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giovedì 8 dicembre 2011

BAR SPORT / IO, PER UNA VOLTA URLATORE IN UN’ARENA BISCARDIANA…

“Di solito prediligo i toni soft e non mi piace interrompere i discorsi altrui, perché mi dà fastidio quando mi interrompono, ma lunedì sera avevo Saturno contro sicché ho perso il mio tradizionale aplomb, contribuendo ad alzare il tasso della gazzarra in studio…”

cervi majo bar sport 05 12 2011(gmajo) – Chi mi conosce bene sa quanto mi piaccia l’autoreferenzialità, anche se ultimamente sto cercando di non abusarne troppo per non fare un uso personale del mezzo (che, comunque, rimane, tra l’altro, come dichiarato, il mio Diario crociato): spero così di essere perdonato dai miei censori se, recensendo l’ultima portata di Bar Sport, mi trovo a fare espliciti riferimenti proprio sulla mia prestazione televisiva di lunedì sera, anche perché piuttosto inusuale: di solito, infatti, prediligo i toni soft e non mi piace interrompere i discorsi altrui, perché mi dà fastidio quando mi interrompono, ma lunedì sera avevo Saturno contro sicché ho perso il mio tradizionale aplomb, contribuendo ad alzare il tasso della gazzarra in studio… I poveri conduttori Milano & Bertini, già tradizionalmente messi a dura prova dal turbolento trio Cervi-Frigeri-Gallerani, si sono così trovati a che fare anche con delle “abituali gatte morte” come il sottoscritto e Piovani.

