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CALCIO & CALCIO / IL FUTURO DI DONADONI FA DISCUTERE. E C’E’ CHI RIMPIANGE GILARDINO…
Un tifoso in diretta telefonica e tanti altri via sms: “Con i soldi di Giovinco si poteva riprendere il Gila!”. Ma l’allineato leader dei Danè Burani, ospite in studio, replica: “Stia pure a Bologna, a noi va benissimo Amauri”. Enigma panchina: il Saltimbanco profetizza: “Se anche Donadoni rinnova è già scritto che andrà via”. Majo: “E allora si pensi già a un sostituto”. Schianchi: “Calma: con L'attuale management niente Milan per lui…” – GUARDA LA FOTOGALLERY AMATORIALE DAL BACKSTAGE (Lorenzo Fava) – “Scusi Schianchi ma con i soldi di Giovinco, non potevamo prendere Gilardino?” La domanda è arrivata via telefono da parte di un telespettatore al giornalista della Gazzetta dello Sport e opinion leader di Calcio & Calcio, il quale ha spiegato come l'operazione nostalgia Gila, a differenza di quella dello svincolato Amauri, sarebbe stata decisamente più onerosa dal punto di vista economico per le casse della società. E l’allineato Simone Burani, uno dei 15 del consiglio del CCPC non è nostalgico: “Gilardino stia pure a Bologna, a noi va benissimo Amauri”. “ La puntata numero 6 del talk show calcistico di Teleducato si era aperta con una versione inedita di Enrico Boni, elegante come non mai. Lui ha spiegato che lo attendeva una serata al Teatro Regio per la prima del “Rigoletto”, che ha saltato per onorare il vincolo del lunedì sera con il salotto, anche se un po' meno lirico nei toni rispetto all’opera. Sulla questione Donadoni, tirando a mano niente di meno che Messalina – per dire che le sue fonti sono delle signore che la sanno lunga – il Saltimbanco profetizza. “Rinnovo e o no rinnovo è pacifico che sarà il nuovo allenatore del Milan!” . Boni ha anche sostenuto che il noto 'milanologo' Carlo Pellegatti glielo ha pure confermato sabato sera durante un lungo colloquio…
Continua la lettura all’interno
Ma “con l'attuale management al Milan non andrà di certo” ha ribattuto Schianchi, che l'ambiente di Milanello lo conosce bene, avendolo frequentato a lungo e che ha fatto capire senza troppi giri di parole che non c’è feeling tra l’attuale coach crociato e Adriano Galliani. “Se come pare Donadoni è già destinato al Milan sarà bene che al Parma inizino fin da ora a pensare a un sostituto, perché la figura dell’allenatore, in un progetto calcistico, è fondamentale come quella dell’amministratore delegato o di un top player. Per tornare con Donadoni
allo stesso livello raggiunto da Guidolin, cioè l’ottavo posto, sono stati persi due anni e cambiati tre allenatori…” ha affermato il pragmatico direttore di stadiotardini.com Gabriele Majo, ormai consolidata ed apprezzata nella trasmissione del lunedì sera di Teleducato. La delegazione di tifosi presenti negli studi tv di via Barili – gran parte i Danè, guidati dal già citato leader Simone Burani – preferisce vivere alla giornata, senza pensare al futuro della panchina: “Pensiamo a far bene questa stagione”. Ancor più categorico la vecchia
gloria crociata Adriano Capra: “E’ assurdo fare questi discorsi alla sesta giornata con tutto un campionato davanti”. Qualsiasi sarà il futuro di Donadoni quel che è certo è che ora è chiamato a fare qualche scelta pesante riguardo l'ipotetico undici titolare, perché la piazza inizia a scaldarsi, come testimoniato da alcuni sms recapitati alla intrigante e intelligente bionda Roberta Malvezzi, assistente del conduttore Michele Angella, e alla postazione web & social network dove opera il sottoscritto: il colombiano Pabòn, infatti, sta facendo
storcere il naso a gran parte della tifoseria, anche se il parterre di Calcio & Calcio, per una volta si è unito schierandosi a completa difesa di quello che a luglio era stato battezzato come “Nuovo Asprilla” (anche se proprio a Teleducato l’agente Fifa Sabatino Durante aveva utilizzato la meno impegnativa definizione di “Nuovo Juary”). Il principe del foro, l'avvocato Paolo Paglia, alla prima apparizione stagionale, ha ricordato le sue gesta nella Copa Libertadores: «Non pensiate che sia una competizione semplice! C'è della gente che
