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martedì 27 novembre 2012

L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-INTER 1-0: “CROCIATI STUPEFACENTI, ANCHE SE SUI MEDIA TRIONFA IL TONFO NERAZZURRO”

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Stamani, di buon mattino, sono stato svegliato da Tonino. (Rima baciata). Tonino Raffa, of course, la storica voce di Tutto il Calcio Minuto per Minuto, nonché amico di Parma, che, congratulandosi per il successo di ieri dei crociati, mi segnalava come i titoloni in prima pagina dei quotidiani specializzati fossero generalmente indirizzati a rimarcare il tonfo dell’Inter piuttosto che esaltare la vera e propria impresa dei donadoniani. Maestro di diplomazia ed equilibrio (infatti la parodia messa in scena da Butinar, durante l’evento sponsor G Sport di mercoledì scorso mi era parsa ingenerosa nei suoi confronti, giacché lo si faceva quasi quasi passare per un’ultrà della Reggina, quando invece è sempre stato un esempio di imparzialità) Tonino non trovava corretto che i meriti del Parma passassero in secondo piano rispetto ai demeriti (peraltro piuttosto evidenti) dell’Inter. Raffa (che la scorsa settimana, da semplice cittadino, aveva voluto partecipare a Sport Civiltà, recandosi, il giorno dopo sulla tomba del compianto Pino Colombi per una prece) deve avermi letto nel pensiero, poiché, in effetti era questo l’argomento principale che avrei voluto oggi trattare nell’ “Opinione”, dando un ideale seguito all’articolo postato ieri, a poche ore dal match, dal significativo titolo: “Ecco l’occasione per stupire”. Parma che davvero ha stupito, senza se e senza ma, anche se per i media, come avevo pronosticato, “la notizia” è stata solo la sconfitta dei nerazzurri…