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E sì, perché anche Sandrone si è un po’ infervorato nell’addurre le motivazioni per cui non si poteva essere particolarmente contenti dopo il pareggio interno con il Palermo, ed io ho iniziato a scaldarmi proprio con lui, nel replicargli che invece poteva anche andare bene così. Una difesa strenua, la mia, manco fossi l’ufficio stampa, ma sincera poiché in cuor mio temevo che i siciliani potessero essere gli ennesimi avversari rigenerati da Babbo Natale Parma. Piovani non aveva certo tutti i torti nel sostenere che bisogna saper mandare al tappeto l’avversario in difficoltà, e sia i numeri alla vigilia (zero punti, 1 solo gol segnato) sia l’andamento della prestazione dei siculi depongono in questo senso, ma nello stesso tempo, obiettavo io, cosa si poteva chiedere di più a una squadra che pur convalescente dopo una brutta influenza (la debacle di Novara e l’eliminazione in Coppa inferta dal Verona neopromosso in B), ha saputo tirar fuori la prova più convincente dal punto di vista offensivo dall’inizio della stagione (con la doppia cifra raddoppiata delle conclusioni, molte delle quali pure nello specchio)? Il Parma non è riuscito a segnare anche perché ha centrato due pali, ma c’era ben poco da dire sulla qualità della prestazione. Piovanone mi ha chiesto se ero contento. Ovviamente no, perché era senza dubbio meglio vincere, ma certo non scontento, risultato a parte, parlo di prestazione, come dopo la rimonta subita al Piola o l’encefalogramma piatto con il Verona. I moderati dello studio, Schittone su tutti, ma anche il saggio Bellè che ha sciorinato dei dotti numeri a supporto, mi pare convergessero più sulla mia tesi che non su quella del “forcaiolo” Piovani… Il secondo round lo avrei avuto, di lì a poco, con Cervi (non ricordo neppure perché…) il quale – lui ! – è riuscito a dirmi di non interromperlo ! Ma come: se c’è uno abile a dare robuste spallate agli interlocutori, facendogli perdere il filo del discorso, questo è lui, e lui, cosa fa? Capovolge l’accusa a me. E’ proprio bella… E siccome è proprio bella gli perdono quel suo quasi offensivo: “Questa la poteva dire solo Majo”. E poi perché mai “offensivo”? E’ un onore strologar fuori tesi originali e un po’ fuori dal coro. Alle volte sono pure delle provocazioni, ma hanno il merito di far riflettere, Sovente si è ripetuto nella presente stagione il concetto che il Parma è Giovinco-dipendente: ebbene io mi sono esposto al pubblico ludibrio dei telespettatori di Bar Sport sostenendo che il Parma è Gobbi-dipendente. Con buona pace dell’esuberante Cervi, infatti, il terzino sinistro – specie quando ha l’opportunità di avvalersi sulla mancina di Modesto, con il quale già lo scorso campionato fece le fortune di Colomba nelle memorabili sette partite – si è dimostrato fino a questo punto elemento essenziale per la squadra crociata, la quale aveva fatto male nelle prime giornate in cui era indisponibile, ha fatto bene non appena è ritornato nell’intelaiatura, e di nuovo ha faticato quando è mancato. Non è un caso, dunque, che al suo ritorno, contro il Palermo, la squadra, giovandosi del suo apporto, sia di nuovo guarita. Almeno, si spera, fino alla prossima prova contraria… Anche in questo caso avevo dalla mia l’elegante Schittone (debbo dire che nell’ultima puntata gli ha conteso la palma del meglio vestito lo stesso Cervi, il quale ha lasciato che fossi l’unico a sfoggiare il pullover, nell’occasione scelto di tinta verde fosforescente in segno di protesta contro la iniqua decisione di far giocare nella nebbia la gara con i siciliani; e più o meno in tinta c’erano pure i gemelli telematici Frigeri & Zagnoli, ai quali il poco elegante – per la frase, non per i capi indossati – Cervi ha chiesto in quale liquidazione avevano trovato il completo indossato), che pure ha aiutato ad esplicare meglio in concetto, che nella mia volontà – al di là della malizia della Bertini (incantevole nel suo abito natalizio) – non voleva essere un je accuse nei confronti del povero Rubin. Di solito ci si riempie sempre la bocca con i nomi altisonanti: sovente a fare le fortune degli allenatori, o dei compagni più dotati, sono proprio quei gregari che si sbattono per loro nel lavoro sporco. Il Milan di Sacchi con Gullit e Van Basten? Sì certo, ma anche di Colombo. Rientra in questa categoria, pur non essendo un mediano come Oriali, anche Graziano Pellè, protagonista in campo contro il Palermo della sua migliore prova stagionale, condita dal solita abnegazione per i compagni (alla fine sono stati contati una trentina di passaggi riusciti, computo nel quale rientrano i controlli di petto, che sono una delle sue specialità) e da conclusioni mancate per un nonnulla (o quasi). Proprio per rimarcarla il candido Colomba ci ha raccontato di averlo avvicendato con Musacci, cambio che, sommato ai ravvicinati precedenti con Santacroce e Zè Eduardo ha dato la stura ai sonori fischi del Tardini. Ovviamente la finalità era anche tattica, come poi avrebbe argomentato (anche alla ripresa) lo stesso allenatore, per infoltire quel centrocampo già fitto di uomini (avversari) e “chiuderla lì”. Anche il mancato ricorso ai panchinari, da parte del tecnico, eccezion fatta per il flash di Musacci, è stato oggetto di disputa nell’arena televisiva: da una parte questo immobilismo è stato contestato da chi pensava fosse necessario cambiare qualcosa magari per inquadrare meglio la porta (tipo Piovani) dall’altra chi tipo me sosteneva che se l’allenatore era soddisfatto del rendimento di chi aveva schierato inizialmente, e non ravvisava segni di cedimento, aveva fatto bene a non cercarsi del freddo per il letto andando a modificare un assetto che stava funzionando. Spesso faccio delle similitudini tra Guidolin e Colomba: ebbene, anche l’attuale guida tecnica dell’Udinese, quando allenava da noi, era celebre per essere il tecnico che impiegava il minor numero di uomini. La discussione su Pellè sarebbe naturalmente sfociata sull’argomento reparto offensivo del Parma in generale: gli scontenti rimarcavano che il solo a segnare (degli offensivi) è Giovinco. E’ stato proprio in questo contesto che in due occasioni ho tirato fuori un’argomentazione delle quali, forse, ho un po’ abusato nei giorni successivi anche nel rispondere ai lettori (a proposito: se questo articolo esce oggi, che è giovedì, e la trasmissione, ovviamente, è andata in onda come al solito il lunedì sera, è per due motivi: il primo è perché martedì e mercoledì abbiamo voluto privilegiare il dialogo diretto con i naviganti, che era un po’ che trascuravamo, e poi perché avevo pensato di tenere qualcosa in freezer da pubblicare in questo giorno festivo dell’Immacolata…) e cioè che esiste un vero e proprio progetto tecnico del Parma (parlando di progetto tecnico non intendo solo dell’allenatore, ma della società) che non ha casualmente scelto attaccanti che notoriamente non arrivano in doppia cifra (Pellè e Floccari), bensì volutamente, affinché potessero esaltare il principale investimento del club delle ultime stagioni, Sebastian Giovinco, il quale, se proseguirà come ha iniziato, chiuderà la stagione appunto in doppia cifra. Se Floccati, come ha detto Leonardi quando lo ha presentato, era la prima scelta dell’attacco, il progetto non poteva che essere questo, considerato anche che Pellè era stato di fatto contrattualizzato già a Gennaio 2010. Mettendola così non si può avere nulla da dire, perché il Parma, a oggi, è undecimo in classifica, e Giovinco ha segnato i gol programmati. E dubito che una società come il Parma FC – guidata da quello che è comunemente ritenuto essere il miglior dirigente sportivo italiano – faccia le cose casualmente e non progettate. Va da sé che se il progetto tecnico del Parma è proprio quello da me indicato, a gennaio non arriverà nessun altro attaccante, soprattutto di quelli col gol facile: sarebbe come un rinnegare la progettualità. Progettualità non tradita dalla risposta del campo. Sulla Gazzetta dello Sport di lunedì il titolo sull’articolo del corrispondente Piovani, che riportava il virgolettato di Ghirardi, abbinava Inzaghi al Parma: in trasmissione non ho nascosto i miei forti dubbi sull’operazione, che, qualora venisse effettuata, porterebbe l’ennesima figurina nella collezione del Ghiro (e i precedenti, C. Lucarelli su tutti, non sono incoraggianti…). Ipotizziamo poi che contestualmente vada via l’idolatrato Crespo per fargli posto, credo che non sussistano, oltre alle condizioni tecniche, neppure quelle ambientali, visto che chi va in Curva ha la memoria lunga a proposito di come si accommiatò l’allora promessa (Pastorello aveva vaticinato cinque anni prima che sarebbe stato l’attaccante del 2000) dal pubblico del Tardini. Più o meno ho tentato di dirlo in trasmissione: non so se ci sono riuscito perché quella sera – anche per colpa mia – di gazzarra ce n’era parecchia e molta gente mi ha confermato che entrando tutti i contendenti con la voce l’uno sull’altro da casa non si capiva nulla. E pure ho aggiunto che poco ho capito l’esternazione del Ghiro a proposito della eliminazione con il Verona, quando questi più o meno ha detto che è meglio avere come comprimari dei giovani affamati piuttosto che dei calciatori affermati: beh, a parte Crespo e Palladino non mi pare che gli altri avessero chissà quale pedigree… Gabriele Majo