sa veramente giocare a pallone, e lui lo scorso anno ha segnato ben 7 gol. Gilardino? Se vogliamo continuare a pensare che il calcio deve andare avanti e che Parma ha un bacino d'utenza ridotto rispetto ad altre piazze come Napoli, Torino e Milano, il club deve puntare sui vari Belfodil, Ninis ecc e sperare di tirare fuori dal cilindro il Giovinco di turno, che potrebbe essere Pabon. Quando si inizia un campionato con tanti nuovi innesti credo sia necessario dare fiducia alla rosa. E poi il top player è arrivato, ed è Amauri». Il loquace avvocato ha considerato anche il calendario del Parma, che finora non ha riservato partite facili. La punta di diamante della trasmissione, il roseo-rosso Schianchi, per l’attacco, non ritiene fondamentale identificare dei precisi titolari, e suggerisce di puntare su una cooperativa con i singoli roteati un piccolo turn over: «Guardate la Juve, non mi sembra che abbia un bomber di razza. L'unico
che ha superato quota 10 lo scorso anno è stato Vucinic, mentre gli altri attaccanti si alternano a vicenda e segnano i loro gol. Così dovrebbe fare anche il Parma: ha bisogno di far ruotare gli attaccanti che ha a disposizione, altrimenti non ci salta fuori...». Quindi ha precisato la sua veduta riguardo il numero 88, facendo ricorso storico ai trascorsi gialloblù dell'indimenticato Crespo, quando i primi tempi veniva fischiato dal pubblico «nonostante nel 1997 avesse risolto una partita di Champions con un gol in rovesciata...». Gabriele Majo, però, gli ha
fatto notare come Donadoni stia un po’ agendo in controtendenza sia rispetto al modello indicato, sia a quanto ci aveva abituato nello spezzone della scorsa stagione, quando offriva una chance ad ogni elemento della rosa: «In questa stagione Donadoni sta puntando molto di più su un gruppo fisso. Di turn over ne ha fatto ben poco, anche con tre gare in sette giorni e i rincalzi, come Benalouane e Acquah, utilizzati per squalifiche o infortuni delle prime scelte sono tornati immediatamente nei ranghi, pur avendo fatto molto bene...». Con questi chiari di luna quanto spazio potrà avere il greco Sotiris Ninis, elogiato da tutti i compresenti poiché molto duttile e dotato di ottima qualità? L'impressione è che nella difficile trasferta di Catania Pabon potrà godere di un'altra chance dal primo istante, ma dovrà dimostrarsi più concreto: eliminare quell'alone di fumo che gli ha offuscato i pensieri nelle prime uscite nel campionato di
casa nostra sarebbe già un bel passo in avanti. A proposito di fumo, su sollecitazione di un telespettatore, che chiedeva lumi sulla prossima ordinanza che vieterà il fumo negli stadi, pronta ad entrare in vigore già dal prossimo anno, il top writer della GdS ha fornito la propria esperienza in prima persona: «Lo dico da fumatore, purtroppo è vero. Già in molti Paesi europei hanno iniziato a vietare il fumo negli stadi. All'Old Trafford io presi una multa, mentre a Tokyo fui praticamente blindato». Il Saltimbanco che non è un tabagista, ha sostenuto che si tratterebbe di un gesto di grandissima civiltà: “I fumatori dovrebbero crearsi dei box, all'interno dei quali esser liberi di farsi le loro canne...” . Lorenzo Fava
16 commenti:
Burani deve per forza dare ragione alle mosse societarie se no verrebbe espulso dal Coordinamento! Ma parliamoci chiaro per favore: IL GILA AVREBBE FATTO COMODO COME L'ACQUA NEL DESERTO! Schianchi dice che costava troppo? Bastava non buttare dei soldi nell'affare Pabon e tagliare il contratto di Palladino.
Salve Malaparte,
il Gila, questo Gila, avrebbe potuto anche far comodo, vedendo il rendimento, onestamente inaspettato visto le ultime annate un po' deludenti, però lo diciamo col senno di poi. Quando l'opportunità di rilevarne il contratto si è presentata probabilmente era già tardi e - come top player - il Parma FC aveva deciso di virare su Amauri. Anche per via dell'ottimo scorcio di stagione di due anni fa. Però preso uno non si poteva pensare di prenderne un altro. E, ripeto, quando l'opportunità si è presentata i giochi erano già stati fatti.