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parma inter occasione per stupireEra una profezia piuttosto facile da effettuare, considerato che i nerazzurri avevano il must di vincere per via della battuta d’arresto maturata la sera precedente dalla capoclasse Juventus per mano dei cugini rossoneri. Un bell’assist in salsa meneghina che i nerazzurri, in effetti piuttosto nebulosi al Tardini, non hanno saputo sfruttare per ravvicinare le distanze. In chiave scudetto, ovviamente, la news era quella, era giusto darla, certo, ma senza sottacere, però, i meriti di chi li battuti, alias il Parma. Secondo Raffa i colleghi titolisti avrebbero potuto affiancare al comune “Tonfo Inter” un “Impresa Parma”: e, per via DSC00181della causa/effetto si poteva anzi anticipare l’“Impresa Parma” al “Tonfo Inter”. Ma a chi mai potrà fregare – nella testa dei nazionali – del gol di Sansone, eppure così meritevole di entrare nella galleria delle più belle reti non solo della giornata, ma dell’intero campionato? Avesse apposto quel sigillo uno dal pedigree più rinomato si sarebbero sciupati nella esaltazione: qui, invece, la notizia sfiziosa, a loro modo di vedere (stiamo citando la Gazzetta dello Sport), stava tutta nel derby in famiglia tra il nerazzurro Sansone Senior (presente in tribuna) che si è visto dare un dispiacere proprio dal figlio, interista pentito e oggi milanista (di tifo, poiché di professione è crociato), che gli ha dedicato il gol. Ma sì, anche la curiosità di Milito che gli ha negato la maglia era pure sfiziosa… Ma quelle titolazioni, che sono poi quelle che la maggior parte della gente guarda – anche perché di buon gazzetta dello sport il derby dei sansonemattino ripetute a iosa pure dalle Tv – erano tutte a senso unico. L’Inter con il freno tirato. A mano e pure di piede. Tutto lì. Delle gesta del Parma nulla di che. Anche entrando nelle pagine interne la musica cambia poco (e dire che qui di spazio ce ne sarebbe pure di più). Se prendiamo ad esempio il Corriere dello Sport-Stadio, che ha una edizione emiliano che di solito non nega una mezza pagine anche durante la settimana ai crociati, con le corrispondenze di Grossi e Rugolotto, vediamo come come la titolazione sia inter-centrica, sul pezzo “portante” di Beneforti strillando: “L’Inter a picco. Adesso è terza”, ma anche la sottotitolazione non è certo in ottica parmigiana: “I nerazzurri cadono a Parma, un solo punto nelle ultime tre gare. Decide Sansone nella ripresa, inutile l’assalto finale coi Primavera”. Grazie tante. Passiamo a Tuttosport che annunzia: “L’Inter non è l’anti-Juve”. Crociati menzionati nel “catenaccio”: “Il Parma batte i nerazzurri con un supergol di Sansone e li tiene a –4 dai bianconeri”. Del resto gran parte dei lettori del quotidiano sportivo teoricamente nazionale parma inter corseradiretto da Oreggia ha una passione per la vecchia signora…Sul Corrierone (della Sera) è sempre la squadra di Moratti ad essere protagonista (sia pure in negativo): “Inter non pervenuta”. Palese diminutio dei meriti dei bianco-crociati, i quali, evidentemente, ieri sera non avevano avversari da fronteggiare… Anche il sotto-titolo non si discosta: “Tonfo con il Parma, i nerazzurri ‘avanzano’ col passo del gambero”. Passo del gambero: lo stesso che secondo me ha Lorenzo Fava nelle composizioni per stadiotardini.com Su “Libero” le cose mi pare vadano un po’ meglio, giacché, almeno, partono dal goleador: “Sansone giudica l’Inter: non è da Scudetto”. Il tutto preceduto da un cubitale “LAMPO PARMA”, e dunque stadio tardini com bisantis parma inter pazienza se il sottotitolo è appannaggio degli sconfitti: “I nerazzurri perdono l’occasione di avvicinare la capolista: dopo Torino un pari e due sconfitte”. Questo concetto è emerso anche ieri sera nella conversazione con Giuseppe Bisantis di Radio Rai: l’andamento dell’Inter dopo la vittoria sulla Juventus ricorda un po’ quello dei crociati dopo i tre successi in stecca. Cioè dopo aver toccato l’apice c’è una sorta di precipizio. E se ci cadono le grandi sono perdonate anche le medio-piccole. Rimanendo alla nostra fresca esperienza, anche il Parma di Marino aveva pagato caro l’affronto di superare (tra l’altro a casa loro) i bianconeri: fu quello il punto più alto della gestione per il resto deludente del Picciotto La Stampa, che giova la stampa intercottaricordare è il quotidiano di Torino, pensa a un celebre prosciutto griffato Rosi, per titolare a tutta pagina: “Intercotta”. Anche qui, nel sottotitolo, il ricordo del dato statistico pocanzi pagella grossi donadonicitato: “Stramaccioni cade a Parma: dopo la vittoria sulla Juve la sua squadra si è sgonfiata”. Della sindrome gambero-Fava palesata ultimamente dai nerazzurri e dal Parma del post Roma parla anche Paolo Grossi sulla Gazzetta di Parma. Per la precisione nella pagella del senior Donadoni, 7.5, due punti precisi in più dello junior Stramaccioni 5.5. Riporto entrambi i giudizi, tralasciando altro, che tanto a quest’ora della sera il quotidiano Upi ve lo sarete già sciroppato, essendo tra i pochi in edicola a celebrare il successo crociato. “Donadoni 7,5: Crediamo che si sia vista la differenza tra un allenatore più esperto e uno meno. L’Inter tra l’altro s’è presentata al Tardini con un po’ di supponenza, forse come aveva fatto il Parma a Pescara. Un errore imperdonabile che i crociati hanno saputo punire. Le scelte si sono rivelate giuste: 4-3-3 esterni aggressivi, poco spazio lasciato ai centrocampisti. L’Inter ha sofferto i ritmi alti che il Parma ha saputo tenere fino alla fine. Biabiany è pagella grossi stramaccionistato devastante e la fiducia a Sansone ben ripagata”. “Stramaccioni 5.5: Magari avrà avuto scelte limitate rispetto al solito, ma la squadra è parsa spenta dall’inizio e lui ha fatto ben poco per migliorare le cose. Per una squadra di questo livello non è ammissibile soffrire così tanto Biabiany e prender un gol come quello di Sansone. Segnali di poca concentrazione che lui non ha saputo cogliere”. Su quest’ultimo punto dissento un po’: come ha spiegato il nostro Mister (quello di stadiotardini.com, che aveva azzeccato il vestito, anche se non i manichini giacché lui avrebbe tenuto fuori Amauri per Belfodil) Stramaccioni, che è una specie di Guidolin giovane, ha cambiato bel cinque volte l’assetto tattico dei suoi per cercare di saltarci fuori. Non mi pare sia stato immobile, almeno in libero lampo parmapartita. Se poi il giornalista-tecnico della GdP allude durante la settimana, allora, magari, è un altro discorso. Ma torniamo sul tema iniziale della scarsa attenzione dei media all’impresa crociata: ovviamente non inter a picco stadio cor sportdobbiamo piangerci addosso perché anche all’Atalanta, la prima ad arrestare i nerazzurri di Milano, era toccata la stessa sorte: sì, certo, qualche elogio, ma solo di luce riflessa. Purtroppo succede così: quando si capirà che le risorse positive stanno nelle tante squadre di provincia che riescono ad esprimersi, nonostante la raymond bertini ghirardinotevole differenza di mezzi con le grandi, sarà sempre troppo tardi. Grazie all’amicizia personale che li lega, Tommaso Ghirardi è oggi stato beneficiato di un pezzo da Claudio Raimondi nel TG di Sport Mediaset delle ore 13. Ovviamente il fatto che anche il vice direttore della testata Nicola Calathopoulos simpatizzi per il Parma e per il Ghiro (mi hanno segnalato la presenza del giornalista di origini salsesi all’happening aeroportuale per il volo spiccato da Parma Brand, anche se in realtà mi è sfuggito…) ha favorito che passasse almeno di taglio basso, cioè come ultimo DSC00130servizio in scaletta. Meglio che niente. Ma ovviamente l’apertura, circa mezzora prima, affidata allo specialista Marco Barzaghi, era tutta tinta di nerazzurro. Più nero, dato il momento, che azzurro. Comunque il progetto Parma, con tanto di Parma Brand, gli arrivi per opera leonardiana a parametro (zero), Collecchiello, Donadoni etc etc., almeno al fotofinish hanno avuto un po’ di visibilità. Su Sky non mi pare sia accaduto lo stesso. Del resto ieri sera, dopo aver ascoltato i protagonisti della gara del Tardini, hanno immediatamente virato sui rossoneri, discettando sul futuro di Allegri, mostrando anche come lo stesso allenatore defenestrato (nel senso che gli hanno già detto che il suo posto sarà di Pep, non Pacciani, ma Guardiola) ci scherzasse su, così come Galliani con risate grasse. Ma quanto fa bene la vittoria! Curioso che in tanti abbiano attribuito al potere DSC00013taumaturgico di Berlusconi (in visita pastorale a Milanello) l’inaspettato successo sulla Juventus. Va bene che l’occhio del padrone (e che padrone…) ingrassa il cavallo, ma da quando in qua un allenatore delegittimato può ottenere il massimo dal suo spogliatoio? Non sarà forse che le cause saranno da ricercarsi altrove e magari in modo più approfondito che appigliarsi al colore? E la chiudo qui se no razzolo male dopo aver predicato bene, perché ho già dedicato anche troppo spazio alle grandi. A proposito delle quali (e ridaglie): il prossimo avversario dei crociati è la Lazio, e io sono ottimista, perché questo Parma mi pare si trovi più a suo agio nell’affrontare i teoricamente più forti, rispetto ai più deboli. E bene ha fatto Leonardi a spronare la compagnia: “Bisogna fare dei punti non solo con le grandi”. Gabriele Majo

23 commenti:

Dino Pampari ha detto...

