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STADIO SANT’ELIA, DOVE NON E’ CONSENTITO L’ACCESSO ALLE TESTATE WEB
La società di Cellino non accoglie i giornalisti internettattivi neppure durante la settimana al centro sportivo di Assemini. Negato l’accredito anche a stadiotardini.com. Cellino: “Ci sarà stato un equivoco, di solito noi siamo ospitali”… Le testimonianze dei colleghi di Tuttocagliari.net e Calciomercato.com
(gmajo) – E così questo pomeriggio andrò a vedermi la partita al Circolo Aquila Longhi. Magari porta bene come quando, per libera scelta meteorologica, decisi di non seguire – per la prima volta in stagione – i crociati in quel di Napoli, e questi riuscirono a battere gli allora lanciatissimi (in campionato) partenopei, ed io condivisi gioia ed emozioni con gli associati di Corradone (lui, però, era regolarmente al San Paolo) all’interno delle storiche mura dell’Ospedale Vecchio, per il quale ieri Alberto Michelotti, come documentato nel post precedente, ha speso lacrime di rabbia pensando all’incerto futuro della storica architettura. Al Sant’Elia, però, avevo programmato di andare, nonostante la mia conclamata idiosincrasia per i voli aerei e il costo di trasferimento piuttosto sostenuto per chi, come me si è dovuto improvvisare editore, pur senza averne le possibilità economiche. Ma se al Sant’Elia questo pomeriggio non ci sarò è perché la società Cagliari Calcio mi ha negato l’accredito stampa, regolarmente richiesto, ma non concessomi per via di una singolare sorta di par condicio con i colleghi delle testate web dell’isola (ma anche del continente) che dall’inizio della stagione non vengono fatte accedere né allo stadio, né al Centro Sportivo di Assemini a seguire partite e allenamenti dei rossoblù. Di questa triste storia (e direi pure anacronistica, visto che siamo nel III millennio, in cui l’on line la fa da padrona), su stadiotardini.com parlammo già il 19 ottobre scorso, in un articolo in cui partendo dalla condanna a otto mesi di carcere per il direttore generale del Catania (che aveva vessato un giornalista della Gazzetta dello Sport lasciandolo fuori da stadio e sala stampa) riferimmo pure della serrata per protesta della testata web tuttocagliari.net, decisa dal direttore Christian Seu, che aveva sospeso gli aggiornamenti, causa gli accrediti loro negati dalla Società.
Continua la lettura all’interno
In quella occasione postò un commento anche il capo redattore di calciomercato.com Luca Talotta, per riferirci che lo stesso trattamento veniva riservato dal Cagliari anche a loro. A qualche mese di distanza le cose non sono cambiate, come ci confermano sia Seu che Talotta che abbiamo contattato telefonicamente, per sapere se per caso c’erano stati positivi sviluppi al riguardo di questa incresciosa situazione, nonostante immaginassimo che non fosse cambiato nulla vedendo la sorte della richiesta formulata da noi di stadiotardini.com appunto respinta con una laconica ed evasiva risposta di tale Alessandro Steri, la cui firma digitale riporta la qualifica di Addetto Ufficio Stampa del Cagliari Calcio, il quale così mi ha scritto per comunicare il diniego: “Gentile Gabriele, siamo spiacenti, ma non ci è possibile soddisfare la sua richiesta di accredito. Cordiali saluti”. Al che io, che notoriamente non mi arrendo dinnanzi le difficoltà, gli ho rispedito a mia volta una mail – inoltrata per conoscenza anche alla Lega Serie A, sempre così attenta a far rispettare, tramite i propri Delegati, i propri rigidi regolamenti all’interno degli stadi, e alla gerenza dell’USSI – per chiedere spiegazioni aggiuntive rimaste lettera morta, fin quando non ho avuto la brillante idea di chiamare il presidente Massimo Cellino in persona. Questi mi ha risposto cadendo dalle nuvole, dicendo che lui manco sa cos’è un accredito e che comunque ci sarà stato sicuramente un equivoco, dal momento che loro sono sempre ospitali, consigliandomi, di contattare tale Angioni, che poi avrei scoperto essere niente meno che il Consigliere Delegato alle Relazioni Esterne. Sandro Angioni, prima di entrare nella struttura societaria del Cagliari nel 2004 scalando le posizioni – partendo da addetto stampa per divenire direttore generale – era stato a lungo un anchor man di