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giovedì 27 ottobre 2011

QUI COLLECCHIO, FINE ALLENAMENTO CALIENTE

Alterco Marques-Nwankwo (in ordine alfabetico) al termine della sessione d’allenamento mattutina
marques il giorno del ritorno a collecchio(gmajo) – Come chioserebbe la Gialappa’s “Sono cose che non vorremmo mai vedere su un campo da calcio”. E pazienza se è di allenamento. Oggi, al termine della seduta mattutina susseguente la larga sconfitta con il Milan (4-1) alcuni giornalisti, quorum ego, hanno potuto assistere (loro malgrado), a quanto stava accadendo sul manto principale del Centro Sportivo di Collecchio, nei pressi della porta più vicina alla palazzina, dopo il fischio finale, cioè la “collisione” tra Marques (nella foto di repertorio a Collecchio quando è stato riaggregato alla prima squadra dopo la non del tutto chiarita vicenda Terrassa, nda,) e Nwankwo, reciprocamente non fermatisi solo alle ingiurie verbali. Noi abbiamo menzionato per primo il caliente spagnolo, ma non è detto che la dinamica dell’incidente (al vaglio della sacra inquisizione interna), possa arrivare alla conclusione che sia stato l’inaspettato titolare di ieri sera a San Siro ad attaccare briga per primo. Noi, per non sbagliare, ci limitiamo ad enumerare i due protagonisti dell’increscioso episodio, in ordine alfabetico. Né, in realtà, ci interessa più di tanto sapere chi ha provocato l’altro e perché: quello che parrebbe certo è che questa alta tensione non andrebbe posta in correlazione con la gara di ieri sera, quanto a qualche futile ruggine maturata durante la partitella poi conclusa con quel turbolento finale.
Continua all’interno


Sono stati due senatori dello spogliatoio a cercare di portare la calma separando i compagni accaldati e portandoli via, e cioè i due freschi non convocati eccellenti, vale a dire il vice capitano Alessandro Lucarelli e il monumentale Hernan Crespo, anche se i toni si sarebbero mantenuti alti fino all’ingresso dello spogliatoio. Noi reporter eravamo lì per sentire il verbo di Francesco Valiani, il quale aveva lavorato all’interno, avendo giocato ieri sera dall’inizio e non avendo smaltito al 100% le scorie, anche per via del recente infortunio. E così si è perso il parapiglia. C’è da crederci, infatti, che non ne sapesse nulla, così come ha risposto a Michele Angella di Teleducato, quando questi gliene aveva esplicitamente chiesto durante il question time. “Non credo sia successo nulla di che conoscendo i miei compagni e poi io – ha spiegato l’esterno – non sono uscito perché abbiamo fatto un lavoro un po’ differenziato, dato che ho qualche problemino. Però non credo. Sicuramente se è successo qualcosa sarà volata qualche parola così come succede in tutte le partitelle”. In realtà non si è trattato solo di parole ma anche di fatti. Lo stesso telegiornalista, che con zelo desiderando filmare senza reti davanti il transito dei giocatori dall’uscita dal campo verso le docce, ha perso l’occasione di poter documentare quanto invece stava ancora avvenendo sul prato, e così il giudice (interno) dovrà giudicare solo sulla scorta delle testimonianze di chi ha assistito, senza avvalersi della prova televisiva. Sempre ammesso che queste prove potessero far comodo, dal momento che la presenza della telecamera dell’emittente cittadina non è stata vista di buon occhio da chi appartenendo al club credeva che il cronista-operatore avesse filmato qualcosa. Egli, infatti, è stato fatto accomodare in tutta fretta all’interno della sala conferenze, nonostante il protagonista designato della conferenza non si fosse accomodato alla cattedra. “Non sto facendo dello spionaggio”, ha detto, comunque obbedendo l’educato Angella, varcando la soglia della sala. Attenzione e protezionismo. Qualche anno fa, ai tempi del mitizzato cazzotto di Cristiano Lucarelli a Pisanu ci furono, invece, delle antipatiche fughe di notizie: stavolta, invece, il fattaccio è avvenuto lì, davanti agli occhi di tutti, e in particolare dei giornalisti Matteo Scipioni (Gazzetta di Parma), Jonathan Belletti (Radio Bruno) e appunto il sottoscritto. Michele Angella (Teleducato), aveva la scena alle spalle. Francesca De Vincenzi (Rete 8) sarebbe arrivata appena qualche attimo dopo. Tutti quanti abbiamo avuto non poche difficoltà ad identificare chi fosse il giocatore di colore venuto a collisione con Marques: in effetti le sembianze parevano quelle di “Obi”, anche se avrebbe potuto trattarsi di qualche aggregato della Primavera. Fatte scrupolose verifiche è stato battezzato appunto il numero 40. Gabriele Majo

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