Ciao Gabriele, vorrei pungolarti su un argomento che ti sta tanto a cuore ma che pare ti sia dimenticato nella tua sempre lucida disamina del giorno dopo: il cosiddetto calcio propositivo. Possiamo dire che dopo la splendida vittoria di ieri la teoria di Donadoni abbia avuto un'insindacabile conferma sul campo e ti confesso che da oggi sono molto più convinto della bontà di tale filosofia: se infatti il Parma avesse affrontato l'Inter chiuso in difesa per ripartire in contropiede probabilmente oggi non saremmo tutti così sugli allori. Sembra dunque che questo sia un approccio vincente nel calcio di oggi anche per una realtá come la nostra, a patto però che i giocatori non perdano mai quella concentrazione e quell'umiltà imprescindibili affinché tale calcio propositivo sia anche vincente.

CHINA65 ha detto...

Già, è vero Majo, dove è finita la teoria del calcio speculativo e quella di adattarsi agli avversari ? Quando mancavano i risultati e dicevo che il Don stava costruendo tu eri lì a dire che deve Guidolinizzarsi o Colombizzarsi , intanto ha costruito due o tre moduli intercambiabili e si è inventato un paio di giocatori e i loro ruoli in campo (Marchio e Sanso sicuro), sta lavorando sugli altri e forse questo Don non ci fà proprio rimpiangere nessuno. Non mi esalto ma lo dicevo in tempi difficili: io lo godo, il Don, risultati a prescindere.

Luca Russo ha detto...

Non sono assolutamente d'accordo né con Dino né con China. Che nella vittoria di ieri si possa scorgere la mano di Donadoni, mi pare sia un fatto incontestabile. Ma che ci si possano rinvenire tracce di calcio propositivo, questo lo contesto. Quella di ieri non è stata la vittoria del calcio propositivo, bensì di un calcio equilibrato. Che, per cercare il gol, evita di scoprirsi. E, per evitare di prenderne, non rinuncia a farne. Il calcio propositivo, se vogliamo trovarne uno, è, o dovrei dire era viste le recenti prestazioni della squadra del boemo?, quello di Zeman. Un calcio vocato alla fase offensiva ed alla sola esigenza di segnare un gol in più degli avversari. Ieri il Parma non è stato tutto questo. Ma una squadra capace di annacquare le polveri dell'Inter e di infiammare le sue. Coi risultati che sono sotto gli occhi di tutti. E soprattutto dei poveri interisti, che da Parma speravano di tornarsene con un pezzettino di scudetto sulla casacca.

Gabriele Majo ha detto...

Cari Dino e China,
non mi pare che il calcio propositivo del Parma avesse miracol mostrato a Pescara o in casa col Siena, senza riavvolgere troppo il nastro ed arrivare a Catania. La guidolinalizzazione di Donadoni, viceversa, secondo me sta alla base di un successo come quello di ieri e del prossimo futuro. Appunto tenere in considerazione (almeno nei fatti, se non nei proclami "ordine di scuderia") anche (anche) la squadra avversaria e presentare la propria squadra più avvezza alle caratteristiche altrui. Materia nella quale il buon Guidolin mi pare un maestro. E allora se oggi Donadoni è passato dal 3 5 2 mai mutato nell'anno passato e nel primo scorcio di questa stagione al 4 3 3, facendo diventare i suoi dei camaleonti, si è "guidolinizzato". Che non è una bestemmia, pur nel rispetto delle peculiarità e specificità di ogni allenatore. Per puro rispetto della verità dei fatti preciso che non ho mai scritto che Donadoni si deve "colombizzare", mentre qualcuno dei miei autori (segnatamente il Mister) in modo per me spregiativo aveva scritto che si era "colombizzato" dopo alcune performance negative (tipo quelle precedentemente ricordate). Per me Donadoni, guidolinizzandosi come ha fatto, ha dimostrato grande intelligenza ed umiltà, ben diversa da quello che predica a parole, ma contano i fatti. Scegliere se sia meglio il 4 3 3 piuttosto che il 3 5 2 in base alle caratteristiche dell'avversario (non solo per metterlo in difficoltà, ma anche per esaltare le proprie doti) è un processo di guidolinalizzazione perfettamente riuscito. Anche perché l'originale si limita alla prima parte dell'assioma. Donadoni, in più, ci mette la seconda. Ed è esattamente quel processo di contaminazione che mi sono permesso di suggerire, anche sulla scorta dei tanti, troppi gol, subiti in situazione di contropiede, per la mania di voler fare i propositivi a tutti i costi. Infine non mi pare che l'azione personale di Sansone che ha sbloccato il match sia paradigmatica del calcio propositivo. Così come onestà vorrebbe che si ricordasse come nel primo tempo (nella ripresa no) l'Inter avesse giocato da grande squadra, tenendo in scacco il Parma come il gatto col topo, pur non risultando pericoloso, ma pareggiando col Parma il computo delle occasioni gol (più nitide quelle del Parma). Nel primo tempo, dunque, era stato più propositivo l'Inter. E poi non mi pare molto propositivo il cambio alla Trap Rosi-Benalouane con una decina di altre scelte possibili. Ma queste considerazioni le tiro fuori in modo polemico nei confronti di chi alza la cresta dopo una vittoria (dopo esser stato schisso e il silenzio nei giorni precedenti) e fa peana sul calcio propositivo. Io in modo costruttivo avevo invitato l'allenatore a guidolinizzarsi, e ci sono riuscito. Non posso che esserne contento.
Cordialmente
Gmajo

Dino Pampari ha detto...

