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NAVIGHIAMO ALLA PRAMZÀNA

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lunedì 30 maggio 2011

QUELLA DURA ENTRATA DI ASPRILLA SU MALESANI…

Tino, stasera in campo per la Partita del Cuore, tira fuori dagli scarpini alcuni sassolini sul poco amato allenatore
asprilla gdp(gmajo) – Sarà per il gusto di andare sempre un po’ controcorrente, però a me le esternazioni (assai tardive, caro Tino, perché non lo hai mai detto prima?) di Asprilla su Alberto Malesani – pubblicate sulla Gazzetta di Parma di ieri, domenica 29 maggio 2011, in un servizio in cronaca correlato alla Partita del Cuore– non sono affatto piaciute. Non che simpatizzi particolarmente per il poco (anzi per nulla) amato ex allenatore ducale, che a quei tempi mi accusava di dargli dell’integralista (e io, perfido, dopo averlo registrato, utilizzavo la sua voce che diceva: “Majo mi ha dato dell’integralista, Majo…” come jingle per reclamizzare i radioservizi che diffondevamo su Radio Elle, Radio Emilia e Lattemiele), però trovo fuori luogo, anzi fuori tempo, ritirare fuori dagli armadi scheletri di dieci anni fa, o se preferite sassolini da quegli scarpini che sfoggerà stasera quando cercherà – contro avversari di circostanza – qualche tocco di magia di quelli che avevano incantato i suoi tanti ammiratori al Tardini. Continua all’interno

Quel «Malesani ha rovinato il Parma» che campeggiava in alto a pagina 10 ieri è stato un cazzotto nello stomaco, o, se preferite, una dura entrata a piedi uniti: roba da terzinacci, non da poeti del calcio come indubbiamente (sul campo) è la mitica Pantera. Andrea Del Bue, l’autore del reportage – magari mi sbaglio, io non c’ero l’altro giorno allo Star Hotel Du Parc, però immagino siano andate così le cose – ha probabilmente virgolettato un fuori onda di Asprilla, dal momento che nei filmati video ospitati da parma.repubblica.it e da gazzettadiparma.it (che a suo volta aveva ripreso il servizio della Bertini per Tv Parma) non si ascolta nulla del genere. Il cronista – un po’ come qualche tempo fa aveva fatto Marco Bernardini, stessa scuola Edit Freedom prima di essere cooptati dalla Gazza, con la celebre frase “Viti & Bulloni” rimasta appiccata a lungo e forse tuttora all’ex presidente del CCPC Paolo Medioli – probabilmente ha riempito il suo taccuino delle ghiotte frasi, traslandole poi nel pezzo senza metterci un pizzico di filtro. Probabilmente lo avrei fatto anch’io, non dico di no: è un dovere, non solo un diritto, riportare tutto, però dipende anche dai contesti e se da un lato chi spara certe frasi davanti ai giornalisti commette una grande imprudenza (beninteso: se non vuole che poi le stesse finiscano nero su bianco stampate) dall’altro, col tempo e l’esperienza avrei imparato, che talora è consigliabile contestualizzare. Io non so quanta volontà ci fosse da parte di Asprilla di rendere pubblico il suo pensiero su Malesani, ma trovo il momento dell’esternazione decisamente sbagliato: lui è arrivato in Italia di gran carriera dalla Colombia per un evento benefico, la Partita del Cuore: perché rivangare un certo passato? Senza dimenticare che qualche problema di natura disciplinare Tino, come ben ricordiamo, l’ha avuto anche con Nevio Scala, di cui Parma serba un ricordo ben diverso rispetto a Malesani. Ricordate Wembley? Io stesso, una volta, fui testimone di quando Asprilla venne mandato via dall’Aeroporto Verdi, dove la squadra stava partendo per una trasferta, dall’allora Dg Pastorello. Quella volta feci uno scoop: Tuttosport, per il quale a quei tempi collaboravo, mi diede addirittura la prima pagina con il titolone Asprilla go home ed un ampio servizio a pagina 3. Insomma Tino tanto era bravo sul campo, tanto discolo era fuori: per questo non mi stupisco se Malesani, che pure non era il massimo della diplomazia, in una occasione possa averlo richiamato in malo modo invitandolo a non ridere o scherzare fuori luogo. E con questo non voglio fare a tutti i costi il suo avvocato difensore, perché la verità non sta mai da una parte sola. Di seguito, per chi se lo fosse perso, il racconto della seconda parentesi ducale di Asprilla, così come era riportato ieri dalla Gazzetta di Parma a pagina 10 (in cronaca: io avrei estrapolato la cosa, se proprio di interesse, trasferendola allo sport, luogo più congeniale per questo tipo di argomenti, non essendo strettamente connesso alla Partita del Cuore): “«Malesani è l’allenatore che ha rovinato il Parma - racconta senza diplomazia alcuna -; ha fatto andare via grandi campioni, Veron in primis». Sembra una sparata senza argomenti, invece Asprilla non si esime dal raccontare succosi aneddoti: «Io ero solito scherzare, durante il pranzo, con Buffon, Veron, Cannavaro, Sensini ed alcuni altri. Un giorno mi si avvicina Malesani e mi dice di smetterla di far ridere la squadra, altrimenti non avrei più giocato. Allora ho cominciato a stare zitto e i miei compagni mi chiedevano, stupiti, se stessi poco bene. Ho resistito due giorni, poi la mia indole ha preso il sopravvento ed ho ricominciato ad essere me stesso». E’ un fiume in piena l’ex attaccante di Tuluà: «Una volta - riprende - mi sono infortunato e cercavo di lavorare intensamente per tornare in campo; Malesani mi dice: «Fai con calma, tanto tu non fai parte della mia squadra e anche se recuperi non giochi più». Insopportabile, soprattutto perché io segnavo a raffica con la Nazionale e perché detto da un allenatore che arrivava a Parma senza aver mai vinto nulla, nonostante lui dicesse il contrario. Certo, a Firenze aveva fatto bene, ma con Batistuta son capaci tutti».”

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Io so che con la squadra piu' o meno piu' forte d'Europa a NATALE ERAVAMO GIA' FUORI DAI GIOCHI.

Gabriele Majo ha detto...

Gentile Anonimo, al di là del fatto che mi piacerebbe conferire almeno con qualcuno che si firma, Le specifico che se stamani ho stigmatizzato le espressioni fuori luogo di Asprilla non era per una difesa dei risultati "sportivi" di Malesani. Su quest'ultimo tema si può a lungo discettare, magari mettendo da parte quella nostra prosopopea parmigiana per cui siamo i migliori del mondo a prescindere. Che Malesani avesse una squadra forte è fuori di dubbio, grazie alle "trasfusioni" di Calisto, ma nonostante questo ho forti dubbi sul fatto che il Parma fosse, come lei asserisce, la squadra più forte d'Europa. E pure d'Italia. Ma anche la fosse stata esistevamo oggettive difficoltà ostative per il raggiungimento del Tricolore. Si ricordi che Moratti, a quei tempi, poteva vantare collezioni di figurine di gran lunga invidiabili perfino da Calisto, senza che neppure vincesse, come ieri sera, una Coppa Italia di consolazione... Io mi tengo ben stretto gli ultimi tre trofei conquistati dal tanto vituperato Malesani in 100 giorni (e non sono d'accordo con Michelotti che li definisce Coppe del Nonno), conscio della "congiura" (quella volta sì) della stampa nei suoi confronti, che avrebbe portato tutto l'ambiente ad essergli contro. Saluti Gmajo