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IL MISTER / “STAVOLTA NON C’E’ DAVVERO NULLA DA SALVARE”
All’allenatore giornalista di stadiotardini.com non sono piaciute né le prestazioni dei singoli, né le scelte di Donadoni “che ha sottovalutato il Catania scendendo in campo con una squadra squilibrata in attacco”
(Il Mister) – Se a Catania doveva arrivare una svolta, non si può negare che sia arrivata ma in negativo. Il Parma torna dal Massimino con un 2-0 fin troppo generoso per i crociati, autori indubbiamente della peggior prestazione stagionale. Ancora peggio rispetto al 3-1 di Napoli, quando quanto meno gli uomini di Donadoni potevano vantare l’attenuante di essere sì passati in svantaggio dopo 3’ (in Sicilia dopo 1’40’’) ma di aver poi fatto la partita, finendo per subire “soltanto” in contropiede. No, il Catania ha surclassato il Parma in lungo e in largo, non concedendo che una misera occasione a Gobbi su cross di Biabiany dalla destra nel cuore del primo tempo. Certo, il raddoppio di Bergessio è arrivato in ripartenza così come le altre occasioni dello stesso attaccante argentino (che ha costretto Paletta a un salvataggio sulla linea). Ma se si aggiunge l’espulsione ingenua di Benalouane e i due tiri da centrocampo di Almiron che potevano sorprendere un attento Mirante, si ha un bilancio mortificante. Questa volta, insomma, non c’è davvero nulla da salvare. Nelle prestazioni dei singoli e nelle scelte di Donadoni, che ha sottovalutato il Catania scendendo in campo con una squadra squilibrata in attacco.
Continua la lettura all’interno
Contrariamente alle indicazioni pre-partita, infatti, il tecnico ha puntato sulla coppia più pesante, quella composta da Amauri e Belfodil, schierando Biabiany sulla fascia destra e non da seconda punta. Un errore bello e buono, perché in una partita nella quale si doveva anche sfruttare il contropiede il Parma ha finito per presentarsi con un duo d’attacco troppo statico e con come unica soluzione il cross dalle fasce (un frangente sul quale si deve lavorare maggiormente, Biabiany e Gobbi non riescono a crossare adeguatamente). Troppo appiattita su una sola linea la coppia Amauri-Belfodil per poter far male, un regalo non male per un Catania privo di Spolli, il proprio centrale migliore. Male la fase offensiva, alla quale ha giovato poco l’inserimento di Pabon nell’ultima mezz’ora, malissimo quella difensiva. Lì dove Lucarelli ha sul groppone i due gol e dove Benalouane ha steccato rimediando un rosso sanguinoso nella seconda partita che Zaccardo gli concedeva. Il francese, a proposito, finisce sotto la lente d’ingrandimento doppiamente. Perché contro la Fiorentina un suo svarione finì per causare l’unica altra espulsione stagionale, quella di Rosi. Questa volta è stato lui in prima persona ad andarsela a cercare. E, così, non può andare. Ancora peggio, però, Lucarelli. Che dopo un minuto si è fatto uccellare dal taglio tra le due linee di Barrientos, si è fatto saltare dall’argentino e ha regalato a Gomez una difesa completamente sguarnita per insaccare l’1-0. E, all’80’, è uscito a vuoto nell’avvio dell’azione che ha portato lo stesso Gomez a servire Bergessio per il 2-0. Un pomeriggio da dimenticare per il capitano del Parma. Ma anche qualcosa su cui Donadoni dovrà riflettere. Perché l’impressione di queste sette partite è sempre stata che questa difesa a tre non possa poggiare soltanto sul Paletta migliore degli ultimi tre anni e sia lasciata troppo scoperta da un centrocampo che ha sì i piedi buoni, però non fa assolutamente filtro. E, comunque, se Parolo continua a dimostrarsi né carne né pesce (attacca male e difende poco), perché far giocare lui e non Ninis? Quanto meno, il greco ha dimostrato personalità e qualità. Doti che al momento sembrano latitare nel nostro centrocampo. Chiudiamo il bilancio penoso di questa trasferta con un dato statistico da non trascurare. Il Parma ha rimediato 6 ammonizioni e un cartellino rosso, portando il totale dei cartellini a 30 gialli e due espulsioni. Nessuno ha fatto peggio. Se è vero che un certo numero di cartellini significa che la squadra sente la partita, è innegabile che un numero troppo alto di ammonizioni sia sintomo di nervosismo e di mal posizionamento dei giocatori in campo. Se prima di Catania potevano esserci dei dubbi, e francamente nemmeno chi scrive pensava che ci fossero grandissimi problemi, adesso la situazione di difficoltà è innegabile. Non resta che sperare che la sosta permetta un chiarimento e il recupero delle migliori condizioni per Biabiany e Amauri, gli uomini che dovranno dare la svolta dalla Sampdoria in avanti.