Dailà ragazzi, quello contro l'Inter è stato calcio propositivo, altro che balle. Come chiamare altrimenti una squadra che ha affrontato una delle dirette pretendenti allo scudetto con il tridente, senza alcun timore reverenziale e credendo fino in fondo nelle proprie possibilità? Io non trovo altre definizioni più appropriate rispetto a quella appunto di "calcio propositivo" che Donadoni con coerenza ha sempre portato avanti e, soprattutto, ha saputo trasmettere alla propria squadra. Che poi egli nel corso del campionato ne abbia anche cambiato lo schieramento è un altro discorso, perché quello che conta è una mentalità, un modo di affrontare l'avversario e un atteggiamento tattico che la forza dei fatti sta dimostrando essere vincente e convincente anche in una realtà come la nostra. Riconoscerlo è semplice onesta intellettuale e lealtà nei confronti di un serio professionista come Donadoni.

Gabriele Majo ha detto...

Caro Dino,
tu sei uno dai facili entusiasmi: ricordo ancora quando ti professavi grillino, e come tale ti firmavi persino nei tuoi interventi qui, salvo poi cambiare completamente idea. Dunque ora ti entusiasmi per il calcio propositivo perché il Parma ha battuto l'Inter, ma non mi sembrava che fossi egualmente entusiasta di Donadoni dopo i passi falsi di Pescara e Siena. E riconoscerlo, come diresti tu, è semplice onestà intellettuale e lealtà. Io, che invece credo di essere un po' più razionale, ma perlomeno sicuramente più frigido, sono molto più prosaico che elegiaco: atteggiamento che mi aiuta a valutare con disincanto le situazioni. E dunque, razionalmente, non reputo assolutamente che la partita di ieri sia il frutto del calcio propositivo per come lo intendi tu. Alias perché in campo c'era il tridente. La partita di ieri non è certo stata risolta da una coralità di manovra dei ducali o da chissà quali schemi, bensì da una azione personale di Sansone, cui i generosi avversari hanno concesso 60 metri per fare quello che voleva. Dunque: azione personale (e non corale) + dabbenaggine degli avversari. Uguale vittoria.
Io riconosco con semplice onestà intellettuale e lealtà nei confronti di un serio professionista come Donadoni che egli ha avuto - per lo meno nei fatti, anche se non ancora nelle parole - l'umiltà di guidolinizzarsi, cioè di saper adattare la propria squadra all'avversaria. E, come spiegavo prima, di fare anche meglio dello stesso Guidolin il quale è il migliore a trovare le giuste contrarie per arginare gli avversari, mentre Donadoni lo batte in propositività, nel senso che studia la squadra avversaria per far far bene alla sua squadra e non solo per far male all'altra (anche se è limitativo e un luogo comune ritenere che Guidolin pensi solo a controbattere gli altri. E io che con lui ho lavorato penso di saperlo bene per esperienza diretta). Esattamente, dunque, c'è stata quella contaminazione di calcio speculativo sul calcio propositivo che io avevo auspicato. Perché i tanti, troppi gol, presi in contropiede sono frutto indesiderato del calcio propositivo. Evitare di prenderli non può che far bene al Parma. Ed è per questo che il sottoscritto, Luca Russo e anche il Mister esprimiamo su queste colonne suggerimenti, magari diversi tra loro, ma che hanno lo scopo di contribuire alla migliore resa della squadra che seguiamo. Lo scorso anno il nostro consiglio di ridare a Giovinco la posizioncina inventata da Colomba venne ascoltato da Donadoni con indubbi vantaggi. E ora anche il suggerimento di guidolinizzarsi, cioè badare all'avversario (calcio speculativo) nello scegliere il vestito migliore, ha completato quella vocazione offensiva che da sempre ha predicato. Attenzione bene: questo tipo di mentalità va bene nelle grandi squadre e per battere le grandi squadre. Ma non abbiamo ancora elementi in mano per dire che funzioni anche con le piccole. E sono convinto che se ci trovassimo nella tolfa sarebbe il miglior modo per precipitare. Meglio starne alla larga dunque, e far finta che siamo il Barcellona. Magari ci crediamo.
Cordialmente
Gmajo

CHINA65 ha detto...

Dear Majo, dopo aver considerato che cedi alle provocazioni, un po di pastura ed un esca .. ed hai abboccato. Qui non ci è da considerare chi aveva ragione fra di noi (io che sostengo che bisogna lasciarlo lavorare, tu che consigliavi di essere più speculativo) e nemmeno di capire se ha fatto un buon risultato perchè il lavoro che ha fatto con la squadra (da rimettere insieme per larga parte visti i tanti nuovi innesti) has pagato oppure perchè si è Guidonilizzato. Godiamoci il risultato e continuiamo a lasciarlo lavorare dandogli fiducia. L'eventuale sconfitta prossima futura non cambierà il mio giudizio (che non è mai cambiato) sulla bontà dell'allenatore, e nemmeno sulla politica calciatori del Parma. Fra alti e bassi il Don cercherà di ottenere il meglio dai rilanciati parametro zero e dalle promesse di 20 anni da valorizzare.

Dino Pampari ha detto...