Videolina, la potente televisione che fa capo al gruppo del più diffuso quotidiano, l’Unione Sarda; poi l’ingresso nel club; quindi la fuoriuscita per una esperienza amministrativa nel Comune di Cagliari (Assessore alle Attività produttive della Giunta Cappellacci), prima del ritorno alla corte di Cellino più o meno ad Ottobre 2010. Seguo il consiglio del presidente e provo a telefonare al centralino del Cagliari, qualificandomi e chiedendo di Angioni. La centralinista mi riferisce che è occupato, di lasciare un recapito che mi avrebbe chiamato il prima possibile. Passano pochi minuti e mi telefona Steri, l’addetto che mi aveva già scritto il “no” tramite email, senza poi rispedirmi le aggiuntive motivazioni che avevo richiesto. Me le dà al telefono: “Guardi non è che le manchino dei requisiti, tutt’altro. Però, per ragioni di spazio – abbiamo una mix zone che è veramente ridotta – quest’anno abbiamo deciso di non concedere gli accrediti alle testate web, per cui non concedendo il lasciapassare a tuttocagliari.net, tuttomercatoweb, data sport, calciomercato.com eccetera non possiamo far entrare lei, perché mancheremmo loro di rispetto”. Dopo avergli riferito della mia telefonata a Cellino l’atteggiamento da imbarazzato si è tramutato in solerte: “Ah, beh, allora mi scusi, la richiamo tra dieci minuti e le riferisco. Però se domenica verrà si renderà conto lei stesso di come gli spazi siano davvero angusti”. Di minuti ne sono trascorsi ben più di dieci, ma dal Cagliari Calcio di telefonate alla mia utenza non ne sono più arrivate. Né da Steri. Né da Angioni (chi è in possesso dei suoi due cellulari mi ha detto che pur chiamandolo a ripetizione non ha mai avuto il piacere di conferire con lui). Né dal centralino. E manco da Cellino (ma ovviamente non pretendevo che lui mi telefonasse, ma faceva rima con centralino…). Viste anche le difficoltà organizzative – eravamo già a venerdì tardo pomeriggio – non sono neppure stato lì a richiamare io, avendo già capito che era meglio se me ne stavo a casa e dunque diventava inutile insistere per ottenere un accredito se poi tanto non lo avrei potuto utilizzare. Dicevo prima di avere girato per conoscenza la email ai vertici dell’USSI (l’Unione Stampa Sportiva Italiana) e alla Lega Serie A: dal nostro organismo di categoria non ho ricevuto alcun feedback, mentre dall’ufficio rapporti con gli operatori della comunicazione della Confindustria del Pallone mi è arrivata questa spiegazione: “Il rilascio dell'accredito è a discrezione delle società. Proverò a richiedere maggiori delucidazioni”. Questa la mia obiezione: “Grazie mille per l’interessamento. Al di là della discrezionalità della società, credo comunque che la stessa, facendo parte della Lega Serie A, che è l’organizzatrice dell’evento, debba attenersi agli agreement occorsi con l’USSI, di cui sono membro, in ossequio al diritto di cronaca che deve essere garantito anche alle testate on line regolarmente autorizzate dal Tribunale”. Questa la loro risposta: “Quello di sicuro, ma spesso nonostante ci siano delle direttive di massima, le società hanno la facoltà di fare delle scelte.....Cmq spero che mi rispondano entro primo pomeriggio”. Nel secondo pomeriggio avrei provveduto io stesso a fare il giro di telefonate di cui ho riferito prima. Va bene, pazienza, personalmente mi sono risparmiato una trasferta area – anche se a quella di Cagliari sono assai affezionato, avendo fatto su quella tratta sia il battesimo del volo, sia il battesimo da organizzatore di servizi sportivi radiofonici (stagione 89-90) supplendo alle carenze della mitica redazione sportiva di Onda Emilia, che aveva iniziato a mollare la presa proprio nel campionato che sarebbe terminato con la storia (prima) promozione del Parma in A – ma certo per chi quotidianamente deve informare i propri lettori essere così discriminati è un bel danno. Christian Seu, direttore di tuttocagliari.net ne aveva parlato diffusamente nell’editoriale in cui dava notizia della sospensione degli aggiornamenti e pure in quello successivo dal titolo il “Il rumore del silenzio” in cui annunziava la ripresa delle pubblicazioni, malgrado la problematica non si fosse ancora risolta,
E a qualche mese di distanza siamo ancora allo stesso punto.