Le foto da Catania sono di Luca Russo per www.stadiotardini.com
I PRECEDENTI ARTICOLI DE “IL MISTER” PER STADIOTARDINI.COM
“IL MISTER” / “E SE FOSSE UNA GRANDE OCCASIONE PERSA?”
IL MISTER / IL ROMPICAPO: COME RIMPIAZZARE VALDES?
IL MISTER / ACQUAH SULLA FASCIA DESTRA POTREBBE ESSERE IL NOSTRO ASAMOAH…
IL MISTER / “SIAMO SICURI CHE LA MEDIANA PAROLO-VALDES-GALLOPPA STIA RENDENDO ADEGUATAMENTE?”
IL MISTER / “IN ATTACCO PUNTEREI SULLA NUOVA COPPIA BELFODIL-NINIS, MA…”
“IL MISTER”: “ECCO IL MIO PARMA SPERIMENTALE”
IL MISTER / BIABIANY, PICCOLO LEADER E ARMA TATTICA DI DONADONI
17 commenti:
Una squadra priva di personalità, mal schierata in campo, con gravi carenze in ogni reparto, decisamente deludente sotto ogni punto di vista: è stato detto tutto questo nelle ultime ore sul Parma. Io aggiungo che è soprattutto una squadra in grande crisi poichè condizionata dal clima di odio che Ghirardi ha creato nelle ultime settimane con il suo sciagurato attacco pubblico nei confronti di Gabriele Majo. Dopo quelle parole tutta Parma è rimasta basita, attonita ed incredula: come può il presidente della propria squadra di calcio attaccare così vilmente e con tale livore uno dei propri figli più appassionati e sinceri? Chiunque conosce bene Parma sa perfettamente come Gabriele Majo sia mosso nel suo lavoro unicamente dalla passione per la propria città e al di là delle sue opinioni, che possono essere più o meno condivisibili, ogni persona che sia onesta intellettualmente non può non vedere in lui un fedele custode della parmigianità. Per questo sentire definire Majo "nemico del Parma" è suonato come assurdo ma soprattutto come surreale: o Ghirardi non sapeva cosa stava dicendo oppure sapeva perfettamente di dire un'eresia, ancor prima che una colossale menzogna. Cosa muove allora il presidente del Parma nel suo agire se egli è in grado di diffamare in questo modo una persona che per il Parma ha dedicato la sua vita? Tutti noi infatti sappiamo che Gabriele Majo ha deciso di curare Stadiotardini.com a tempo pieno da tre anni a questa parte e soprattutto senza guadagno alcuno e questa è la prova più schiacciante, ancor prima di qualsiasi dimostrazione teorica, di come l'accusa di Ghirardi sia assurda: se infatti veramente Gabriele Majo fosse un nemico del Parma davvero non ci sarebbe sulla faccia della terra alcun amico del Parma. Tutto questa cattiveria scaturita da chi "presiede" la bandiera sportiva della nostra città ha creato un clima di odio che sta già portando i suoi frutti e sono certo che da qui nasca la mancanza di serenità della squadra: non mi stupirei perciò se questo fosse solo l'inizio della fine dell'era Ghirardi, che ha vergato così in maniera indelebile una delle pagine più tristi della nostra storia. Dino Pampari.
Non mi sono mai voluto schierare pubblicamente sulla questione Majo/Ghirardi anche se intimamente ero e sono dalla parte opposta alla prepotenza. Ma dire che il Parma ieri ha perso per il clima di odio (?) creato per tale vicenda da Ghirardi mi sembra esagerato e fuori luogo. Sono sicuro che non lo sia, ma l' impressione per questo intervento mi sembra tanto di tentativo alimentare con benzina un fuoco che lentamente si sta spegnendo. Le 2 questioni non hanno nulla in comune.Il Parma ieri ha perso perchè è una squadra incompleta. Serviva un attaccante d'urto la davanti e ci si è affidati al "ricordo" di un Amauri irriconoscibile, alla speranza di un ragazzino (Calimero-Pabon) che tatticamente è alla pari di mio nipote (primi calci)ed a una ballerina (Belfodil) bello da vedere, ma in quanto a concretezza nullo.
Moviola/Parolo rimasto alla fiammata di 2 anni fa col Cesena, la mancanza di un sostituto di Gobbi (ieri tra l'altro fra i migliori).
