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I PADRONI NEL PALLONE / CELLINO, OLTRE A VIETARE L’ACCESSO ALLE TESTATE WEB, TIENE LE PORTE CHIUSE PERFINO A UN INVIATO DELLA GAZZETTA DELLO SPORT
Il direttore della Rosea Andrea Monti: “Qualcuno gli spieghi che il diritto di cronaca è costituzionalmente garantito”. O dovrebbe…
(gmajo) – Dieci mesi fa – era l’11 dicembre 2011 – stadiotardini.com si occupò del deprecabile comportamento della società di serie A Cagliari Calcio che, unica in Italia, tiene fuori dal proprio stadio, e anche dal Centro di allenamento di Assemini, le testate web. Allora raccontammo le peripezie dei colleghi di Tuttocagliari.net e Calciomercato.com, ma stavolta il club presieduto dal consigliere federale Massimo Cellino ha avuto l’ardire perfino di escludere dal neonato impianto di Quartu Sant’Elena nientepopodimeno che l’inviato della Gazzetta dello Sport Francesco Velluzzi. Caro Bibi, tempi duri per i gossip writer… Al giornalista della rosea, infatti, del resto come allo scrivente, piace occuparsi anche di cronaca rosa… Quello che stamani sul suo giornale avrebbe dovuto essere un reportage della partita con il Pescara (1-2 per gli ospiti) e della inaugurazione del nuovo impianto IS ARENAS si è trasformato, invece, nel resoconto della sua disavventura. A lato un lungo corsivo firmato dal direttore del più diffuso quotidiano sportivo italiano, Andrea Monti, che chiosa: “Qualcuno spieghi a Cellino che il diritto di
cronaca è costituzionalmente garantito”. O dovrebbe, mi viene da pensare, tenendo presenti le cronache di questi giorni. Ovviamente a Bibi Velluzzi va la mia piena totale solidarietà: forza, cerchiamo di far capire ai padroni del pallone come si sta al mondo. E se viene toccata una corazzata come la Rosea chissà che non si smuova qualcosa…
Il caso / La società guidata da Cellino ha negato a Velluzzi l’accredito per la partita a IS Arenas
A CAGLIARI PORTE CHIUSE PER IL NOSTRO INVIATO
di Francesco Velluzzi (da La Gazzetta dello Sport del 01.10.2012)
Lo stadio di Is Arenas aperto agli abbonati del Cagliari: in 4.398 hanno assistito al k.o. col Pescara. Avremmo dovuto raccontarvi un pomeriggio di festa, una sorta di inaugurazione dell’impianto che, pur con problemi (per i giornalisti neppure un banco, gli spogliatoi in una palestra attigua, il tabellone s’inceppa) ora è agibile. Niente accredito Non è stato possibile perché alle 14.30, davanti al botteghino accrediti, ho scoperto che il mio non c’era. L’addetta mi dice: “Ne ho due, ma non il suo”. Allungo l’occhio sulla lista e vedo che il mio nome è cancellato con una penna blu. Martedì la segreteria della Gazzetta aveva spedito la richiesta di accredito. Cosa ho fatto di male? Nulla. Ma la settimana scorsa sono stato qui 4 giorni per raccontare le vicende dello stadio e la vigilia della sfida con la Roma, poi non disputata. Ho pure intervistato il sindaco di Cagliari Zedda, il nemico numero uno di Cellino che nel ‘94 mi negò l’accredito per l’Inter: sosteneva che portassi sfortuna al Cagliari. Alle 15 il botteghino viene chiuso, cerco gli addetti stampa del Cagliari: il responsabile non sta bene, i vice, Alessandro Steri e Francesco Ciusa, non mi rispondono. Alle 15.39 ricevo un sms da Ciusa: “Ho fatto il possibile, ma purtroppo non abbiamo la possibilità di procurarti un pass. Mi dispiace, Francesco”. Dopo due minuti ci parlo, è imbarazzato. “Gli accrediti non li faccio solo io, siamo un paio”. Avviso la Questura, che già deve contenere gli ultrà che contestano Ficcadenti. Il vicequestore Martera mi parla, una sua collaboratrice prende i miei dati. Provano a farmi entrare. Niente. Il Cagliari perde, si scatenano gli ultrà. Cellino esce alle 17.30 e parla con Dessena. I tifosi gli chiedono la testa di Ficcadenti. Provo ad avvicinarlo, abbassa lo sguardo e finge di non vedere. E’ in auto con l’amico Vasapollo e va via veloce.