“Di noi non entra nessuno – mi conferma al telefono Seu – neppure un collaboratore che condividiamo con repubblica.it, il quale, per noi, fa la cronaca della partita guardandola in Tv. Fino alla passata stagione eravamo tutti quanti accreditati regolarmente e io stesso quelle 6-7 volte che sono andato al sant’Elia o ad Assemini non ho avuto problemi”. Stando alla spiegazione fornita a noi di stadiotardini.com il problema è la mix zone (luogo in cui si concentrano i giornalisti per parlare coi calciatori che sfilano loro davanti) che è di dimensioni ridotte: “A beh, allora attendiamo fiduciosi, tra due anni ci sarà uno stadio nuovo con una tribuna stampa larga ed una adeguata mix zone…” Facile cogliere la sua ironia, per quella che fatica a stare in piedi anche come giustificazione ufficiale, considerato che obsoleto fin che si vuole ma il Sant’Elia ospitò nel ’90 i Mondiali. E ricordo di aver visto un pallone enorme a disposizione dei media, poi rimasto evidentemente inutilizzato: “I posti in tribuna sono un centinaio e mai pieni, in effetti la mix zone è angusta come la sala stampa che pare un sotto tetto, ma se ci fosse la volontà gli spazi si ricaverebbero, come sarebbe giusto che fosse. Potrebbe bastare qualche palliativo: dei quattro accreditati del quotidiano cittadino due potrebbero avere accesso alla sala stampa e due lavorare in tribuna, così mi pare succeda dappertutto. Di quel gruppo, tra carta stampata, radio, e tv entrano 9 giornalisti, delle testate web nessuno. Poi c’è il problema che da quando sono state fatte le tribune con i tubi innocenti gli spogliatoi sono dalla parte opposta rispetto alla tribuna stampa e c’è tutto il campo da attraversare”. Non conosco Assemini, ma immagino che al Centro Sportivo non dovrebbero esserci problemi di spazi ridotti, eppure anche qui le testate web non possono entrare. La sensazione è che possano in qualche modo aver dato fastidio, specie quelle che si occupano di mercato. Ma Seu non ha elementi per confermare: “Non voglio fare illazioni, in mancanza di certezze. Magari si può anche pensare che la nostra tempestività possa essere dannosa per i media tradizionali, che in qualche modo così vengono tutelati. Io avevo ottenuto un accredito stagionale con tanto di approvazione per il collega Gabriele Lippi, giornalista professionista con tutte le carte in regola, che collabora anche con Sardegna Quotidiano. Quando dopo la terza conferenza stampa non è stato più fatto entrare ho pensato che fosse quella testata ad avere avuto qualche problema con Cellino, ma poi ho capito che invece il problema generalizzato è per chi opera on line.”. Si era parlato di un interessamento dell’Unione Stampa Sportiva Italiana: “Al momento non ho avuto riscontri particolari né dall’Ussi, né dall’Assostampa regionale: capisco che la situazione sia delicata, però qui si va a ledere il diritto di cronaca”. Dopo la serrata di tuttocagliari.net – testata locale del gruppo TMW , regolarmente registrata in Tribunale – Seu aveva ricevuto diverse espressioni di solidarietà: “Dal Cagliari, invece, nonostante i nostri tentativi di avvenire ad un accordo nessuna risposta. E’ proseguito il muro di gomma. Eppure la situazione è incresciosa sia per loro che per noi”. Tuttocagliari.net non ha potuto neppure dare luogo ad un previsto potenziamento della propria struttura: “Come si fa a migliorare il trattamento ai collaboratori con contratti o retribuzioni se non li fanno entrare allo stadio e al campo d’allenamento. E’ altra occupazione che viene a mancare in un difficile momento. Ma ci dispiace, al di là di tutto per i nostri lettori cui non riusciamo a garantire un’informazione di primissima mano”.
