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sabato 10 dicembre 2011

GROSSI E L’ATTACCO DEL PARMA, INTERVISTA IMMAGINARIA

Sulla Gazzetta di Parma di stamani la prima firma in un suo articolo risponde alle domande che avremmo voluto fargli, ma che per indole riservata aveva declinato

grossi gdp 10 12 2011(gmajo) – Mercoledì 7 dicembre, in sala stampa a Collecchio, era di scena Graziano Pellè, ultimamente oggetto di discussione – assieme agli altri centravanti del Parma – per non aver ancora segnato un gol, a cinque giornate dal termine del girone d’andata. Sia a Bar Sport  che su stadiotardini.com  ho cercato di farne fare una ragione ad addetti ai lavori e ai tifosi teorizzando l’esistenza di un preciso progetto tecnico del Parma teso a valorizzare Giovinco – principale investimento di Ghirardi delle ultime due stagioni – la cui verve (anche) realizzatrice verrebbe stimolata dal gioco sporco o generoso del partner fisicamente più dotato schierato a lui appaiato. Si capirebbe così la precisa volontà della società di mettere a disposizione dell’allenatore due prime punte più avvezze al sacrificio che non al personale raggiungimento della doppia cifra, come Pellè, già “prenotato” a gennaio 2010 e Floccari, a detta di Leonardi la prima scelta del mercato estivo, pur essendo arrivato al termine della campagna. Proprio mercoledì, dopo aver disquisito di questo tema con Pellè, avrei voluto fare altrettanto con Paolo Grossi, prima firma della Gazzetta di Parma, il quale, però, per indole riservata, nonostante agli albori della sua luminosa carriera fosse un mezzobusto di Tv Parma, ama poco la ribalta mediatica, sicché ha preferito educatamente declinare la mia proposta. Stamani, però, leggendo la pagina sportiva del quotidiano locale ho letto di fatto le risposte alle domande che gli avrei voluto fare, e così ho pensato di rimediare con una classica intervista immaginaria

Continua la lettura all’interno con l’intervista immaginaria a Paolo Grossi

Paolo Grossi, i tre centravanti del Parma hanno segnato zero gol in 14 partite…

“E' un dato che fa riflettere, per non dire altro. Graziano Pellè è sceso in campo nove volte, per un totale di 639 minuti. Sergio Floccari sette volte e 403 minuti. Hernan Crespo vanta quattro presenze per totali 61 minuti. Tutti insieme, appunto, in ben 1.103 minuti non hanno messo assieme un gol che sia uno. Detto questo, si può obiettare che mentre Crespo i gol li ha sempre fatti, ma ha anche una carta d'identità di un certo tipo, Pellè e Floccari non sono mai stati bomber di razza. Floccari in carriera è andato due volte in doppia cifra nelle reti realizzate: nel 2004 a Rimini, in C1 (10), e nel 2009 nell'Atalanta, in serie A (12). Pellè solo una volta ha fatto 10 gol, nel 2006-2007 a Cesena, in serie B”.

Un'altra possibile obiezione è che sia Floccari che Pellè, sia pur in modi diversi, sono propensi alla manovra, a giocare per la squadra e a favorire il compagno di reparto, nella fattispecie Giovinco…

“E' un po' quello che si diceva di Corradi, il quale aveva fatto le fortune di Marazzina al Chievo e Claudio Lopez alla Lazio. Tutto vero, tutto giusto. L'anno scorso però il Parma si è salvato grazie anche alle zampate (e a volte alle testate) di Amauri, un altro centravanti che per diverse stagioni è sembrato avere poco feeling con il gol, ma che poi ha scoperto una buona vena realizzativa e, per qualche mese, l'ha messa al servizio del Parma. Insomma, un centravanti che non segna è un'anomalia e come tale va considerato, perché, paradossalmente, se bastasse essere manovrieri per occupare la posizione, potrebbero candidarsi anche centrocampisti e magari pure qualche difensore dai piedi discreti”.

Ai tifosi che sognano l’arrivo di un centravanti prolifico al mercato invernale replico dicendo: E Floccari, che finalmente sta per essere a disposizione, lo mandiamo in panchina?

