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lunedì 3 dicembre 2012

CARMINA PARMA – “LA NON VITTORIA DEI GIALLOBLU’, DALLO SPIRITO DECOUBERTIANO, VALE MOLTO DI PIU’ DI ZERO PUNTI”

“Nietzsche definì il suo volume ‘Così parlo Zarathustra’ un libro per tutti e per nessuno. Sembra, Lazio-Parma, una partita per tutti: tutti infatti ci credono, ma nessuno la butta dentro, tranne Belfodil che segna su ribattuta…”

DSC00305(Luca Savarese) – Se la Lazio fa Omero e scrive i tre punti ufficiali dell'incontro, noi giochiamo a fare Ulisse e superiamo le Colonne d'Ercole, provando a fare la partita. E' chiaro che uno va in campo per vincere, ma quando tutti ma, proprio tutti i fattori, si si mettono contro, allora non riesci più a vincere ed allora provi almeno a partecipare, a stare sul pezzo il più possibile, ad amare i sussulti di una realtà che non è come vorresti, ma che decidi di seguire ed accogliere, con ardore ed impegno, fino all'ultima goccia di sudore. Pierre De Coubertin, pedagogista e storico francese della seconda metà dell'ottocento, propagatore dei moderni giochi olimpici, diffuse questa frase: l'importante non è vincere ma partecipare, che ascoltò con grande interesse, pronunciare dall'arcivescovo della Pennsylvania Ethelbert Talbot, nella Cattedrale di San Paolo in Londra, durante la cerimonia in onore degli atleti partecipanti alle locali Olimpiadi del 1908.

