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sabato 27 agosto 2011

LEONARDI E I QUI PRO QUO CON I MEDIA, DAL SOLE AI SITI

Nuova conferenza stampa straordinaria dell’Amministratore Delegato ieri a Collecchio, per puntualizzare la situazione economica del Parma rispetto all’analisi del quotidiano confindustriale e chiarire la sua battuta sul gommone che aveva creato un incidente diplomatico con l’Associazione Calciatori

SAM_3042(gmajo) – Non c’è pace mediatica per Pietro Leonardi: quando non siamo noi locali – quorum ego – a farlo stizzire, ci pensano i nazionali. E così ieri l’AD, dopo l’incontro stampa di Capitan Morrone, si è accomodato alla stessa scrivania per la seconda conferenza straordinaria personale in pochi giorni, per puntualizzare dapprima la situazione economica del Parma, dopo l’analisi del Sole 24 Ore – che avendo passato ai raggi x i bilanci di tutte le squadre di A, non aveva certo sentimenti di accanimento per il club ducale – e quindi per dire la sua su come sono andate le cose a proposito della sua battuta goliardica sulle barche dei calciatori e il suo gommone, carpitagli da un intraprendente cronista a suo dire poco professionale all’uscita dell’Assemblea di Lega a Roma l’altro giorno. Non avendo una conoscenza diretta dei fatti è arduo chiosare, ma, in termini generali, è chiaro che se anche pronunzi quella che pensi essere solamente una battuta dinnanzi ad un giornalista che non conosci c’è poi il rischio che questi la possa scrivere e divulgare. Se poi ti mette in bocca, invece, delle cose che non hai detto hai la facoltà di rivalertene secondo gli strumenti previsti dall’ordinamento italiano. La rettifica dell’altro giorno sul sito a prima vista mi era parsa più che altro una conferma. Ma il problema non sono solo i siti (“Oramai con questi siti non si fa altro che impazzare dietro alle notizie, ognuno le dice e le vede alla maniera sua, poi dopo fanno in tempo a scriverle e poi a smentirle fanno tutti fatica”) se a riprendere la news – fallace, a parere dell’AD – con ampio risalto, sono gli stessi quotidiani, tra cui quello su cui da anni firma pezzi il giornalista menzionato in conferenza stampa dallo stesso Leonardi. 
All’interno la trascrizione integrale

 

TRASCRIZIONE CONFERENZA STAMPA DI PIETRO LEONARDI DI VENERDI 26.08.2011 AL CENTRO SPORTIVO DI COLLECCHIO

Introduzione di Maria Luisa Rancati, Responsabile Comunicazione del Parma FC:

“Il direttore è qui per chiarire un articolo che è uscito sul Sole 24 Ore”

Pietro Leonardi, AD del Parma FC: “Non c’era tantissimo da spiegare, se non quello che già abbiamo scritto sul sito e poi c’è qualcuno che prende spunto. Oramai con questi siti non si fa altro che impazzare dietro alle notizie, ognuno le dice e le vede alla maniera sua, poi dopo fanno in tempo a scriverle e poi a smentirle fanno tutti fatica. Ma a parte questo tipo di situazione, io prendevo spunto da quello che potete verificare, e potete verificarne le logiche nei nostri bilanci, nel punto finale, che è la cosa più importante, che in questo triennio, riferito da dopo la serie B, e che va poi in riferimento a quello che sto dicendo da un pochino di tempo, il fatto sostanziale è quello che il Parma, dal secondo semestre del 2011, ha avuto la possibilità, a differenza delle stagioni precedenti, di operare senza vincoli sul mercato, superando tutti i parametri COVISOC. Questo è un successo enorme: saranno 3 o 4 le società in Italia che hanno queste potenzialità. E perciò questa è una cosa molto, ma molto importante, così come quella che il Parma non ha situazioni che hanno altre società di penalizzazioni, di problematiche di pagamenti e di questo tipo, però questo non vuol dire che noi non stiamo lottando con una crisi che è generalizzata e che sto dicendo, quando continuativamente mi si chiede del mercato, che noi ci stiamo preparando a quello che sarà l’evento del fair play finanziario. E io penso che siamo sulla strada giusta per arrivare a ottimizzare questo e perché il Parma abbia un futuro: poi se i risultati saranno quelli che attraverso questo percorso ci saranno meno risultati, è un concetto e ci può stare, per questo ho invitato tutti quanti ad essere vicini e a sostenere la squadra. Mi da fastidio leggere che noi dobbiamo piangere, lì su quell’articolo c’era scritto: Parma deve piangere; se piange piangerà qualcun altro. Io non piango, sono orgoglioso di gestire in questa maniera e di rappresentare il Parma e soprattutto dovevamo piangere perché, attraverso questo, avevamo circa 1.000 abbonati in meno: beh, facessero un sondaggio di tutte le società, poi vediamo nelle percentuali quanti abbonati in meno ci sono dalle altre parti. Cioè si vuole sempre puntualizzare sul Parma, e mi dà l’impressione che siamo alle volte come il tiro al bersaglio o l’orso del luna park. In quell’articolo del Sole 24 Ore c’erano società ben più in situazioni gravi e invece questi siti qui famosi non fanno altro che dar risalto al Parma, secondo me per motivi che hanno loro personalmente. Ma non mi interessa. Perciò questo ci tenevo a precisarlo. Per quanto riguarda il ragionamento lo abbiamo spiegato e così mi sembra giusto che sia. Per quello che riguarda altre cose, se ci sono domande io sono a disposizione, prima di un altro chiarimento di natura personale, perché ci tenevo. Se ci sono domande importanti in essere, bene, se no passiamo ad altri temi. Mica le devono far per forza, però…”

