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NAVIGHIAMO ALLA PRAMZÀNA

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giovedì 1 novembre 2012

“CARMINA PARMA” / TRE SINISTRI PER UNA DESTREZZA FISICA E SPIRITUALE

Nella notte di Halloween, con vista alla giornata dei Santi, prendiamo atto di una resurrezione dolcissima e corale, lontanissima da quel clima mortifero di Catania: da quel momento il Parma ha ripreso se stesso ed il campionato con una trilogia audace..

tuffo sotto la curva(Luca Savarese) – Tre gol intorno al cor ci son venuti... Serate così sono l'essenza del Parma calcio: da una possibile notte bigia dove tutte le vacche sono bigie per dirla alla Hegel, con una (la) mela che rischiava di rimanere sullo stomaco, ad un cielo stellato sopra di noi, epigrafe kantiana, che non è altro che il nostro inno alla vita ed un parziale epitaffio per gli zemaniani del pianeta. No, la pioggia non è mai stata così simile al sole! A fine battaglia, a Roma battuta, a trionfo appena sfornato, i cavalieri che fecero l'impresa, corrono come pulcini inzuppati sotto la curva, come a dire: Mamma, ce l'abbiamo fatta, hai visto? Abbiamo battuto il gallo Roma che ha fatto i suoi chicchiricchì ma non ci ha sbranati.

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Nella notte di Halloween, con vista alla giornata dei Santi, prendiamo atto di una resurrezione dolcissima e corale, lontanissima da quel clima mortifero di Catania: da quel momento il Parma ha ripreso se stesso ed il campionato con una trilogia audace e poderosa (Samp-Toro-Roma) che ci dice che la magic striscia delle sette vittorie di fine campionato scorso, non era un caso o un record per gli archivi ma, un desiderio ed una forte cartina di tornasole di questo Parma di Donadoni che, quando si mette in testa di cambiare marcia, lo fa con piglio e coraggio. Tutti gli opinionisti dello stivale all'inizio degli attuali giochi, si sono messi a tesser lodi al rinascimento fiorentino, prevedendo, per la nuova viola, un campionato in auge; sia ben chiaro, la Montella band è fortissima, però lì, in quella parte di classifica appena sotto le grandi, e, un gradino sopra il gruppone, possiamo starci bene, con la positività delle ultime prove, anche noi. Tre sinistri dunque o tiri mancini come volete, che tagliano le gambe alla Roma che, ricorda molto, un auto bella, con carrozzeria e portiere all'ultima moda ma, alla quale mancano quattro realtà fondamentali: le gomme. Stesso numero di gol messi a segno nella trasferta di Torino ma, diversi negli autori: ieri sera è toccato a Belfodil (quanto ricorda il primo Crespo che quando faceva gol, trovava più fiducia? ) il quale poi fa vedere che oltre alla punta sa far benissimo il rifinitore e consegna all'area romanista una palla che né il colosso Stekelenburg né la pioggia, possono togliere dai piedi di Marco Parolo ;il ragazzo di Gallarate, zitto zitto, dopo il colpo di testa poco utile di Napoli, bussa un altro colpo e gioca una partita che ricorda non solo per lo stesso numero di maglia, il 16, i pezzi forti di un certo De Rossi coinvolto ieri sera nell'harakiri della sua Roma: moto continuo, tackle vincenti, lanci su lanci e qualche inserzione in attacco con licenza di metterla dentro. Tutto questo però realizzato in mezzo ad una palude. La prestazione di Cristian Zaccardo invece, ha dentro tutto il sugo dell'esistenza: Cristian ieri sera si è iscritto a quel partito di giocatori, tra i quali spiccano Rivera e Maradona, capaci di esprimersi nella stessa partita così in basso e così in alto, da una mano de dios ad un dios nei piedi, diavoli ed angeli in novanta minuti: molti difensori si sarebbero abbattuti dopo una topica così, lui, complice anche la fine cura della psiche donadoniana, si è rimboccato le maniche, ha corso (prodigioso un suo anticipo su Osvaldo nel primo tempo sulla fascia), ed è andato a prendersi con gli interessi il riscatto, il terzo gol, decisivo ai fini dei tre, sospiratissimi, punti. In questi tre mancini, sono contenute tre verità importanti. Prima: quando andiamo sotto sappiamo reagire e creare delle gare memorabili. Torniamo un attimo con la mente al 6 maggio 2012: al Tardini arriva un’Inter assetata di punti per rimanere aggrappata al treno Champions, noi l’affrontiamo a viso aperto, pizzica prima Sneijder, pareggiamo con Marques e ribaltiamo con Giovinco e Biabiany: dopo cinque mesi, riusciamo a fare lo stesso e meglio (perchè pioveva a dirotto, perché alla fine i timbri della Roma saranno due) in questo nuovo campionato: segno di una continuità di idee e di una forza di base netta, che non è costretta ad improvvisare, ma che nasce da dettami acquisiti e rielaborati anche dai nuovi. Negli altri momenti avversi poi non ci siamo spaventati: fuori Amauri dentro Belfo, senza una minima autocommiserazione, al rigore subito da Totti non ci siamo inabissati, ed abbiamo tenuto botta. Seconda: Gabriel Paletta è un vero leader, un gigante della difesa che disinnesca ed alleggerisce molte trame offensive avversarie. Teniamocelo stretto e godiamoci questa tela che si potrebbe intitolare Pioggia soleggiata, desiderosi di andare domenica a Pranzo in Abruzzo e, di esprimersi così, anche in quel di Pescara. Luca Savarese

