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martedì 25 ottobre 2011

CLAMOROSO A BAR SPORT, LA PRIMA VOLTA DI BELLE’

Gianfranco, il figlio del grande fischietto internazionale Ferruccio, a proposito dell’operato del Sig. Brighi da Cesena: “Noi possiamo dire una volta per tutti che siamo stati penalizzati dalla direzione arbitrale”
bellè 24 10 2011(gmajo) – Titolo ed apertura della nostra recensione di Bar Sport di ieri sera, lunedì 24 ottobre 2011, vanno tutti a Gian Franco Bellè, ex capo redattore della Gazzetta di Parma, nonché figlio dell’arbitro internazionale Ferruccio, cui è dedicato il complesso sportivo Stuard a San Pancrazio (per sapere la vita del grande fischietto borgotarese de Venessia consiglio la lettura della sua biografia tracciata da Achille Mezzadri su pramzanblog.com fruibile cliccando sul collegamento ipertestuale). Proprio per amore figliale Gian Franco,, ha sempre difeso dai teleschermi di Tv Parma l’operato delle “giacchette nere”, spesso anche quando erano indifendibili (Michelotti, invece, pur appartenendo ad honorem alla categoria dopo il pensionamento, più di una volta ha bacchettato i suoi successori): ieri sera, invece, “il Nonno” (come con deferenza lo chiamiamo noi – leggermente – più giovani cronisti), per la prima volta, di sua sponte, a proposito dell’operato del Sig. Brighi, ha sbottato: “Noi possiamo dire una volta per tutti che siamo stati penalizzati dalla direzione arbitrale”. Clamoroso a Bar Sport...
Continua all’interno
bellè gallerani 24 10 2011A quel punto il sempre teatrale Michele Gallerani si è teatralmente alzato in piedi simulando di andarsene (Ma come? Avresti privato noi poveri teleutenti compulsivi delle tue argute argomentazioni…) dal teatro in quanto aveva finalmente coronato il suo sogno di sentir dire da Bellè che un arbitro aveva sbagliato. Per Gian Franco era serata di ammissioni: “Anche gli arbitri sbagliano, come ha sbagliato Morrone a un metro dalla porta”. Al che il teatrante ha teatralmente composto sul suo palmare la data storica: “Attenzione, attenzione lunedì 24 ottobre gallerani bar sport 24 10 2011 d2011 Bellè ha ammesso…”. A proposito di teatrini e di scenette: circa un quarto d’ora dopo Gallerani, a proposito della famosa pila di Colantuono (intanto sull’altro canale, come abbiamo riferito ieri sera, lo stesso protagonista, intervenuto telefonicamente a Calcio & Calcio, sminuiva di gran lunga la portata delle sue parole post gara), raccontava testualmente (tra una interruzione e l’altra che ne alzavano oltremodo il ritmo di narrazione ed il volume): “E’ successo che Colantuono ha raccolto da per terra questa pila. Quindi non è detto che questa pila sia parma equivoco colantuonoarrivata, potrebbe averla trovata per terra… Ripeto: giusto anche per dare ragione al comunicato ufficiale che ha fatto il Parma: non è detto che sia arrivata. La pila era lì per terra. Lui l’ha trovata e ha provato a fare il furbo, probabilmente, andando dal quarto uomo e dandola al quarto uomo. Il quale l’ha guardata, e poi ha guardato lui, e l’ha ributtata per terra. A quel punto la persona che tu (si rivolge a Stefano Frigeri, il quale poco prima stava parlando dei cronisti di Sky in servizio al Tardini domenica, soprattutto, anche se non citato con nome e cognome, l’autore dell’intervista in diretta Alessandro Alciato, nda) hai detto di aver visto fatta vedere in onda stefano frigeri bar sport 24 10 2011 bl’ha marcata per tutto il tempo, primo tempo, e alla fine, quando sono andati negli spogliatoi, alla fine del primo tempo, la è andata a prendere, l’ha raccolta e se l’è messa in tasca perché voleva fare la scenetta alla fine”. Questa la chiosa on air di Stefano Frigeri: “Quindi parliamo di due persone scorrette: il tuo collega e il signor Colantuono che dice, certo che vedersi arrivare una pila in testa… Ma che pila in testa…”. Al che Prudenzio Gallerani, vestendo panni alla Biscardi (un po’ come fa Mangiafuoco Angella a Calcio & Calcio quando Boni le spara gallerani bar sport 24 10 2011 fgrossa e lui gli dice che se ne assumerà, lui Boni, tutte le responsabilità), gli fa: “Lo hai detto tu…”  E Frigeri: “Certo, l’ho detto io. Lui ha una pelata senza neanche un graffio…”. Prima di procedere oltre (Gallerani poi finirà di spiegare perché Melli è stato inibito: il break sulla pila di Colantuono era iniziato, infatti, in maniera accidentale quando il biografo di Crespo aveva esclamato: “Non ho visto la pila di Colantuono, ma ho visto quel che ha fatto Melli…”) urge una chiosa anche mia. Ieri, non vedendoci molto chiaro in questa storia, avevo scritto che non c’era movente che majopotesse