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IL TARDINI DEL FUTURO: ENNESIMO RATTOPPO (LA COPERTURA DELLA “NORD”) O RIFACIMENTO TOTALE?
Parma.repubblica.it ha ospitato alcuni commenti di lettori che chiedevano come regalo per il Centenario una struttura di protezione per non bagnarsi più bagnare in Curva, ma da tempo il club avrebbe in animo un progetto di ricostruzione: c’è chi giura di averlo visto e si tratterebbe di un’opera da circa 200 milioni di euro…
(gmajo) – Parma.repubblica.it ha ospitato in questi giorni alcuni commenti di propri lettori che, all’unisono, chiedevano a Tommaso Ghirardi, come regalo per il Centenario del Parma F.C. la copertura della Curva Nord. Il movimento spontaneo è nato dalla combinazione di due fattori: la pubblicazione da parte del medesimo quotidiano on line di un comunicato (lo stesso che noi abbiamo rilanciato stamani) di Pizzini/Scolari Comunicazione, che cura l’ufficio stampa della neonata Parma Brand, costola del club che tra le altre cose dovrà appunto occuparsi anche delle celebrazioni del tondo genetliaco, in cui si annunziava l’apertura come nuovo luogo di incontro, anche dove sorseggiare un caffè, della ristrutturata storica Palazzina Maria Luigia (quella dove poggia la gabbia della Curva Nord, per intenderci); e le copiose precipitazioni di Parma-Roma che hanno messo a repentaglio la salute di chi, per amore dei Crociati, ha sfidato le intemperie. L’AD Leonardi, poi, alla Festa dei Parma Club Millenium, Intesa, G. Verdi e N° 10 aveva rilanciato promettendo solennemente di voler evitare: “di lasciare la nostra gente, nel 2012, ancora sotto l’acqua, che è una cosa veramente vergognosa… Il nostro prossimo obiettivo, anche a discapito di qualche risultato, sarà quello di sistemare e mettere a posto lo Stadio Tardini”. Già: ma con una semplice copertura della Nord, alias l’ennesimo rattoppo, oppure con il suo totale rifacimento, con un’opera dal valore di oltre 200 milioni di euro?
Continua la lettura all’interno
Martedì 28 febbraio 2012 stadiotardini.com aveva dato ampio risalto all’ “allarme psichedelico” lanciato la sera precedente dall’allora responsabile marketing e commerciale del Parma F.C., per conto di G Sport, Martino Ferrari (oggi alla Fiorentina): “Se si restaura il Tardini partite lontano da Parma per un anno”. Era stata quella la prima – e finora unica – pubblica ammissione dell’idea in animo di costruire sì un nuovo stadio, ma non a Moletolo, Baganzola o altre amene località periferiche come piaceva a qualche decaduto amministratore comunale e a qualche potente costruttore, bensì proprio nell’area
del Tardini. Una parziale ristrutturazione non richiederebbe, infatti, il trasferimento per una intera stagione in altra località (la più probabile sarebbe Brescia) come nel caso di una demolizione e poi totale ricostruzione. Un importante imprenditore parmigiano, durante una conversazione informale, su tutt’altro argomento, con lo scrivente, ha svelato di aver non solo visto, ma anche esaminato di recente un progetto, appunto dal valore di oltre 200 milioni di euro, riguardante il “New Tardini”, che
ospiterebbe non solo lo stadio, ma anche un centro commerciale, multisale cinematografiche, palestre, parcheggi etc. etc. Va da sé che per una importante opera di estrema riqualificazione come questa sarebbe necessario l’apporto anche di forze economiche esterne, non solo di quelle interne all’attuale compagine e quindi sarebbe in corso la ricerca di partner interessati al business. La palazzina Maria Luigia, con tanto di corner caffè e nuovo store per lo shopping, di cui si parla nella nota stampa di Pizzini/Scolari
Comunicazione per il lancio di Parma Brand pubblicata stamani da stadiotardini.com, sarebbe, quindi, solo un piccolo antipasto di quello che potrebbe essere il pranzo di gala del Tardini del futuro. Uno spazio non più riservato solo agli amanti del pallone, ma che coinvolgerebbe, per l’intera settimana e non solo la domenica, anche il resto della cittadinanza. Per capirsi: l’esempio di quello che potrebbe diventare il Tardini Center – campo da gioco a parte – è il vicinissimo Barilla Center, che, ovviamente, potrebbe non
