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sabato 21 maggio 2011

LICENZA UEFA / QUANTO SCOTTANO QUEI SEGGIOLINI !

Il Nuovo di Parma e Settore Crociato svelano perché il Tardini non è a norma secondo i rigidi regolamenti comunitari al fine di ottenere la certificazione
il nuovo seggiolini boellis(gmajo) – Ieri sera abbiamo attinto dal settimanale Il Nuovo di Parma un interessante servizio sulle poltrone (specie quella della Fondazione Banca Monte sulla quale potrebbe accomodarsi il Professor Roberto Delsignore, capo dell’area medica Crociata): adesso, invece, facciamo altrettanto a proposito di un approfondimento che riguarda dei seggiolini. In particolare quelli che sono costati al Parma FC la non attribuzione della Licenza Uefa. Oltre al periodico diretto da Valentina Zinelli, si è occupato della questione anche il portale di Settore Crociato. Entrambi hanno fatto due conti su quello che potrebbe venire a costare l’adeguamento in vista della prossime stagione, sperando che la certificazione possa essere utile. Nella sua ultima intervista rilasciata alla Gazzetta di Parma il Presidente Ghirardi aveva definito la questione “una banalità da qualche milione di euro” e non ha tutti i torti dal momento che ogni seggiolino a norma (deve essere per forza previsto uno schienale da circa 30 cm) viene tra i 50 ai 150 euro cadauno. Esclusa la mano d’opera. E lo stesso Pres aveva concluso: “In estate ne parleremo con il Comune che è proprietario dello stadio”. Non so, onestamente, quanto di questi tempi, l’Amministrazione sia disposta ad ascoltare, o meglio assecondare, il questuante. Del resto, però, la convenzione pluriennale dovrebbe prevedere chi paga che cosa. Poi della utilità di questi cari seggiolini se ne potrebbe disquisire a lungo, visto che in Italia, in certi settori, alias i popolari, vige l’abitudine di stare in piedi, ad onta di quanto prevedono le norme che parlano di posti a sedere assegnati dappertutto. Dunque a chi giova farli montare? All’interno i servizi sull’adeguamento dei seggiolini tratti da Il Nuovo di Parma e Settore Crociato.

La “famigerata” licenza Uefa negata al Parma per problemi tecnici allo stadio Tardini