“Per quanto riguarda Floccari va anche detto che a Parma l'abbiamo visto in condizioni fisiche discrete solo in due partite, perché poi s'è fermato per infortunio. Ora ha recuperato, da dieci giorni ormai si allena con il gruppo e a Cagliari dovrebbe essere convocato e andare in panchina. Anche perché, guarda caso, ieri hanno svolto un lavoro differenziato Crespo e Marques, due che così finiranno per smarcarsi dalle convocazioni per la trasferta sarda. Un Floccari che sta meglio, con più tempra fisica e autostima potrebbe farsi trovare più spesso e più lucido sotto porta. In fondo, se si arriva al giro di boa con 22-23 punti, com'è ampiamente possibile, e se Giovinco vorrà conquistarsi un posto agli Europei a suon di gol, e anche questo è possibile, nel girone di ritorno al centravanti crociato di turno potrebbe bastare un bottino di 6-7 reti per lasciare un segno importante”.

Il presidente Ghirardi, notoriamente grande amico di Superpippo Inzaghi, non ha nascosto, anche recentemente, il suo desiderio di vederlo concludere la carriera con la maglia del Parma…

“Non è detto che le considerazioni fatte prima debbano fare da viatico al tentativo di ingaggiare Inzaghi. E' vero infatti che ogni tanto un allenatore, una squadra, una società o una tifoseria possono sospirare di desiderio al pensiero di un centravanti che di riffa o di raffa ti risolve qualche partita, magari anche quando non meriteresti di vincere. E' anche vero però che se non trovi posto in squadra a Crespo con le motivazioni dell'età, fai poi fatica a schierare titolare Inzaghi”.

Per me Colomba ha avuto il torto di non schierare Crespo ad inizio stagione, quando mi sembrava stesse decisamente meglio rispetto agli altri compagni di reparto, ed aveva grande entusiasmo, specie dopo la doppietta al Grosseto in Coppa Italia che lo avvicinava al traguardo dei 100 gol con la maglia del Parma. Ora, invece, sono dell’avviso che il tecnico faccia bene a tenerlo fuori, poiché il suo magic moment (anche per colpa sua) è passato…

“Siccome Colomba allena tutti i giorni i suoi giocatori, non è autolesionista e sa di calcio più di tutti noi, bisogna accettare che in questo momento l'argentino non si faccia preferire ai colleghi. Ma è chiaro che l'idillio col Parma è agli sgoccioli…”.

(Intervista immaginaria di Gabriele Majo a Paolo Grossi, le cui risposte sono tratte dall’articolo a sua firma pubblicato oggi, sabato 10 dicembre 2011, dalla Gazzetta di Parma)

13 commenti:

Parmigiano ha detto...

Buongiorno Majo, ne approfitto del cenno che lei ha fatto tra parentesi nella sua intervista immaginaria per chiederle lumi riguardo alla colpa che Crespo avrebbe per aver perso il suo magic moment. Di cosa si tratta? Grazie mille, Parmigiano.

Gabriele Majo ha detto...