giustificare una eventuale sceneggiata dell’allenatore orobico, dal momento che la sua squadra aveva vinto sul campo. Ma se i fatti si riferiscono – come ha riferito Gallerani – al primo tempo la situazione è ben diversa, poiché l’Atalanta nella prima frazione stava oltremodo soffrendo i crociati e risultava impensabile che alla fine potessero fare il colpaccio. Diverso sarebbe stato il discorso se, come avevo capito io, l’episodio fosse accaduto verso fine gara, a sconfitta ormai sancita. Ieri sera a Teleducato Colantuono ha detto di non sapere se la pila era già per terra o se c’era piovuta dagli spalti: fatto sta che lui, per non sapere né leggere né scrivere, al quarto uomo l’ha mostrata. Questi non ha preso in considerazione la cosa, forse perché aveva capito di cosa si trattava, tant’è che nel referto non dovrebbe averne fatto menzione, dal momento che il Giudice Sportivo ieri non ha emesso provvedimenti. L’atteggiamento di Colantuono, teso a sminuire la cosa sia in diretta Sky che in pila contro colantuonosala stampaquando proprio io l’ho portato sul tema, dopo aver ascoltato cosa raccontato poco prima dalla Satellitare – assieme ai suoi elogi alla sportività di chi frequenta il salotto Tardini (definizione per altro sua) mi aveva fatto credere alla sua buona fede. Il Parma, del resto, nella sua nota non a caso ha parlato di spiacevole equivoco, proprio facendo riferimento alle batterie che abitualmente si trovano nei pressi dell’area tecnica, per via della abitudine dei tecnici di lasciarle lì, e non di simulazione di reato. Ma quella pila ha fatto accendere la lampadina nel cervello di Alciato, il quale, stando alla ricostruzione su esposta del suo collega Gallerani, avrebbe a bella posta, in modo premeditato, raccolto il corpo del (supposto) reato per poi mostrarlo in tv. colantuono telefonata calcio e calcio 24 10 2011Purtroppo il labile confine tra giornalismo e spettacolo non mi fa capire quanto possa esserci stato di corretto in questa condotta, perché se da un lato è un sacrosanto dovere di un giornalista che si accorge di un episodio (la consegna della pila al quarto ufficiale) non solo segnalarlo, ma sviscerarlo il più possibile, dall’altro eccedere nel sensazionalismo non fa parte del così detto diritto di cronaca. Ribadisco, in proposito, la ricostruzione di Gallerani: “Alla fine del primo tempo, la è andata a prendere, l’ha raccolta e se l’è messa in tasca perché voleva fare la  scenetta alla fine”. Simulazione di reato, procurato allarme, calunnia (verso il pubblico del Tardini): ci fosse ancora Gallo questore a Parma avrebbe di che sbizzarrirsi… Meglio stendere un pietoso velo: la vita di quella pila (che non era Duracell) è durata anche troppo. gallerani bar sport 24 10 2011
Passiamo oltre. Eravamo rimasti a Gallerani che aveva assistito, da posizione privilegiata, a quanto accaduto tra Melli e gli ufficiali di gara: Melli, durante la partita, così come Colomba, si sono inviperiti, gliene hanno detto di tutti i colori, in maniera abbastanza tranquilla, cioè senza usare epiteti o insulti, o cose di questo tipo. Alla fine della partita, nell’andare negli spogliatoi, quando l’arbitro era già andato… E’ vero che nella motivazione per l’inibizione di Sandro, da parte del Giudice Sportivo, si parla di reiterazione di frasi, ma non sono stati melli chiama cambio foto di repertorioinsulti. Posso assicurarlo, perché non l’ha insultato. Gli ha solo detto che praticamente, come al solito, è balordo…”. Alciato, che è esperto di reati (e simulazioni), potrebbe dirgli che nella fattispecie in oggetto si può ravvisare l’oltraggio. Infatti Ciccio si è beccato  feste forzate fino a tutto il 15 novembre. Poco male: non è stato toccato nel portafoglio:,di solito è quando vengono irrogate sanzioni pecuniarie che i nostri ci rimangono male. Così a far alzare la lavagnetta a San Siro ci penserà Di Taranto e amen…

stefano frigeri bar sport 24 10 2011La puntata si era aperta con l’analisi della partita affidata a Stefano Frigeri (mentre l’unico degli opinionisti presentato dal conduttore Milano era stato Guido Schittone, ma poi, proprio per questo, la parola per primo l’ha data al Prof. Sassaroli de noantri). Nel suo pistolotto egli – come avrebbe poi ben evidenziato l’attenta Monica Bertini, che in studio ha avuto il mio stesso pensiero a casa – ha fatto capire che il degente Parma, fino all’altro giorno affetto da Giovinco-dipendenza, ora è Floccari-dipendente. Stando al dottore, infatti, il Parma ha pagato pesantemente milano bertini bar sport 24 10 2011l’assenza dell’ex Laziale: “Floccari si è fatto male dopo 5 minuti, e oggi