5 commenti:

Gabriele Majo ha detto...

Comunicazione per il Sig. Gianni Ghiretti: trattandosi di richieste di carattere privato sono a Sua disposizione se mi contatterà all'indirizzo e-mail stadiotardini@stadiotardini.com

Anonimo ha detto...

Ciao Gabriele,
ho seguito il dibattito a Bar Sport e devo dirti che tutto sommato sono più d'accordo con Piovani che con te.
Mi ripeterò forse, però mi sembra che il mister non sia mai in grado di fare quella mossa in più per vincere le partite, tipo un cambio di uomini azzeccato o di modulo ogni tanto.
Non c'è da stare tanto allegri, infatti a questo punto della stagione abbiamo solo 1 punto in più dell'esecrabile Marino.
Tu obietterai che la squadra era convalescente, ma questo è un limite che si trascina da tempo.
Un'altra cosa che non mi piace è la pessima gestione delle seconde linee.
Nel corso della stagione a causa infortuni, squalifiche e cali di forma non puoi giocare con solo 13/14 calciatori.
D'accordo che la squadra deve avere una ossatura ben precisa, ma è proprio in questa ossatura che devi alternare con criterio le seconde linee, integrandole a piccole dosi e non mandandole allo sbaraglio come a San Siro o come in coppa Italia schierandone 9 su 11.
Si potrebbe obiettare che hanno avuto la loro occasione in Coppa Italia e l'hanno miseramente fallita.Vero.
É anche vero però che non si può pretendere molto di più da giocatori che non giocano mai, primo perché chiunque, indipendemente del tasso tecnico, ha bisogno di entrare in forma ed acquistare il ritmo partita, poi pesa anche, e non poco, la demotivazione dopo essersi resi conto che di spazio non ne avrebbero avuto comunque.
Per quanto riguarda la sterilità offensiva, potrebbe essere fondato il tuo teorema, ovvero la scelta di avere delle punte di “appoggio” per creare spazi e valorizzare Giovinco come golador.
Avrebbe un senso anche in una ottica di futuro calciomercato.
Ma non ci credo troppo. Per come la vedo io si è cercato fino all'ultimo di prendere Amauri e poi si è ripiegato su Floccari facendo di necessità virtù.
Pellé è stato preso solo perchè era a parametro zero e avrebbe potuto essere un buon affare.
Il mercato di Gennaio chiarirà le idee : se dovesse arrivare, come si legge sempre più insistentemente per esempio Inzaghi, il tuo teorema crollerebbe come un castello di carta.
A proposito, non so come commentare l'eventuale arrivo di un calciatore di 38 anni, che viene da un infortunio pesantissimo e che non gioca da un anno e mezzo. Niente da dire sul suo passato glorioso, ma appunto...passato. Siamo su scherzi a parte ?
E arriviamo così al capitolo più doloroso, Crespo.
Per come la vedo io, comunque vada, a gennaio se ne andrà.
Dopo questo campionato mediocre tra un anno o due nessuno si ricorderà più di Colomba, rimarrà forse un fievole ricordo della salvezza miracolosa.
Personalmente me ne ricorderò come l'allenatore che non ha dato la possibilità a Hernan di arrivare allo storico traguardo dei 100 goals con la maglia del Parma ( nessun altro calciatore ci arriverà mai più ).