Michele Angella (Teleducato) – A proposito della campagna abbonamenti: qual è la ragione principale di questo calo? Magari anche lo stesso sciopero?”

“Le ragioni sono molteplici, ma lo sciopero non penso, perché non è che i tifosi, nell’arco di questo periodo, potessero immaginare che ci veniva fuori lo sciopero. Io penso, invece, che debba essere fatta una riflessione un po’ generalizzata: si dà sempre la responsabilità degli abbonamenti alle società, cioè riferito al fatto che non ci si abbona perché non c’è il colpo altisonante, perché non c’è il giocatore, perché non si è soddisfatti dalla squadra; mai si pone l’attenzione invece sul fatto che noi questa estate andando all’estero, ci siamo resi conto di che stadi abbiamo visto, di come è organizzato l’ingresso nei suddetti stadi: in 5’ si entra allo stadio e in 5’ si esce, e noi invece dobbiamo prenderci pure le contestazioni giuste della tifoseria, perché per fare un biglietto ci possono volere anche 5’ o 10’. Non ci sono tornelli, non ci sono tutta una serie di situazioni, non ci sono Tessere del Tifoso, non c’è niente di niente, eppure noi ci dovevamo identificare col modello inglese. Siamo andati a verificare questo modello inglese e io mi sono reso conto che non c’è niente, c’è il massimo della facilitazione con il massimo del conforto all’interno di stadi che sono all’altezza della situazione. Questo è un tema che dovrebbe far riflettere, perciò non è sempre e soltanto colpa se il Parma compra il grande giocatore o non lo compra. Penso che debba far riflettere questo sommato ad una crisi economica generalizzata, che chiaramente si capisce, il tifoso in un momento di grande difficoltà, prima di prendere un impegno totalitario, magari si sceglierà le partite. Questo dobbiamo accettarlo e dobbiamo prenderne atto”.

Jacopo Restori (Tv Parma) – Parlando sempre di tifosi, sono molto arrabbiati per la situazione sciopero. Non era evitabile? E’ stato fatto proprio tutto per evitarlo?

