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venerdì 7 dicembre 2012

7 DICEMBRE, SANT’AMBROGIO E UN PARMA SETTE BELLEZZE

DSCN2787(Luca Savarese) – Il 7 dicembre a Milano è sacro: non si va a lavoro e nemmeno a scuola, fermi tutti si festeggia Sant'Ambrogio, insigne (non c’entra niente il talentino napoletano..) vescovo della diocesi meneghina dal 374. Si racconta tra le strade de Milan, che fosse stato un bambino ad esclamare durante una cerimonia solenne: Ambrogio vescovo. Egli ne aveva tutte le qualità anche se non aveva ancora ricevuto il battesimo. Sembra un pochino quello che è accaduto al Parma con l'arrivo (a gennaio il Dona ducale fa un anno) di mister Roberto Donadoni sulla panchina. Anche nelle alte sfere gialloblù qualcuno dopo l'orrenda disfatta guarda caso proprio in terra milanese al cospetto dell'Inter di Ranieri, deve aver detto Donadoni allenatore.

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Ambrogio poi divenne con piacere e capacità vescovo, ad un certo punto del suo mandato, incontrò un ragazzo che aveva parecchio gozzovigliato in mezzo a cose e a vanità. Questo giovane si chiamava Agostino. Ambrogio gli disse una frase che di fatto gli cambiò la vita: Non fuori, ma dentro di te, cerca la verità, lì solo la troverai. Redi in te ipsum. Ritorna in te stesso .Messaggio, con le debite proporzioni del caso, s'intende, e con un briciolo di fantasia  e senza causare le ire di bigottismi vari, che Donadoni ha di volta in volta, in queste prime sue 36 partite di campionato con il Parma (21 lo scorso torneo, 15 queste prime battaglie stagionali), cercato di infondere alla squadra tutta: caro Parma, solo dentro di te c'è la radice della tua bellezza e la forza della tua persona, ritorna in tè stesso e gioca in un altro modo. Agostino-Parma ha accolto il consiglio ed ha sprigionato partite di notevole spessore, dove i valori espressi in campo provenivano da quello che c'era dentro e che non aveva ancora messo fuori. In alcune occasioni Parma sette bellezze, (contro Inter e Roma in primis, recenti assoli, due tra le varie gemme casalinghe di questo 2012) altre volte abbiamo sudato sette camice, e poi certo ci sono stati momenti che invece che mostrare la verve del numero 7, abbiamo avuto il morale sotto i tacchi. Tra sette e sotto in fondo, è questione di una vocale. E la voce dai, l'abbiamo alzata. A proposito di 7 dicembre, 7 furono poi le vittorie consecutive che diedero ai ragazzi quello slancio capace di far passare un'estate tranquilla alla compagnia e vivere le prime quindici partite di questa stagione in modo dignitoso, con un settimo (torna sempre il numero 7.. ) posto attuale che domani pomeriggio nella tana della dea cercheremo di difendere e se possibile, di migliorare.  Tra l'altro poi il 7 era quello di Robi quando viaggiava sulla fascia. Il suo viaggio, partì proprio da Bergamo, dove siamo attesi. Da Milano buon Sant'Ambrogio a tutti, e che sia un Parma assetato di sette.

2 commenti:

Anonimo ha detto...


Complimenti che poesia pura unita anche ad una prosa attenta e con riferimenti mai banali. Bravo Savarese. Ho a che fare con le università essendo docente a Bologna. Per me bisognerebbe raccontare con questo taglio il calcio in alcune giornate allestite appositamente per parlare ai giovani del gioco più bello del mondo, con una passione che non rinunci mai a sposare la bellezza di quello che racconta. Ogni tanto certi convegni sullo sport sono nauseabondi e pieni di sbadigli. Bisogna davvero tornare a comunicare quello che lo sport ci comunica, anche osando,come leggo con piacere in questo pezzo. Luca, continua così e pensa magari a scrivere qualche libretto. Un saluto anche al sito, pur venendo da un altro campanile, quello cesenate ( ahi me,risorgeremo anche noi..), lo frequento spesso ed è un contenitore molto aggiornato, giovane e stimolante. Un plauso ed un saluto. Bravi

Banno 64

Anonimo ha detto...


Grande l'accostamento Donadoni-Ambrogio, Parma-Agostino! Dovrebbe leggerlo Donadoni, è nobile essere paragonati ad un signor vescovo. Un saluto

Denver ever, forza Parma dalla Val d'Aosta