Buongiorno Parmigiano: c'è stato un piccolo misunderstanding tra noi a proposito dell'attribuzione del mio inciso ("anche per colpa sua") che lei pensava fosse attribuito a Crespo, mentre io alludevo a Colomba. In realtà le colpe, come ho avuto modo di scrivere in un commento a risposta mi pare di febbredacalcio, ma anche di altri intervenuti in questi giorni sul tema sono multiple, cioè di società tecnico e giocatore. In particolare quest'ultimo a mio avviso, dopo aver capito di non rientrare nei piani dell'allenatore ha pensato più a se stesso, al suo futuro, al giochicchiare all'estero (magari spuntando un ricco ingaggio) che non concentrarsi negli allenamenti per convincere l'allenatore che si stava sbagliando. Anche certi atteggiamenti con i compagni, stando a quanto riferitomi da alcuni autorevoli colleghi più informati di me di robe da spogliatoio, non sarebbero stati graditi da loro e, a dire, di costoro, lo si vede bene in allenamento laddove non gli passano il pallone. Io, ripeto per l'ennesima volta, fossi stato in Colomba lo avrei utilizzato durante il magic moment e non averlo fatto è indubbiamente una colpa del mister. Ma non solo sua, perché qualora si fosse uniformato a quello che io ho inteso essere il "progetto tecnico tecnico della Società" (centravanti al servizio della star Giovinco) avrebbe anche dei correi, coloro, cioè, che tale progetto avrebbero disegnato, perseguito e concretizzato. Certo l'aver tenuto Crespo solo per immagine è un controsenso: se decidi di tenerlo devi anche far sì che l'allenatore possa puntare su di lui. Ed è naturale che questi lo debba fare quando il giocatore è all'apice della forma e dell'entusiasmo. Colomba non lo ha fatto e secondo me ha sbagliato. Ma il giocatore a perdersi così come si è perso non rende per primo giustizia al proprio nome, al proprio passato e a quella città di cui quando parla gli vengono le lacrime agli occhi. Cordialmente Gmajo

Parmigiano ha detto...

Grazie Majo per la sua precisazione. In effetti le dichiarazioni di Crespo relative al suo futuro lontano da Parma sono sembrate anche a me un autogol e per quanto riguarda gli attriti nello spigliatoio coi compagni non ne ero a conoscenza, ma certamente avranno delle spiegazioni chiare a dirigenti, tecnico e giocatori. A proposito di questo dibattito vorrei ricordare come alla fine dello scorso anno Ghirardi offrì a Crespo subito un ruolo da dirigente che peró lui rifiutó per non appendere le scarpe al chiodo. Ho sempre reputato questa una mossa sbagliata, da una parte perché in un periodo di crisi come questa una scelta del genere é a dir poco irresponsabile, dall'altra perché rifiutare quella proposta non é stato certamente lungimirante per chi ambisce a collaborare in una società di calcio, dove il rispettare le direttive della presidenza é un imperativo categorico. Dispiace constatare che i calciatori vivano in un mondo privilegiato lontano da quello di chi fatica e si sacrifica e che anche chi é da molti considerato un grande campione non fa eccezione. Per questo metto volentieri la mia voce fuori dal coro nell'affermare che il Parma puó benissimo fare a meno di Crespo, come giocatore e come dirigente, ora e in futuri. Un cordiale saluto, Parmigiano.

Anonimo ha detto...

Sig.Parmigiano,
posso concederle che le esternazioni di Crespo siano state fuori luogo, ma ammesso e non concesso che ci siano stati degli attriti negli spogliatoi, io non essendo stata presente non potrei dire come si sono svolte le cose e da cosa sono stati generati. Lei era forse presente ?
Sul rinnovo del contratto poi, se Crespo riteneva di poter giocare ancora, ritengo che avesse tutti i diritti di rifiutare un ruolo da dirigente.
Sarebbe toccato alla società semmai non accettarlo.
Definire questa sua scelta a dir poco irresponsabile, oltreché offensivo nei suoi confronti, mi sembra solo frutto del più becero populismo:
non lo scopriamo di certo oggi che i calciatori ( come del resto gli attori, le top model, le rock-star, etc...) facciano parte di un mondo dorato che non ha niente a che fare con la vita reale, o perlomeno con gli stipendi del mondo reale.
Ci sarebbe certo da discutere a lungo sugli emolumenti dei calciatori, ma questa è un'altra storia che non può essere liquidata semplicemente con il suo giudizio tranchant.

Febbredacalcio

Anonimo ha detto...

sarà un parmigiano juventino...

firmato: odio e disprezzo eterno per i gobbi (soprattutto se parmigiani)

Parmigiano ha detto...

