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lunedì 9 maggio 2011
COLOMBA ALLA RAI DI BOLOGNA: “CONTENTO DI AVERE OTTENUTO LA SALVEZZA NELLA MIA CITTA’…”
“…dopo una annata che mi aveva visto essere messo non in discussione, ma addirittura buttato a mare. Questo è motivo di orgoglio: ne andrò sempre fiero”. Così il tecnico ospite a Buongiorno Regione
(gmajo) – i fastidiosi sassolini dalle scarpe, portatesi dietro da Bologna, Franco Colomba non se li era ancora tolti. Neppure ieri in sala stampa dopo il derby. Ma in maniera molto british – come nello stile che gli ha riconosciuto il conduttore di Buongiorno Regione Antonio Farnè – ha iniziato a farlo stamani, a salvezza del Parma ottenuta matematicamente, cioè ad obiettivo centrato, negli studi bolognesi della Rai, dove di buon mattino è stato ospite del programma di news, informazione di servizio ed approfondimento della Tgr Rai Emilia Romagna, in onda dalle 7.30 alle 8 su Rai Tre, a cura del vice capo redattore Ivan Epicoco. “Sempre nel rispetto di tutti, però, onestamente, sono contento di avere ottenuto questa salvezza proprio qui, nella mia città, dopo una annata che mi aveva visto essere messo non in discussione, ma addirittura buttato a mare. Questo è motivo di orgoglio, ne andrò sempre fiero… Non era contro il Bologna questo senso di rivincita, ma contro chi ha dato modo che avvenisse questa cosa”. Alias Porcedda. Ed ecco i sassolini: “A volte ci sono cose che sono talmente evidenti che però tutta la massa non vede: ma chi le vive dal di dentro percepisce che c’è un qualcosa che non funziona e che tutto quello che risplende non è oro. Il mio cruccio era riuscire a fare capire che non c’era trippa per gatti…” All’interno la trascrizione integrale dell’intervento di Franco Colomba a Buongiorno Regione e il link per vedere il video in podcast
DA BUONGIORNO REGIONE (RAI TGR EMILIA ROMAGNA)
FRANCO COLOMBA INTERVISTATO DA ANTONIO FARNE’
Antonio Farné – L’ospite che ci è venuto a trovare questa mattina è Franco Colomba, allenatore del Parma che naturalmente ringrazio per avere aderito al nostro invito. Allora, Franco: missione compiuta, con due giornate di anticipo. Il Parma è salvo.
“Buongiorno a tutti. Sì, sì: in effetti è stata diciamo pure una impresa, perché il calendario non era dei migliori: Lazio, Inter, Udinese, Palermo e quest’ultima partita di Bologna e la prossima sarà la Juve, quindi era una impresa non facile… Ci siamo riusciti, grazie a queste tre vittorie che ci hanno spianato la strada e che ci hanno concesso ieri di fare una partita attenta, senza rischiare troppo e questo ha fatto sì che raggiungessimo la salvezza”.
Ricordiamolo, Franco: tu hai rilevato il Parma da Marino circa un mese fa, poco più di un mese fa, esattamente il 4 aprile. Lo trovasti in piena zona retrocessione e in cinque partite l’hai portato al traguardo della salvezza. Non era questo, sicuramente, ad inizio stagione l’obiettivo del Parma, squadra che era stata costruita per puntare ad altri traguardi: ma quali erano i problemi dello spogliatoio e dell’ambiente gialloblù?
“Alle volte si parte con una idea, solamente perché il campionato precedente, magari, era stato abbastanza agevole: invece bisogna pensare che le stagioni nascono e muoiono.
Basta guardare la Sampdoria che era in Champiosn League l’anno scorso e quest’anno si trova quasi a retrocedere. Vuol dire che si comincia pensando a chissà cosa, poi, invece, le difficoltà vanno affrontate volta per volta e giornata per giornata… Si sono trovati in una situazione difficile, con problemi psicologici, non essere abituati, per lo meno per questa annata, a pensare ad una salvezza e invece, tutto sommato, credo che un po’ di esperienza in questo senso me la sono fatta, in carriera, e quindi l’ho messa a frutto, assieme alla collaborazione di tutti. Non è che l’allenatore fa da solo”.
