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sabato 17 novembre 2012

IL MISTER: “A UDINE GIOCHEREI CON UN 4-3-3 ADATTABILE ALL’USO”

“Di Natale, unica punta friulana, verrebbe marcato non da tre ma da due difensori centrali con la possibilità per Donadoni di schierare  un attaccante in più al supporto di Amauri, cioè Sansone pronto ad allargarsi a sinistra e portare il modulo a un più coperto 4-4-2…”

image (3)(Il Mister) – Al contrario di Roberto Donadoni, c'è un mister in perenne odore di esonero che anche oggi, una volta di più, rischierà la panchina contravvenendo alle indicazioni tattiche del proprio presidente. E' la storia di chi vi scrive ora, nell'ormai tradizionale presentazione di Udinese-Parma. Dai piani alti, puntuale, è arrivata la soffiata sul modulo che i crociati adotteranno al Friuli. Il presidente Majo, esperto non solo di gossip ma anche di strategia diplomatica, ha fornito della inusuale seduta a porte chiuse del venerdì una lettura diametralmente opposta a quella del sottoscritto. La mia visione, in sostanza, corrisponde a quella dell'altro mister parmigiano, Paolo Grossi della Gazzetta di Parma. Secondo la firma "tecnica" del quotidiano Upi, Donadoni potrebbe varare a Udine un 4-3-3 come nel secondo tempo contro il Siena, un cambio di modulo probabilmente provato in gran segreto nell'ultima seduta a Collecchio. Il mio stesso pensiero, già comunicato al presidente nella serata di venerdì e capace di far storcere il naso all'uomo da Donadoni stesso indicato come "più bravo" del tecnico gialloblù. Majo, in sostanza, è convinto che il passaggio dal 3-5-2 al 4-3-3 proprio contro il mago del contropiede Guidolin porterebbe a un eccessivo sbilanciamento della squadra. E, per questo, è più portato a pensare che quella seduta a porte chiuse sia dovuta a creare un alone di mistero per mandare in tilt un tecnico che si basa soprattutto sulle scelte dell'avversario…

