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AZZURRO RUSSO / ARMENIA-ITALIA 1-3: “FORSE ABBIAMO RITROVATO LA NAZIONALE SPLENDIDA SPLENDENTE DI EURO 2012. FORSE…”
“E ora si può affrontare la Danimarca a San Siro, con una certezza: vincere vorrebbe dire ipotecare un pezzettino di qualificazione al mondiale brasiliano…”
(Luca Russo) – Prima una buona Italia, più o meno in linea con quella vista agli Europei. Poi il pari armeno che ci ha fatto sbandare. Infine l’acuto di De Rossi, che ha rimesso la squadra in pista e la classifica in ordine, ed il sigillo di Osvaldo, che ci ha risparmiato un finale di pura e cruda sofferenza. Gli azzurri si mettono alle spalle un mese di Settembre così così, superando un avversario di tutto rispetto che per almeno quaranta minuti ci ha dato del filo da torcere, e adesso guardano al prossimo impegno, contro la Danimarca a San Siro, con una certezza: vincere vorrebbe dire ipotecare un pezzettino di qualificazione al mondiale brasiliano.
Continua la lettura all’interno
Per i primi venti minuti si rivede l’Italia spumeggiante che aveva incantato tutti in Polonia ed Ucraina. Ottimo l’impatto con la gara, elegante e ben ritmata la circolazione di palla, sufficiente la tenuta della difesa al cospetto dei rapidi capovolgimenti di fronte orchestrati dalla rappresentativa armena. Per la gioia di Prandelli che ai suoi aveva chiesto di non replicare le brutture di Sofia e Modena. Gli azzurri partono a mille. Con Pirlo, Osvaldo e Montolivo rischiano di passare subito in vantaggio e soprattutto mandano un messaggio agli avversari: non
siamo quelli che avete visto contro Bulgaria e Malta. La conferma arriva all’undicesimo. Montolivo, in serata di grazia, sfonda in area e la retroguardia armena deve metterci una mano per fermarlo. Rigore, indiscutibile. Sul dischetto ci va Pirlo e ci sembra quasi superfluo dover dire che ha segnato. Partita in discesa? Macché. Il gol paradossalmente sembra dare coraggio agli armeni e fin troppe certezze agli azzurri. Che, probabilmente sicuri di vivere una partita alla camomilla, abbassano il proprio baricentro e finiscono per prestare il fianco ai cambi di
fronte e di ritmo degli uomini in rosso. Insomma, l’Italia si piglia una pausa. Lunga e pericolosa. Il centrocampo smette di inventare, gli attaccanti spariscono dal gioco ed in difesa Barzagli e Bonucci si concedono qualche distrazione di troppo. La squadra si scolla: con una linea mediana così schiacciata sulla difesa, giocare palla a terra è un’impresa. Meglio, si fa per dire, il lancio lungo. Scavalcare il centrocampo per arrivare più velocemente ai terminali d’attacco. Soluzione che di certo non può esaltare le doti della coppia Giovinco-Osvaldo. Del resto
questa squadra è stata progettata per giocare alla spagnola e non come una di quelle nazionali scandinave di metà anni novanta. Anche l’Armenia ha una sua dignitosa idea di gioco. Non male per una nazionale che fino a qualche anno fa veniva considerata la Cenerentola di qualsiasi raggruppamento facesse parte. Prandelli ci aveva avvisati: questi sanno cambiare ritmo e ripartire in contropiede. Profetico il commissario tecnico. Perché il pari armeno arriva, manco a dirlo, proprio da una mezza ripartenza. Perdiamo palla sulla trequarti,
Mkhitaryan se ne impossessa, accelera, manda a vuoto i nostri difensori e trafigge Buffon. Ok, l’azione è viziata da un fallo su Maggio che l’arbitro ritiene di non dover sanzionare. Ma uno con l’esperienza e la preparazione di Barzagli non può pensare di presidiare la sua area con la stessa mobilità di un palo della luce. L’Italia accusa il colpo e arriva all’intervallo che è già in affanno. Peccato che gli azzurri non abbiano monetizzato tutto quanto di buono hanno prodotto nella prima metà di tempo. Si rifaranno, peraltro con tanto di interessi, nella
ripresa, quando decidono che è arrivata l’ora perché l’Italia ritorni a fare l’Italia. La scossa ce la dà il centrocampo: De Rossi ricicla quasi tutte le palle smarrite dalla mediana armena, Pirlo le smista, con la consueta maestria, un po’ di qua e un po’ di là e Montolivo, a conti fatti il migliore in campo, detta l’ultimo passaggio. E’ l’Italia che vuole Prandelli. Quella che il pallone va a riprenderselo subito dopo averlo perso, che palleggia in scioltezza e che alza il ritmo quando e se le pare. Così facendo è scontato che arrivino le reti. Un po’ meno che a
firmarle siano i due romanisti che Zeman domenica scorsa ha lasciato fuori dai giochi. De Rossi ci restituisce il vantaggio, Osvaldo lo congela. Entrambi segnano di testa. Il primo con una bella incornata, l’altro con una splendida torsione. E’ la rivincita per chi appena cinque giorni fa ha dovuto scaldare una panchina perché colpevole di essersi allenato senza l’impegno necessario. E, a pensarci bene, si tratta di una rivincita anche per il resto della comitiva. Perché a Settembre sospettavamo, timorosi, di aver perso l’Italia splendida e splendente vista a Varsavia e Kiev. Un mese dopo possiamo dire, sottovoce, di averla ritrovata. Forse. Luca Russo
9 commenti:
forse abbiamo giocato solo contro l'armenia,
lo dice anche il giornale ed io ci credo ciecamente,invitante, splendente,splendido splendente
Rettore
Tolte San Marino, le Isole Far Oer, Lussemburgo, Andorra e Liechtenstein, in Europa non esistono più le squadre materasso contro cui prima si poteva giocare nella legittima speranza di segnargliene dieci. Peraltro, nel calcio di oggi non è più sufficiente chiamarsi Italia per assicurarsi vittoria e bel gioco, né serve portarsi dietro il nome dell'Armenia per scendere in campo convinti di poter perdere con tutti.
