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giovedì 1 dicembre 2011

IL VIGILE URBANO LONGHI FA CIRCOLARE IL PACCO POSTALE PASCALI

Il giornalista scrittore riesuma la poco gloriosa storia italiana dell’ex calciatore del Carpenedolo, transitato dal Parma e dal Foligno prima di approdare nel 2008 al Kilmarnock, dove domenica è diventato un eroe segnando il gol decisivo contro gli imbattibili Rangers…

longhi unita(gmajo) – L’ultima volta che avevo avuto a che fare contemporaneamente con Manuel Pascali – ex centrocampista del Carpenedolo, lunga gavetta in serie C prima dello sbarco nella Premier League scozzese al Kilmarnock, dove domenica è diventato un eroe segnando il gol decisivo contro gli imbattibili Rangers Glasgow – e con Lorenzo Longhi, giornalista-scrittore (è autore, come noto, di un libro sulla storia del Torino dato alle stampe pochi giorni fa e da stadiotardini.com già recensito) era stato nel 2008, pochi giorni prima di Natale, quando io giocavo ancora tra i pali della porta del Parma (alias come capo ufficio stampa e dovevo parare i tiri mediatici degli avversari) e non facevo come adesso (e come prima di quella felice esperienza) l’attaccante, che cerca, naturalmente, di segnare più gol (alias notizie) possibili. Del resto i migliori poliziotti sono i ladri… A quei tempi di punta a Polis Quotidiano giocava appunto Lorenzo Longhi, il quale si divertiva, in solido con il regista Michele Angella di Teleducato (anche se entrambi a distanza di anni continuano a negare pure oggi una alleanza che ai miei occhi allora appariva ben evidente), ad indirizzare conclusioni verso la rete che io cercavo di proteggere alla bene meglio, tutelando il più possibile l’immagine mediatica di chi mi erogava lo stipendio. Già quei due pierini mi davano abbastanza da fare da soli, figurarsi, poi, con l’aiuto di Pascali, il quale il 17 dicembre 2008 rilasciò una intervista shock ad una agenzia di stampa, accusando Ghirardi di averlo trattato come un pacco postale

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pascali longhi stadioPazienza quello, ma l’ingrato Pascali, poi, si inerpicò su tortuosi sentieri con accuse (magari un po’ difficili da provare) di plusvalenze negli scambi tra il Carpenedolo ed il Parma, a suo dire di fatto entrambi controllati da Ghirardi, anche se in realtà Tommaso aveva già mollato la presidenza del club del paesello. Non appena scorto sul web il lancio di agenzia, “Dal Carpenedolo al Kilmarnock, l’emigrante Pascali fa arrabbiare Parma: «Tutta colpa di Ghirardi. Trattati da pacchi postali»” mi prodigai non poco per evitare che longhi librolo stesso si propagasse oltre, riuscendo a limitare molto i danni, anche grazie alla mediazione del procuratore del calciatore che, facendolo ragionare sui contenuti poco edificanti resi pubblici, successivamente ritrattò le gravi accuse. In Italia, grazie anche alla successiva ribattuta, decisamente addolcita o edulcorata, del lancio d’agenzia, i danni mediatici per il Ghiro furono assai limitati; ma a Parma, Lorenzo Longhi, il quale per la sua inflessibilità già ho avuto occasione di spiegarvi che lo avevo ribattezzato vigile urbano (vederlo con il taccuino in mano mentre compilava il verbale delle interviste pareva proprio di vedere un  “vopo” fare altrettanto con il blocchetto delle contravvenzioni) fece uscire lo stesso qualcosa sul quotidiano col quale lorenzo longhi calcio e calcio 28 11 2011collaborava, malgrado le mie decise pressioni (più da stopper che da portiere). Peccato però che, nel tentativo di liberare la mia porta sia stato io stesso a fare autogol. Vi debbo un outing: quel giorno, infatti, il vigile urbano Longhi non era stato abbastanza vigile: purtroppo l’assist per la sua rete (o retina, visto che comunque non infilò troppo il coltello nella piaga) glielo offrii proprio io informandolo di quella agenzia “pericolosa” che al suo occhio era sfuggita… Longhi, però, non te ne perdona gabriele majo portiereproprio una (più inflessibile di un agente della Stradale, altro che vigile urbano…): nonostante adesso se ne stia al chiuso della redazione di Sky.it, e non più avanti e indietro per Collecchio quale corrispondente di Stadio Corriere dello Sport o collaboratore di Polis, lo stesso il nome bandito di Pascali lo ha tirato fuori lo stesso (abbinato al Parma), dopo l’impresa di quest’ultimo, capace, domenica, di segnare una rete storica agli imbattibili Rangers Glasgow. Sui quotidiani le titolazioni non le fanno gli esterni ma i redattori, tuttavia su L’Unità di ieri, in cima all’articolo di Longhi, troviamo il titolo: “Manuel, un passato da plusvalenza E un futuro da eroe”; e su Stadio Corriere dello Sport di oggi l’occhiello: “Il Parma lo aveva preso in… stock dal Carpenedolo per poi mollarlo”, che con la (eccessiva) sensibilità di allora (Maria Luisa, se per caso mi leggessi, non seguire questi cattivi esempi…) mi avrebbero fatto sobbalzare, o per lo meno venire un travaso di bile. michele angella calcio e calcio 28 11 2011Oggigiorno ci sorrido su, come al ricordo della più grande zuffa con i perfidi due (e Longhi ed Angella sono tuttora perfidi non avendomi chiamato alla cena post Calcio & Calcio di lunedì sera, dove lo scrittore è di recente tornato nei panni di opinionista, indossati – purtroppo – durante il periodo della mia reggenza dell’ufficio stampa…) per via di una infelice quanto innocente frase di Contini (“Se gioco nel Parma e non in una grande squadra ci sarà pure un motivo”) che io, sempre per via della sensibilità da portiere di allora, speravo che loro non amplificassero. Nonostante le preghiere Angella fece passare il virgolettato del difensore, senza chiosa alcuna, sulla barra che scorre durante i TG sotto il mezzobusto, e secondo me la caricò anche più di una volta; mentre Lorenzo, se non ricordo male, si risparmiò dal riprenderla il giorno successivo sul giornale proprio per smontare il mio teorema secondo il quale lui ed Angella si mettevano d’accordo per farmi dannare. Ma il vigile urbano si sarebbe rifatto con gli interessi la stagione successiva, sguazzando non poco nel caso Falcone… Gabriele Majo

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