Tutti a partire dai giornali alle tv e gli stessi tifosi avevano avvertito che questa partita era la più difficile da affrontare dall'inizio campionato. Come sono andati in campo? Molto probabilmente volando verso Catania hanno visto il mare e pensavano di tornare in "colonia" in Sardegna a giocare nell'acqua come a Giugno.
Saluti.
Luca
In effetti penso anch'io, come Luca, che la querelle che mi vide opposto mio malgrado al presidente Ghirardi non c'entri nulla con l'esito della partita di ieri, la quale, peraltro, a mio modesto avviso, è frutto del desiderio di voler imporre - senza peraltro riuscirci se non in un modo sterile - il proprio gioco sempre e comunque. Non siamo il Barcellona o il Real Madrid. Quando torneremo a vestire i panni della provinciale sarà sempre troppo tardi. Il calcio propositivo non lo pratica chi lotta per lo scudetto né chi vince la Champions League: quando con umiltà lo si capirà si sarà fatto un passo avanti. Ma fin che la squadra di calcio rimane lo specchio fedele della "ubris" di chi si crede invincibile o il migliore del mondo il rischio di forti delusioni è piuttosto alto. Ma in effetti questo non c'entra con l'esternazione ghirardiana, per lo meno nei termini iperbolici come la messa giù Dino (a parte noi, onestamente nessuno ha mai tirato a mano la questione, a parte qualcuno appena successo: non c'è alcun tipo di campagna di odio). Se invece pensiamo che quell'uscita fosse derivata (come in effetti credo sia stato) dalla mia critica post Napoli, laddove, avevo ricordato i limiti del calcio propositivo, sposato senza indugi da questa proprietà e da questa dirigenza - in ciò sostenuti da tanti che si illudono che il Parma possa spaccare il mondo come ai tempi di Calisto (in realtà il Parma inseguendo la chimera Scudetto perse il gusto per ogni altro tipo di vittoria...) - allora un mezzo collegamento ideale potrebbe anche esserci. Ma se il sottoscritto avversa il calcio propositivo non è per stuzzicare la pelle oltremodo sottile dei manovratori, e men che meno di quel galantuomo di Donadoni, ma per puro esercizio di realismo. Conscio che chi non si illude non rimane deluso. Anzi, se poi ottiene di più di quel che pensa (vedesi l'inatteso finale dello scorso campionato) si gode ancor di più. Certo non invito tutti a pensarla come me, però offro un punto di vista...
Cordialmente
Gmajo
La mia sarà anche una forzatura come dite voi, ma credo che dal giorno in cui Ghirardi se n'è uscito con quel colpo alle spalle contro uno di noi la sua credibilità abbia subito un danno esiziale, con conseguenze negative in tutto l'ambiente del Parma. Un saluto, Dino.
il calcio propositivo andrebbe anche bene...se si avessero dei giocatori decenti. Noi non li abbiamo, Paletta a parte, quindi sarà ben dura fare un calcio propositivo...con la squadra che abbiamo ringrazio il cielo di avere Donadoni e non Zeman altrimenti firemmo sempre per prendere una decina di gol a partita! Questi sono i frutti di chi vuole costruire una squadra spendendo poco e ottenendo il massimo guadagno. Vi anticipo: io non voglio per forza gli sceicchi (che schifo non mi farebbero, anzi....) quindi non ditemi che devo cambiare squadra, io chiedo solo di non dover soffrire fino a fine campionato e magari, se possibile, di non vedere cacciare un allenatore all'anno. Chiedo troppo? Probabilmente si...ma il caro Ghirardi, che io non ringrazio più per averci comprato dal giorno dopo la sua venuta perchè mi sta bene ringraziare ma poi io valuto l'operato, non ha comprato il Parma sotto minaccia e nemmeno lo ha trovato con una situazione finanziaria disastrata...siccome ci ha costantemente ricordato che per colpa della serie B abbiamo finito di ricoprire il buco finanziario quest'anno vorrei ricordargli che lui il Parma lo ha preso in A e lo ha portato in B il primo anno. Io onestamente non vedo Ghirardi come il salvatore della patria che è sceso da Brescia per amore del Parma e della sua gente...è una fòla che va bene per i ragazzetti o per gli immanicati del Ghiro...è un bresciano che tifa gobbi, dailà...è per questo che mi farebbe piacere se per una volta non spendesse soldi alla cazzo ma allestisse fin dall'inizio una squadra degna di questo nome che possa salvarsi senza far soffrire la gente. Speriamo bene. -Il Manno-
Ciao Dino, ribadisco che, onestamente, non ci ravviso nessun rapporto di causa/effetto tra quella vicenda e le azioni (o non azioni) sul campo del nostri eroi. Dunque cavalcarlo è strumentale, o può apparire strumentale, al di là della tua convinzione o della tua buona fede. Sinceramente non credo proprio che lo spogliatoio potesse esser turbato a tale punto da non rendere al Cibali, né nell’ambiente avevo registrato un clima ostile derivante da quel deprecabile episodio, che rimane fine a sé stesso.