Guarda Gabriele che hai perfettamente ragione e dicendo questo non intendo indietreggiare nemmeno di un millimetro dalla mia (attuale) posizione. Ed ora ti spiego anche il perchè. Se mi permetti la licenza infatti posso dire che, come tu ti professi giustamente ed orgogliosamente "giornalista professionista", io faccio altrettanto definendomi "tifoso professionista": è semplicemente una questione di ruoli. Che io mi esalti facilmente non è vero, ma è verissimo: chiedo semplicemente che mi venga data la possibilità di farlo; a Parma ė infatti prerogativa del tifoso quella di saltare su e giù dal carro dei vincitori con una velocitá olimpionica e questo, se ci pensi bene, è uno degli elementi che rendono la nostra piazza unica, perchè quando un tifoso vede il Parma perdere è portato ad esprimere il suo disappunto con un apparente menefreghismo, che non sfocia mai in eccessive pressioni nei confronti dei giocatori ma che permette all'ambiente di poter lavorare in tranquillità. Quando però la squadra sfodera prestazioni entusiasmanti come quella di lunedì allora il vero tifoso del Parma si entusiasma, eccome!, e non è certo un motivo di vergogna ammetterlo. Da questo punto di vista dunque la mia analisi vale finché il calcio propositivo di Donadoni sará vincente e quando dovesse iniziare a fare acqua non avrei la benché minima difficoltá ad intraprendere una critica risoettosa e costruttiva nei suoi confronti. Del resto il bello del calcio é anche quello di poter cambiare idea facilmente e frequentemente senza incappare nell'accusa di incoerenza, poichè -grazie al cielo- qui si sta parlando semplicemente di un gioco. Per risponderti riguardo all'accusa di non coralità dell'azione di Sansone io la penso esattamente all'opposto rispetto a te: il giovane attaccante del Parma infatti ha potuto compiere un'incursione del genere proprio grazie alla coralitá del gioco, poichè Amauri e Biabiany hanno saputo aprire quella vasta prateria nella difesa nerazzurra. Ma questo è semplicemente un punto di vista che può essere condiviso o meno in base al ruolo svolto dal lettore, per cui non mi attendo affatto la vostra totale condivisione. Per dirla in altri termini infatti "Così è (se vi pare)". Un caro saluto, Dino.

Angioldo. ha detto...

Vogliamo scherzare? Se non è propositivo un 4-3-3 con 2 dei tre centrocampisti ex attaccanti e due terzini con propensioni offensive da esterni di centrocampo come Rosi e Gobbi, cosa potete immaginare di ulteriormente offensivo. Dispiace dover ancora polemizzare su argomenti già ampiamente sbugiardati dalla realtà ma veramente Russo si dia una calmata e non venga qui a voler stupire il mondo con le sue intuizioni ( e tanto meno venire in soccorso delle tesi del direttore che ha modo di illustrare abbondantemente da sè). Poi non c'è nulla di male riconoscere i meriti altrui, anzi per me è una delle massime espressione di intelligenza, far tesoro dei propri errori...
Aggiungo solo che quando il Parma vince (e convince)si riducono drasticamente i post sui forum ( non solo qui ma anche su quello della Gazzetta). Nessuno ha sottolineato la circostanza favorevole di incontrare un'Inter priva di Cassano e Snejder...strano!

Luca Russo ha detto...

Uno dei limiti che vi addebito, e parlo di nuovo con Dino e China, ma, in questo caso, anche con Angioldo, è che, se uno ritiene il Parma non propositivo, pare che gli faccia un torto. O ci si intende sulla definzione di calcio propositivo (ma senza accapigliarci); oppure evitiamo di inoltrarci in questi discorsi. Per me, il calcio propositivo è quello che fino all'anno scorso Zeman riusciva ad inoculare negli uomini a sua disposizione. Quello praticato, soprattutto nelle ultime gare, da Donadoni, è un calcio all'insegna dell'equilibrio, altro che propositivo: e cioè che soddisfa, con uguale applicazione, sia la necessità di fare gol, che quella di evitarne. Ma sia chiaro: quando parlo di calcio equilibrato, non voglio ridimensionare i meriti della nostra squadra, che contro l'Inter, a mio avviso, è riuscita a prodursi nella migliore prestazione della stagione. Ed esattamente perché è riuscita ad andare in gol contro una difesa che non è proprio l'ultima arrivata, e ad evitare di prenderne al cospetto di un attacco che non ha nulla da invidiare a quello di altri top club europei. Questo, però, l'avevo già scritto nel commento dopo la partita di ieri l'altro. Senza, naturalmente, la pretesa che qualcuno lo leggesse (come mi pare si sia poi verificato...altrimenti non verreste a dirmi che non ho riconosciuto i meriti del nostro Parma).

Luca Russo ha detto...

E aggiungo per Angioldo: se volessi, come dici tu, correre in soccorso delle tesi del direttore, non saprei in nome di quale interesse farlo visto che non so cosa se ne potrebbe fare, il direttore, della mia difesa. Ciò detto, le mie sono opinioni che esprimo nella più assoluta indipendenza. Che, lo ripeto un'altra volta, è quell'ingrediente magico che mi permette di poter parlare male o bene del gioco della squadra senza che venga spacciato per uno di quelli 'aziendalisti' o 'filoaziendalisti' (a seconda del pulpito da cui mi si muovono certe critiche). In altre parole: nessun interesse mi spinge a parlare bene del nostro Parma, e non ce n'è nemmeno qualcuno che possa suggerirmi di muovermi nella direzione opposta. Adatto le mie valutazioni a quello che è il momento vissuto dalla squadra. E questo momento mi pare che sia uno di quelli in cui la squadra sta esprimendosi da grande squadra. Quanto al caso specifico: il mio commento è arrivato un attimo prima di quello del direttore. Basta questo per diradare la nuvolaglia di sospetti che, ultimamente, si sono addensati, sistematicamente, su quel che scrivo?