poco soffrire per la nascita del fratellino. Proprio pochi giorni prima di questa rivelazione, il presidente del Parma F.C. Tommaso Ghirardi, parlando dinnanzi agli studenti del Corso di Laurea in scienze motorie, aveva espresso una filosofia di pensiero del tutto differente, prendendo le distanze da chi vuol sfruttare i nuovi stadi per fare affari. Ecco una sintesi di quelle sue parole (la trascrizione integrale è disponibile cliccando sul collegamento ipertestuale): “In Italia non c’è la cultura dello stadio, perché vorrebbe dire prendere il Tardini, guardare che cosa manca – bisogna coprire le Curve, dare più comodità al parterre, fare gli spogliatoi più grandi, cambiare l’impianto idraulico, fare quello elettrico – non vuol dire che comprare la
Cittadella o l’asilo, o 50.000 metri per costruire appartamenti di lusso in centro a Parma o palestre. Questa è la cultura italiana: tutti quelli che vogliono costruire gli stadi vogliono fare l’investimento per la vita. Io sento di progetti dove per costruire uno stadio dicono di avere bisogno di un milione di metri cubi: ma quello vuol dire costruire una nuova città. Se uno vuol costruire un centro sportivo che occupa tutta via della Repubblica non vuol dire fare uno stadio, ma ricostruire il centro storico di una città. Io mi accontento di sistemare le
strutture sportive, ma di questo certi miei colleghi non si accontentano perché vogliono fare operazioni che non sono solamente inerenti l’attività del calcio, ma altro, e perciò di qui la legge sugli stadi non esce mai… Se uno vuol fare lo stadio lo deve fare dove si trova o in una situazione più comoda – per quanto riguarda Parma c’è la volontà anche dei tifosi di lasciarlo dov’è, ma se non fosse lì la condizione ideale sarebbe da un’altra parte, ma sempre con le stesse metrature o magari un po’ più grandi, con dei servizi. Perché sì, ci si può mettere un
negozio vicino, o una palestra o una boutique, perché magari il marito e il figlio vogliono vedersi la partita e la moglie vuol vedersi due negozi o compare qualcosa. Non deve essere lo stadio l’ultima situazione all’interno di un ambiente che mi copre altri cento spazi totalmente diversi. Cerchiamo di essere anche noi coerenti… In Italia ci sono degli stadi che fanno schifo: facciamo degli stadi nuovi, degli stadi belli. Ma gli stadi!
Non facciamo la città nuova…” Insomma prestando fede a queste parole Tommaso non godrebbe affatto il “mega progetto” di totale abbattimento e ricostruzione dell’Ennio visionato dall’imprenditore parmigiano che me lo ha rilevato, ma sarebbe più favorevole a dare una sistemata a quanto non va, e dunque l’ormai imprescindibile famosa copertura della Nord, sostanzialmente promessa da Leonardi con quel suo duplice intervento (dopo Parma Roma in sala stampa e poi alla Festa dei Parma Club) in cui ha sottolineato come sia vergognoso
lasciare i propri tifosi sotto la pioggia nel 2012 (e io aggiungerei pure i diversamente abili, giacché la famosa tettoria promessa per il loro settore da Martino Ferrari a stadiotardini.com, giovedì 28 luglio 2011, dopo la richiesta di attenzioni di Fabio Giarelli, supporter in carrozzina, non è mai stata installata); e gli impianti elettrici, idraulici, o gli spogliatoi menzionati da Ghirardi nel suo intervento. Lo stesso presidente ha fatto riferimento alla Legge sugli stadi di proprietà che non avanza e dunque di fatto blocca ogni tipo di progettualità da parte dei club. Il precedente maquillage del Tardini lo sponsorizzò
Calisto Tanzi, a fronte di una convenzione con il Comune di Parma, proprietario dello stadio, tuttora in vigore: eventuali nuovi lavori – dalla semplice ristrutturazione basilare con qualche rattoppo alla totale riedificazione – chi se li dovrebbe sobbarcare? La società? Il Comune di Parma? Penso che l’Amministrazione Comunale abbia tutt’altro tipo di priorità al giorno d’oggi: tra l’altro, sempre durante un colloquio informale con il sottoscritto, il neo assessore comunale allo sport Giovanni Marani, qualche settimana