Grazie comunque per la vicinanza e il sostegno
Gmajo
Caro Manno,
posto che anche la mia è una semplice opinione con comprovata dai fatti, ritengo che non sia un problema di personale umano messo a disposizione dell'allenatore quanto della comune scelta di quest'ultimo e di chi lo ha preso a libro paga di interpretare un ruolo che non si addice alla attuale realtà del Parma. La grandeur è finita da un pezzo. Il calcio propositivo non lo praticano neanche le grandi squadre: è un suicidio inseguirlo "a prescindere".
Io non penso che gli acquisti non siano di qualità, e comunque non bastano sette giornate per dare a uno la patente del brocco o del campione. Ci sono state inequivocabili situazioni che hanno comportato una resa inferiore rispetto alle lecite aspettative (e non solo di quegli scriteriati come il Saltimbanco che si riempivano la bocca di Champions
League, ma anche di un frigido razionale come il sottoscritto), ma il problema è la mentalità. Una provinciale di lusso fin che si vuole non può prescindere da un certo furore agonistico e da un certo spirito che poco si coniuga con il concetto di ritenersi i più forti al mondo, in grado di imporre a tutti il proprio gioco, assumendosi l'onere di proporlo. Salvo farlo in modo sterile (cfr. anche esperienza Marino) e senza nerbo.
Cordialmente
Gmajo
La tua risposta, caro Gabriele, dimostra in maniera incontrovertibile la tua onestà intellettuale, virtù della quale non ho mai avuto il benché minimo dubbio, in quanto non hai esitato a prendere le distanze da una lettura che, lo ammetto, presta ampiamente il fianco all'accusa di strumentalizzazione pur essendo in tua difesa. In altre parole se tu fossi stato veramente il nemico del Parma avresti sostenuto la mia idea o quanto meno ti saresti trattenuto dal commentarla, portando acqua al tuo mulino e alimentando così una sfida che ti vede nel giusto agli occhi della stragrande maggioranza degli osservatori. Ciao, Dino.
Il fattoè che io con Donadoni ho sempre visto una squadra che ha dato l'anima in campo nelle 7 partite dell'anno scorso per cui non credo che sia colpa del mister....oh, magari mi sbaglio...io non sono certo un fenomeno in quanto a situazioni tecnico-tattiche :D
Beh caro Dino, se Majo non avesse preso le distanze dal parallelo senza senso che ha fatto lei, si sarebbe reso ridicolo. Me lo immagino Pabon turbato per la querelle Majo-Ghirardi sino al punto di giocar male... Si si come no. Ma mi dica, lei scherza, vero?
Al Manno - Ma si, sputtaniamo pure il bresciano gobbo. Tanto poi il Parma in A ce lo tengono coi loro soldi i Barilla. Ah no Pizzarotti. Ah no Rosi del Parmacotto. Ah no, neanche lui... Beh mi sa che non ce lo prende nessuno. Vabbe' tanto a te va bene fare la Lega Pro con la Regia o la D con la Spal...