Gabriele Majo ha detto...

Caro Angioldo,
posto che nessuno ha qui mai negato la "propositività" del calcio di Donadoni, per lo meno nelle intenzioni, nella mentalità, nella ideologia, (poi il riscontro del campo è tutto un altro discorso) - e per uno "speculativo" come me forse è anche troppo "propositivo" - io credo che la propositività non la si misuri con il numero delle punte in campo (anche perché Amauri, per dirla con Schianchi, è stato contro l'Inter un difensore in più) o delle ex punte, ma appunto con un atteggiamento mentale che può essere o meno favorito dalla vocazione offensiva degli interpreti scelti, certo, ma che trova felice sublimazione nella prestazione corale di tutti gli effettivi. Difensori "financo portieri inclusi). Nessuno ha il coraggio di negare che la prova dei donadoniani sia stata "propositiva", e ci mancherebbe altro, ma altrettanto è innegabile considerare come l'elemento essenziale, decisivo, per piegare i nerazzurri, alias il gol, è frutto del combinato disposto dell'azione personale (personale) di Sansone sommata alla dabbenaggine corale della retroguardia (e non solo) nerazzurra. Senza questo episodio, come dire, casuale, cioè non frutto di totale dominazione (peraltro nel primo tempo come supremazia territoriale ha decisamente prevalso l'Inter, pur concedendo ai crociati un paio di azioni gol piuttosto nitide, dunque nel primo tempo era più propositiva l'Inter che non il Parma) la gara sarebbe rimasta bloccata in uno stallo. Del resto come è successo in diversi altri precedenti, quando sempre elementi differenti rispetto alla mentalità propositiva hanno favorito la successiva vittoria crociata, alias l'uomo in più con Toro e Samp, le eccezionali condizioni meteo con la Roma (assieme alle opposte caratteristiche di propositività accentuata tipica zemaniana). Voglio dire: io, finora, non ho visto successi decisi dalla sola mentalità propositiva. Anche con quella speculativa si vince grazie ad episodi: solo che per forza di cose, sfruttando la ripartenza, il gioco di rimessa, di occasioni te ne capitano decisamente di più rispetto a quando ti assumi direttamente l'onere della proposizione del gioco. Nella vittoria sui nerazzurri pesano anche le loro assenze, certo, ma mi pare esercizio stucchevole rimarcarlo, giacché l'organico avversario non mi pare povero di alternative. E poi perché tra le ragioni della loro sconfitta hanno prevalso altri fattori, trattandosi di squadra lunga, disattenta, macchinosa, indubbiamente messa in difficoltà da un Parma che ha saputo sfruttarne gli errori. Donadoni si era guidolinizzata (nella accezione di studio preventivo degli avversari) in fase di preparazione, magari un po' meno, perché non ce n'è stato bisogno, in partita.
La polemica sul tema - io lo definirei dibattito, perché nessuno ha polemizzato. Non facciamo come succede ai vertici al Parma che diventa ai loro occhi una polemica ogni ragionamento diverso da quello che vogliono ascoltare - è stata aperta, simpaticamente, da Dino e da China che pensavano di mettermi all'angolo. Io sarò felice di andarci da solo, nell'angolino, nel minuto in cui ci saranno le condizioni per farlo. Per il momento, invece, mi godo il successo, frutto di un Donadoni guidolinizzato. Un Dodandoni, cioè, che a dispetto dei proclami da talebano del calcio propositivo, poi nei fatti (e per fortuna) si dimostra un attento studioso delle caratteristiche degli avversari e in base a questo presenta un Parma schierato con un certo tipo di vestito tattico, quello che ritiene migliore, ovviamente, per batterlo. Il Parma di Guidolin era camaleontico: quello di Donadoni, ora, pure. E questa guidolinalizzazione non può che essere salutata positivamente da chi a gran voce aveva richiesto una contaminazione della religione propositiva con qualche elemento dell'eretica filosofia propositiva. Sono contento di questa contaminazione. E me ne godo i risultati.
Cordialmente
Gmajo

CHINA65 ha detto...

Berh, se è così possiamo continuare fino a Pasqua dicendo le stesse cose in modo diverso per capire chi ha più ragione. Io ti do ragione ma molla Guidolin, che è stato un ottimo allenatore per il Parma (come lo è con alti e bassi per l'Udinese) e goditi questo assennato Don, che al 4 3 3 per vocazione ha sempre puntato. Risostengo per la terza volta che il Don sta facendo il suo lavoro, che qualche frutto sta arrivando e che non ci dovremo ne deprimere ne fustigarlo quando alcuni risultati saranno sfavorevoli. Guardavo il foglio upi di oggi dove il Leo curiosamente sostiene un concetto da me espresso, cioè che siamo a 20 punti che son metà della quota salvezza. O pensiamo le stesse cose oppure ci legge attentamente.

Angioldo ha detto...