Cambiamo interlocutore, ma non la sostanza del problema: “Anche per noi – ci dice Luca Talotta, capo redattore di calciomercato.com – la situazione non è semplice, perché non abbiamo accesso allo stadio Sant’Elia per poter svolgere il normale lavoro post partita come la raccolta delle notizie o delle parole di giocatori e dirigenza. La situazione che persiste da metà settembre, cioè in pratica dall’inizio del campionato”. Avete avuto spiegazioni? “Evasive”. Ma avete dovuto darle ai lettori: “Sì, abbiamo loro spiegato che il Cagliari è l’unica società italiana di A e B che ci impedisce di raccogliere le dichiarazioni. E se siamo accreditarti su tutti i campi tranne che a Cagliari vuol dire che il problema non siamo certo noi, che offriamo un servizio riconosciuto da tutti gli altri per la sua qualità, ma evidentemente loro”. Sostegno da parte dell’Ordine dei Giornalisti, dell’Ussi? “Se aprissimo discorsi sull’Ordine, a mio avviso sempre più latente, non finiremmo più… So che l’Ussi aveva cercato di chiarire questa situazione, stimolati anche da altri colleghi che come noi non ha accesso alla zona mista dello stadio, ma è evidente che questa mediazione non abbia portato frutti, se ancora oggi i vari corrispondenti, tra cui il nostro Marco Matta, non possono entrare allo stadio, ma raccontare la partita e riferire le dichiarazioni post-gara operando davanti alla tv. E tutto questo, francamente, è incomprensibile alla soglia del 2012. Possibile che non si comprenda l’importanza del web, che di fatto già oggi è fonte di informazione primaria per la stessa carta stampata o televisione”. Sottoscrivo. E aggiungo: la Lega Serie A, che punta parecchio sulla comunicazione per dare popolarità al proprio format (a mio avviso sempre più in decadenza, ma lasciamo perdere), dovrebbe punire con una penalizzazione in classifica quei club che attentano alla libertà di stampa, non favorendo l’accesso agli operatori della comunicazione in possesso dei crismi richiesti. Gabriele Majo
8 commenti:
http://www.aigol.it/il-cagliari-calcio-continua-a-discriminare-le-testate-on-line/201112111780/
Grazie per la segnalazione, anche se avevo già notato questo articolo di ripresa. E allora già che ci siamo segnalo anche il link sottoriportato tratto da pianeta genoa
http://www.pianetagenoa1893.net/?action=read&idnotizia=20824
Cordialmente gmajo
Mentre noto che curiosamente è scomparso l'articolo di aigol.it il cui link era indicato nel primo commento, ne approfitto per segnalare che nel frattempo i contenuti erano stati ripresi e ripubblicati anche da mediagol.it
http://www.mediagol.it/articolo.asp?idNotizia=207906
Noto, con un certo raccapriccio, la "moria" di notizie correlate al post di cui sopra. E' sparita, infatti, annche la ripresa di "aigol" di pianeta genoa che vi avevamo segnalato ieri. Dai primi riscontri che ho avuto (anche se non ho avuto ancora contatti diretti né con aigol né con pianeta genoa) pare che la ragione sia da ricercarsi in alcune imprecisioni fatte da "aigol" nel riassunto del nostro articolo primario. Infatti nella loro versione appariva quale colpevole della incresciosa situazione l'addetto ufficio stampa del Cagliari, tale Steri, il quale essendo solo un funzionario non può, ovviamente, assumere in prima persona decisioni pesanti come quelle di discriminare l'intera categoria dei giornali on line dall'accesso al Sant'Elia e ad Assemini. Certo che togliere del tutto la notizia può ingenerare strani sospetti o far dubitare della stessa. Mica c'era scritto che era morto Paolo Villaggio... Gmajo
Sono un tifoso del Cagliari, nonchè un giovane aspirante collega. Leggendo questo post sono stato assalito, da una parte, dal profondo senso di vergogna dovuto al veder accostato il glorioso nome del Cagliari a comportamenti che invece caratterizzano in pieno LA Cagliari Calcio di Massimo Cellino, mentre, da un altro punto di vista (quello dell'aspirante giornalista) il senso di rabbia è veramente molto profondo, tale da rendermi pienamente d'accordo con chi propone una penalizzazione in campionato per le società che attentano alla libertà di stampa di qualsivoglia testata. Posso solo dirvi che a Cagliari è in atto un vero e proprio regime di stampa che vigila, pensate un po', anche sui liberi forum dei tifosi. Spero che un giorno la trasferta di Cagliari possa tornare ad essere felice per voi e per tutti i vostri colleghi. Un saluto dalla Sardegna.