Gent. Sig.ra Febbredacalcio, nel mio commento intendevo, questa volta come sempre, esprimere un ragionamento il piú possibile libero da quel becero populismo che lei tanto (e giustamente) aborrisce. Nel nostro caso infatti é populista proprio chi, come lei, si aspetta che Colomba schieri Crespo solo e unicamente perché invocato dai tifosi. Il significato della parola "populista" (benché il suo ambito piú pertinente sia quello politico) é infatti la tendenza a idealizzare il mondo popolare come detentore di valori positivi. Io credo invece che la vicenda Crespo vada letta con maggior spirito critico e penso che sia condita da parecchio egocentrismo da parte sua (vedi l'ambizione ad entrare nella storia del Parma segnando 100 gol) e poco spirito di servizio per la squadra (che avrebbe potuto aiutare concretamente ed efficacemente diventando un dirigente). Non bisogna dimenticare inoltre che, di fatto, il sig. Crespo ha rifiutato un lavoro a tempo indeterminato per il prolungamento di un contratto precario (d'oro certamente ma pur sempre precario) e questo in un periodo di drammatica congiuntura come la nostra ai miei occhi si spiega solo con una parola: irresponsabilità. Non so lei ma nel mio piccolo il poter contare su un lavoro fisso vuol dire garantire serenità alla propria famiglia. Dispiace prendere atto che queste semplici considerazioni valgano per ogni comune mortale e non per Crespo, che viene difeso a spada tratta da chi evidentemente lo considera figura sovraumana. Sono certo peró che queste argomentazioni siano state fatte prima di tutto da Ghirardi, che é un sano pragmatico, che conosce il valore del lavoro e che non puó accettare nel suo staff una personalità come quella di Crespo: per questo ho definito anche poco lungimirante la sua scelta di rifiutare l'incarico di dirigente la passata stagione. Salutandola cordialmente le auguro una domenica ricca di soddisfazioni (anche) sportive. Buona domenica, Parmigiano. PS al Sig. supponente (che é convinto che io sia juventino) e che semina odio e disprezzo non spenderó una parola di risposta se non altro preché é talmente pusillanime da nascondersi nell'anonimato.

Gabriele Majo ha detto...

Non fomento ulteriormente la diatriba in corso tra due colonne portanti di stadiotardini,com come febbredacalcio e parmigiano, ma posto solo una dovuta precisazione. Io non ho parlato di screzi o diatribe o attriti di spogliatoio tra Crespo e compagni. Ho solo riportato una indiscrezione di colleghi più in confidenza di me con alcuni giocatori o che comunque assistono agli allenamenti, la cui convinzione è che per qualche atteggiamento Hernan sia un po' caduto nella loro considerazione, tant'è che non gli passerebbero il pallone durante le sedute. E' chiaro anche che Hernan, dall'alto della sua invidiabile carriera e dell'amore sconfinato che Parma ha per lui, possa risultare un po' scomodo per chi non può vantare cotante referenze. Il feeling avrebbe potuto essere ottimale qualora l'Highlander si fosse dimostrato anche nei fatti quello che in teoria è. Ma, essendo anche lui un mortale, potrebbe essere incappato in qualche errore di atteggiamento. Per me, ad esempio, è stato un autogol l'annuncio di voler andare a giochicchiare (la prossima stagione) all'estero. Ma anche non aver preso parte alla festa di un club a lui dedicato probabilmente non è stato il massimo. Così come uno, in campo, può accettare di essere "comandato a bacchetta" da un leader amato, meno se sopportato. Insomma, non è che sia successo chissà che cosa, ma probabilmente è un po' evaporato il feeling. Io, poi, penso che anche il continuo acclamarlo a discapito di altri possa aver condizionato non poco gli umori dello stanzone. Con tutto quello che Crespo può avere rappresentato per il Parma è assurdo reclamare che giochi a prescindere. Adesso. Qualche mese fa il discorso, probabilmente, era diverso. Io non ho trovato giusto, quando ancora Floccari faticava ad esprimersi, che venisse fischiato all'atto della sostituzione e parimenti acclamato Hernan. In questo modo si contribuisce a creare antipatici dualismi o rotture certo non positivi per l'ambiente e dunque per il bene superiore che è il Parma. A Parmigiano, poi, dico che secondo me fila poco il suo ragionamento su Crespo che ha rifiutato un ruolo da dirigente e dunque un contratto a tempo indeterminato. Intanto perché Ghirardi, di cui Le lascio ogni piena convinzione sul suo sano pragmatismo, non sigla mai accordi di quella natura, ma con scadenze ravvicinate ed eventuali rinnovi. E poi perché il paragone con gli essere umani che vivono la vita di tutti i giorni non sta in piedi. Crespo non è stato un irresponsabile: semmai ha fatto due conticini. E da dirigente avrebbe guadagnato decisamente meno rispetto allo status di calciatore. Al di là della difficoltà a smettere di indossare "mutande" per dare due calci al pallone, ci sono anche "concrete" ragioni di portafoglio. Non a caso è attratto da certi paradisi dove, se vai a giochicchiare, ti ricoprono d'oro. Cordialmente Gmajo