Febbredacalcio

Gabriele Majo ha detto...

Ciao Febbre, comincio dalla fine e cioè da Crespo. Secondo me Tu - come gran parte dei tifosi crociati - sei romanticamente legata a quello che è stato indubbiamente un simbolo del Parma, ma, ahinoi e ahilui, il tempo passa per tutti, sicché si tratta di arrivare a farsene una ragione, perché se abbiamo dubbi su Inzaghi per par condicio dobbiamo averli anche su Hernan. Oggi giorno, rassegnamoci, alla causa sembra non essere più utile e, come già ho scritto altre volti, questa viene ad essere una sconfitta un po' di tutte le componenti - tecnico, calciatore e società - in quanto, a mio avviso, c'è un concorso di colpe. Il club avrebbe dovuto essere chiaro con lui nelle regole di ingaggio e con glasnot comunicarlo alla tifoseria; l'allenatore avrebbe dovuto tenerlo in debita considerazione nel momento del suo massimo splendore (spreco ancor più grave perché un giocatore anzianotto o lo sfrutti quando sta bene o lo perdi) che a mio modesto avviso corrispondeva con l'inizio della stagione (quando Floccari era ben lontano da uno stato di forma accettabile) e il giocatore avrebbe dovuto essere non solo a parole ma nei fatti essere al servizio di questa squadra accettando di buon grado le scelte, anche se ingiuste, del suo caposquadra (alias Colomba) e non far bizze da primadonna o peggio ancora uscite autogol come quella di manifestare con troppo anticipo sulla fine della stagione la sua volontà di andare a giochicchiare altrove, di fatto confessando bellamente a chi giuà aveva dubbi su di lui che è un ex giocatore. Mi risulta che anche i suoi compagni abbiano poco apprezzato questa situazione e chi segue più di me gli allenamenti - e pur non essendo esattamente dei fervidori sostenitori di Colomba, mi garantiscono che anche durante i training Crespo è un lontano parente di quello che era. Del resto le recenti prove sul campo lo hanno dimostrato ampiamente. Io non lo avrei preso due inverni fa: del resto quel mezzo campionato fu disastroso. Lo scorso anno fu commovente quando prese per mano una squadra che senza i suoi gol tra novembre e dicembre avrebbe potuto avere guai ancora più seri mettendo a rischio seriamente la categoria. Quest'anno, però, mi ricorda terribilmente il primo: anch'io ho invocato, inizialmente, il suo impiego. Ma ormai i buoi sono scappati. E continuare a richiederlo - a danno di chi gioca, alias Pellè o Floccari - diventa controproducente alla causa principale, alias il Parma. Perché la salvezza vale centomila volte più dei 100 gol di Crespo che tra due anni non se li ricorda più nessuno. Viceversa la salvezza di Colomba, perché quello è un valore collettivo. Il vezzo dei 100 gol non è così fondamentale. O per lo meno capisco l'allenatore che non può inseguire questi interessi personali, a danno del collettivo di cui egli è il primo responsabile. Va da sè che tu, essendo schierata con Crespo, ti poni in contrapposizione con Colomba e secondo me questo è un modo fallace di ragionare. Io non sono favorevole al "o sei con me o sei contro di me" o al "muro contro muro". Cerco di essere il più razionale possibile nelle mie analisi, fatte non perché simpatizzo per l'uno o per l'altro. (Continua)

Gabriele Majo ha detto...

