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domenica 9 dicembre 2012

C.LUCARELLI, INTERVISTATO DA “PUBBLICO”: “I RAGAZZI DI OGGI SONO MENTALMENTE PIU’ AVANTI DI NOI, ALLA LORO ETA’: SI DOCUMENTANO E HANNO PIU’ STIMOLI”

Il quotidiano “caustico e spietato” diretto da Luca Telese ha tracciato un ritratto dell’ex centravanti, ora “istruttore” degli Allievi Nazionali Crociati”

pubblico c lucarelli(gmajo) – Cristiano Lucarelli continua a suscitare l’interesse dei media: se un rinnovato sito (sconsigliato ai diabetici) ha informato la comunità crociata che l’altro pomeriggio a Collecchio telecamere della Rai hanno registrato un servizio introspettivo dedicato alla nuova vita professionale dell’ex bomber, oggi istruttore degli Allievi Nazionali del Parma FC, noi, invece, riprendiamo le poche parole in chiave parmigiana da lui concesse a Boris Sollazzo, in una lunga intervista ritratto per il quotidiano on line “Pubblico”, diretto da Luca Telese (ex Il Fatto Quotidiano), da lui stesso definito “caustico e spietato”, pubblicata il giorno dell’Immacolata. L’ultima bandiera (“eppure ha cambiato 13 maglie”), ha a lungo parlato di Napoli, Livorno e dello Shakhtar Donetsk; di politica (Grillo, Renzi e Bersani, smentendo di avere come suoneria del cellulare Bandiera Rossa: “sono nate molte leggende metropolitane, che se mi mettessi a smentirle tutte non potrei fare altro. La Rete, poi, dà libertà di parola, ma anche libertà… di stronzate. Tutti possono scrivere, tutti possono dire falsità, per danneggiarti o anche per creare un mito che non c’è”) anche se non è il suo mondo e non accetterà candidature; ma della sua esperienza in crociato non c’è traccia. A parte per la sua nuova vita da allenatore…

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“Mi trovo bene in questo nuovo ruolo di tecnico degli Allievi nazionali del Parma, mi sto divertendo tanto. Ho iniziato con grande passione e questi ragazzi mi danno una grande soddisfazione portando in campo quello che chiedo loro, il nostro entusiasmo aumenta di settimana in settimana. Li vedo crescere, quello che fanno sul campo mi dice anche come saranno da grandi, lo sport non mente sul valore degli uomini. Anche se nel processo di crescita rimangono determinanti i genitori. A me rimane il compito, non piccolo, di fare l’allenatore, di fargli sentire i veri valori di questo sport, di insegnar loro a giocare a calcio”.

Ti riconosci in questi giovani?
“Questi ragazzi sono mentalmente molto più avanti di noi alla loro età: si documentano di più, magari su Internet, hanno più stimoli. Noi ci arrangiavamo sempre da soli, loro sono più svegli di noi ma forse anche più distratti: per noi l’unico gioco era il pallone, non c’erano i videogame, la tv la si vedeva poco e niente. Se ci volevi fare un regalo, bastava una palla. Io son venuto su tirando calci al campetto, non avevo altri desideri per divertirmi che fare una partita”.

 

Estratto dalla intervista di C.Lucarelli a Pubblico, cliccare sul collegamento ipertestuale per leggerla interamente

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