fa, rivelava come avesse in animo di chiedere a Ghirardi di farsi carico, attraverso gli steward, del servizio fino ad ora garantito dai Vigili Urbani, per risparmiare sui costi. Dettaglio che la dice lunga che con i tempi che corrono se ci fosse la possibilità di alienare un’area come quella del Tardini per ricavarci dei soldoni per le asfittiche casse comunali, gli amministratori non sarebbero certo frenati a farlo. Ma va da sé che uno sforzo del genere da parte di una società di calcio dovrebbe esser ripagato con nuove entrate
ragionevolmente ricavabili solo attraverso quei servizi complementari previsti dal famoso “progetto globale”, quello che a parole il presidente Ghirardi, ascoltato al Parma & Congressi lunedì 15 ottobre, è sembrato avversare. Ma l’ennesimo o gli ennesimi rattoppi quanto sono convenienti a fronte di un abbattimento/costruzione ex novo, ovviamente sempre nell’area del Tardini, giacché Leonardi ha ribadito ancora una volta che l’Ennio è imprescindibile? Insomma il dibattito interno ed esterno a Viale Partigiani d’Italia è ancora aperto
(ufficialmente non si è a conoscenza di incontri ravvicinati tra padrone di casa, alias il Comune, e locatario, alias il Parma FC) alla ricerca della migliore soluzione. Ma la richiesta dei tifosi è forte e chiara: la Nord coperta come regalo per il Centenario, e la promessa di Leonardi pure: “Sistemeremo il Tardini, anche a discapito di qualche risultato”. Come dire, un calciatore in meno, un tetto in più…Ma, Maya permettendo, al 2013 mancano meno di due mesi… Gabriele Majo
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8 commenti:
200 milioni di euro?
La metà li mette Vignali?
ma voi mettereste una euro in una cosa che non sara' mai vostra ? ,a volte il qualunquismo oltrepassa l'idiozia. bo torno nella mia botte
DIOGENE
Vignali, Alle, non è più in servizio quale primo cittadino.
Diogene, il fatto è che non è detto che il Tardini (o un altro stadio) non sarà mai del Parma (o di un altro club). La legge sugli stadi è arenata e Ghirardi ne ha spiegato quali, secondo lui, ne siano i motivi, ma prima o poi si arriverà, come probabilmente è giusto che sia, che ogni club abbia il suo impianto che da qualche anno a questa parte non ha più senso sia Comunale come 100 anni fa.
Per il resto non capisco di chi sia il qualunquismo che oltrepassa l'idiozia. Se potesse spiegarmelo, prima di entrare nella botte? Io di qualunquismo ne vedo poco: Leonardi ha ragione, nel 2012 è una vergogna che piova in testa ai tifosi. Allora mettiamola così: se anche uno non investe nello stadio (che, ripeto, non è detto che non sarà mai di proprietà della società) può investire sui tifosi: probabilmente creando uno stadio più accogliente forse qualche nuovo/vecchio adepto in più lo si fa? O preferiamo farli ammalare tutti?
Saluti
Gmajo
Majo c'è una cosa che non mi torna: questo imprenditore ha detto di aver visto un progetto che prevede la realizzazione di uno stadio nuovo e centri commerciali, palestre, parcheggi e multisale...questo significa che verrà costruito altrove? perché nell'area di Piazzale Risorgimento spazio non ce n'è...
ilCostruttore
Salve Il Costruttore, ovviamente io non ho la competenza specifica in materia che ha lei, però l'area Tardini (lei se la deve immaginare completamente "tabula rasa", non con gli odierni immobili ed infrastrutture) non è poi così piccola. Se poi la struttura, come mi aveva rivelato l'imprenditore che ha visto il progetto, è sviluppata su più piani, può capire come un centro commerciale, una multisala e una palestra ci possano tranquillamente stare. Un altro interessante aspetto del progetto sarebbe la realizzazione di un ampio parcheggio sotterraneo, che sarebbe, ovviamente, a disposizione della comunità anche fuori dal giorno e dagli orari della partita. Anche se la problematica principale, in questo senso, la si ha nel giorno dell'evento, perché negli altri non mi pare si viva l'emergenza "dove metto la macchina".