Ieri hai giocato a Bologna, nella “tua” Bologna: per te, sicuramente, è stata una partita un po’ particolare, forse diversa dalle altre partite, per tante ragioni…
“Sì, è vero: io ho cominciato la stagione col Bologna e poi c’è stato lo Tsunami – diciamo pure così – Porcedda e compagnia. Uno “tsunami” che ancora non è finito, perché le conseguenze ci saranno, ci sono e ci sono state, io penso… Mi fa piacere avere ricevuto dalla gente un segno di affetto, perché penso che la gente abbia capito da che parte stava non dico il bene – perché è sempre difficile
dividere il bene e il male – ma almeno la ragione. E allora sono contento. Io vivo a Bologna, ho qui la famiglia e quindi sapere di essere apprezzato mi rende felice.”
Lo hai ricordato tu: ieri, in effetti, il Dall’Ara ti ha riservato una grande accoglienza. In Curva, addirittura, i tifosi del Bologna hanno esposto uno striscione: ‘Colomba una bandiera’. Tu, in effetti, sei stato una bandiera per il Bologna…
“Mah: forse le bandiere non esistono più oppure non sventolano perché le tengono sotto naftalina. Io, invece, c’ho sempre tenuto a
questo, perché credo che sia un modo per identificare una persona, una città, amare i propri colori. Questo vale per la città, per la nazione: io ci credo in queste cose. E quindi essere stato oggetto di questa attenzione mi fa molto piacere…”
Diciamo la verità: per te è stata un po’ una rivincita questa salvezza col Parma. Hai dimostrato, innanzitutto, di essere un allenatore da serie A di alti livelli, e poi hai raggiunto, comunque, un traguardo importante…
“Sì. Si vive anche di queste cose, no? Sempre nel rispetto di tutti, però, onestamente, sono contento di avere ottenuto questa salvezza proprio qui, nella mia città, dopo una annata che mi aveva visto essere messo non in discussione, ma addirittura buttato a mare. Questo è motivo di orgoglio, ne andrò sempre fiero… Non era contro il Bologna questo senso di rivincita, ma contro chi ha dato modo che avvenisse questa cosa”.
Da lontano come hai visto le vicissitudini – anche drammatiche, se vogliamo – che hanno coinvolto il Bologna e che lo hanno portato addirittura sull’orlo del fallimento?
“A volte ci sono cose che sono talmente evidenti che però tutta la massa non vede: ma chi le vive dal di dentro percepisce che c’è un qualcosa che non funziona e che tutto quello che risplende non è oro. Però alla lunga se ne sono accorti tutti che era vero quello che io andavo dicendo, ma non perché fossi chissà quale veggente, ma perché, vivendo dal di dentro, sapevo con chi avevo a che fare. Questo era il mio cruccio: riuscire a fare capire, insomma, che non c’era trippa per gatti…”
Sei legato al Parma fino alla fine della prossima stagione, fino al 2012: come ti trovi in quella piazza, una piazza che forse ti si addice, seria, mai sopra le righe, un po’ british come è il tuo stile…
“Mah, insomma: è talmente poco tempo, però devo dire che c’è una similitudine con Bologna, d’altronde le città di una regione, tutto sommato, si assomigliano, un pochino tutte. Quindi è una città più piccola, provinciale sì, però, se vogliamo, una provinciale abbastanza ‘in’… C’è partecipazione: io sono arrivato là con una squadra in grave difficoltà, però non c’era
quella pressione… Quello che ho cercato di trasmettere ai ragazzi è proprio questo: che la pressione, gli stimoli, dovevamo cercarli dentro di noi, perché se aspettavamo che venissero dall’esterno… Non siamo al Sud, non siamo in città calde, affamate di calcio, come possono essere quelle del Sud, dove sei stimolato continuamente. Lì, dovevamo cercarli fra di noi, così è stato ed è andata bene”.
Rimaniamo in Regione: il Bologna e il Cesena ce la faranno a salvarsi?
“Sì, non c’è proprio ombra di dubbio. Io sono onesto: il Bologna sarebbe salvo sul campo, e
qui torniamo di nuovo a chi ha messo il Bologna in condizione di non essere salvo, ed è quello che mi dà fastidio, mentre il Cesena ha dimostrato, ultimamente, di essere una squadra che gioca a calcio, e che lo fa bene anche con qualità di manovra. Ha tirato fori questo Malonga che è un ragazzo, giovane – io tra l’altro ho un figlio a Foggia – molto valido, ma non solo lui. Questo Barolo, questo Giaccherini, Bogdani che ho avuto io: è una squadra solida, che merita di salvarsi. Io credo che la Sampdoria, dopo questo derby, esca fuori con le ossa rotte in tutti i sensi.”
Grazie, Franco Colomba: una persona seria, un ottimo allenatore, ma anche una persona per bene. Grazie Ancora. In bocca al lupo a te e al tuo Parma.
