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mercoledì 31 agosto 2011

BARALDI E I VERI MOTIVI DELLO SCIOPERO: “IL NODO E’ IL COSTO DEL LAVORO DEL CALCIATORE CHE DA FISSO DIVENTA VARIABILE”

A Bar Sport l’ex vice presidente della Lega ha spiegato perché i presidenti hanno rifiutato l’accordo ponte al quale erano favorevoli i calciatori: “Andando avanti così per un altro anno le società non riducono il costo del personale, la cosa invece fa comodo ai giocatori perché col nuovo contratto di fatto loro vengono ad avere un danno economico. Quindi la questione è molto più grande dell’articolo 7 o dell’articolo 4…”

bar sport baraldi 1(gmajo) – Presentando il nuovo Bar Sport nei giorni scorsi avevamo scritto che punta di diamante della prima puntata del talk show sportivo del lunedì sera di Tv Parma sarebbe stato Luca Baraldi, tornato dietro le telecamere degli studi di Via Mantova dopo l’ultima esperienza al Bologna e l’ex vice presidente della Lega non ha tradito le aspettative: in quella che era una puntata dedicata soprattutto allo sciopero della pedata Baraldi, ben stimolato in proposito soprattutto da Bellè e Piovani, ha saputo fare una interessante opera di divulgazione, spiegando al telespettatore i veri motivi dell’astensione (“un disastro”) le cui colpe vanno equamente divise tra i calciatori che hanno incrociato le gambe e i presidenti che hanno rifiutato l’accordo ponte al quale l’AIC era favorevole: “La questione – ha chiarito Baraldi è molto più grande dell’articolo 7 o dell’articolo 4: il vero nodo è il costo del lavoro che con il nuovo contratto da fisso diventa variabile. Andando avanti così, con l’accordo ponte, le società non riducono il costo del personale, mentre la cosa fa comodo ai calciatori perché col nuovo contratto di fatto vengono ad avere un danno economico”. Baraldi non ha risparmiato i suoi strali a Beretta e a Tommasi (“Purtroppo il calcio, in questo momento, esprime un nuovo rappresentante dell’AIC, un presidente della Lega che non è rappresentativo…”) e ha svelato il disegno della Lega di staccarsi dalla Federazione (“4 anni fa partecipai attivamente alla modifica dello statuto che va in questa direzione…”)
All’interno la trascrizione integrale degli interventi salienti di Luca Baraldi a Bar Sport


milanoGiuseppe Milano: Qualcuno ha detto che sono stati i presidenti della serie A che non hanno voluto giocare. I calciatori potevano fare un passo indietro come detto da Prandelli. Tu che interpretazione dai di questo stop al campionato?

Luca Baraldi: “Mah. Io non so se sono stati i presidenti o i calciatori: la sensazione è che sia stata più un atteggiamento provocato inizialmente dai calciatori e male interpretato dopo dai presidenti. Su questo vorrei dire che bar sport baraldi 2oggi forse la Lega sta vivendo uno dei momenti peggiori della propria vita, perché è mal rappresentata. E’ rappresentata da un soggetto che ormai ha un piede fuori dalla Lega perché ha altri interessi professionali, che è Beretta. Non è sicuramente rappresentativo dei 20 club, perché questo è un ricordo che ho io, per avere frequentato la Lega fino a pochi mesi fa, è un presidente che è più legato ad alcuni presidenti di team, di club, piuttosto che ad altri; anzi, c’è una grossa diatriba in seno alla Lega, che dopo il famoso scandalo Calciopoli o Moggiopoli, non ha più trovato un governo bertini milano bar sport 1stabile, perché è questo il vero problema. I problemi di oggi arrivano da lontano. Cioè: prima, nel bene o nel male, c’erano tre club o quattro che tiravano le direttive e trovavano comunque sempre un accomodamento, nel bene o nel male, ma sempre per una continuità; perché comunque tutti dimenticano, questi signori, che sono tutti dei grandi privilegiati, nello scenario del mondo del lavoro. E questo lo dimenticano sia i presidenti, sia i calciatori, sia i dirigenti, sia l’allenatore. Detto questo, alla fine è sembrato più uno sciopero dei calciatori: qui, secondo me, i studio bar sport calciatori hanno fatto un grave errore, non tanto nel portare avanti le loro argomentazioni, che possono avere anche, tutto sommato, per taluni aspetti, delle validità, per altri io sono assolutamente contrario, per altri sono favorevole. Posso anche entrare nel merito visto che i punti in discussione sono due, però avevano altri modi per protestare: non si può pensare in Italia, in un contesto europeo dove c’è una crisi spaventosa, che coinvolge soprattutto le famiglie, che coinvolge milioni di famiglie di operai, di gente che tutte le mattine fa grandi sacrifici per andare a lavorare, ma fa bar sport baraldi 3anche grandi sacrifici per andare a vedere la partita la domenica. C’è tanta gente che sta rinunciando ad andare allo stadio perché non ha i 20 euro per comprarsi il biglietto. Quindi tu porti via i tifosi che sono i veri sostenitori del calcio, perché alla fine è vero che le televisioni danno i soldi, ma le televisioni danno i soldi perché ricevono gli abbonamenti dai propri clienti, perché ci sono milioni di persone che comperano l’abbonamento. Quindi alla fine sono stati penalizzati i tifosi, di qualsiasi tipo, di qualsiasi ceto sociale. E questo è stato il bellè gallerani bar sportgrande errore che non hanno capito i calciatori, da questo punto di vista, perché sono poi quelli che vanno a gridare la domenica, ad aiutare questi ragazzi a fare meglio il loro mestiere. Secondo me potevano trovar grandi spazi, in termini di comunicazione, dicendo noi per due giorni non ci alleniamo, quindi loro la settimana prima dell’inizio del campionato, non si allenavano un giorno o due giorni, si fermavano tutti e 20 i club e magari in quella giornata, tutti i calciatori di serie A, avrebbero potuto fare una grande assemblea a Roma, esprimendo un’opinione non solo delegata alla AIC. Adesso c’è Tommasi cheè appena arrivato: io sono monica bertiniconvinto che se fosse rimasto Campana non ci sarebbe stato questo sciopero. Purtroppo il calcio, in questo momento, esprime un nuovo rappresentante dell’AIC, un presidente della Lega che non è rappresentativo…