Anonimo ha detto...

concordo con la sua risposta a parmigiano caro Majo..

a proposito di parmigiano...pusillanime non lo sono, anzi forse ho pure qualche anno più di Lei..di sicuro però spero di averli questi anni in più, altrimenti caro parmigiano, dovrebbe seriamente preoccuparsi delle sciocchezze (ad essere buoni) che scrive.

un consiglio spassionato: invece di sparare sentenze sugli altri, nel caso specifico crespo, si informi prima e poi magari occuperà queste colonne con il suo becero populismo

ah un'ultima cosa: che ghirardi sia dotato di pragmatismo è una cosa che solo a pensarla fa ridere..o lei è ghirardi o qualche lacchè..

buona domenica e forza parma

l'antigobbo di cui sopra (spero che verrà pubblicato, visto che Lei Majo, ogni tanto cancella ;) )

Gabriele Majo ha detto...

Salve anti-gobbo, o anti-parmigiano (parmigiano nell'accezione del nostro lettore): quelle rare volte che a malincuore e controvoglia mi trovo nella spiacevole condizione di non pubblicare qualche commento postato è quando reputo che tale scritto non arrechi un contributo costruttivo al dialogo in corso, o è meramente ripetitivo, o contiene offese o polemiche strumentali e tendenziose. Mi spiace se qualche volta Le è toccato di essere vittima del filtro, ma evidentemente è incorso in una o più delle condizioni di cui sopra. Ricordiamoci che la nostra libertà termina dove inizia quella degli altri ed il rispetto delle opinioni altrui, sia pure diverse dalle nostre, hanno pari dignità e diritto di esistere e di essere esposte. Poi si può controbattere, ma sempre con educazione, e senza cadere nelle offese gratuite, come ad esempio ha fatto Lei con parmigiano. Poi che parmigiano a proposito di Crespo possa aver detto delle corbellerie ci può anche stare, ma non è necessario essere gobbi per dirle. Sull'età sua e di parmigiano non vorrei disquisire, ma mi sa che quest'ultimo non sia così giovane come lei pensa. Ma anche questo è un dettaglio da poco. Cordialmente gmajo

Parmigiano ha detto...

Grazie Direttore per la difesa ma soprattutto per avermi definito colonna portante del sito: non merito certamente tale considerazione anche perché la vera colonna portante di Stadiotardini.com é lei. Nella mia accusa a Crespo non volevo certamente mettere in discussione la sua professionalità né il suo spessore come uomo e come campione ma intendevo solamente farne vedere un aspetto criticabile per farlo scendere da quel piedistallo intoccabile dove molti tifosi lo hanno messo. Nelle critiche a Colomba da parte di costoro infatti si legge un certo scandalo nell'aver scartato il loro idolo e questo certamente non aiuta la squadra: una tifoseria ostile all'allenatore finisce alla lunga per condizionare l'ambiente con risultati controproducenti. Non dimentichiamoci mai quanto importante sia il fattore psicologico nello sport, specialmente quando le pressioni sono enormi come nel calcio. Per questo vorrei che tutti i tifosi che sistematicamente criticano Colomba in difesa di un personaggio del passato come é ormai Crespo la smettano una volta per tutte e nel mio piccolo cerco di remare contro questa corrente, anche se so già che é una battaglia persa e che le critiche continueranno inesorabili. Spero soltanto che queste non compromettano il raggiungimento del traguardo del Parma che, grazie al pareggio di Cagliari, oggi é un po' piú vicino. Detto questo non pretendo di difendere a spada tratta il mio pensiero e il fatto che lei abbia definito corbellerie le mie ultime considerazioni mi fa mettere in discussione il mio percorso logico: infatti é grazie al dialogo costruttivo che ho con lei e con altri amici come Febbredacalcio sul suo sito che mi é possibile correggere i miei errori, non certamente ricevendo insulti da chi pretende di essere saggio solo perché anziano. Cordialmente, Parmigiano.