SEGGIOLINI “SBAGLIATI” E COSTI INSOSTENIBILI

Ghirardi va da Vignali: serve un milione e mezzo per i posti a sedere
di Antonio Boellis (da Il Nuovo di Parma)
I seggiolini della tribuna centrale dello stadio Tardini sono gialli, con il riflesso delle luci assomigliano a lingotti d’oro. Preziosi e costosissimi, ma in alcuni casi maltrattati da tifosi imbufaliti. Proprio a causa dei seggiolini, il 6 maggio scorso il Parma non ha ricevuto la “famigerata” licenza Uefa. Le malelingue parlavano di problemi finanziari della società, in realtà il motivo è più complesso, anche a causa della rigidità dei
vertici Uefa. Lo ha spiegato il presidente Tommaso Ghirardi in una recente intervista: «La licenza Uefa non
è arrivata per un problema di seggiolini che vanno cambiati. É una banalità che costa qualche milione
di euro e visto che la classifica non ci consentiva di entrare in Europa abbiamo deciso di aspettare». A
questo punto Ghirardi ha due strade da seguire: mettere la mano in tasca e finanziare l’intera operazione, oppure bussare alle porte del Comune di Parma (proprietario dello stadio Tardini) e chiedere un aiuto.
La seconda ipotesi è la prima strada che percorrerà il patron crociato, come lui stesso ha ammesso. Il problema è che l’amico Vignali non potrà aiutarlo poiché le casse del comune di Parma sono a secco
da diverso tempo. Più facile, ma non scontato, immaginare un contributo comunale, il cui importo è tutto da stabilire. Ghirardi e Vignali si incontreranno nelle prossime settimane.
Attualmente la capienza del Tardini è di 22.885 spettatori (o seggiolini), obbligatoriamente tutti a sedere. Stando a quanto previsto dall’Uefa i seggiolini, oggetto della “discordia”, devono avere tutti uno schienale di 30 centimetri. Misure che creano problemi di spazio e quindi di vivibilità, soprattutto negli stadi di vecchia generazione, come il Tardini. Il costo di ogni singolo seggiolino oscilla tra i 50 e 150 euro, esclusa manodopera. Mica scherzi. Per cambiare tutti quelli del Tardini, dalle curve alla tribuna centrale, si spenderebbe più di 1,5 milioni di euro. Cifre da capogiro, anche se il mondo del calcio ci ha abituato a spese più consistenti. In altre parole, è meglio comprare un giocatore che spendere soldi nella ristrutturazione degli impianti sportivi che non sono di proprietà. Seggiolini a parte, proviamo a riassumere il più possibile il concetto di licenza Uefa. Cos’è e in base a quali criteri viene assegnata. Innanzitutto la licenza è una certificazione del principale organo internazionale che governa il calcio. Tutte le società di serie A devono richiederla obbligatoriamente e consente di poter partecipare alle competizioni Uefa della stagione successiva. I criteri sono molteplici: infrastrutturali, sportivi, organizzativi, legali ed economici-finanziari. E’ un malloppo pieno di documenti e allegati. E le verifiche sono molto fiscali. Il 6 maggio scorso solo 12 società di A e una di B hanno ottenuto la licenza. L’obiettivo dichiarato dell’Uefa è stimolare la crescita professionale delle società di calcio; peccato che per farlo si debbano chiedere ingenti sforzi economici. «La crescita duratura di una società di calcio professionistica – si legge in un documento Uefa – presuppone il
costante miglioramento della sua struttura organizzativa, attraverso l’identificazione di nuovi profili e
funzioni aziendali, l’inserimento di figure professionali sempre più qualificate e l’investimento nella
formazione del personale esistente». Peccato che le spese siano “strutturalmente superiori” al valore della
produzione. Il costo del personale, ad esempio, è salito da 1,100 miliardi della stagione 2008-2009 a
1,182 miliardi: +7,4%. Seggiolini o non seggiolini, questo calcio non è sostenibile. (di Antonio Boellis da Il Nuovo di Parma)

Da Settore Crociato:
Il tipo di seggiolini richiesti dalla normativa Uefa
L'ENNIO CON LO SCHIENALE
In tutti i settori del 'Tardini', Curve comprese, per ottenere la licenza
settore seggioliniI seggiolini di cui dovrebbe dotarsi lo stadio 'Ennio Tardini' affinché il Parma Calcio ottenga la licenza per poter partecipare, secondo la normativa Uefa, a competizioni continentali (Champions ed Europa League), sono quelli con lo schienale, sulla falsariga delle sedute della Tribuna Petitot. Dovrebbero essere installati su tutti gli spalti del campo di piazzale Risorgimento, in Tribuna Est e anche nelle due Curve, Settore Ospiti compreso. Come é avvenuto negli 'Olimpici' di Roma e Torino, nel nuovo 'Delle Alpi', nel 'Meazza' di Milano, nel 'Barbera' di Palermo, nel 'Franchi' di Firenze e nel 'Ferraris' di Genova. Situazione appurata direttamente, da tifosi Crociati in trasferta, nelle ultime due stagioni di serie A, al seguito della Maglia, in queste realtà. Il presidente del nostro 'club', Tommaso Ghirardi, ieri, sulla Gazzetta di Parma, ha spiegato come la mancata aggiudicazione della concessione federale europea sia stata una scelta societaria, dovuta esclusivamente a questo motivo strutturale, effettuata perché, nel corso della stagione ormai al termine, il traguardo di un'eventuale qualificazione in Europa League era irraggiungibile. Non si é voluto, in sostanza, compiere una spesa di milioni di Euro, al momento inutile. "Ne parleremo, in estate, con il Comune, proprietario dello stadio" - ha chiosato Ghirardi. A Genova, la scorsa estate, per collocare ventiquattromila seggiolini con schienale, si pagò circa un milione di Euro. (da Settore Crociato)

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