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giovedì 29 novembre 2012

BUCCI SU “IL NUOVO CALCIO”: “LA PRESA E’ FILOSOFICAMENTE MOLTO IMPORTANTE, PERCHE’ DA’ SICUREZZA A TUTTI”

Non solo Donadoni: il mensile specializzato ospita anche una intervista al preparatore dei portieri crociato che ha spiegato come lavora tutti i giorni con il trio Mirante, Pavarini, Bajza: “Alleno le palle alte anche due o tre volte la settimana e inserisco pure delle componenti psicocinetiche. Il numero uno deve essere essenziale, evitare le spettacolarizzazioni”

image (7)(Il Mister) – Nel numero di novembre de "Il Nuovo Calcio" è ampio lo spazio riservato al Parma. E, oltre all'intervista tattica a Roberto Donadoni di cui abbiamo riferito ieri, Claudio Rapacioli ha dialogato con il preparatore dei portieri Luca Bucci, elemento che l'attuale tecnico crociato ha ottenuto in eredità dal predecessore. Un autentico fiore all'occhiello dello staff, a nostro avviso. Bucci, grande ex crociato, ha spiegato come lavora tutti i giorni con il trio Mirante, Pavarini, Bajza. E, soprattutto, il proprio credo:La presa è filosoficamente molto importante, perché permette di interrompere l'offensiva e di dare vita alla nostra fase d'attacco. Bloccare la palla dà sicurezza a tutti, anche se poi sono pronti a crocifiggere il portiere quando gli scappa via un pallone. Infatti, noi possiamo effettuare diecimila prese corrette, ma quella imperfetta te la rinfacciano tutta la vita. Anche la deviazione ha un suo valore, ma bisogna direzionare la palla nel modo e nel punto più corretto rispetto alla situazione. Vedo spesso portieri che tendono a respingere a caso, penso che l'intervento del preparatore debba andare in questa direzione”.

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“Per allenare la presa – prosegue Bucciutilizzo esercitazioni nelle quali il portiere non vede partire il pallone, così stimolo una maggiore velocità di reazione. Per le deviazioni e per simulare le traiettorie e i modi di calciare di giocatori come Miccoli utilizzo palloni gonfiati a pressioni diverse o palle di plastica più leggere che hanno minore stabilità".

Grande attenzione, poi, viene riservata al lavoro "palla al piede" dei portieri: "Il numero uno deve essere essenziale, evitare le inutili spettacolarizzazioni, deve avere una grande capacità di reazione perché la maggior parte delle occasioni si sviluppano in area. Deve saper usare con qualità entrambi i piedi sia in fase di appoggio che in fase di rilancio e per allenamento cerco di utilizzare le situazioni della squadra. Infatti, li faccio prendere parte a parecchi possessi con i compagni così ho situazioni di controllo, gioco e con pressione dell'avversario. Il modo migliore di calciare è con la palla che viene incontro, ciò permette di capire come posizionare il corpo, il piede d'appoggio e con quale zona colpire la sfera".

Con Mirante, Bucci si concentra molto sul lavoro sulle palle alte: "Il portiere che esce e domina lo spazio è molto importante. Alleno le palle alte anche due o tre volte la settimana e inserisco pure delle componenti psicocinetiche. L'obiettivo principale è abituare il portiere a guardare non solo nella zona della palla, ma anche in quella dalla quale parte il cross. Così si assumono informazioni per risolvere al meglio la situazione".

 

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