“Allora, io ribadisco. Questo qui è diventato un mondo particolare e prendo spunto da questa domanda per chiarire una posizione che era di natura personale, e mi auguro che ci sia la giusta risonanza in tal senso, perché purtroppo c’è da dividere dirigenti come posso essere io, di un certo rilievo o non di un certo rilievo, posso essere bravo o poco bravo, però mi ritengo una persona a posto e professionale, e giocatori di ogni tipo e giornalisti. Dobbiamo essere coerenti anche su questo: io sono rimasto veramente scandalizzato per quello che mi è successo all’uscita dell’Assemblea. Tengo a chiarirlo, perché io non sono fatto in questa maniera, perché poi quando si fanno dei ragionamenti di quel tipo mi si rigirano le frasi e per di più non volevo parlare. La mia non era una dichiarazione, io non volevo parlare, perché se permettete se volevo parlare andavo davanti ai microfoni e alle telecamere di Sky e gli altri. Io ho detto soltanto, uscendo, mi dispiace, come posso dirlo a voi, per due punti, il termine poteva non essere stupidi, ma magari di poca rilevanza, si mandi a monte un accordo perché penso che si poteva trovare una soluzione col buon senso. Queste sono state le mie frasi. Un vostro collega, che nemmeno conosco, era lì e mi ha fatto una domanda, proprio per spiegarla tutta, e mi ha detto: Allora domenica andiamo tutti al mare? Eh… vediamo chi c’ha la possibilità di andare al mare. Anche lei con la barca da due milioni? E io ho detto, io non ce l’ho, io ho il gommone. Ed è finita lì e questa mi si è rigirata col dire si comprino la barca che costa meno di due milioni per il gommone. Questo non è giornalismo. Questo non è giornalismo, permettetemelo, questo è un qualche cosa che veramente mi scandalizza, perché siccome all’interno di questa chiacchierata c’erano firme autorevoli, che non hanno nemmeno riportato, proprio perché quella del gommone era una battuta goliardica, e non ho problemi, per esempio, a dire che era presente Antonio Maglie, che è un collega vostro penso autorevole, soprattutto su questo tema, e non ha riportato minimamente, e che ho sentito e che quella che era stata riportata era una cosa assurda, sempre tramite siti, eh. Poi dopo i giornali l’hanno ripresa e riportata. Allora a questo punto mi ero sentito veramente… e ho fatto fare la smentita alla Rancati nell’immediato, però mi sentivo di dirlo anche col viso, così mi si guarda intanto che dico le cose, perché io porto il massimo rispetto per l’Associazione Calciatori, per le realtà di federazione e tutto il resto, pur, a volte, non condividendo quelle che sono le scelte e le strategie e tutto quello che si sta impostando in questa maniera. Per cui ho colto lo spunto di questo per chiarire a livello umano che purtroppo mi debbo rendere conto che pure se sto mangiando una pizza con un amico o un’altra situazione devo stare attento a quello che si dice, perché pure di fatto se si dice nella maniera giusta o goliardica viene raggirata per mettermi in cattiva luce, vale per me come per tutti gli altri. Penso che questa sia scarsa professionalità di chi riprende e riporta in una certa maniera. Sul tema ho già detto, è stato spiegato nel migliore dei modi dal Presidente Beretta oggi nel comunicato e soprattutto nelle varie interviste che sono state fatte a Sky da parte del presidente; è indubbio che io sono d’accordo con lui e sono d’accordo con quello che ha dichiarato nell’ultima ora anche Ghirardi, perciò c’è solo da affermare con fermezza che a scioperare e a non giocare la partita è una volontà soltanto dell’Associazione Calciatori. Che non mi si venga a dire che è una volontà perché c’era stata fatta una proposta con termine oggi alle ore 12.15, perché non è così. E’ rispettabilissima la volontà dell’Associazione Calciatori, in un rapporto che c’è tra proprietà , azienda e datori di lavoro; rispettabilissimo che loro vogliano fare lo sciopero, ma si prendano le loro responsabilità, di scioperare. E’ inutile che una voglia scioperare e poi scaricare su qualcun altro questo tipo di scelta. Perciò: questo è il tema più importante, poi i punti sono condivisi, non sono condivisi, sono d’accordo o non sono d’accordo, è nel loro pieno diritto, come è nel loro pieno diritto di dire non giochiamo. Nessuno lo mette in dubbio e nel rispetto, cosa che, facendomi fare quella dichiarazione, mi hanno fatto passare per quello che non sono. Io rispetto chi lavora,io rispetto chi vuol fare lo sciopero, rispetto tutti, però ognuno si deve prendere le responsabilità.”

Paolo Emilio Pacciani (Gazzetta di Parma) – Vuoi spiegare ai tifosi, che non capiscono questo sciopero, perché i giocatori domenica non disputano la partita, ma poi si rifarà: quindi lo stipendio viene decurtato o no?

“Allora: partiamo da un presupposto che se tu sei una persona abbastanza sveglia, diciamo così, nel termine che capisci, quindi puoi vedere che si sta girando lo’ostacolo e nessuno parla di sciopero. C’è chi dice una volta rinvio, chi dice una cosa e chi ne dice un’altra. Il motivo non è tanto quello: il motivo è soltanto un atto di forza, in un momento specifico, che è quello di far vedere che c’è la compattezza da parte di tutti i giocatori nel dichiarare che se non c’è l’accordo collettivo non si gioca. Adesso io non so quanto andrà avanti, perché tu parli di questa partita, ma la coerenza potrebbe farmi pensare, al di fuori del ruolo che rivesto, che se non c’è l’accordo collettivo non si gioca mai. Allora che recuperiamo? Un campionato? Allora il ragionamento è molto più semplice. Io non so che volontà ci sia di risolvere: la volontà è molto semplice, sono rimasti solo due punti, non è ne che sia rimasta una enormità. Solo due punti. E quando si dice che questi due punti e si era data la parola che si andava alla firma in una certa maniera, si deve anche capire che uno dei due punti, che è fondamentale, secondo me, è venuto fuori nell’emergenza del nuovo potenziale decreto. Fine. Perciò, preso spunto da questo, si vuole pianificare un accordo nella fase definitiva, è inutile spostarlo di un anno o un mese: quando poi uscirà quel decreto c’è il dubbio della situazione. Perciò io ribadisco che poi quello che è stato detto, non devo andare oltre, da Beretta e da Ghirardi è stato molto chiaro ed è molto chiaro. Io sono pienamente d’accordo con quello che è stato dichiarato”.

Paolo Emilio Pacciani (Gazzetta di Parma) – Si ma la gente non capisce: questi non giocano domenica, però domenica l’Inter fa l’amichevole col Chievo: allora questi scioperano o non scioperano? Va bene l’amichevole, ma non va bene il Campionato?

“Per effetto di questo noi sabato faremo un’amichevole a Carpenedolo, per farti capire che anche io ho avuto richieste di questo tipo, o il Parma ha avuto richieste di questo tipo e abbiamo evitato proprio per questo motivo, che veramente sembra proprio una presa in giro, no?”

(Pietro Leonardi, conferenza stampa di venerdì 26 agosto 2011 al Centro Sportivo di Collecchio – Registrazione audio di Jonathan Belletti, trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)

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