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mercoledì 21 novembre 2012

DONADONI E LA PRESUNTA PRETATTICA DI UDINE: "E’ TUTTO MENO MACHIAVELLICO... PENSARE ALLA SQUADRA ALTRUI DENOTA INSICUREZZA E AVVALORA POCO LE PROPRIE CAPACITA’, BRAVURA E QUALITA’"

Nella prima parte della conferenza stampa, rispondendo ad una domanda di stadiotardini.com, l’allenatore del Parma ha rintuzzato l’accusa di Guidolin sul riscaldamento di dodici crociati e sulla consegna in ritardo della formazione… “Io penso alla mia squadra: a me non cambia nulla se giocano o meno Di Natale o Cassano…”

(gmajo) – Di solito Roberto Donadoni è molto compassato e poco incline alla polemica, ma l’accusa di pretattica mossagli domenica scorsa da Guidolin (per il ritardo nella consegna della distinta dopo il riscaldamento di dodici effettivi, anziché undici) dopo Udinese-Parma non deve averla particolarmente digerita. Nel risponde, durante la prima parte della conferenza stampa odierna, alla specifica domanda sul tema, posta da stadiotardini.com (che aveva letto i fatti come un tentativo di instillare ancora più ansia all’ansioso Don Francesco), Donadoni non ha perso il suo tradizionale aplomb: ha un po’ faticato nella scelta dei vocaboli meno offensivi per l’antagonista, ma, diciamolo pure, gliele ha cantate. Senza troppi giri di parole gli ha dato dell’insicuro, ribadendo come la filosofia speculativa avvalori poco le capacità, bravura e qualità di chi la persegue. In compenso per il propositivo Donadoni poco importa se nell’undici avversario gioca Di Natale o un altro calciatore. E, come sentirete nella seconda parte, on line verso mezzodì, lo stesso ragionamento vale pure per Cassano, che mancherà lunedì sera. Anche perché nell’organico dell’Inter non mancano certo alternative di qualità…

All’interno la risposta di Donadoni a Majo sulla presunta pretattica di Udine

 

Gabriele Majo (www.stadiotardini.com) – Io torno ancora al Friuli, per la precisione al riscaldamento effettuato con dodici uomini. E poi Guidolin ha anche denunciato la consegna in ritardo della distinta delle formazioni: lui l’ha letta come “pretattica”; io, invece, l’ho letta, conoscendo quanto lui sia ansioso, come un tentativo di mettergli ancora più ansia… Magari è una interpretazione errata, ed è tutto più semplice: cosa è successo davvero?

E’ tutto molto meno machiavellicoDodici… Fossero stati sedici magari qualche dubbio poteva venire… Molto semplicemente c’era un giocatore che stava provando per vedere se poteva essere della gara. Gobbi non ha potuto essere della gara, né all’inizio, né durante, perché non era in una condizione che potesse permetterlo. Però è bello che si ragioni sulla propria, di squadre, perché se si deve sempre fare i conti in funzione dell’avversario secondo me denota un po’ di insicurezza. Quindi parlare di pretattica con un giocatore in più che si stava riscaldando… Se fosse così semplice, allora, lo farei tutte le domeniche, se questo scombussola tutto quanto… Ma credo sia un po’, onestamente… come dire… voglio trovare le parole giuste: insomma, avvalora poco la capacità, la bravura e le qualità di un allenatore come Guidolin. Perché se per Guidolin, o comunque per un allenatore, diventa fondamentale sapere esattamente se giocherà un giocatore piuttosto che un altro, credo sia abbastanza limitativo e forse anche un po’… come dire… poco positivo nei confronti della propria squadra Questo è quello che penso io… Almeno, io ragionerei così, nel mio caso specifico. A me che giochi Di Natale o giochi un altro giocatore non cambia… E’ chiaro che ci sono dei valori, però comunque sono sempre undici in campo e non credo che questo possa sballare così tanto quello che è il mio modo di interpretare la gara. A me piace lavorare sulla mia, di squadre, e non tanto su quella avversaria. Questo è il mio modo di concepire il calcio, poi non so se questo sia quello più giusto o meno, ma è il mio…”

 

(Roberto Donadoni, estratto dalla conferenza stampa del 21.11.2012 al Centro Sportivo di Collecchio – Video registrazione amatoriale e trascrizione a cura di Gabriele Majo per  www.stadiotardini.com)

 

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5 commenti:

Anonimo ha detto...

mi spiace contraddirlo ma pensare alla squadra avversaria denota CONOSCENZA E RISPETTO , a meno che non si giochi ai campetti di via zarotto e si fanno le squadre con la conta


parco ferrari

Anonimo ha detto...

ha ragione parco ferrari ........se gioca o non gioca di natale la differenza c è.............detto questo donadoni rimane cmq bravo
Filippo1968

CHINA65 ha detto...

Credo che il Don ragioni giusto, ma non del tutto onesto. Io son convinto che invece qualcosina della squadra avversaria gliene frega. Anche se a Udine ha beccato il primo goal giocando coi 4 difensori che han fatto il fuorigioco sbagliato (o giocando con due centrali e non con tre). Poi diamogli merito che lui vuol costruire i giocatori e la squadra, mi ha colpito che sia lui che Leonardi abbiano ripreso Belfodil per dirgli di impegnarsi di più agli allenamenti, mi piace che lasci sempre un opportunità a Pabon che col tempo magari vien fuori, mi piace che Palladino ha rivisto il campo e ha avuto un lampo di classe. Io mi immagino (magari sbagliando) che il Don segua tutti i suoi giocatori cercando di cogliere i loro lati migliori e cercando di costruirgli un ruolo. Ninis come interno forse non è maturo a giocare, ma forse a sorpresa ce lo troveremo in campo con l'Inter. Marchionni invece fa l'interno di centrocaampo che non aveva mai fatto, e i risultati pian piano arrivano. Mi soffermo un attimo su questo Marchionni arrivato a parametro zero (dopo un passato eccellente e a un età ancora non da rottamazione) con un carico di esperienza e di grinta lì da vedere. Così Parma rafforza la sua fama di recupero di giocatori "messi da parte" e diventa un felice approdo per chi vuol giocare. Per i giovani serve più tempo, anche un annetto di allenamenti e panchine, ma son convinto che qualcuno emergerà potente, il Leo ha seminato molto, ora si attende il tempo del raccolto.

Fedele ha detto...

ma lasciamo perdere il rispetto, che non c'entra un tubo e che Donadoni mostra ben più di tanti allenatori. il concetto è chiaro: l'uscita di Guidolin è stata infelice. ma roba da matti, abbiamo un allenatore che ha una sua filosofia di gioco, non fa mai polemica con nessuno (e con Guidolin stavolta avrebbe avuto tutto il diritto di farla) e invece di elogiarlo c'è gente che lo critica. vi meritate Colomba

Anonimo ha detto...

va be dai nane',diamo ragione a tutti anche quando dicono delle banalita'


il filosofo della magliana