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NAVIGHIAMO ALLA PRAMZÀNA

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martedì 6 novembre 2012

CARMINA PARMA / NEL MARE DI PESCARA SOFFRIAMO TROPPO DI MAL DI PANCIA E AFFONDIAMO…

Nell'interrogazione che valeva il passaggio da una considerazione di squadra tra le tante del tabellone, ad una possibile rivelazione del torneo, facciamo clamorosamente cilecca, dando la netta impressione, come accadde in quel di Catania, di non avere un'idea una in zucca…

DSC09572(Luca Savarese) – Per la serie, chi l'avrebbe detto? Mentre ci si attendeva un importante tassello di maturità della squadra emiliana, dopo aver battuto la forte Roma, ecco il patatrac adriatico. Forse si pensava di far man bassa contro il debole Pescara. Ecco l'origine del deprimente harakiri parmense, consumato nell'ora in cui ruminavamo le penne al sugo e speluccavamo un paio di olive, a maggior ragione, ancor più indigesto. Non esiste più, in un campionato supersonico, nessun avversario debole, magari sarà poco in forma in un determinato momento, ma mai ritenerlo debole. La vera debolezza semmai, sta nel pensare che ci sia un avversario più debole e nel ritenere inconsciamente, di avere la meglio. Pensiero che ha accompagnato i nero crociati sin dall'entrata in campo al “Cornacchia”.

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Nell'interrogazione che valeva il passaggio da una considerazione di squadra tra le tante del tabellone, ad una possibile rivelazione del torneo, facciamo clamorosamente cilecca, dando la netta impressione, come accadde in quel di Catania, di non avere un'idea una in zucca. Se però al Massimino non ci portavamo dentro le tossine e gli strascichi psicofisici di una pazza partita giocata in una palude, l'unica, ma davvero unica, attenuante che si può concedere alla truppa in fase di commenti, è proprio quella di riscendere subito in campo dopo soli tre giorni netti da quel felice acqua football che è stato Parma-Roma. Probabilmente se solo avessimo giocato alle 15 magari la forza almeno per correre, l'avremmo anche avuta ma, l'orario era quello e la realtà, soprattutto nel calcio di oggi o cerchi di amarla intensamente così com'è, o sei costretto sempre a rincorrere. In effetti alcuni volti nuovi c'erano rispetto alle fatiche del mercoledì piovoso e vincente: Benalouane, capitan Morrone, Pabon dall'inizio, Musacci nella ripresa ma non hanno dato ai superstiti freschezza mentre questi ultimi, non hanno invece trasmesso agli innesti di ieri quel sacro furore che ha permesso di battere la Roma. Troppo brutti per essere veri, troppo diversi dal Parma di Torino e dal Parma anti Samp, per essere credibili. Parlando un attimo del Pescara, giocando con le parole, constatiamo che non c'è stata nessuna pesca di punti miracolosa in riva all'Adriatico, invece che pescare il successo, con i colpi in canna dei nostri ci siamo come immolati a facili esche per i bianco azzurri, prestandogli fianco, campo, gioco. Gli ex zemaniani aspettavano solo questo per continuare a stare a galla. Accade spesso che chi è pericolante appena vede noi si scateni ed esca a riveder le stelle. Ieri Abbruscato sembrava Romario, Weiss Zidane e Perin (portiere già affidabile pur avendo appena vent'anni) una piccola riproduzione di Lev Jascin. E' chiaro che se ad un gruppetto di mosche lasci spazio e possibilità diventano, in un attimo, un branco di leoni e tu torni ad essere gambero nella fase in cui eri più vicino al trasformarti in lepre. Una postilla sorge spontanea: abbiamo una propensione intima a farci del male esattamente quando siamo circondati di bene. Quando qualche squadra sta male ed è a digiuno di punti e fiducia nei propri mezzi, ecco la comitiva tira sul il morale Parma: statene certi, in novanta minuti, risorgeranno diversi Lazzari e le ferite, fino ad ieri grondanti di sangue, diventeranno fonti zampillanti di un gioco mai visto né immaginato prima d'ora, contro nessuna altra compagine. Si vedranno allora partite surreali tipo Parma - All star, dove la cometa, a queste stelle, gliela abbiamo regalata noi. Nella storia recente dei crociati, svariate sono state queste opere di generosità: Coppa Uefa 2003-2004, Prandelli al timone. Al Tardini arrivano gli semisconosciuti turchi del Genclerbirligi: sconfitta di uno a zero e cammino europeo compromesso. Lo scorso anno, andiamo al Piola di Novara e facciamo esprimere al massimo gli uomini di Tesser che trovano una vittoria insperata. Speriamo che, in un aldilà tutto calcistico, si ricordino di queste opere di misericordia della casa sollievo Parma.

Video meliora proboque sed deteriora sequor: vedo le cose migliori e le approvo ma, seguo le peggiori, diceva Ovidio nelle Metamorfosi. Piccolo mal di pancia da filotto? Sottile paura di passare il guado della medio classifica? Probabili sintomi. E' doppiamente difficile dare una svolta a quella che era già nata come una svolta ad un precedente scivolone. Però Roberto Donadoni, una vita passata a svoltare direzione sulla fascia, è il mago delle svolte. Ricominciamo allora volentieri, ma speriamo di essere meno recidivi. Luca Savarese

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1 commenti:

Anonimo ha detto...


E'vero ieri si è avvertita proprio questa fatica a credere di poter far bene. E' bello addormentarsi con un CARMINA PARMA!

Peppe da Bari