Buondì Pericle, la ringrazio molto per avermi manifestato il suo sconcerto suscitato dalla mia tesi, che posso in questo modo chiarire meglio. Al giorno d'oggi un gruppo di giovani adulti come quello di una squadra di calcio di serie A in Italia è sottoposto a una grande pressione psicologica ed è molto sensibile alla comunicazione mediatica nonché alla pubblica opinione condivisa sulle community del web (basti pensare come proprio i giocatori del Parma recentemente hanno fatto proprio l'inno a Pabòn composto dal Plin e veicolato da Stadiotardini.com). Il recente increscioso episodio che ha visto Ghirardi come protagonista ha creato, a mio parere, un clima di sfiducia attorno alla squadra e ora le spiego anche il perché. Sono assolutamente convinto che ai giocatori del Parma di Gabriele Majo non può "fregaddemeno" e sarei un povero ingenuo se solo pensassi che Amauri e compagnia cantante abbiano giocato male in quel di Catania semplicemente perché turbati interiormente dall'offesa rivolta nei suoi confronti. Quello che però reputo innegabile è che il messaggio veicolato dal loro presidente sia triplice: A) Ghirardi con il suo attacco pubblico ha trasmesso DEBOLEZZA, in quanto ha dimostrato di essere vulnerabile semplicemente dalle critiche di un singolo opinionista sportivo; B) egli inoltre ha agito con VILTÀ, colpendo l'avversario alle spalle e a tradimento; C) infine ha dimostrato di essere capace della MENZOGNA, poiché è innegabile che Gabriele Majo sia mosso da una passione viscerale per il Parma, al punto da essersi dedicato professionalmente a tempo pieno e, soprattutto, gratuitamente al Parma F.C. da tre anni a questa parte. Per questi motivi, caro Pericle Ferrari, torno a ribadire come l'uscita di Tommaso Ghirardi nei confronti di Gabriele Majo sia stata soprattutto autolesiva, in quanto ha veicolato di sé tre gravi difetti (debolezza, viltà e menzogna) con effetti nefasti per tutto l'ambente a lui circostante: l'immagine del capo infatti condiziona pesantemente anche i propri dipendenti. Ancora una volta dunque Tommaso Ghirardi ha dimostrato di essere un dilettante della comunicazione e il fatto che abbia licenziato un professionista della comunicazione come Gabriele Majo la dice lunga. Cordialmente, Dino Pampari.
Dino, pù la smesda e pù la spusa. Quindi lesa lì... Ti ringrazio perché tifi per me, ma ribadisco di non avere in corso alcun match con Ghirardi e non voglio dar fiato a chi parla di fazioni per l'uno e per l'altro. Ghirardi ha sbagliato e buona parte delle tue considerazioni possono anche essere condivisibili, ma non c'entrano niente con l'attuale scarso profitto tecnico della squadra, né tanto meno con la sconfitta di Catania.
Se a Ghirardi - assieme al suo entourage - si possono riconoscere delle responsabilità dirette o indirette sull'andamento deludente di avvio di campionato è sulla filosofia con cui è stata costruita questa squadra cui è stato instillato il concetto di dover pensare prima di tutto a proporre il gioco, sempre e comunque, come se fossimo il Real Madrid o il Barcellona, quando una squadra della portata del Parma dovrebbe prima di tutto aver dentro di sé altri principi come la corsa, l'agonismo, il non mollare mai e soprattutto l'umiltà. La querelle Majo-Ghirardi non c'entra niente non solo perché ai giocatori di Majo, come hai giustamente scritto tu, non glienepuòfreggadimeno, ma anche perché non è certo questo specifico errore di Ghirardi a pesare sull'andamento stagionale o a condizionare psicologicamente i giocatori.
Specifico, poi, che io da Ghirardi non sono stato licenziato, ma semplicemente messo nelle condizioni di salutare, mio malgrado, la compagnia al termine dell'ultimo contratto a termine, non avendo trovato un accordo per la prosecuzione.
Ciao Gmajo
Ma certo Gabriele, lungi da me il voler ribadire ancora una volta il fatto che Ghirardi abbia commesso un madornale errore: il mio era semplicemente un chiarimento offerto all'amico Pericle Ferrari riguardo alla mia tesi che, letta in maniera rapida e superficiale potrebbe anche apparire quanto meno azzardata, ma che ad una più attenta comprensione delle sue motivazioni più profonde risulta, a mio modestissimo ed opinabile parere, oltremodo illuminante ed esplicativa delle reali cause di un campionato così deludente come quello del Parma. Fiducioso di aver offerto una spiegazione inequivocabile alle mie considerazioni di cui sopra e sperando di non dover tornare ulteriormente sull'argomento, colgo l'occasione per porgere a te e a tutti i cari lettori di Stadiotardini.com i miei più sentiti e calorosi saluti, Dino.
Ti ricordo, caro Fedele, che con Ghirardi siamo andati in B e abbiamo fatto anche molto schifo per un bel pò di giornate. Se vuoi ti riconosco il grande merito di essere un mega tifoso...ma come la misuriamo la tifosaggine? In quanti "zi badrone" diciamo a Ghirardi? Se è così mi Sto arrivando! Che io non sono un tifoso. -Il Manno-
abbi fede fedele,che do patonni a ti e agli arza'
il prossimo derby non le toglie nessuno
amico del manno
Dimenticavo, Fedele, una piccola considerazione: io non sputtano Ghirardi semplicemente perchè riesce nell'epica impresa di sputtanarsi da solo ad ogni sortita. -Il Manno-
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