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domenica 4 dicembre 2011

PAZZA IDEA DERBY BENEFICO / ANTONINI: “SONO FIDUCIOSO CHE I BOYS SOSTENGANO QUESTA IDEA”

L’Assessore allo Sport della Provincia di Parma ha concesso una intervista esclusiva a stadiotardini.com per commentare la proposta di una partita Parma-Reggiana pro alluvionati di Liguria e Lunigiana: “Non vorrei sembrare assolutamente un buonista a tutti i costi, ma faccio fatica a pensare che un derby a scopo benefico possa essere fonte di incidenti o avere rischi di questo tipo, tra l’altro essendo uno scontro tra due città civili, che oggi nel calcio hanno destini assolutamente diversi. Sono lontani i tempi in cui tutte e due militavano nella stessa categoria, e dunque oltre alla goliardia c’erano aspettative di risultato esasperate. Posso pensare che adesso questo non avvenga più : non è solo una speranza, sono convinto che la maturità sia arrivata per molti. Goliardia e sfottò sono gradevoli: mi piacerebbe vedere, da una parte e dall’altra, ancora qualche striscione o qualche coro simpatico, perché nello sport c’è sempre stato e ci sta. Se non si trascende è una cosa sicuramente positiva”.

All’interno la trascrizione integrale della intervista esclusiva di Gabriele Majo a Walter Antonini

Walter Antonini, assessore allo sport della Provincia di Parma, ci ha già espresso il suo gradimento in privato, ma anche in pubblico, essendo intervenuto sulla pagina Facebook di stadiotardini.com, perché ha apprezzato la pazza idea che abbiamo lanciato di questa partita benefica Parma-Reggiana, questo eventuale ritorno del derby. Dico eventuale perché abbiamo raccolto diversi pareri, tra cui anche qualcuno negativo. Ma perché questa partita andrebbe giocata?

“Andrebbe giocata intanto perché i derby sono sempre esperienze e partite che hanno un sapore diverso. Ho avuto anche il piacere, per lo sport che ho fatto io, il basket in carrozzina, di giocarlo una volta nella squadra di Parma e poi anche quando sono andato a giocare a Reggio. Ha dunque un sapore particolare e sono convinto che richiamerebbe tanta gente e se la finalità è quella di raccogliere soldi a scopo benefico e nel caso specifico per le zone alluvionate della Liguria e della Toscana, credo che sia doppiamente importante fare questa partita”.

La maggior parte delle riserve che ci hanno espresso sono per ragioni di ordine pubblico: eppure Parma e Reggio Emilia non sono zone pericolose; possibile che non si riesca a dare vita ad un tavolo preventivo onde appianare eventuali divergenze, e poi, una volta terminata la partita il campanile potrebbe tornare a essere quello che è abitualmente…

“Non vorrei sembrare assolutamente un buonista a tutti i costi, ma faccio fatica a pensare che un derby a scopo benefico possa essere fonte di incidenti o avere rischi di questo tipo. Anzi, anche per il tipo di posizione e di ruolo che ha il calcio a Reggio, a differenza di Parma, voglio al contrario pensare che possa essere una grande opportunità offerta a tutti e due per rimettersi in gioco. Sono sincero: il campabile ci può stare, anzi, è quello che dà un po’ di brio alle partite; l’importante è che sia fatto con un tifo corretto., con scherzi, battute, ma che non abbia nulla di trascendentale. ìUIl bello dei derby è dovuto soprattutto al fatto che ci possano essere un po’ di sfottò, di goliardia, battute, che si viva così serenamente, uno scontro tra due città civili, ma che hanno nel calcio destini assolutamente diversi. Un po’ di sfottò ci potrebbe stare, ma voglio sperare che non ci siano rischi di nessun tipo: sarebbe assurdo, non voglio neanche pensarci, sarebbe assolutamente anacronistico”.

Tu, tra l’altro, hai avuto modo di dialogare con i Boys, chiamandoli nell’organizzazione di una giornata in cui si insegnava a fare il tifo: per cui, di conseguenza, sei aperto al mondo ultrà…

“L’ho già detto in altre occasioni: nel mondo ultrà la stragrande maggioranza di ragazzi hanno voglia di vivere il tifo in maniera positiva, corretta, con un grande attaccamento alla maglia, alla squadra, ai colori. C’è solo una piccola minoranza, ma proprio piccola, che spesso può rovinare questo tipo di clima. Io sono fiducioso, credo che i nostri Ultrà, i Boys, possano sostenere una iniziativa di questo tipo, proprio per le sue caratteristiche benefiche, che spesso vedono loro stessi molto attenti. Ripeto: il punto di vista della goliardia e dello sfottò è il più positivo e gradevole; mi piacerebbe vedere, da una parte e dall’altra, ancora qualche striscione o qualche coro, perché nello sport c’è sempre stato e ci sta. Se non trascende è una cosa sicuramente positiva”.

Sono quindici anni che questo derby non si gioca: tu che ricordi hai? Specifico che ti do del tu perché ci conosciamo da una vita, anche più di questi 15 anni di assenza del derby…

“Io ho ricordi di partite molto combattute, e credo che nel calcio, come in tutti gli sport, i derby sono dei momenti in cui si confrontano tradizioni sportive e modi diversi di vivere lo sport. Io ho sempre avuto e ne conservo tuttora un ricordo positivo, anche se ricordo che ogni tanto ci sono stati momenti veramente pesanti e pericolosi. Erano momenti in cui tutte e due militavano, ovviamente, nella stessa categoria, e dunque oltre alla goliardia c’erano aspettative di risultato forse esasperate. Posso pensare che questo non avvenga più in questo momento. Non è solo una speranza, sono convinto che la maturità è arrivata per molti”.

Secondo me è anche uno spot concreto da indirizzare al ministro Cancellieri, cui i Boys avevano chiesto dii abolire questa famigerata Tessera del Tifoso…

“Perché no? C’è la necessità di avere le Curve – non parlo di Parma – con in qualche modo controllati gli accessi, in modo da evitare infiltrazioni pericolose, ma non so, poi, se alla fine la Tessera del Tifoso abbia fino adesso consentito questo. Mi pare che il risultato sia stato quello di spostare gli incidenti appena fuori lo stadio, quindi non è che possa avere risolto il problema. Quello che è mancato e quello che credo che i Boys abbiano fatto bene a chiedere al Ministro degli Interni che non vuole essere un Ministro che voglia fare prove di forza, è convocare la parte buona del tifo e delle società sportive e trovare veramente delle sinergie e trovare un accordo, perché comunque il fatto che nelle Curve e non dico solo allo stadio si faccia fatica a vedere bambini e famiglie, non è bello , perché lo sport deve essere vissuto anche dal punto di vista del tifo da tutti; quindi credo che forse la Tessera del Tifoso serviva più come scena, come prova di forza per dare un segnale. Ci devono essere altri momenti e altre soluzioni: di sicuro qualche cosa va fatto, perché comunque allo stadio e in curva bisogna che ci vadano sia i bambini che le famiglie, tanto quanto gli ultras e che un controllo venga fatto in maniera organizzata e condivisa da tutte le parti che coinvolgono lo sport”.

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