IL COMMENTO
di Andrea Monti (dalla Gazzetta dello Sport del 01.10.2012)
NERONE NEL PALLONE
Cronaca di un’ordinaria giornata all’ultimo stadio. Mentre Massimo Cellino – al ritorno da due settimane a Miami in cui ha cercato di terremotare il calcio italiano e l’ordine pubblico a Cagliari col remote control – si accomodava trionfalmente sulla tribuna ancora in costruzione, il nostro Francesco Velluzzi rimaneva fuori a godersi la partita insieme a un gruppo di tifosi, anche loro esclusi grazie alla lunare gestione dei lavori di ristrutturazione di Is Arenas. Persona non gradita: al giornalista della Gazzetta è stato negato l’accredito. Senza spiegazione, ovviamente. Ma è facile immaginare che i suoi articoli, lontani dalle ovazioni che il presidente rockstar vorrebbe sentire, non siano piaciuti. Da qui la reazione che ogni integralismo religioso, politico e pallonaro riserva ai media non compiacenti: abnorme oltre che stupida e probabilmente illegittima. Si sarebbe tentati di dire che Cellino, questa volta, abbia oltrepassato ogni limite. Ma non sarebbe esatto. Il limite lo ha superato da tempo. Anzi, in quella terra di nessuno – nessun buon senso, nessun rispetto per gli altri – ci ha piantato le tende. Vi campeggia felice degli incendi che appicca. Nerone nel pallone, ora ci spiegherà che a casa sua invita chi vuole. Peccato che una partita di calcio sia, da sempre, un grande spettacolo pubblico che richiede tutti i suoi interpreti: calciatori, allenatori (i suoi sono a scadenza come lo yogurt di giornata), tifosi e, purtroppo per lui, pure quei gazzettari impuniti che talvolta osano criticarlo. Peccato soprattutto che lo stadio non sia suo, e che lo Stato provveda a spedirgli polizia, carabinieri, vigili e pompieri a spese della collettività. Francamente non mi importa nulla, e nulla voglio sentire, dei rapporti evidentemente non idilliaci tra il bat-presidente e il nostro giornalista. Sicuramente dirà che è malevolo e prevenuto. Massì, una bella congiura mediatico-giudiziaria, in questo Paese, non si nega a nessuno. Resta il fatto che il direttore della Gazzetta, allo stadio, ci manda chi vuole, non chi è gradito ai padroni del vapore. E che Cellino è consigliere federale e autorevole membro della Lega di Serie A. Non male come rappresentante delle istituzioni. Sarà il caso che qualcuno, sortendo la testa dalla sabbia, gli spieghi che il diritto di cronaca è costituzionalmente garantito. E se pure Velluzzi, ieri, avesse voluto comprarsi un biglietto e commentare la partita dagli spalti non avrebbe potuto visto che il pubblico pagante 8esclusi gli abbonati) a Is Arenas non ci può mettere piede. Questa è Cellinoland: non un’arpa, ma il suono acre di una chitarra rock ne accarezza le macerie.
ARTICOLI E CONTRIBUTI MULTIMEDIALI CORRELATI
STADIO SANT’ELIA, DOVE NON E’ CONSENTITO L’ACCESSO ALLE TESTATE WEB
LASCI GIORNALISTA FUORI DA STADIO E SALA STAMPA? BUSCHI OTTO MESI DI CARCERE…
15 commenti:
Quando un giornale si occupa delle piccola squadre solo ed esclusivamente quando c'è qualche inghippo cosa potete aspettarvi? Quando la rosea comincerà ad offrire un servizio serio potrò essere solidale, per me Cellino ha fatto bene. -Il Manno-
Mi spiace, Manno, ma non sono assolutamente d'accordo. Questi comportamenti vanno stigmatizzati, sebbene la linea editoriale della Rosea sia poco osservante degli interessi dei piccoli club.
Io la mia solidarietà l'ho offerta nonostante, ovviamente, la Rosea non avesse dedicato un rigo al sottoscritto pubblicamente definito persona sgradita, nemico del Parma et etc dall'uomo nuovo del calcio italiano Tommaso Ghirardi, né una riga scrisse lo scorso anno quando Cellino iniziò a tener fuori le testate web dal Sant'Elia.