Floccari è il 60-70% e più della squadra”. L’incontinente Gallerani (ieri più incontinente del solito al punto che Frigeri ha detto che può curarne uno, Cervi, e non due, l’altro è costretto a lasciarlo morire) reputava quella del Luminare una eccessiva iperbole: “E’ offensivo nei confronti degli altri 10…”. Il doc chiarisce: “Io sto parlando davanti, in attacco”. Piovani: “Dunque nell’accezione di Frigeri, che non è la mia: Floccari sarebbe al 70% e Giovinco al 30%”. frigeri piovani 24 10 2011Frigeri: “Si è visto che purtroppo il sostituto di Floccari, che è Pellè, non ha certo la stessa percentuale…”. O magari sì? Ma in senso inverso? Ancora Frigeri: “Floccari ha il pregio di combinarsi con Biabiany e con Giovinco, cosa che in questo momento può fare solo lui. O Crespo. Se volete apriamo questo capitolo.” Il capitolo lo hanno aperto dopo, quando io avevo già cessato la visione in diretta del talk show, anche perché volevo sbirciare cosa avveniva sulla concorrenza. E ho fatto bene avendo beccato la loro telefonata in diretta colantuonocon Colantuono, di cui ho immediatamente proposto trascrizione su stadiotardini.com. Ma ho fatto anche male essendomi perso dal vivo la pluri-citazione del nostro portale scelto da Milano per documentare, grazie al nostro web filmato amatoriale, l’annunzio ufficiale di Crespo, desideroso di andare a giochicchiare all’estero “Al 90% è la mia ultima stagione qui”. Me ne sono accorto quando ho seguito il capitolo con tutta calma in differita (clicca qui per vedere la replica). Per i buoni propositi, filmato stadiotardini com su tv parma con annuncio crespo invece, Milano ha citato il sito ufficiale fcparma.com: “Io aspetto il mio momento. Prima o poi arriverà. Non so quando, ma non mi perdonerei mai se non mi facessi trova pronto”. Parole pronunciate giovedì scorso, cioè ben prima di finire in tribuna con l’Atalanta (e mixate con le immagini del suo arrivo al Tardini, domenica, tra piccoli tifosi festanti), gara in cui si è fatto male Floccari e nella quale avrebbe potuto farci assai comodo, anche se, durante Bar Sport è stata ricordata la giustificazione addotta dal tecnico Colomba (Intanto a Teleducato il Saltimbanco stava guido schittone bar sport 24 10 2011dichiarando che allenatore e Highlander non si parlano) sul fatto che non poteva portare due centravanti. Schittone, che aveva tirato fuori lo scabroso tema Addio Crespo durante la conferenza di Leonardi post-Atalanta, ieri sera ha evidenziato che in ogni caso il tecnico, come di sua competenza, aveva comunque effettuato una scelta, ritenendo meglio portare tra i rincalzi Pellè anziché Hernan. Il buonista Piovani ha tentato di farci capire come l’esclusione poteva avere anche motivazioni oggettive, del tipo Pellè si allena da 3 mesi, Crespo da 3 settimane, per cui la scelta era sandro piovani bar sport 24 10 2011solo di carattere fisico e non voleva con questo dire che ritiene il giovane migliore dell’anziano. Il parterre si trovava d’accordo nel ritenere comunque che per lo meno part time a San Siro Crespo lo si rivedrà anche in campo, stante l’infortunio di Floccari, anche se Cervi ha fatto presente che potrebbe essere possibile, e lui non lo disdegnerebbe affatto, un Parma simil-Barcellona, cioè senza punti di riferimento, con Biabiany, Giovinco e Valdes ad occuparsi della fase offensiva, ipotesi ritenuta poco verosimile da Gallerani secondo cui in antonio cervi bar sport 24 10 2011una squadra come il Parma a un nanerottolo va per forza affiancato un pincaglione. Del resto nell’Atalanta al fianco dii Moralez c’era pur sempre il più dotato (in altezza) Denis. Vedo che pur volendo essere breve alla fine mi sono dilungato assai: e allora, in chiusura, segnalerò ancora un paio di flash. Il primo: al Porta a Porta di casa nostra sentono la mancanza di un ospite istituzionale (cioè un calciatore, come da consolidate tradizioni passate): lo vorrebbero i telespettatori che scrivono SMS, Cavalca che li legge dal camper e Milano che conduce dallo studio centrale (e camper bar sport 24 10 2011ovviamente pure tutti gli altri). Il secondo: le pagelle. Cervi, il quale reputa che un giornalista non possa essere in grado di giudicare tutti e 22 gli atleti, più eventuali riserve, ritiene ingenerose quelle di Paolo Grossi della Gazzetta di Parma, il quale ha elargito appena tre sufficienze (Valdes e Biabiany 6,5; Modesto 6), specie se paragonate ai voti dell’Atalanta, con una situazione quasi capovolta (4 insufficienze: Lucchini, Peluso e Bonaventura 5,5; Denis 5). Che siano pagelle risultato-dipendenti? Gabriele Majo

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