Ringrazio il giovane aspirante collega dalla Sardegna, cui, da collega più anziano, dico che bisogna sempre avere il coraggio delle proprie affermazioni - anche quando sono scomode - sicché avrei apprezzato che firmasse (per lo meno con un nick name) il proprio commento sopra postato. Purtroppo i rapporti mondo del calcio / media sono un po' viziati, inquinati, a tutte le latitudini, ma l'eccesso raggiunto a Cagliari va stigmatizzato, perché non si possono escludere tout court come avviene dall'inizio della stagione, le testate on line. E non lo dico perché è stato negato l'accredito al sottoscritto, anche perché a Cagliari andrei una volta a campionato: il problema principale è appunto di chi non può operare quotidianamente in quella realtà. Cordialmente Gmajo
Chiarito il mistero delle news sparite da "aigol" e da "pianeta genoa": ho rintracciato al telefono il presidente di Aigol Marcel Vulpis, il quale mi ha detto che non si riconosceva nell'articolo pubblicato da un suo collaboratore (una ampia sintesi di quanto scritto da stadiotardini.com, ma nel riassunto c'era pure qualche imprecisione) sul portale senza averne concordato precedentemente i contenuti con lui e così ha rimosso personalmente la notizia dal portale dell'associazione chiedendo di fare altrettanto agli altri siti membri che l'avevano ripresa. Posto che pure io non condividevo quello che era diventato una sorta di attacco verso l'addetto stampa del club rossoblu (che non ritengo ragionevolmente che possa essere il vero colpevole della incresciosa situazione), reputo più che un "aigol" un "autogol" l'aver rimosso la notizia pubblicata. Come ho detto a Vulpis, al di là della forma che poteva in effetti essere un po' sistemata così come le varie imprecisioni, far sparire una notizia pubblicata è sempre controproducente. Per questo l'ho invitato a riprendere il delicato argomento pur con toni più soft e tutte le prudenziali cautele del caso. Del resto se non si occupa di questa tematica l'Associazione dei giornali "on line"... Gabriele Majo
Come preannunciato AIGOL è intervenuto sul caso Cagliari con un breve comunicato che di seguito riportiamo:
"AIGOL essendo venuta a conoscenza del fatto che alcuni giornalisti di testate online non sono stati fatti entrare all’interno dello stadio del cagliari sant’elia (prima della conferenza stampa), chiede alla società sarda e al suo presidente di conoscere le ragioni di questo divieto/preclusione. In qualità di associazione che tutela gli editori e l’informazione giornalistica online riteniamo giusto venire a conoscenza del perchè di questa decisione che limita la libertà di manifestazione del pensiero e nello specifico diritto di cronaca e il lavoro dei giornalisti che operano su testate online."
Fino qui il comunicato di Aigol. Ricordiamo che è dall'inizio della stagione che i colleghi delle testate on line nazionali e locali che operano a Cagliari non hanno libero accesso allo Stadio Sant'Elia e al Centro Sportivo di Assemini. Ieri, domenica 11.12.2011, sul tema era intervenuto anche stadiotardini.com dopo che, per par condicio con loro - come ci è stato spiegato dall'addetto stampa del club rossoblu - era stata respinta anche la nostra richiesta di accredito per la partita Cagliari-Parma, pur essendo noi in possesso di ogni requisito per poter accedere regolarmente. Ma come abbiamo già puntualizzato il problema non era tanto nostro, che a Cagliari andiamo una volta l'anno, quanto di chi non può svolgere il proprio lavoro quotidianamente. Gmajo
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