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sabato 29 ottobre 2011
IL RITIRO RITIRATO MUTA COLOMBA IN FALCO
Rispondendo ad una domanda di stadiotardini.com a proposito della ipotizzata clausura anticipata, poi non effettuata, l’allenatore, categorico, ha affermato: “Quello che viene detto dentro al nostro spogliatoio deve rimanere dentro il nostro spogliatoio. Nessuno deve permettersi, anche se fa parte del gioco di tutti, di poter riferire, o percepire o capire. Le nostre cose ce le teniamo per noi e io non ne parlo”
(gmajo) – Mutazione genetica al Centro Sportivo di Collecchio: Franco da Colomba è diventato falco. E sì, perché, la domanda di stadiotardini.com a proposito del ritiro-ritirato (il bel calembour è di gazzettadiparma.it) ha fatto perdere (in parte) l’abituale aplomb british che ha sempre contraddistinto l’attuale allenatore nella sua esperienza parmigiana. Come potete ascoltare dal video amatoriale pubblicato in precedenza (disponibile cliccando sull’apposito collegamento ipertestuale), il nostro quesito prendeva spunto dalla indiscrezione di parma.repubblica.it, secondo cui i giocatori sarebbero stati disponibili ad andare in ritiro con un giorno di anticipo, mentre l’AD Leonardi ha preferito evitarlo per non sovraccaricare le tensioni. E la domanda (Lei da che parte sta?) era posta per sapere se secondo lui sarebbe stato utile o meno la clausura anticipata che, come ricordavamo ieri, quando l’avevamo fiutata nell’aria e ne avevamo dato conto sul blog, è un provvedimento piuttosto classico dell’era Ghirardi quando le cose vanno male.
Continua all’interno, anche con la risposta di Colomba (pure sul caso Crespo)
“Non mi piace parlare di queste cose: trattandosi di riunioni che si fanno all’interno del nostro spogliatoio, a me i ‘si dice”, i ‘si vocifera’ o i “si legge” non piacciono. Io so soltanto che quello che viene detto dentro al nostro spogliatoio deve rimanere dentro il nostro spogliatoio. Nessuno deve permettersi, anche se fa parte del gioco di tutti, poter riferire, o percepire o capire. Le nostre cose ce le teniamo per noi e io non ne parlo”. Educato, ma risoluto. Da un certo punto di vista non ha neppure tutti i torti, perché una squadra forte ed unita non genera fughe di notizie (specie se
volontarie), ma a noi cronisti sta il compito di captare e di capire, porgendo con onestà ai nostri lettori il quadro della situazione. Or bene: quale segreto mai sarebbe stato violato nel rispondere sì per me il ritiro è utile, no per me il ritiro è una boiata pazzesca? Al tifoso, immagino, sarebbe potuto interessare sapere se è vero, come ha scritto, parma.repubblica.it che i giocatori (i quali di solito non amano questa privazione della libertà) sarebbero andati volentieri una sera prima in albergo, ma il clemente Direttore Generale ha pensato di non sovraccaricare l’atmosfera già piuttosto pregna di tensioni (anche se l’alterco Marques-Nwankwo, per me non c’azzecca nulla con le ultime due sconfitte che hanno fatto precipitare il Parma dal -3 dalla vetta al +3 sulla coda). Anche perché sulla Gazzetta di Parma lo scenario dipinto da Paolo Grossi era parzialmente diverso (qui, come si leggerà, i giocatori avrebbero fatto capire ai propri superiori di non aver bisogno di questo surplus per trovare la concentrazione): “A
Collecchio correva un'autorevole voce: che la società volesse far radunare la squadra con 24 ore di anticipo rispetto all'usanza in occasione delle gare casalinghe. Se questa era l'intenzione, la cosa è poi finita sotto l'uscio. Evidentemente la squadra ha certificato alla dirigenza di essere già ben consapevole della delicatezza del momento senza bisogno di forzature ma pare sia stato decisivo un confronto in prima serata tra Leonardi e il team manager Melli da cui è emersa la comune volontà di non appesantire la situazione”. In assenza di certezze e di spiegazioni ufficiali (la glasnost, per me, pur essendo un’araba fenice in questo mondo, pagherebbe sempre…) possono fioccare (ci scuserà Falco Colomba) ridde di ipotesi, di si dice, di pare, di voci. Per esempio anche quella che l’ordine iniziale fosse piovuto dal trono più alto (quello di Ghirardi), nel qual caso il capo-fabbrica Leonardi, convinto dai buoni propositi dei sottoposti, si