Ma la solidarietà non la si misura con i favori che si ricevono.
Spero solo che si aprano gli occhi sui comportamenti disdicevoli dei padroni del pallone.
Cordialmente
Gmajo
Che sia un comportamento disdicevole nessuno lo può negare ma che la rosea un pò se li meriti questi trattamenti è anche questo assolutamente innegabile. Anche se mi spiace per la persona che sicuramente svolgerà al meglio il suo lavoro. Di padri-padroni ne abbiamo anche noi uno in casa per cui non mi meraviglio di Cellino.
L'errore che si commette spesse volte è quello di schierarsi, come se sia un obbligo o un dovere (o forse un vizio). Ci dimentichiamo che spesse volte la ragione stà nel mezzo, e che non solo in molti casi nessuna delle parti sia depositaria della verità, bensì che con frequenza ci troviamo di fronte a casi in cui per certi versi nessuna delle parti abbia ragione, finendo a cercare senza rendersene conto quale sia la parte che abbia "meno torto".
Per me la spiegazione e molto più semplice di quello che sembra:
A-Considero un'indecenza privare un giornalista di svolgere il proprio lavoro, per quanto riguarda il caso in concreto
B-Considero che la Gazzetta dello Sport schifi e snobbi tutto ciò che provenga da bacini d'utenza inutili al fine commerciale, cosa altrettanto ingiusta sempre per lo stesso diritto di cronaca al quale mi appello nel punto A.
Se ciascuna delle parti pensasse a fare ciò che andrebbe fatto, anche se riconosco che sia utopistico, forse sarebbe più facile il resto, ed eviteremmo dibattiti e discussioni completamente sterili che si spostano dal reale nucleo del problema.
LonigoPresente
(o Nicolò Fabris, visto che da quel che intuisco lo striscione che porto in firma non so se potrà accedere ancora allo stadio, e quindi identificarmi come una gigantesca carta d'identità).
Caro Nicolò Fabris, benvenuto su Stadiotardini con il tuo vero nome. Recentemente ho letto sul forum di "parmafans" una presa di posizione nei miei confronti da parte di un utente che aveva il nick LonigoPresente, il quale definiva "da TSO" la lettera aperta a Tommaso Ghirardi che io scrissi in difesa di Gabriele Majo dietro il nick "Parmigiano". Segnalo il link per chi volesse leggere il post http://parmafans.forumcommunity.net/?t=33577627&st=6030 il cui autore presumo che fossi tu. Io faccio la Guardia Medica, il TSO è uno strumento che conosco molto bene perchè rientra nel mio lavoro quotidiano e ti garantisco che quel termine è troppo forte per esprimere il proprio dissenso nei miei confronti. Avresti potuto benissimo usare un tono più rispettoso della mia persona e magari rivolgerti direttamente a me qui a Stadiotardini, che è il luogo più naturale per portare avanti il dibattito. Ciao, Dino.
Penso ciò che ho scritto, e lo ribadisco senza problemi. Non capisco cosa c'entri con questo discorso, link o non link, ma ripeto, è una mia opinione, ovviamente esagerata.
Potrei contestualizzare, spiegare, ribattere, ma A-davvero esiste qualcuno interessato alla cosa? B-c'entra qualcosa con Cellino e la Gazzetta dello Sport?
Un saluto
LonigoPresente
A: si, io. B: Il contesto è il medesimo, e cioè l'arroganza dei presidenti delle squadre di calcio in Italia. Ciao, Dino.