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DSC00167A sua volta l'espressione, pare essere un calco su un detto di un filosofo greco, probabilmente di scuola stoica, che affermò l'importante non è vincere, ma partecipare con spirito vincente. Il Parma visto ieri all'Olimpico (neanche a farlo apposta per restare in tema), incarna alla perfezione questo spirito, questo atteggiamento, propositivo, mai arrendevole, per lunghi tratti padrone del proprio destino e, non freddo ed impossibilitato spettatore, come nelle trasferte orribili di Catania e Pescara. Non si è vista quell'antipatica apatia da DSC00163trasferta già immolata all'avversario, i crociati, ieri di gialloblù acconciati, hanno al contrario recitato e, con animosità onorevole, una dignitosissima pars construens, un crescendo di momenti, se non di pericolosità, sicuramente di vivacità. E se costruisci, nel calcio come in qualsiasi campo, puoi anche perdere ma, a testa alta. C'è una netta liaison tra l'ultima formazione andata in scena ad Udine che ha agguantato con le unghie il 2 a 2, e la squadra di ieri che ha creduto sempre di potercela fare anche se poi, dal punto di vista prettamente DSC00201matematico, non è arrivata nemmeno l'ombra di un punto. I ragazzi che hanno affrontato la Lazio non hanno mai rinunciato a provare a giocare. Un gol così strambo e strampalato come quel destro sotto misura del fortunato e lesto Biava, avrebbe tagliato le gambe a molte compagini, che probabilmente si sarebbero scoraggiate ed avrebbero subito una valanga di gol. Se poi alcuni minuti dopo subisci nell'ordine un mani netto in area di Klose non visto ed il gol del due a zero sempre ad opera dello stesso bomber teutonico (peccato che non siamo capitati DSC00204nella giornata di generosità del campione tedesco, quando a Napoli, disse a tutti di non dare un gol dove l'aveva toccata lui con la mano..) è facile dire addio anzitempo alla battaglia. Non è stato così per noi. La testa si è dimostrata molto più forte e decisamente più temprata di quattro partite fa dove a Pescara, eravamo in balia di Abbruscato e Weiss e, non battevamo più ciglio. I due pari contro Siena ed Udinese e la vittoria stupenda sull'Inter, hanno galvanizzato e rafforzato i ragazzi che hanno perso sì, ma senza lasciare nessun rimpianto interiore sul DSC00208prato laziale. Conviene più ammirare come i donadoniani hanno interpretato la gara, con la giusta intensità, con quel memento audere semper, ricordati di osare sempre, che si capiva vedendo avanzare Musacci, correre Biabiany e galoppare Marchionni in poco tempo da cursore a polmone prezioso per la causa. Si potrebbe parlare di sconfitta benedicente, o di una sconfitta fertile, di una sconfitta che cioè ha, dalla sua, la vittoria dello spirito. La Lazio non ha fatto il leone e noi il topolino, non siamo stati a guardare, ma abbiamo visto e compreso che l'unica via DSC00348era rimanere compatti e ci siamo attrezzati a dovere. Con due belle notizie: Sansone si conferma un motorino spaccadifese e in più di un'occasione, ha provato ancora il coast to coast fatale ai nerazzurri lunedì sera. Musacci è ordinato e ben orientato in mezzo al campo, ed una nota dolente: Benalouane è stato irritante, fa tutto ciò che non deve, passaggi ravvicinati con pochissima concentrazione, falli evitabili e poi passa il secondo tempo praticamente da trequartista lasciando i poveri Zaccardo e Paletta nel deserto di maglie laziali che non ci fanno DSC00309male come ad inizio gara. Nietzsche definì il suo volume Così parlo Zarathustra un libro per tutti e per nessuno. Sembra Lazio-Parma, una partita per tutti: tutti infatti ci credono, ma nessuno la butta dentro, tranne Belfodil che segna su ribattuta. La nave di Ulisse-Parma lontano da Itaca-Tardini fa fatica, ma in queste due ultime traversate, in terra di Friuli ed in regno di aquilotti, la picciola compagnia ducale se l'è giocata a viso aperto, senza mollezza e senza calcoli, come se Donadoni, che di solito incarna lo spessore del filosofo, avesse per un attimo Foto (4)preso in prestito l'apostrofe tipica di Dante ed avesse esclamato ai suoi uomini: Fatti non foste per vivere trasferte brute ma per seguir vertute e canoscenza. Infatti il mister prosegue e porta a compimento la verve del suo equipaggiamento nell'intervista ai microfoni sempre a priori un po' malignetti di Sky calcio show, parla di una buona prestazione senza punti e dice che abbiamo fatto la gara e che sembrava di essere in casa e che questo ci fa capire che possiamo giocare tranquillamente contro qualsiasi avversario. E la Lazio? Per il tecnico bergamasco loro hanno fatto mezza azione, però sono stati bravi e noi dobbiamo avere quel pizzico in più. Quel pizzico in più sarà il nuovo ordine del giorno per le prossime sedute di allenamento. Nella trasmissione di skyana production, dove non si dà un gran risalto alle emozioni dei protagonisti del gioco più bello del mondo, ma in cui la DSC00314reginetta D'Amico dà luogo ad una serie di interrogazioni a tappeto agli allenatori, poi ascoltiamo anche il parere di Pietro Leonardi che parla di una positività della prestazione rimasta anche con la sconfitta e quindi dice, lapidario, che ogni tanto nel calcio chi gioca perde mentre chi fa poco o niente vince le partite. Chapeau direttore, scopriamo con piacere, che non si è ricordato dei suoi entusiasmi laziali di bambino. Scherzi a parte, è bello vedere subito a caldo continuare una partita di personalità, prima con i giocatori in campo poi con il mister e l'a.d. Bel segnale, stiamo remando tutti nella stessa direzione ed il vento di trasferta ci ha scosso ma, non travolto. Abbiamo giocato e siamo stati noi, fino in fondo. Anche dopo i novanta minuti, nelle letture e nelle visioni delle cose. Questa non vittoria vale molto di più di zero punti. Luca Savarese

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“CARMINA PARMA” / E’ AUTUNNO: PIOVONO I RIGORI…

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PARMA-INTER 1-0, CON “I CROCIATI INCANTATI”

1 commenti:

Anonimo ha detto...

insomma....de coubertin le mort paro'

non puo' controbattere questa tesi,peraltro riferita alle olimpiadi e qua stiamo parlando di simil wrestling,sceneggiatura scritta

no al wrestling moderno

antonio inoki