sarebbe assunto una certa responsabilità nei confronti del proprietario, il quale, sebbene i ritiri costino, non ha mai badato a spese pur di non avere rimpianti sull’aver fatto tutto, proprio tutto, quanto gli compete. Certo un pomeriggio intero – da dopo pranzo, fino al crepuscolo – per decidere se fare o non fare un ritiro non parrebbe indicare eccessiva fermezza. Ma torniamo all’allenatore: oltre a non aver gradito l’argomento ritiro-ritirato (quando ha terminato la conferenza, nell’uscire dalla sala, mi ha simpaticamente agitato la mano a mo’ di tò tò), si è cavato pure qualche calcolino dai reni su un altro argomento “caldo” degli ultimi giorni, alias quello di Crespo. Come potete ascoltare dal già citato filmato amatoriale, il tecnico, alla
domanda di Mattia Fontana di Eurosport (“In attacco possiamo dire che c’è un ballottaggio Pellè-Crespo, oppure c’è già una scelta?”) ha risposto così: “Io mi tengo dentro le mie decisioni fino alla fine, valuto in ultimo; ma non mi piacciono questi dualismi. Ognuno deve avere il suo ruolo, il suo posto. Io credo che se riuscirò, nel corso di questa stagione, a sfruttare tutti per quello che possono dare, io credo che sia già una bella cosa. Crespo ha tutta la mia stima, come giocatore, come uomo, come tutto, non ho problemi di nessun genere. Così come Pellè, così come Biabiany, così come Giovinco,
o Palladino quando starà al 100% e anche altri. Quindi non mi piace questo dualismo proprio creato. Secondo me non è giusto. Bisogna rispettarsi e rispettare tutti, sia gli uni che gli altri”. Per la prima volta – ed è notizia – Colomba (Falco) mi è parso meno sereno del solito: in tutta tranquillità non mi pare di aver scorto in giro antipatici dualismi tra i due pincaglioni in questione, peraltro da lui entrambi tenuti inizialmente in panchina a San Siro per dar vita ad un inedito attacco di nanetti. Non voglio farmi portavoce di altri colleghi, ma su questo blog abbiamo diffusamente sviscerato la tematica Hernan (anche perché avevamo proposto i video amatoriali della serata Panathlon con l’annunzio che al 90% questa sarà la sua ultima stagione crociata),
ma mai, dicesi mai, abbiamo dato la stura ad antipatici dualismi con Pellè del tipo di quelli di cui si è lamentato l’allenatore. E anche la domanda del collega (anche suo, visto è che è un mister…) Fontana ci pareva garbata e ci poteva stare: non ha fatto dualismi, gli ha solo chiesto chi avrebbe scelto tra i due. Se anche Psycolomba, l’equilibrio fatto persona, comincia a vedere le streghe (laddove non ci sono) non è certo un bel segnale. La medicina è una sola: il successo col Cesena che allontanerebbe, come per incanto, quelli che l’attuale guida tecnica oggi ha definito “piccole problematiche nelle quali siamo ripiombati dopo le ultime due sconfitte consecutive”. Gabriele Majo
Continua all’interno, anche con la risposta di Colomba (pure sul caso Crespo)
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4 commenti:
gabriele, una critica, a posteriori. adesso davvero sei bravissimo, illuminatissimo e illuminante, nei tuoi pezzi. metà anni '90, quando ci conoscemmo, non avevi questa scrittura così bella, queste belle intuizioni, giochi di parole. bravo, bravo, bravo
Ah si Crespo ha tutta la stima di Colomba?a me non sembra proprio,la gente non è stupida, forse il mister non sa quanto il pubblico di Parma tiene a questo giocatore, si rischia di diventare molto antipatici.
Il nervosismo di questi ultimi giorni mi preoccupa un po, vedremo domani.