Detto questo, io credo che il calcio abbia fatto una pessima figura, quindi do la colpa ad entrambe le componenti. Le società hanno delle colpe, perché in Lega è stato delegato Lotito per alcune cose, ed evidentemente, secondo me, in questa partita Lotito ha giocato un ruolo fondamentale: questo non lo dico, io, bar sport cavalca ferrarilo dicono i suoi colleghi presidenti e Lotito mediamente è uno che pensa solo ai propri interessi e non a quelli degli altri, della collettività. E questo è generalmente quello che accade in Lega. Però non pensavano di creare un disagio di questo tipo: soprattutto un disagio sociale. Si sono squalificati: io ho parlato con tanta gente, oggi e mi hanno detto ‘ci stiamo disamorando di questo sport’ perché veramente arrivare allo sciopero, perché poi alla fine chiamiamolo astensione,o come vogliamo, ma è stato uno sciopero, non ha avuto nessun senso. Se ne sono accorti tutti.

bar sport baraldi 4Poi lo scandalo è stato, ad un certo punto, che la Federazione abbia detto, la scorsa settimana – parlando di questa tassa che hanno tolto (il fondo solidarietà) – paghiamo noi 20 milioni di euro: questa è una roba che non sta né in Cielo né in Terra. Probabilmente volutamente la stampa ha dato poco risalto a questa cosa, ma la Federazione che è un ente che dipende dal Coni, che è un ente pubblico, tira fuori i soldi per pagare un’imposta che va allo Stato? Per non fargliela pagare a loro: siamo veramente arrivati alle comiche, quindi vuol dire evidentemente che il calcio, anche parlando quindi della Federazione, perché io credo che ci sia stata una grande debolezza anche del Presidente Federale, è veramente tutto da rifondare, a mio modo di vedere. Al di là che si sia fermato alla prima giornata, io approfitterei di questi 15 giorni per cambiare i vertici della Lega e per fare anche un esame di coscienza da parte di tutti i presidenti dei club.

Hanno combinato un disastro. E ultima cosa, ultimo disastro, io penso a tutte quelle persone che hanno fatto l’abbonamento, che avevano previsto di andare allo stadio ieri, che c’erano 30° e che magari dovranno andare a vedere questa partita in dicembre a +5° a Parma, e quindi in tanti non potranno nemmeno andare alla partita, o chi voleva andarci e portare dei bambini. Quindi hanno creato un danno anche di immagine, per questo sport, che tutto sommato è giusto che questo sport paghi. Perché non va dimenticato, e chiudo, che lo stipendio medio di un calciatore di A – questi sono dati dell’anno scorso – è di un milione e mezzo di euro. Quindi quando sento dire poverini… Io parlo di quelli di Serie A, perché Macalli, che è una persona intelligente, che è un presidente lungimirante, che sono 20 anni che fa il presidente della Serie C, ha detto che sono dodici anni che loro hanno il contratto scaduto e non hanno mai fatto uno sciopero. E i problemi sono in serie C. Ma qui noi parliamo dei presidenti di serie A. Non confondiamo le cose. Quindi, secondo me, ci voleva maggiore responsabilità da parte di tutti”.