Il ragionamento di ieri sera di Schianchi - circa la non possibilità economica di permettercelo - è vero in parte, perché se da un lato Amauri ha un ingaggio più basso rispetto a quello del Gila, il quale aveva un contratto in essere, sicché qualcosa andava pur sempre pagato e non arrivava a parametro zero, dall'altro lato non si può certo dire che sia finito a una delle storiche grandi o una delle formazioni di seconda fascia con più possibilità di spesa rispetto al Parma FC. Il Bologna, infatti, che si è garantito le prestazioni dell'ex attaccante che li condannò - in solido con Cardone e tutti gli altri mitici crociati - alla B nell'epico spareggio 2005, non è certo uno dei club più abbienti della serie A. Dunque se se lo sono potuto permettere loro altrettanto avrebbe potuto fare Ghirardi.
Io non condivido, però, la sua ricetta. Pabon, frutto della ricerca (peraltro non propriamente a buon mercato) che il Parma fa in Sudamerica, è qualcosa di più di una scommessa, perché non si segnano per caso 7 gol in 8 gare di Coppa Libertadores, divenendone il vice-capocannoniere. E' un frutto che deve, logicamente, maturare e che non può esser colto prematuro. Quando terminerà la maturazione? Speriamo presto. Però non credo gli faccia bene respirare questo clima di eccessiva diffidenza che ha attorno. Probabilmente, e non è la prima volta, è stato un autogol costruirgli attorno tutta un'aura di aspettativa. Più si illude più si delude: è sempre il solito discorso. Se non ci fosse stata tutta questa gran cassa attorno a lui - definito l'acquisto principale della sessione estiva di mercato - probabilmente ora ci sarebbero meno pressioni.
Il taglio di Palladino? L'errore semmai sta a monte nell'averlo preso, però lo si dice sempre con il senno di poi. Io a suo tempo diedi la mia benedizione all'operazione col Genoa, poiché molto interessante dal punto di vista economico e sufficientemente di garanzia dal punto di vista tecnico. Poi, però, Preziosi volle pagare di meno rispetto a quanto concordato la differenza economica prevista nello scmabio - e questo abbassa un po' il "valore" dell'operazione in termini economici - così come lo scarso rendimento di Palladino ha abbassato pure quelli "tecnici", essendo stato a disposizione ben poco. Col senno di poi, certo, ma col senno di prima si potevano meglio valutarne le condizioni e prevederne l'evoluzione o l'involuzione. Ma certi affari sono così: prendere o lasciare. E nel complesso i pro, evidentemente, superavano i contro. Tagliarlo quest'estate? Magari cederlo: ma con quell'ingaggio faraonico (il secondo della rosa crociata) chi volete che lo volesse?
Insomma: per me i soldi nell'affare Pabon non sono stati buttati, ma comunque investiti. E, gli investimenti nel calcio si fanno sui giovani, non sugli anziani sul viale del tramonto. Sia pure di qualità e ancora in grado di dare tanto, beninteso, come il Gila. Però a questo punto mi lascia perplesso il discorso Marchionni: certo, economicamente parlando pesa decisamente meno, rispetto al Gila. Ma quando sono razionali e funzionali al progetto queste operazioni nostalgia?
Cordialmente
Gmajo
Majo Pabon per essere un investimento è costato parecchio, forse troppo (si parla di quasi 6 milioni di euro) e per una cifra così non c'è molto da aspettare. Io avrei speso per un giocatore-garanzia come il GILA che non é a rischio fisico come Amauri e poi avrei investito per Belfodil e un altro attaccante giovane simile al francese.
Poi magari mi sbaglio, ci mancherebbe non voglio essere depositario di nessuna verità. Intorno al Parma e nel Parma mi sembra ci siano già tanti professori.
tutto bene quello che dici majo....però secondo me di scommesse ne sono state fatte un pò troppe quest estate(acquah parolo benalouane pabon belfodil arteaga rosi maceachean)è anche giusto per carità ma ci voleva l innesto di qualcuno già di affidabile(e credo che in quest ottica forse parolo stia deludendo le aspettative di affidabilità)......se dobbiamo aspettarli tutti...che fine facciamo? ormai il tempo dell attesa secondo me sta per finire ancora 3/4 giornate e donadoni dovrà fare gioco forze delle scelte.......non sarebbe stato meglio magari tenerne un 2/3 e gli altri mandarli a fare esperienza magari in b.....lo sò il livello del campionato cadetto non è molto attendibile rapportato alla serie a però.....giocando nelle serie inferiori hanno cmq una vetrina,acquistano un valore,e il parma stesso può valutarne le capacità di adattamento al calcio italiano, senza doverli incalzare per crescere velocemente (perchè ormai credo che la pazienza si stia esaurendo ..si incomincia a correre ormai....si entra nel vivo del campionato)alla casa madre,cosi si sovvraccaricano di responsabilità sul campo di fardelli pesanti,poi i paragoni come il nuovo asprillia o la somiglianza con benzema !!...ho scelto questi paragoni (sentiti da tutti credo)per parlare di giocatori come pabòn(in cui qualche speranza la ripongo ancora) o befodil che sono veramente acerbi e partono quasi da zero si rischia di perdere sia il giocatore e di conseguenza l investimento
(anche se si chiamano scommesse propio per questo..)