Del resto, e tanto per citare un paio di situazioni a noi più vicine, anche Fiorentina e Milan hanno pareggiato avendo di fronte 'solo una squadra come il Parma'. E del resto anche una tra Napoli e Juventus vincerà lo scudetto perché giocano 'solo contro squadrette' (e sfido chiunque a dimostrare il contrario). Non ci si può far niente, sia nel caso delle qualificazioni ai mondiali che per ciò che riguarda il campionato: questi sono gli avversari e questo è il loro valore. Amen.
Tornando all'Armenia, ricordo, a tutti, che è rimasta in corsa per Euro 2012 fino agli ultimi 100 metri del proprio raggruppamento. Del quale facevano parte anche Russia, Irlanda, Macedonia, Slovacchia e Andorra. L'ultima giornata metteva di fronte Irlanda e, appunto, Armenia. Coi primi secondi in classifica a 18 punti e gli altri in terza posizione a quota 17. Insomma, chi vinceva si sarebbe assicurato il diritto di partecipare agli spareggi. Ebbe la meglio l'Irlanda del Trap che vinse 'solo per 2-1'.
si vede che conosci bene le dinamiche del mondo pedatorio,infatti se gioco contro uno che prende cento volte meno di me e' giusto che io soffra in campo quantomeno per solidarieta'
Rettore
Se le retribuzioni dei calciatori contassero qualcosa, non dovremmo vedere Juventus e Napoli appaiate in testa alla classifica (i bianconeri hanno un monte ingaggi molto più alto dei partenopei), né il Catania precedere di quattro punti il Milan.
Di nuovo sulle nazionali: la Francia, in amichevole, ha perso contro il Giappone di Zaccheroni e l'Inghilterra ci ha messo ben 35 minuti per piegare la resistenza di San Marino. Posto che si sia giocato male contro l'Armenia (anche se io la vedo diversamente), va detto che non siamo gli unici, in questo preciso momento, a soffrire anche contro le nazionali minori. Solo la Spagna detta legge ovunque. E con la Bielorussia ha comunque avuto bisogno di fare un gol, il primo, in netto fuorigioco (non rilevato) per dare il la alla goleada.
infatti a maggio ci pensa la "livella" di toto'
a pareggiare i conti.
potevi fare un esempio piu' calzante ,se esitesse
Rettore
La livella farà il suo dovere ad Ottobre 2013, quando guardando la classifica l'Armenia ce la ritroveremo dietro. In verità, la livella il suo dovere già lo sta facendo visto che l'Armeni dista da noi già quattro punti.
Esempi più calzanti? Beh, ancora una volta il Napoli viene in mio soccorso. Negli ultimi due anni la formazione partenopea, non una di quelle che strapaga i suoi giocatori (fatta eccezione per Cavani che a partire da quest'anno percepisce un compenso molto più alto dei suoi colleghi), in classifica ha preceduto la Roma, un club che, al contrario, i suoi giocatori li paga abbastanza bene.
quindi convieni con me che abbiamo fatto una faticaccia a battere...nessuno
e che per sapere come finira' il campionato dal primo al sesto posto basta guardare il sole 24 ore.
a proposito oggi mi son guardato come al solito la serie b,continuo a non capire perche' si mandi uno in sudamerica 2 mesi
Rettore
No e ancora no. Che l'Armenia sia nessuno è tutto da dimostrare. E' una squadra tecnicamente inferiore rispetto all'Italia, ma questo vuol dire poco se non nulla. Se dovessimo dominare, in senso stretto, contro tutte le squadre che ci concedono qualcosa o tanto in termini di tecnica e/o organizzazione tattica, saremmo costantemente sul podio di Europei e Mondiali. E non sempre è accaduto. Segno che ogni tanto non vincono i più forti, ma i più bravi.
Detto questo, un Napoli che negli ultimi due anni è finito sopra la Roma è la dimostrazione che la classifica non la si fa col monte ingaggi ma con quello che si combina in campo.
mi meraviglia il fatto che si compari il monte ingaggi fra roma e napoli,parlando di italia ed armenia.
forse.... finisce cosi' il titolo dell'articolo
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