Caro Lonigo, l'altro giorno mi sono irritato a leggere il tuo commento soprattutto perchè avresti potuto benissimo affrontarmi direttamente qui su Stadiotardini: ti garantisco infatti che sapere che qualcuno ti ride alle spalle è veramente fastidioso. Per quanto riguarda il discorso TSO diciamo che me la sono presa ma molto meno, anzi ti confesso se mi avessi dato del pazzo in faccia mi sarei anche divertito! Pazzia infatti non vuol dire necessariamente idiozia: pensa che una volta ho conosciuto un paziente che sentiva la classica voce, la quale ormai era diventata talmente sua amica che l'aveva ribattezzata "Frank" (la voce, in inglese "the voice", come il soprannome dato a Frank Sinatra)! Idolo. E poi perdere tutto questo tempo dietro al Parma di Ghirardi è veramente da idioti, per cui a pensarci bene per me il TSO sarebbe effettivamente appropriato. Ieri ho letto i vostri commenti su parmafans ma non mi sono segnato, tranquilli. Per tornare alla mia lettera aperta a Tommaso Ghirardi era scritta con lo stile che usavo quando intervenivo sulla GdP dietro al nick "parmigianoreggiano", fatta di provocazioni al limite del paradosso (per questo ha suscitato la tua ilarità) ma ti garantisco che il mio sdegno verso il Presidente era genuino: qui però apriamo un altro capitolo. Se vorrete ne potremo parlare con i tuoi amici qui su Stadiotardini, dove il vostro contributo sarebbe veramente utile. A presto, Dino. PS Ti ho scritto qui non per mettere in piazza un chiarimento privato, ma perchè ho provato a mandarvi questo commento anche sul vostro forum dopo essermi registrato: il server però non l'ha accettato.
Correggo il refuso: ieri leggendo i vostri commenti su stadiotardini non mi sono sdegnato (anzichè segnato), come ha ipotizzato Loredano. Ciao, Dino.
Per anni avete appoggiato i presidenti padroni, ora fate finta di svegliarvi, cosa ne pensate a tal proposito degli stadi di proprietà? La casa è mia e decido chi viene dentro è un concetto giusto? Sbaglio o assomiglia molto alla questione daspo/tessera ecc sollevata dagli Ultras? Non le esprimo solidarietà perchè lei si è sempre espresso contro certe categorie senza guardare lo scenario più ampio, ma contestando piccoli episodi per screditare gli scenari Ultras appunto.
Comunque il Ghiri non ha ragione nei suoi confronti sig. Majo, lei pur rompiballe quale può essere è sempre un giornalista di Parma ed avrebbe il diritto di far quello che ha sempre fatto.
Anonimo Veneziano
quindi ora sei "te stesso" e non più "parmigiano reggiano2???
allora mi mancherà il tuo nick caro dino, mi ci dovrò abituare..ti sarai già accorto che c è qualcuno che ti reclama sul forum gdp...non farlo stare in pena...
ciao "ex parmigiano reggiano"
Filippo1968
Ciao Filippo1969, alla luce del recente increscioso attacco di Ghirardi nei confronti di Majo ho deciso di scendere in campo in sua difesa togliendomi dal volto il nick "Parmigiano" e poichè la Redazione della GdP online mi ha censurato molti commenti non offensivi solo perchè criticavo Ghirardi ho abbandonato quel forum dove mi firmavo come "parmigianoreggiano" e d'ora in poi interverrò solamente su Stadotardini.com. Un saluto, Dino.
Ok, mi era sfuggito il tuo commento, immagina l'importanza che ho dato alla cosa.
Ti rispondo per punti:
1-Il fatto che tu ti sia irritato non mi fa nè caldo nè freddo visto che il mio commento al tuo messaggio è stato un semplice:
"Sono stato sgridato su stadiotardini.com pero il mio commento sul vincitore assoluto del commento più assurdo sulla vicenda Majo-Ghirardi (non tanto per da che lato si schieri, più che altro per i contenuti davvero esilaranti) dall'autore del commento.
Vado dietro la lavagna."
Lo riporto pure qui, così come dici tu "ti affronto" su stadiotardini.com.
I commenti di altri utenti sono responsabilità loro, e quindi se ti sei sentito irritato è un problema tuo e non mio.
2-Sul diverbio Majo-Ghirardi ho già detto la mia, e lo ripeto: in quella situazione Ghirardi ha perso un'occasione di tacere.
3-Detto questo, la tua lettera sul PALADINO DELL'INFORMAZIONE, sul PATRIMONIO CULTURALE PARMIGIANO ecc. ecc. è da demente assoluto: l'ho detto, lo dico ora, lo ripeto, lo sottolineo e lo sottoscrivo. Le cose sono due: o era una palese presa per il culo non capita da chi poi ha deciso di pubblicare il tuo commento, o hai una visione della realtà parecchio distorta. Con questo non voglio sminuire la professionalità di Majo, però da qui a descrivere un giornalista come l'hai descritto tu... Fossi io al posto di Majo mi sentirei o preso per il culo o abbastanza in difficoltà con certe affermazioni che palesemente sono fuori da ogni realtà.