Parmigiano ha detto...

Egr. Majo, chiuso il capitolo polemico vorrei aggiungere un'appendice al dibattito su Crespo, frutto di un'ulteriore riflessione stimolata dalla domanda se siano corbellerie o no le mie accuse nei suoi confronti. La sua obiezione relativa al fatto che Ghirardi non stipula mai contratti a tempo indeterminato per i suoi collaboratori e che comunque il loro stipendio é di gran lunga inferiore a quello dei calciatori non mi ha fatto cambiare sostanzialmente idea. Quando parlavo di lavoro a tempo indeterminato versus lavoro precario non mi riferivo infatti alla mera formula contrattuale, ma alle prospettive professionali che si sarebbero aperte concretamente per Crespo. Ormai la sua carriera come calciatore é agli sgoccioli e per lui é arrivato il tempo di scegliere cosa fare da grande. Se avesse accettato di entrare subito nel quadro dirigenziale del Parma avrebbe avuto una poderosa opportunità, quella cioé di imparare un nuovo lavoro e la sua popolarità sarebbe ulteriormente aumentata tra i parmigiani. Una volta inserito nell'ambiente sarebbe poi stato difficile per lui incappare in un licenziamento, a meno di sue gravi negligenze, anche grazie a quell'incremento di popolarità che sarebbe stata la migliore garanzia da una parte per consolidare il suo ruolo dirigenziale, dall'altra per migliorare il feeling tra tifoseria e società non sempre idilliaco. Purtroppo il suo rifiuto ha creato una situazione di difficile gestione che ha portato a quel deterioramento dei rapporti ormai sotto gli occhi di tutti che evolverà probabilmente in un suo trasferimento a gennaio. Arrivati a questo punto credo che sarà molto difficile anche in futuro rivedere Crespo a Parma in veste di dirigente, almeno finché ci sarà Ghirardi come presidente. Dispiace perché Crespo con il suo rifiuto ha fatto perdere un'ottima opportunità per tutti. Alcuni peró nella vita scelgono in base a conticini e a concrete ragioni del portafoglio che pagano bene solo nell'immediato e altri hanno la capacità di scrutare l'orizzonte, investendo nel futuro e gettando le basi per un guadagno duraturo a lungo termine e non solo dal punto di vista economico. Mi rendo perfettamente conto che ognuno ragiona in base al patrimonio culturale in suo possesso e non si puó certo pretendere che chi ha passato la vita a rincorrere il pallone in mutande abbia lo stesso approccio alla vita di chi invece ha forgiato la propria forma mentis sui libri per lunghi anni: a ognuno il suo. Saranno queste sicuramente considerazioni opinabili e impopolari ma continuo a reputare che una promettente carriera dirigenziale a Parma sia migliore dell'impiego di andare a giochicchiare al pallone chissà dove e per chissà quanto tempo. In ultimo, ma non per importanza, anche per garantire stabilità e serenità alla propria famiglia. Con immutata stima, Parmigiano.

Gabriele Majo ha detto...

