. Va bene che per il tifoso la propria squadra è la più bella e la più forte, ma era da illusi credere che si potesse replicare ora, nel vivo della stagione, lo stesso filotto inanellato sul termine della passata, anche se capisco che dopo tre successi in stecca fosse fisiologico pensare che la serie potesse proseguire fino 5, visto il regalo del calendario morbido. Morbido sulla carta. Come ora torna ad essere, sempre sulla carta, duro. Anche se la stessa insperata salvezza firmata da Colomba con successi sulle grandi è lì ad imperituro ricordo che le imprese si possono centrare e poi sono ancor più belle perché non scontate. Io non credo che i giocatori del Parma, negli  ultimi due turni, abbiano sofferto di pancia piena, o che si siano fatti contagiare da quel DNA di cui ha parlato Melli a Tv Parma, per il quale a questa latitudine non si riesce mai a fare il salto di qualità. Né credo che il team manager fosse particolarmente lucido nel mettere nel calderone della cause della sindrome l’intero ambiente, cioè media e tifosi (indubbiamente soft rispetto ad altrove). Scusa Ciccio, scusatemi tutti, eh? Ma lo stesso problema che ha il Parma (secondo il primo bomber gialloblù in A fin dai suoi tempi) non ce l’hanno forse tutte le squadre, dappertutto, a parte, a random, qualche grande? Voglio dire: il sogno di vincere sempre non può appartenerci. Mettiamocelo nella zucca. E’ impensabile. E lo stesso discorso vale nella tenera Parma come nella più aspra delle piazze. Poi Donadoni avrà anche ragione a stizzirsi, come ha fatto, perché questo lo si dà per scontato: ma come si fa, legittimamente, a pensare diversamente e cioè che il Parma si sia trasformato improvvisamente nel Barcellona? Quando predico umiltà non è perché non sia ambizioso o non voglia raggiungere chissà quali traguardi: semplicemente si tratta di essere realisti. Il Parma vale come un altro gruppo di squadre. Né più né meno. Poi si tratta di far emergere i propri valori il più possibile. Capisco l’irrazionalità dei tifosi: ma il nostro gruppo così esaltato dopo i tre successi di fila non può esser gettato, come fatto, nel fango dopo gli ultimi due passi falsi. Del resto come avevano fatto, e non serve neppure una memoria buonissima per ricordarlo, prima di quei tre successi. Ho notato che in questi giorni gran parte di coloro che mi avevano sparato contro (usufruendo del nostro spazio commenti), dopo la vittoria sulla Roma, per la mia prudenza dopo i precedenti successi su Samp e Toro se ne siano tornati in letargo. Bene. Penso che gli ultimi avvenimenti abbiano dimostrato come le mie ragionevoli riserve a proposito delle gare vinte solo in superiorità numerica fossero in effetti fondate. Il sole tornerà a brillare ancora per il Parma, certo, come ora sta brillando per l’Atalanta, e prima (ma pure ora) per la Fiorentina e via via, con un certo turn over, per chi riuscirà ad emergere dal grigiore della mediocrità. Ma non per questo dovremo sentirci autorizzati a tirar su altezzosamente la testa per sentirci superiori agli altri. Gabriele Majo

10 commenti:

Dino Pampari ha detto...

Ciao Gabriele, a che punto è il prossimo METEOrismo di Fava su Pabón?

Anonimo ha detto...

Attendevo con ansia la sua analisi post-gara, che trovo molto precisa e razionale.Condivido con lei che il Parma è come tutti gli altri team sullo stesso livello ed appunto questo è un campionato in cui si può vincere con tutti e prenderle da chiunque.
Trovo delle analogie tra le ultime prestazioni ed il mese di Dicembre dello scorso anno.In quel periodo dopo la partita con il Lecce ci furono i fischi al Tardini ( Melli intervenì in diretta a Bar Sport),che seguivano la sconfitta a novara e la scialba partita di cagliari e poi ci fu il pareggio in rimonta del catania.Lei scrisse che non si poteva sempre vincere , ed è giusto , ma come allora la truppa Colomba non riuscì a fare il salto in avanti portandosi a metà classifica, cosa che avvenne nel finale di stagione, così ora non siamo riusciti a fare l' ulteriore passo in avanti ovvero ad assestarci in zona coppe o almeno sopra la metà classifica.
se poi il presidente, che è colui che mette i soldi, dichiara che la nostra squadra ha come filosofia quella di far crescere giocatori per poi venderli (intervista postata ieri nel suo blog) deduco per opinione personale che tale classifica e rendimento vanno piu che bene.
Saluti Stefano

Anonimo ha detto...

attendevo con ANSIA mi sembra un po eccessivo

ANSIA.IT

Gabriele Majo ha detto...

ansia deve essere un'amica di stefano (che ringrazio per l'attesa ed il gradimento delle mie analisi)...

Anonimo ha detto...

la famosa ANSIA ARGENTO

4 mosche di velluto grigio

Gabriele Majo ha detto...

Lasciatemi stare Asia Argento, con la quale ho avuto l'onore di interpretare il ruolo di Dottor Catturo...
Gmajo

Anonimo ha detto...

buona la prima ? piu' che altro veloce :-)

IL REGISTA



Gabriele Majo ha detto...

La mia autostima ringrazia. Fin che è il regista a dire che sono stato veloce passi anche: peggio se lo avesse scritto asia...
(il dottor catturo)

Anonimo ha detto...

il regista del parma sono io altro che musacci o valdes


Fausto Daolio

CHINA65 ha detto...

Allora, rieccoci qua a parlar di Parma, invero che ho seguito poco negli ultimi tempi. Se l'high lander dei tifosi pretende la mia presenza è perchè son considerato un porta vittorie per il Parma. Ho seguito, dicevo, da lontano il Parma stante alcuni impegni maialiferi di questi tempi. Ritorno quindi a dire quel che dicevo nel dopo-Roma, di fatto quel che dici nel tuo redazionale, caro Majo. Il Don sta cercando di sistemate tutte e cose approfittando della classifica che non gli crea ansie. Partiamo da Pabon. Che dire ? Non so più. Io sarò felice (ognuno ha le sue fisse) quando vedrò il campo lo scozzese e il greco. Ma verrà tempo. Poi considero che ci son state partite che le occasioni diventavano goal e le ultime che le occasioni restavano tali. Cosa và e cosa no. Due primi tempi da buttare, un attacco ancora da rodare. Visto che nessuno ha tirato in ballo gli assenti, allora lo faccio io. Per certi versi la squadra mantiene lo schema dell'anno scorso: te fai 0 a 0 e vedrai che il golletto arriva, perchè qualcuno là davanti se lo inventa. Invece questo non succede più.