cordialmente
Filippo1968
Detto che parla di Pabon come nuovo Asprilla è fuori tema,in quanto a parte la nazionalità non ha nulla di Tino....e speriamo non abbia la "testa" di Tino...
Io credo che nel corso di una annata lunga, la carta vincente sia una rosa ampia e di qualità più che un undici titolare inammovibile (Colomba docet) quindi avendo in squadre tante "scommesse" (la più rilevante è Amauri) è imprtante avere diverse frecce nella faretra...un 2buco2 molto evidente nella rosa è l'alternativa a Gobbi ( non mi si venga a dire che all'occorrenza Biabiany...può sostituirlo, si per uno stralcio di partita, magari casalinga, ma essendo un ruolo di grande usura atletica e disciplinare....non sono tranquillo...
Angioldo
Ciao Filippo: dall'elenco che hai fatto andrebbero tolti lo stesso Pabòn e Rosi, poiché questi dovrebbero essere delle certezze e non delle scommesse. Mi spiego: qualora l'inserimento di entrambi dovesse fallire (io mi auguro di no, ma nemmeno lo temo) non sarebbe corretto di parlare si scommessa persa. Poiché loro due sono qualcosa più di una scommessa. Per Parolo dovrebbe valere sostanzialmente lo stesso ragionamento. Non siamo di fronte a dei ragazzini.
Scommesse potrebbero essere Beldofil e Ninis, ad esempio, che rispetto a Pabon non vantano nel proprio palmares individuale il titolo di vicapocannoniere della Libertadores. Tutti e tre, in attacco, sono delle scommesse, però, benché il greco sia stato riciclato centrocampista (proprio per problemi di affollamento del reparto), in quanto è un reparto sostanzialmente rinnovato, malgrado l'innesto dell'usato sicuro (tare fisiche a parte) Amauri. Troppe scommesse, dicevo già quest'estate, non possono essere vinte tutte, nemmeno nelle più ottimistiche delle previsioni, sicché va da sé che qualcuna la si possa pure perdere. Pabon? Sarebbe deleterio per le casse per i 5-6 milioni di euro lì reinvestiti sarebbe bene non finissero nel capirone. Ma affinché ciò non avvenga si tratta di non essere autolesionisti al punto di creargli attorno un ambiente ostile. Peraltro dopo appena sei giornate.
Belfodil, a parte la scarsa propensione, peraltro migliorabile con i continui stimoli che gli dà l'allenatore, ad entrare in area di rigore è - anche a detta di Amauri - un ottimo attaccante (e non è un caso se il mister li appaia). Chiaro che ci deve essere un processo di crescita.
Ergo: il mio auspicio è che anziché gettar loro addosso la croce li si aiuti. Anche questo è una forma di investimento. In fin dei conti chi cavolo erano Asprilla e Crespo appena arrivati qui?
Ciao
Gabriele Majo
non so Tino, ma Crespo a 20 anni una coppa Libertadores l'aveva già vinta, segnando 10 goal compresi i 2 della finale, scusate se è poco...
Pabon, fino ad adesso lo ricordo solo per un assist spettacolare ad Amauri a Genova ; è molto poco, ma il gesto tecnico è stato di così pregevole caratura che mi lascia ben sperare, diciamo che la stoffa c'è, speriamo sia adatta a queste latidudini...
febbredacalcio
vorrei sapere se qualcuno nella galassia sapeva della sua esistenza prima che lo trovassero nella cintura di orione preiti.
Turella
Caro Angioldo non so chi sia il soggetto cui ti riferisci quando dici che è andato fuori tema (nel definire Pabon il Nuovo Asprilla).