“Crepi il lupo…”
(Trascrizione dell’intervento di Franco Colomba, allenatore del Parma FC, a Buongiorno Regione – Rai Tre Tgr Emilia Romagna. Bologna, 09.05.2011. Registrazione audio, foto e trascrizione a cura di Gabriele Majo)
PER VEDERE LA TRASMISSIONE CLICCA QUI
(l’intervista a Colomba è dal minuto 15.50 a 23 del filmato)
DA BUONGIORNO REGIONE (RAI TGR EMILIA ROMAGNA)
FRANCO COLOMBA INTERVISTATO DA ANTONIO FARNE’
“Buongiorno a tutti. Sì, sì: in effetti è stata diciamo pure una impresa, perché il calendario non era dei migliori: Lazio, Inter, Udinese, Palermo e quest’ultima partita di Bologna e la prossima sarà la Juve, quindi era una impresa non facile… Ci siamo riusciti, grazie a queste tre vittorie che ci hanno spianato la strada e che ci hanno concesso ieri di fare una partita attenta, senza rischiare troppo e questo ha fatto sì che raggiungessimo la salvezza”.
“Alle volte si parte con una idea, solamente perché il campionato precedente, magari, era stato abbastanza agevole: invece bisogna pensare che le stagioni nascono e muoiono.
“Sì, è vero: io ho cominciato la stagione col Bologna e poi c’è stato lo Tsunami – diciamo pure così – Porcedda e compagnia. Uno “tsunami” che ancora non è finito, perché le conseguenze ci saranno, ci sono e ci sono state, io penso… Mi fa piacere avere ricevuto dalla gente un segno di affetto, perché penso che la gente abbia capito da che parte stava non dico il bene – perché è sempre difficile
Lo hai ricordato tu: ieri, in effetti, il Dall’Ara ti ha riservato una grande accoglienza. In Curva, addirittura, i tifosi del Bologna hanno esposto uno striscione: ‘Colomba una bandiera’. Tu, in effetti, sei stato una bandiera per il Bologna…
“Mah: forse le bandiere non esistono più oppure non sventolano perché le tengono sotto naftalina. Io, invece, c’ho sempre tenuto a
Diciamo la verità: per te è stata un po’ una rivincita questa salvezza col Parma. Hai dimostrato, innanzitutto, di essere un allenatore da serie A di alti livelli, e poi hai raggiunto, comunque, un traguardo importante…
“Sì. Si vive anche di queste cose, no? Sempre nel rispetto di tutti, però, onestamente, sono contento di avere ottenuto questa salvezza proprio qui, nella mia città, dopo una annata che mi aveva visto essere messo non in discussione, ma addirittura buttato a mare. Questo è motivo di orgoglio, ne andrò sempre fiero… Non era contro il Bologna questo senso di rivincita, ma contro chi ha dato modo che avvenisse questa cosa”.
“A volte ci sono cose che sono talmente evidenti che però tutta la massa non vede: ma chi le vive dal di dentro percepisce che c’è un qualcosa che non funziona e che tutto quello che risplende non è oro. Però alla lunga se ne sono accorti tutti che era vero quello che io andavo dicendo, ma non perché fossi chissà quale veggente, ma perché, vivendo dal di dentro, sapevo con chi avevo a che fare. Questo era il mio cruccio: riuscire a fare capire, insomma, che non c’era trippa per gatti…”
“Mah, insomma: è talmente poco tempo, però devo dire che c’è una similitudine con Bologna, d’altronde le città di una regione, tutto sommato, si assomigliano, un pochino tutte. Quindi è una città più piccola, provinciale sì, però, se vogliamo, una provinciale abbastanza ‘in’… C’è partecipazione: io sono arrivato là con una squadra in grave difficoltà, però non c’era
Rimaniamo in Regione: il Bologna e il Cesena ce la faranno a salvarsi?
“Sì, non c’è proprio ombra di dubbio. Io sono onesto: il Bologna sarebbe salvo sul campo, e
Grazie, Franco Colomba: una persona seria, un ottimo allenatore, ma anche una persona per bene. Grazie Ancora. In bocca al lupo a te e al tuo Parma.
“Crepi il lupo…”
(Trascrizione dell’intervento di Franco Colomba, allenatore del Parma FC, a Buongiorno Regione – Rai Tre Tgr Emilia Romagna. Bologna, 09.05.2011. Registrazione audio, foto e trascrizione a cura di Gabriele Majo)
PER VEDERE LA TRASMISSIONE CLICCA QUI
(l’intervista a Colomba è dal minuto 15.50 a 23 del filmato)
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