(Continua risposta a Febbredacalcio)

Colomba, che mi può anche garbare come persona, e non l'ho mai nascosto, ha sbagliato a non utilizzare Crespo ad inizio stagione: e non ho esitato a scriverlo nonostante la simpatia che provo per lui. Adesso, però, fa bene, perché Hernan in questo momento non è nella possibilità di fare la differenza in positivo. E continuare ad osannarlo a discapito degli altri può essere controproducente.
Il teorema delle punte "non goleador"al servizio di Giovinco: io non so se la Società abbia programmato o meno in questo modo, perché nessuno me lo ha spiegato. Ho cercato solo di dare una logica ad una serie di elementi messi in fila. Incluso l'ostracismo a Crespo, che potrebbe essere giustificato dal famoso progetto tecnico di cui sto parlando, che appunto prevede due attaccanti generosi a totale servizio del maggior investimento fatto, alias Giovinco. Probabilmente, però, potresti avere ragione anche tu, se davvero, come tu ipotizzi (io ho il dovere di prestar fede alle parole di Leonardi, che sostiene il contrario) Floccari è una seconda scelta e non una prima. Concordo pienamente con te sul fatto che il mercato di gennaio ci possa offrire una chieva interpretativa: perché se dovesse mutare la filosofia, con l'arrivo di un attaccante da doppia cifra, allora cambierebbe lo scenario e il mio teorema potrebbe cadrebbe come un castello di carte.
Sulla mia disputa con Piovani dico solo che reputavo assurdo mostrare una durezza di giudizio del genere a fronte di una prestazione più che positiva del Parma, incluso il numero delle conlusioni verso lo specchio avversario e non concretizzatesi per i legni, o le parate del portiere o per un nonnulla. Asprezze del genere ci stavano bene dopo Novara o Verona, non certo dopo aver pareggiato - un pareggio assai stretto - con il Palermo. Nel tracciare giudizi bisogna essere equilibrati: dopo l'Udinese Colomba era un erore, dopo Novara un coj... E poi, scusami se Te lo dico, tu, nei confronti del tecnico, non sei per nulla obiettiva. Proprio, magari, perché ha osato profanare il simulacro del Tuo Crespo. Il solo punto che ha, al momento, su Marino, non vuol dire niente, dal momento che i campionati non sono equipollenti: oggi il Parma è 11°, allora 14°, la storia cambia un po'... E non è vero che non fa mosse che incidono sul risultato: vedi il passaggio alla difesa a tre con l'Udinese. Sull'impiego degli uomini, poi, io non trovo accuse da muovergli: lui ha utilizzato ben di più di quei 12-13 giocatori che gli attribuiamo. In campo più di 11 titolari e 3 riserve non ci vanno: e lui fa bene a schierare quelli che gli offrono un maggiore affidamento. Del resto come fa qualsiasi allenatore al mondo. Ciao Gmajo

Anonimo ha detto...

Buongirono Gabriele,
è evidente anche per una tifosa di parte e poco obiettiva come me, che la salvezza del Parma e il suo bene siano più importanti del vezzoso record dei 100 goal.
Infatti ho scritto che “personalmente” questo sarà il ricordo che avrò di questo allenatore.
Rimane il fatto, e su questo credo che siamo d'accordo, che avrebbe dovuto schierare Crespo a inizio stagione quando era in forma e che magari qualche goal in più ci avrebbe fatto sicuramente comodo.
Non è detto che li avrebbe segnati, ma il suo apporto “morale”, il suo senso di attaccamento alla maglia ( allora ) e la sua grinta sarebbero stati utili alla causa.
Oramai è irrimediabilmente tardi, è fuori forma fisica e cosa più importante anche mentale.
(a proposito mi sembra molto politico il suo allenamento a parte di ieri )
Decisamente qualcosa si è rotto e rimane il grande rammarico per come “l'idillio” stia finendo in modo così amaro, e credo per sempre.
Per come sta andando non vedo come, neanche in futuro, ci possa essere spazio per un ruolo all'interno della società. Peccato.
Sulle cosiddette asprezze di Piovani, non è che voglia fare il suo difensore, non ne ha di certo bisogno, io le ho interpretate come riferite in generale alle prestazioni della squadra e non in particolare all'ultima partita.
Un solo cambio tattico fatto in tutta la stagione, contro l'Udinese, mi sembra sinceramente un po' pochino.
Chiudo sulla posizione in classifica : sul fatto che siamo 11° invece che 14° bisogna considerare che sono alle nostre spalle formazioni che di solito ci sono davanti, vedi l'Inter, evento più unico che raro.
Non è mia intenzione fare polemiche su questo, l'attuale posizione sebbene non entusiasmante, ci permette comunque di stare un po' più tranquilli e sperare in una salvezza meno sofferta dell'anno scorso.
Mi accontento, ma da qui a dire che questo scateni l'entusiasmo dei tifosi così tanto invocato, ce ne passa un bel po'.

Febbredacalcio