Detto questo, io scrivo dove voglio e quando voglio, se è uno spazio libero, e se è uno spazio moderato che mi si legga dipenderà da chi poi pubblica.
Sta manfrina su "hai scritto qui, e poi hai scritto lì" mi fa ridere.
E per me questa lunga storia basata sul nulla si chiude qui.
Un saluto
LonigoPresente
Sono dell'idea anch'io di tirar giù la saracinesca su questo argomento, anche considerato l'avvio non felice della stagione che ci porta, giustamente, a dissertare di altri argomenti più vicini all'oggetto sociale del nostro quotidiano on line. Quello che deve esser chiaro, però, è che in piazza l'argomento Majo nemico del Parma ce l'ha portato Ghirardi, incluse le implicazioni personalissime e OT della vertenza di lavoro, e non certo io. Così come un anno fa non scrissi qui una riga quando in modo altrettanto deprecabile mi venne negata la tessera stampa stagionale, e pure in quella occasione dovettero intervenire, a mia tutela, gli organi istituzionali per ristabilire la "normalità" o quasi. Dopo esser stato tirato in ballo penso di aver risposto in modo piuttosto signorile con uno scritto piuttosto equilibrato per poi chiudermi in silenzio per tre-quattro giorni (siccome non mi sentivo sereno non ritenevo giusto comporre. Questo per lo sviscerato amore per la mia professione, e nel rispetto, come sempre della deontologia: alla faccia di chi mi considera in malafede o prevenuto o col dente avvelenato) salvo, ovviamente, ospitare i vari scritti via via pervenuti o nello spazio commenti (dove ce ne sono diversi anche contro il sottoscritto) sia con articoli. L'ultimo dei quali quello di Schiroli che mi ha fatto molto piacere perché ha ricordato a chi se lo era scordato e informato chi non lo sapeva che Gabriele Majo è sempre stato "scomodo" da Ernesto Ceresini in poi, perché quello è il suo modo di essere. Le cause non c'entrano nulla.
L'attacco di Ghirardi contro il sottoscritto, durante una pubblica conferenza stampa (di quelle che in gergo chiamiamo marchette, visto che era di natura commerciale e non certo di informazione sportiva, alla quale ero stato invitato), come dicevo, ha fatto prender in mano la penna virtuale o la tastiera a tanti compositori, molti contro di me - e su una certa piazza sono stati a dir poco vergognosi - e alcuni a favore, come Dino Pampari, parmigiano, che spesso tira fuori delle iperboli, come quelle da te ricordate, ma ineccepibili come punto di partenza. Perché che io sia un paladino dell'informazione (aggiungerei libera e pulita) penso sia sotto gli occhi di tutti, non da oggi, ma da 30 e rotti e anni; che sia un patrimonio culturale, invece è un po' esagerato.
Detto questo c'è modo e modo per contrapporsi: parlare di demenza assoluta o di TSO è fuori luogo, anche se chi va al mulino si infarina, per cui se si decide di giocare alla guerra un po' si danno e un po' si prendono.
Io non mi sono certo sentito preso per il culo dagli scritti di Dino, anche se spesso con le sue iperboli e le sue esagerazioni può finire a farmi più male che bene, ma se lui si sente liberamente di scrivere così lo faccia pure. Al limite se ho qualcosa da dire gli rispondo, come pure faccio con i miei tanti oppositori.
Comunque sia ribadisco (sia alle forze amiche che agli avversari) non è mia intenzione fare degli inutili muro contro muro. Non mi interessa far proseliti o aver gente contro. Ho dato spazio all'attacco, mi sono difeso e a imperitura memoria ho posto un link di fianco alla testata che reindirizza a quel post. Ora, però, non incancreniamoci e facciamo un passo più in là.
Cordialmente Gmajo
Ma si dai, mettiamoci una pietra sopra e facciamo pace. Le mie espressioni volutamente esagerate del resto non saranno d'ora in poi più nel mio carniere, per evitare facili fraintendimenti. Ciao a tutti, Dino.
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