Guarda Majo personalmente la prestazione nelParma sarebbe stata buona anche se fosse finita 0-0 ma nella giocata vincente di Sansone facilitata dai movimenti corali di Amauri (venuto incontro sul lato sinistro) Biabiany incrociando da destra verso sinistra, vedo la volontà e la determinazione di fare l'impresa, poi il gesto individuale notevole si è avvalso pure dell'approssimazione dell'apparato difensivo nerazzurro.Poimi risulta che il cambio trapattoniano Rosi-Benaluanne abbia portato quest'ultimo ad una conclusione di testa nei minuti finali con il Parma in vantaggio ed un'Inter incapace di imbastire una qualsiasi reazione, credo che al momento di sostituire Sansone, molti (me compreso) avrebbero optato per un centrocampista interditore oppure per Belfodil avrebbero tolto Amaurì ma Donadoni no, e questo è calcio propositivo!! Poi in alcune gare ha sbagliato ad asfisiare Biabiany in un ruolo non congeniale alle sue caratteristiche e siamo stati puntuali nel rilevarlo così oggi ci complimentiamo per le sue scelte (indipendentemente dalla ciliegina del bel goal di Sansone).Angioldo

Gabriele Majo ha detto...

Infatti, cari China ed Angioldo, io non sono arroccato a fare una difesa ideologica di un certo tipo di calcio. Sono qui, come un Grillo parlante, a ribadire che la mentalità propositiva talebana (che ci porterebbe a credere, erroneamente, che siamo i più forti al mondo, quando è evidente che non li siamo) è bene che sia contaminata da qualche benefico atteggiamento speculativo. Caro China, se faccio riferimento a Guidolin non è per puro spirito di rimpianto - sebbene per me sia stato un errore capitale buttare al vento due anni, prima di trovare la svolta con Donadoni - anche perché acqua passata non macina più, ma per indicare un modello, a noi tutti conosciuto, di allenatore, bravo e capace, che ha costruito le sue fortune (e pure le sue sfortune) su un calcio che potremmo definire speculativo. Cosa che ho ormai spiegato fino alla noia, ma vedo che è sempre necessario ripetersi perché il concetto non mi pare sia stato ben recepito, giacché si continua nel muro contro muro delle ideologie. Ma cosa c'è di più bello della contaminazione? Specie se, come nel caso in esame, porta a frutti positivi? La eccessiva propositività ha portato - come da me più volte rimarcato - frutti indesiderati quali i molteplici gol subiti su ripartenze avversarie: perché non ovviare a questo problema? Bene, per ovviarlo basta un po' di contaminazione con il calcio speculativo, alias quel processo di guidolinalizzazione di cui ho spesso parlato e che fa storcere il naso a chi, come China, pensa che io stia rimpiangendo Guidolin. Delle fazioni me ne frego e i muro contro muro non mi piacciono.
Una sana umiltà, un sano realismo sono molto più funzionali rispetto a certe teorie del Superuomo che si vorrebbero inculcare non solo nei protagonisti, ma anche negli spettatori. Attenzione perché poi quando si cade col sederino per terra ci si fa male (vedi Pescara, Siena). Il credere di essere superuomini ti può forse portare a superare un'Inter parimenti presuntuosa o comunque in crisi di identità (siamo stati in diversi a trovare somiglianze tra la loro crisi post sbornia con la Juve e la nostra post Roma e trittico), ma poi ti porta a snobbare gli incontri che veramente contano, quelli con le pari grado, che finora, ci hanno fatto soffrire. Proprio "per colpa" della mentalità propositiva che ti porta diligentemente all'onere di fare la partita, quando è più semplice lasciarla fare agli altri sfruttandone gli errori. Fin che siamo sesti o settimi vedo benissimo questo modo di pensare propositivo, ma se dovessimo trovarci nella tolfa sarebbe un guaio tremendo. In medio stat virtus: ecco perché mi faccio predicatore del calcio speculativo (pur non riconoscendomi totalmente in esso, anche se mi dà fastidio la sua criminalizzazione), affinché contamini positivamente i "propositivi", limitandone gli eccessi. Per me sarebbe l'ideale questo "medio" e mi pare di averlo visto in campo e per questo, ribadisco, godo ancor di più.
Cordialmente
Gmajo

CHINA65 ha detto...

Visto il dibattito aperto e franco e visto che siamo su un blog e che una volta chiariti i concetti si può costruire meglio, ti spiego cosa intendo con "molla Guidolin". Beninteso che Marino (non vorrai mica far Marinizzare qualcuno, vero ?)e Colomba (per la sua scarsa flessibilità) non mi sono piaciuti come allenatori, specie il primo , mentre >Guidolin l'ho molto apprezzato, mi sembri un coniuge separato che fa continui confronti con la nuova compagna e la ex moglie. Il fastidio è solo apparente, ma la tua nuova compagna durerà poco. Visto che si è di fatto consumato , al di là se fosse opportuno o no, il divorzio con Guidolin e che il Parma ha giurato amore quasi eterno al nuovo Don, ogni riferimento anche implicito o esemplificativo al vecchio allenatore sà di rancido, che lo sia o no. Una persona intelligente (e il Don lo è) impara da tutti i maestri, e non è un caso che abbia nel DNA uno schema Sacchiano che ha tirato fuori nappena gli è stato possibile. Sicuramente il 3 5 2 lo ha copiato da Guidolin o da qualcun altro, prendendo il meglio da chi ha potuto insegnargli qualcosa. Ma se io dicessi che il Don si è Sacchizzato o si è Mazzarriato o si è Prandellizzato e lo ripetessi più di 10 volte sarei peso. Perciò eviterò di farlo.

Gabriele Majo ha detto...

Sa di rancido all'ex coniuge. Se uno è "neutro" o "indifferente" alla materia non credo provi fastidio nel sentire pronunziare le parolacce "Guidolin" o "Colomba" che provocano l'itterizia a qualcuno (vedesi l'inqualificabile sceneggiata di tre mesi fa, di cui sopra ci sono ancora le tracce visibili, e provocata da una considerazione sul fato che al San Paolo di Napoli il calcio propositivo non funzionasse, mentre quello speculativo sì. Ma siamo seri, va là! Se non si possono neanche fare giochi di parole o calembour come "guidolinizzare" sai che noia. E mi stupisco che ci sia chi se la prenda tanto... Per me utilizzare l'espressione "guidolinizzarsi" o "trapattonizzarsi" fa lo stesso effetto: se non è così per il lettore me ne scuso, ma tiro innanz. Del resto che io sia "peso" è risaputo...
Cordialmente
Gmajo

Angioldo. ha detto...