Ps: Bene, Luca. Ma manca la terza (annunciata) verità… Io ne ho trovate solo due…(gmajo)

Eccola, nella gioia di scrivere, è rimasta nei miei appunti: Dopo la prima decade del campionato, dopo le prime dieci giornate disputate, ci siamo scrollati di dosso quella equivalenza desolante tra numero di partite fatte e numero di punti totalizzati che si segnalava nelle prime uscite. Dopo 10 gare, non abbiamo 10 punti o addirittura di meno. Lo scorso anno, con in sella Colomba, dopo 10 giornate avevamo 12 punti, 3 in meno di adesso. Nel campionato 2010-11 invece, con al timone Marino, dopo 10 turni si registrava la malinconica somma di 8 punti, addirittura 7 in meno dell'attuale bottino. Allora ora moltiplichiamolo, arricchiamolo, insomma, facciamolo fruttare questo bel gruzzoletto...
Luca Savarese

LE PRECEDENTI PUNTATE DI CARMINA PARMA DI LUCA SAVARESE

CARMINA PARMA / DENTRO GLI ACUTI DI BELFODIL E ROSI: NASCE UN PARMA BELLO E ROSATO

 

“CARMINA PARMA” / LORO AVRANNO SAN GENNARO, MA SE SOTIRIS NINIS CONVOCA I SUOI AMICI DIVINI, SI SALVI CHI PUO’…

 

CARMINA PARMA / “VA BENE CHE ARRIVA L’AUTUNNO, MA VORREMMO VEDERE UN PARMA PIU’ SOLARE, PROPOSITIVO O SPECULATIVO NON IMPORTA, MA CHE TRASMETTA RAGGI, MESSAGGI DI VITA E NON SEGNALI DI MORTE…”

 

“CARMINA PARMA”– IL RIGORE DA SPARVIERO DEL “PACARITO”

 

“CARMINA PARMA” / E’ AUTUNNO: PIOVONO I RIGORI…

 

“CARMINA PARMA” / COM’E’ BELLO TIFARE PARMA IN MEDIOLANUM

 

CARMINA PARMA / “ARENA SINE CALCE”: UN POMERIGGIO DA TREGENDA. E SE POI CI SI METTE ANCHE ‘MALALOUANE’…

 

“CARMINA PARMA” / DONADONI E I SUOI ‘DONI’ DI SIGNORILITA’: UNA PICCOLA FRASE, UNA GRANDE PERSONA

 

CARMINA PARMA / “UN PITTORE, TRE SCULTORI E UN BOMBER: COSI’ RIALZIAMO LA TESTA”

 

CARMINA PARMA / QUANDO LA GIOIA ARRIVA DALLE ORECCHIE…

2 commenti:

Anonimo ha detto...


Eccola,nella gioia di scrivere, è rimasta nei miei appunti: Dopo la prima decade del campionato, dopo le prime dieci giornate disputate, ci siamo scrollati di dosso quella equivalenza desolante tra numero di partite fatte e numero di punti totalizzati che si segnalava nelle prime uscite. Dopo 10 gare, non abbiamo 10 punti o addirittura di meno. Lo scorso anno, con in sella Colomba, dopo 10 giornate avevamo 12 punti, 3 in meno di adesso. Nel campionato 2010-11 invece,con al timone Marino, dopo 10 turni si registrava la malinconica somma di 8 punti, addirittura 7 in meno dell'attuale bottino. Allora ora moltiplichiamolo,arricchiamolo,insomma,facciamolo fruttare questo bel gruzzoletto.

Luca Savarese

Anonimo ha detto...


Forza Parmaaaa! Che belli questi CARMINA. Peppe da Bari.