Detto questo: come ho cercato di rimarcare ieri sera a Calcio & Calcio c'è una netta differenza nella politica della gestione della rosa nel Donadoni di oggi rispetto a quello di un anno fa subentrato a Colomba. Se allora, anche per cercare, ovviamente, di motivare le truppe ha cercato di coinvolgere (peraltro senza inventare nulla perché è la tattica di ogni allenatore subentrante quella di dar più spazio a chi ne dava meno il predecessore) ogni elemento della rosa (inclusi alcuni che poi - non a caso - sarebbero stati mandati via a fine stagione, poiché non ritenuti idonei al progetto), adesso che è il tecnico che ha iniziato la stagione da principio ha cercato di avere - sempre come fa qualsiasi allenatore in ogni latitudine del mondo, compreso Colomba - una formazione base fissa, su cui talora innestare qualcuno. Non solo: ha fatto anche pochissimo turn over in occasione delle tre partite ravvicinate. Questo senza che nessuna gran cassa abbia suonato il predisposto spartito che non valorizza tutti i giocatori della rosa, come invece si sentiva suonare - anche troppo - un anno fa. Intendiamoci: per me fa bene. Ripeto, come fa bene qualsiasi allenatore al mondo a farlo. Ma smettiamola, un anno dopo, con Colomba da tempo seppellito, di star qui, caro Angioldo, a tirare ancora fuori quei capi d'accusa che non c'entrano un bel niente. Se le "riserve" così trascurate da Colomba fossero state degne di rimanere dopo la rivitalizzazione di Donadoni non sarebbero andate altrove. E delle seconde linee di un anno fa non mi pare ce ne siano molte in organico oggi. Eccezion fatta per Musacci, che ho voluto appositamente elogiare, dedicandogli il titolo della mia opinione di lunedì scorso, proprio perché non è facile farsi trovare così pronti e andare in campo con quella personalità, dopo che uno si era illuso di avere proprio quel posto (che non avrebbe demeritato) poi assegnato dall'inventore Donadoni a Valdes (di lui più vecchiotto di qualche anno... Questo sempre per via della famosa valorizzazione dei giovani...).
Questo per via di quell'ingeneroso "Colomba docet", che hai usato, caro Angioldo, anche perché lo stesso Donadoni sta "docendo" nello stesso identico modo. Gli esempi? Beh: già li ho fatti in trasmissione ed è scritto nell'articolo che ci sovrasta: i vari Benalouane ed Acquah, pur avendo fatto bene nell'emergenza, sono presto tornati nei ranghi. Così come capiterà a Musacci questa settimana. E probabilmente pure a Ninis. Ma non perché Donadoni è un retrogrado, semplicemente perché così fan tutti gli allenatori in partenza. Battezzano un undici, salvo poi ritoccarlo pian pianino. Certo in attacco, visto le tante incognite (convengo che Amauri sia una scommessa, ovviamente dal punto di vista fisico) è chiaro che ci sarà qualche esperimento in più, ma secondo me Donadoni ha già battezzato nella coppia Amauri-Belfodil il suo tandem.
Concordo, invece, sul buco a sinistra: prima di cedere Modesto il Parma avrebbe potuto/dovuto prendere un altro di analoghe caratteristiche, specie se si sapeva da tempo, cioè da fine scorsa stagione, (come asserisce Schianchi) dei problemi al ginocchio. Tatticamente non sarei, invece, così preoccupato: ma che propositivo sei a fare retrograde distinzioni tra casa e fuori casa? Se ascolti bene Donadoni capirai come lui queste cose non le voglia sentire. Casa o fuori deve esser la stessa cosa dice. Bene, quindi Biabiany può far l'esterno al Tardini come lontano dalle mura amiche.
Ciao Gmajo
E come potrebbe uno del CCPC dar contro alla societá? Ahahahah Gli han dato in gestione tutto, a momenti anche i bagni dello stadio. Preferisco i non allineati alle pecore. -Il Manno-
Ma siete sicuri che sia stati Ghirardi a non contattare Gilardino e non Gilardino ad avere rifiutato il Parma? -Il Manno-
Ciao Manno, non so in base a cosa ti sia balenato nella mente il dubbio che hai esposto e al quale non sono personalmente in grado di dare una soluzione. Come noto, infatti, non sono un grosso appassionato di mercato. Tuttavia, a logica, e in base agli elementi conosciuti, ho la sensazione che non sia mai stata intavolata una possibile trattativa per il ritorno di Gila al Parma, poiché il club crociato, quando si è palesata la disponibilità sul mercato di Gilardino, aveva già trovato l'accordo con il top player che nel frattempo si era scelto, vale a dire Amauri. Inoltre anche Pabòn, prenotato già nei mesi scorsi, era arrivato ben prima della fine del mercato. Per cui, in base a questi elementi, mi sentirei di escludere l'ipotesi da formulata. Per me il gila non ha rifiutato il Parma, così come il Parma non ha rifiutato il Gila. Semplicemente non c'è stata trattativa. Almeno, io la penso così. Poi se qualcuno più esperto/informato vuole aggiungere dettagli siamo a disposizione.