Buongiorno Parmigiano. Sulla questione Crespo, come ho ampiamente scritto in passato, hanno, a mio modesto avviso, precise responsabilità la società, l'allenatore e lo stesso calciatore. A quest'ultimo, tuttavia, io non mi sento di addebitare colpe per la decisione, presa in estate, di voler continuare a giocare, piuttosto che divenire subito, come avrebbe preferito il GhiLeo, più Leo che Ghi - un dirigente. Lo scorso anno Crespo, con i suoi gol (inaspettati, specie dopo la pessima mezza stagione precedente), contribuì alla salvezza del Parma, prima ancora dell'arrivo del Salvatore Colomba. Una riconferma da giocatore la meritava pienamente, in considerazione anche del fatto che, fino a qualche mese fa, si allenava con voglia, abnegazione ed entusiasmo, senza sentire la fatica, ed il fisico, ad onta della carta di identità, reggeva, anche grazie al fatto che in carriera si è sempre saputo gestire e preparare per bene, senza vizi e stravizi. Per me era giusto offrirgli la possibilità di giocare ancora con l'amata casacca crociata. Se la dirigenza non la pensava così avrebbe dovuto avere gli attributi, allora, di prendere la decisione impopolare di non rinnovargli il contratto scaduto. Se glielo rinnovi, poi, è giusto che fai capire all'allenatore che deve puntare (anche) su di lui. Crespo non è andato da Ghirardi puntandogli la pistola alla gola: o mi fai il contratto o sparo. E dico Ghirardi, perché per quanto ne so sarebbe stato lui a farsi convincere, mentre Leonardi sarebbe stato più per il no. Né la decisione di Crespo di voler continuare a giocare ha creato quei dissapori, che Lei immagina ci siano stati, caro Parmigiano, come fosse stato un gran rifiuto. Crespo non ha sbattuto la porta. Ha espresso un desiderio e magnanimamente il Ghiro lo ha accontentato. Crespo, in estate, vedendo che non arrivava nessun calciatore dal pedigrèe importante, immagino avesse accarezzato l'idea di partire titolare o che avesse un po' più di opportunità rispetto a quelle che Colomba gli ha poi riservato, rinunziando al suo apporto proprio nel suo momento migliore. Poi, evidentemente, quando ha visto che l'allenatore faceva altre valutazioni che prescindeva dal suo apporto, probabilmente si è smontato e ha iniziato ad avere atteggiamenti poco consoni ad uno sport di squadra (e non individuale) financo arrivare all'uscita sul desiderio di andare a giochicchiare all'estero. Un perfetto autogol servito al suo presunto carnefice Colomba, il quale ha trovato concreti argomenti per ritenerlo già un ex. Detto questo: se come calciatore Crespo guadagna 1.000, bene che gli vada come dirigente guadagna 100: lei capisce bene che è meglio prendere la gallina oggi che l'uovo domani, perché i termini del proverbio vanno capovolti così. E non è che ci voglia chissà quale genio di economia aziendale. Non credo che i "problemi tecnici" che potrebbero comportare un addio immediato del Crespo giocatore possano chiudere le porte al ritorno del Crespo dirigente, perché non c'è stato un "gran rifiuto" nei termini che vede Lei, parmigiano. Certo la storia del Crespo calciatore avrebbe potuto chiudersi decisamente meglio, su questo non ci piove. Ma per evitare quanto accaduto bastava evitarne le premesse, a partire dal suo ritorno, operazione che mi era parsa già allora più di "immagine" che tecnica. Crespo seppe, dopo quella mezza stagione disastrosa, tornare l'anno dopo ad essere un simbolo sul campo. Ci stava la conferma anche da giocatore: non mi risultano chiarissimi i termini di ingaggio. Ma la partita è stata giocata male da tutte le componenti. Non solo una. Cordialmente Gmajo

Anonimo ha detto...

beh mezza stagione disastrosa solo da un punto di vista numerico, perchè fece assist per boijnov ( contro l'atalanta) a napoli, una gran partita in casa contro il milan dove prese una traversa su una girata al volo, e altre giocate facendo quel movimento in area tale da portare via l'uomo e lasciare lo spazio al compagno di reparto. Crespo ama la città di Parma, a differenza del dinamico duo dirigenziale, lo ha dimostrato coi fatti, mettendoci la faccia lo scorso anno, chiamando i tifosi a raccolta e non come leonardi insultandoli ( mi creda Majo, ho le prove) in più occasioni. Sa quale sarebbe il mio sogno? Crespo presidente!!!
Via questi dirigenti senza dignità al più presto.
Mi scusi, ma stasera sono un po' acido....
Saluti
Temilaluce