Gianfranco Bellè: I Presidenti hanno rifiutato l’accordo ponte con l’Aic per discutere strada facendo…

Luca Baraldi: “Volevo solo aggiungere che per le società, quindi anche per i calciatori, questo rinnovo è fondamentale, perché porta a determinare il cambio del costo del lavoro. La vera novità di questo contratto, anche se dicono che non è un problema di soldi, è che il costo del calciatore da fisso diventa variabile. Ecco perché le società stanno tenendo duro. E nei conti economici delle società, visto che non ce n’è una che va bene, perché abbiamo appena visto Il Sole 24 Ore con i dati di tutti i club di serie A, perché spendono tutti di più di quello che incassano, e tutti questi soldi che spendono li mettono nelle tasche dei calciatori, ma è un errore delle società, questo, perché non è che il calciatore va là col mitra, a farsi dare i soldi. E’ ovvio che non c’è managerialità nella gestione delle società di calcio e allora i pochi intelligenti di presidenti, secondo me, che sono dentro la Lega stanno coperti, perché il vero problema è che se va avanti l’accordo ponte, per un altro anno non vanno a ridurre il costo del personale, cosa che interessa ai calciatori, perché di fatto loro vengono ad avere un danno economico. Quindi la questione è molto più grande dell’articolo 7. L’articolo 4 non esiste più, perché non c’è più la tassa. Ma questa contestazione è strumentale, perché alla fine sono tutte banalità. Il vero problema è che cambiano completamente gli assetti dei contratti dei calciatori. E allora un accordo lo devono trovare, ma non è facendo sciopero che trovi un accordo, è attraverso il dialogo. Adesso questo sciopero qua ha messo in cattiva luce il calcio anche con gli sponsor, perché non è stato fatto un danno solo ai tifosi, che è la cosa più importante, ma anche a chi investe nel calcio. E chi investe nel calcio sono gli sponsor. Adesso Sky, quando è ora di rinnovare il contratto – perché tra un anno scadono i contratti – non darà più 1 miliardo di euro al calcio italiano, li porta in Inghilterra, perché sempre da Sky già adesso il campionato inglese prende il doppio rispetto al campionato italiano. Cioè, i soldi di qua vanno da altre parti e quindi, alla fine, ci rimetteranno i calciatori e ci rimetteranno i club:purtroppo questo è un argomento che non viene mai portato all’attenzione né in Lega, perché il Lega lo capiscono pochi e quei pochi sono i grandi club che stanno già facendo i loro calcoli per il loro futuro e quelli piccoli muoiono e per quanto riguarda i calciatori è chiaro che Ibrahimovic un contratto lo trova, ma gli altri faranno fatica a trovare contratti se si va avanti così, perché gli incassi del campionato italiano sono in forte flessione”.

Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) – La Lega sta cercando di arrivare al controllo della Federazione e i calciatori sono caduti nel tranello dei presidenti. E pian piano vedremo chi saranno i sostituti di Abete e Beretta…

Luca Baraldi: “Se posso dire credo che Sandro Piovani abbia colto quello che è l’aspetto fondamentale di questa diatriba. Anch’io penso che ci sia da parte della Lega, ma poi è stato anche abbastanza dichiarata, la volontà di staccarsi sempre di più dalla Federazione e di essere la Lega l’organizzatore del Campionato, anche perché dicono: noi siamo quelli che tiriamo fuori i soldi e quindi è giusto che lo gestiamo noi il nostro business. Io ho partecipato all’ultimo rinnovo di statuto della Lega – io ero vice presidente della Lega – questo è successo quattro anni fa, è stato studiato tutto nei minimi particolari, da dieci legali, da quello della Juventus a quello dell’Inter e così via, che si sono messi insieme, perché questo è stato il primo passo – e c’è uno statuto nuovo in Lega da quattro anni – affinché possa succedere, prima o poi, che la Lega si stacchi dalla Federazione. Questo lo dico perché è un percorso iniziato da quattro anni. E la flessibilità del costo del lavoro è un altro passo che andrà a togliere un po’ di tutele ai calciatori, per avere più potere la Confindustria del Calcio, che è la Lega che è poi quella che tira fuori i soldi. Perché il calcio è un soggetto privato, ormai, non è più un soggetto pubblico: con gli 80 milioni che tira fuori il Coni non cambia la vita del calcio… Lo dico perché facevo parte del Consiglio di Amministrazione. Anche la creazione di uno strumento super partes, stile Consob, come proposto da Della Valle per il controllo dei costi è un modo per rendersi autonomi dalla Covisoc, che è l’ente di controllo della Federazione. Della Valle dice: noi creiamo il nostro ente, tipo Consob e io sono d’accordo con Della Valle, che ha detto una cosa corretta, ma è tutto nella logica di staccarsi dalla Federazione”.

(Luca Baraldi, interventi durante la trasmissione Bar Sport di Tv Parma di lunedì 29.08.2011 – trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)

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