Ciao
Gmajo
Quasi del tutto daccordo come sempre con te Majo, con alcuni distinguo: Amauri è una "scommessa" sia atletica che tattica, vero che il tournover di Donadoni quest'anno è ridotto ma credo che solo Paletta Lucarelli Mirantee Gobbi abbiano giocato sempre sinora...l'allusione a Pabon come nuovo Asprilla era del tutto aspecifica , in tanti l'hanno enunciata più come auspicio che per convinzione tecnica,quanto alla differenza tra Gobbi e Biabiany (che tra l'altro ha imparato molto a difendere sulla fascia destra)credo siano macroscopiche e la differenza tattica tra casa e trasferta c'è eccome ( e non contrasta con l'idea di calcio propositivo) se non nel fine perseguito nei modi e nei tempi di approccio alla manovra offensiva.Senza entrare nel dettaglio si cerca un maggior possesso palla in trasferta e una manovra finalizzata ad una conclusione più rapida nelle gare casalinghe, poi ovviamente dipende dalla forza e dalle caratteristiche dell'avversario di turno......per il resto concordo in tutto e vorrei essere efficace quanto te nelle argomentazioni...ma non è la mia professione....e si vede!! dirai...Ciao un abbraccio Angioldo
Approfitto, forse indebitamente, di questo spazio per rivolgere i miei complimenti a Guidolin (al quale ovviamente gliene importerà fino lì...o meglio: non gliene imporetà per niente!). L'impresa a Liverpool è una roba che è alla portata solo dei GRANDI. Lui è riuscito laddove altri hanno toppato di brutto. Peraltro praticando il suo calcio NON propositivo. Sarebbe interessante sapere cosa pensa Ghirardi dell'ennesimo miracolo firmato Guidolin.
Guidolin chi? Quello dei due punti in nove partite? Ah ma a Luca Russo piace il calcio non propositivo, probabilmente è convinto che il patetico confronto football propositivo-catenaccio sia un tema molto intelligente... L'Udinese (eliminata dalla Champions e con soli 6 punti in 6 partite senza peraltro aver avuto il calendario del Parma) fa la prima gara veramente buona della stagione ed ecco qua tornare i geni ad esaltare Guidolin e a tirarlo di nuovo fuori dopo ormai tre anni dal suo addio. Succederà ogni volta che l'Udinese vince? E per quanti anni ancora? Per fortuna che Colomba non allena, sennò a ogni sua vittoria (allenasse pure in Lega Pro) asalterebbe fuori il confronto con Donadoni. Sinceramente credo che a Ghirardi della vittoria di ieri dell'Udinese importi meno che zero. E, a tre anni di distanza e avendo Donadoni in casa, credo che importerebbe meno di zero a qualsiasi presidente
Guidolin: quello della promozione in A, dell'ottavo posto di due anni fa (lo stesso ottavo posto conquistato dal duo Colomba-Donadoni al termine dello scorso anno), delle due qualificazioni consecutive dell'Udinese in Champions e della vittoria ad Anfield Road, impresa riuscita a non tanti club italiani.
Non mi stancherò mai di ripeterlo così come altri non si stancheranno mai di non riconoscere la bontà del lavoro fatto da Guidolin a Parma: sopravvive non il più forte, ma chi si adatta meglio. Il Parma, che non mi pare abbia l'organico del Barcellona, del PSG o del Real di Mourinho, potrebbe praticare un calcio più pragmatico, e quindi anche più redditizio in termini di punti, invece che quello propositivo che finora comunque non ci ha portato all'essere considerati, almeno in Italia (visto che l'Europa da qualche anno è solo un miraggio), un modello, un esempio da seguire. Oltretutto, ho avuto modo di confrontarmi, ultimamente, con chi ha seguito il Parma da spettatore neutrale ed il commento ricorrente è stato questo: il Parma non gioca bene ed in difesa se la passa male. Nessuno, e dico NESSUNO, che mi abbia fatto presente quanto sia divertente il Parma o quanto sia spettacolare il calcio che produce. Sarà un caso?
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