Comunque le posso garantire che l'imprenditore che mi ha informato stava parlando dell'area Tardini: la delocalizzazione direi che è definitivamente scongiurata. In questo Presidente e AD hanno dimostrato una grande sensibilità ai tifosi innamorati dell'Ennio: anche se il motto dei più puristi era: "Il Tardini non si sposta e non si prostituisce", quest'ultimo verbo ovviamente era appunto relativo alla contaminazione di altre attività commerciali da aggiungersi a quella principale della domenica. Loro non credo godranno qualora ci fosse davvero una trasformazione così in grande stile.
In effetti io stesso penso che la cifra che mi era stata rivelata da quell'imprenditore fosse piuttosto esagerata: nel senso che si potrebbe costruire uno stadio nuovo spendendo molto, ma molto, ma molto di meno. E per questo chiedo l'aiuto del Costruttore che sicuramente conosce il relativo mercato meglio di me.
Certo mentre l'imprenditore mi parlava di questo mega-progetto mi sono tornate alla mente le parole di Ghirardi ai ragazzi di scienze Motorie: "Prendere il Tardini, guardare che cosa manca – bisogna coprire le Curve, dare più comodità al parterre, fare gli spogliatoi più grandi, cambiare l’impianto idraulico, fare quello elettrico – non vuol dire che comprare la Cittadella o l’asilo, o 50.000 metri per costruire appartamenti di lusso in centro a Parma o palestre". "Comprare la Cittadella o l'asilo": quale, quello devastato dagli Interisti?, la scuola Michele Pezzani? Insomma bisogna vedere che cosa si erano inventati ingegneri ed architetti, anche se la preferenza del Ghiro, almeno a parole, almeno in quella occasione, era di sistemare il sistemabile.
Cordialmente
Gmajo
a parte che che non sono esperto (mi sembra stia sfottendo un po' il sottoscritto...ma no problem, mi interessa la discussione piuttosto che futili diatribe ;))le dico subito che sono anch'io scettico sulla cifra in questione e anzi, stante questo progetto, la cifra bisogna almeno ridurla del 50%, così a naso...se poi sono compresi oneri di urbanizzazione vari non so (ma quali poi?)
sulla grandezza dell'area non ci giurerei sia così grande per attività commerciali...anche perché le case sono attaccate...di sicuro su più piani sarebbe una soluzione, ma le attività che lei descriveva comporterebbero la costruzione di grattacieli, o dovremmo scavare sotto il Tardini per km (ovviamente sono iperboli ;))
quanto alle parole di ghirardi, la prego non sia pretestuoso...sa anche lei a cosa si riferiva ghirardi...un conto è ammodernare uno stadio inserendo attività commerciali, un conto è costruire quartieri interi, come vogliono fare alcuni presidenti per fare una speculazione edilizia.
detto ciò continui a informarci sulla questione che è di sicuro interesse
ilCostruttore
Ma che fine ha fatto il progetto di ristrutturazione del Tardini che era stato approntato in vista della candidatura italiana ad ospitare gli europei del 2016? Mi sembrava un buon compromesso tra chi voleva mantenere il Tardini solo uno stadio di calcio, curato ed innovativo ma pur sempre uno stadio, e chi invece immaginava progetti ben più ambiziosi! L'importante comunque è che lo stadio non venga delocalizzato e resti lì dov'è da quasi cent'anni! E lo scrive uno che abita nel quartiere della Cittadella e che tutto sto disagio proprio non lo avverte! Davide
continuiamo a parlare di aria fritta
pro loco
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