Ciao Gabriele
Edoardo
Ciao Vanni, grazie per gli attuali complimenti e per la critica "postuma". Posto che evidentemente sarò come il vino buono - cioè che invecchiando miglioro - vorrei spendere una parola per quando ero meno grigio nei capelli e più grigio, secondo il tuo parere, sul foglio di carta. In realtà io penso che certe mie qualità che ora ti appaiono più evidenti ci fossero anche allora (in certi casi si nasce "imparati"), solo che avevo meno possibilità di esprimerle, non avendo allora a disposizione, come invece avviene adesso, uno strumento dove potermi esprimere liberamente. Se componi per un quotidiano non puoi lasciarti andare (a meno che tu non sia Gianni Brera o Gianni Mura - tu ti chiami Vanni quindi potresti cimentarti...) eccessivamente a considerazioni di carattere personale, aneddotti, etc. cioè tutti quegli ingredienti che arricchiscono la mia attuale produzione. In più temo che Tu, all'epoca, nel formarti un giudizio, fossi rimasto un po' condizionato dal capo servizio di un certo quotidiano nazionale - il quale prediligendo la bella scrittura (c'è chi pensa attuandola pure lui) - non ha apprezzato certi miei elaborati asciutti, essenziali di allora. Ma per raccontare delle storie, come tu sai bene, bisogna viverle, poter penetrare dentro il personaggio e farlo, ad esempio con Calisto Tanzi, per uno che non era particolarmente né introdotto né gradito dal sistema, non era facile. Tolte le quotidiane corrispondenze per Tuttosport, nelle quali non ci si poteva troppo sbizzarrire, ricordo bene qualche pezzo con i prodromi dell'attuale stile, ad esempio il racconto che mi commissionò il direttore di Parma Look (a quei tempi il magazine ufficiale del Parma AC) Giorgio Gandolfi a proposito delle peripezie di noi radiocronisti (all'epoca eravamo considerati, ed in effetti eravamo, dei pirati o giù di lì) al seguito del Parma, una sorta di sequel di una analoga composizione a quattro mani che feci col collega Gianni Barone dopo la promozione del Parma in A. Diciamo, dunque, che assieme alla maturazione, adesso ho molta più possibilità rispetto allora di esprimere il mio estro. E mi fa piacere che ciò sia apprezzato, da Te e dagli altri lettori che si sciroppano le mie lunghe articolesse. Grazie ancora. Ciao Gmajo
Ciao Edoardo, perdonami il ritardo con cui ti rispondo, ma almeno ti rispondo con il senno di poi, cioè dopo la partita vinta sul Cesena. Evidentemente il nervosismo di questi giorni non ha lasciato tracce (a parte la rumorosa assenza di Leonardi). A proposito della telenovela Crespo: egli, finalmente, è stato ieri inserito (a risultato virtualmente acquisito) da Colomba, ma con grande onestà dobbiamo riconoscere che la sua prova - con tutte le attenuanti del caso - si avvicinava più a quelle della sua prima mezza stagione crociata (poi conclusasi col portierino del Livorno che, impietositosi dopo tutti i tentativi non andati a buon fine, all'ultimo minuto dell'ultima giornata, si è scansato per consentirgli di esplodere di gioia) che non a quella passata. Io continuo a ritenere che Colomba abbia sbagliato nel non utilizzarlo quando Hernan era evidentemente al top dopo la doppietta al Grosseto. Per me avrebbe dovuto essere titolare a Torino, contro la Juve, dove la sua personalità sarebbe assai servita. Non mi trovo d'accordo, poi, con chi lo ritiene un ex, solo per via dell'anagrafe. E' vero, ieri ha lasciato alquanto a desiderare, ma Hernan da sempre esemplare per come ha saputo curare mente e fisico negli anni, secondo me ha ancora qualcosa da esprimere. Certo serve quella fiducia che così poco gli è stata concessa fino ad ora. Soprattutto quando era al top, e in quel mentre (a mio giudizio) era di tutti gli attaccanti quello che avrebbe potuto offrire alla causa un quid in più. Apprezzo il proposito di Colomba di cercare di tirare fuori il meglio da ogni componente della rosa nell'arco della stagione, ma per me, quando era il momento di ricavare il meglio da Hernan, ha fatto scelte diverse. Poi Hernan è sceso giù - non so se come il petrolio o giù di lì - e quanto se ne ricava è quanto visto ieri. Ciao e grazie per l'intervento. Gmajo
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