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Da che parte stare? Io resto dalla mia che, per una volta, è anche quella di Grossi. E quindi propendo più per un 4-3-3 adattabile all'uso. Proviamo a entrare nella testa di Donadoni, che ben ricorda il 3-1 subito l'anno passato al Friuli, quando il 3-5-2 caro al mio presidente di equilibrio ne fornì pochino. Oltre al problema di staticità difensiva e di eccessiva esposizione al contropiede, il Parma nelle ultime uscite ha evidenziato una certa latitanza sotto porta. Dal gol di Zaccardo contro la Roma ad oggi, i crociati non hanno più segnato, con un'astinenza di 180' e spiccioli. Una questione non soltanto di uomini, ma anche di modulo. Contro il Siena, ad esempio, dopo 45' Donadoni ha visto che i suoi non creavano occasioni da gol ma, al tempo stesso, si preoccupavano troppo del solo Calaiò, unico attaccante bianconero. Tre difensori lasciati a marcare una sola punta, in parole povere, sono un regalo troppo grande anche per una squadra che di tanto in tanto porge il fianco al contropiede avversario. Pertanto, come accaduto nella ripresa di una settimana fa, non sarebbe sciocco passare al 4-3-3. Un modulo che Donadoni ha già applicato in tre occasioni quest'anno: dal primo minuto contro la Sampdoria, nel secondo tempo contro Torino e Siena. In tutte e tre le occasioni, il difensore a uscire è stato Lucarelli. Squalificato contro i blucerchiati, sostituito nelle altre due occasioni. Basterebbe questo per eliminare lui dalla difesa a quattro del Parma, anche se i recenti affanni fisici di Zaccardo aggiungono un po' di di suspance. In questo modo, comunque, Di Natale, unica punta friulana, verrebbe marcato non da tre ma da due difensori, concedendo un attaccante in più per supportare Amauri. Semmai, i veri dubbi possono stare nel reparto offensivo. Donadoni non ha scoperto le carte né in settimana, né in conferenza stampa. Giovedì, ad esempio, nella tradizionale partitella che di solito fa intendere le future scelte dell'allenatore, sono state provate due formazioni schierate con il 3-5-2 e con Belfodil e Sansone da una parte, Amauri e Biabiany dall'altra. Una coppia del tutto inedita e rischiosa, l'altra semplicemente inapplicabile per il vero problema della settimana: l'assenza per squalifica di "beep-beep". Come lo rimpiazzerà Donadoni? Dalle parole della vigilia, l'impressione chiara è che sarà la grande occasione di Sansone, tornato galvanizzato dalla gara con assist in Under 21 e pronto a dire la sua come partner in attacco di Amauri. Meno tenero, invece, Donadoni è parso nei confronti di Belfodil. Parole anche piuttosto pesanti quelle del tecnico gialloblù, che si è pubblicamente lamentato del comportamento del giovane francese in allenamento. Problemi non nuovi, dato che ve ne avevamo dato notizia su queste pagine già sul finire dell'estate, quando ci era arrivato lo spiffero di un Donadoni infuriato nei confronti di Belfodil e per questo destinato a provare Pabòn in coppia con Biabiany nella trasferta di Torino con la Juventus. Il motivo sembra essere sempre lo stesso. L'atteggiamento di pura sufficienza dell'ex bolognese, che non dimostra un'umiltà pari al proprio talento durante le sedute dall'allenamento. Che il ragazzo abbia classe si sa, ma che sia un po' indolente è altrettanto vero. Ma giocherà o no a Udine? Questa volta prendo per buone le parole del mio presidente, secondo il quale se tridente sarà ci saranno Sansone, Amauri e Belfodil. Anche perché lo stesso Donadoni ha commentato le prove una coppia tra il francese e il giovane azzurro fatte in settimana come tentativi per dare "più intesa" ai giocatori. Probabile dunque che siano loro due a giocare. Anche se io, dal mio punto di vista, torno sul personale "pallino" Ninis e dico che, come nella trasferta di Napoli, Donadoni potrebbe provare il greco nel tridente d'attacco. Anche allora, fu scelto lui e non Pabòn per via degli impegni con la nazionale che riportarono il colombiano a casa soltanto in extremis. Ninis fu scelto da Donadoni perché "galvanizzato" dal gol con la Grecia, esattamente come accadrà con Sansone per la sua prestazione in Under 21. Questa volta, invece, opterei per lui perché sono convinto che sia troppo sacrificato nella mediana a tre e, altrettanto, sia troppo forte tecnicamente per stare fuori da questa squadra. Un ruolo da trequartista in un 4-3-3 lo aiuterebbe a prendere in mano il Parma e servire Amauri non soltanto con i cross (di cui ha bisogno assoluto, ma che i crociati producono ancora male), ma anche con buoni palloni filtranti. In modo da ovviare anche all'assenza di Valdés che, contrariamente a quanto letto sui comunicati stampa in settimana, in campo con il gruppo si è visto poco e nulla (Donadoni non ne ha fatto mistero). Musacci è il candidato numero uno alla maglia da titolare in regia, ma con Ninis potrebbe trovare spazio anche Acquah per irrobustire la mediana a scapito di un regista, creando il giusto frangiflutti a un'Udinese che spinge molto con Armero e Basta sulle fasce, ma vive degli inserimenti di un centrocampo eccezionalmente fisico. Un discorso che farei io, ribadisco. Al 99% Donadoni opterà invece per un 4-3-3 più tradizionale, con Sansone pronto ad allargarsi a sinistra e portare il modulo a un più coperto 4-4-2. Che non piacerà tanto al presidente Majo, ma, se applicato correttamente, potrebbe fare molto male sugli esterni all'Udinese che, schierandosi con un 3-5-1-1, concederebbe la superiorità numerica delle fasce a Donadoni. In ogni caso, l'impressione è che per questo Parma la coperta si stia rivelando un po' troppo spesso corta.

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1 commenti:

Anonimo ha detto...

mister, ad udine siamo in otto contati