Scusate ma perchè continuare a guardare indietro?
A Parma hanno allenato fior fiore di professionisti cito a memoria Scala,Sacchi,Prandelli,Ancelotti,Guidolin, ma anche Beretta,Ranieri,Malesani, ottenendo risultati lusinghieri, altri non hanno avuto fortuna qui ma hanno fatto splendide carriere,Zeman, Cuper,Passarella,DiCarlo,Pioli,ma se andate a chiedere chi è rimasto nel cuore dei tifosi al primo posto trovereste Gedeone Carmignani che seppe fare le nozze coi fichi secchi.Questo per dire che ledoti umane a Parma superano quelle tecniche, ci si affeziona alla persona, alla sua capacità di interpretare la piazza.Tutto per dire che quando Donadoni approderà a panchine più prestigiose resterà un ottimo ricordo tecnico e professionale ma saremo pronti come tifosi ad accogliere ed amare chi saprà produrre risultati (ovviamente) ma anche stile spettacolo e sintonia con la città.Con tutto il rispetto Guidolin con il suo gioco sparagnino e il suo "buonismo lamentoso" da parroco di campagna, non era in sintonia con l'umore dei parmigiani, poi che le ragioni del suo allontanamento siano altre....è altrettanto vero!!

Gabriele Majo ha detto...

Posto che nessuno guarda indietro (l'ho spiegato fino alla noia il significato del neologismo "guidolinizzare") perché ha rimpianti, credo che gli errori del passato dovrebbero servire a qualcosa per non ricommetterli nel futuro. Il Parma ha buttato nel capirone ben due anni ed alcuni allenatori prima di tornare allo stesso punto dove era arrivato prima Guidolin (sia pure con il suo gioco sparagnino, che poi è sparagnino solo per i luogo-comunisti; e il suo "buonismo lamentoso" da parroco di campagna, che non è affatto vero che non fosse in sintonia con l'umore dei parmigiani, vedesi la riscoperta della Cittadella, che fu totale e genuina opera sua, non fatta per ingraziarsi la "nostra gente". Poi se ce lo siamo scordati per le stesse ragioni che causarono il suo allontanamento è un altro discorso; e di qui il fastidio di qualcuno quando pronunzio quella parolaccia...).
Cordialmente
Gmajo

Angioldo. ha detto...

Posto che il "capirone" è un recipiente nobilissimo, destinato a contenere il latte di fresca mungitura e non i rifiuti (organici e non) come sembra trasparire dalla tua prosa immaginifica,riconosco l'efficacia di alcune "operazini simpatia" come quelle della Cittadella, ma ti assicuro che alcuni episodi (tipo il pianto nella serata del ritorno a Palermo),e certi piagnistei per palle giocate ad avversario a terra,ed altre situazioni che han portato ad anteporre al suo nome il suffisso DON,la dicono lunga sul gradimento di certi suoi atteggiamenti.Sul rendimento tecnico nulla da eccepire (sulla qualità dello spettacolo invece si), parlare male di Guidolin non mi riesce anche perchè avendo avuto modo di conoscere Lui e la sua signora ne ho tratto ottima impressione di entrambi, era mio intento col mio articolato post precedente risalire alle ragioni di un suo mancato rinnovo di contratto, poi se le ragioni vere sono legate ad antipatie personali con Leonardi come traspare da allusioni più o meno conclamate....non mi è dato di sapere. Quel che certo è che il suo sostituto,caratterialmente, nulla aveva per piacere ai parmigiani, inoltre non ha avuto risultati sul campo...e la frittata è fatta! Tieni presente che a Parma ancora oggi molti non vogliono vedere Malesani che ha vinto tutto tranne lo scudetto (calciopoli ha poi spiegato perchè) e capirai l'importanza del carattere per entrare nel cuore della gente!!(Gedeone docet).Un abbraccio direttore!

Gabriele Majo ha detto...

Ricambio l'abbraccio, anche nel nome di November Porc... A proposito di Malesani: anche se non mi accattiverò certo la simpatia delle masse, ma io sono dell'idea che andrebbe sdoganato. Ci sono alcune situazioni, infatti, che ci rendono provinciali piccoli piccoli. Provinciali, in questo caso con accezione negativa. Malesani certo avrà sbagliato qualche approccio, ma è stato vittima di una cattiva stampa (per altro con situazioni costruite a tavolino da certi colleghi per metterlo in cattiva luce e se lo dico è perché ho assistito a certi disdicevoli accordi tra loro, tra l'altro anche qualche giuda che poi ci andava pure a cena frequentemente...) e della risibile grave accusa di andare a dormire a Verona. Quest'ultimo punto, appunto, ci rende provinciali piccoli piccoli. Ma come si fa a crocifiggere uno solo perché abitando a poco più di 100 chilometri preferiva sciropparseli quotidianamente sia andata che ritorno. Abitando in una metropoli capita sovente che i calciatori delle grandi debbano percorrerne almeno una cinquantina per portarsi sul posto di lavoro. Quanto Malesani fosse attaccato al suo lavoro lo si è notato quando, dopo il grave incidente stradale che gli occorse, proprio mentre si stava recando a Parma, in cui, sebbene sconsigliato dai medici, e completamente incerottato, non "marcò visita" e andò regolarmente in panchina il giorno dopo. Come giustamente ricordi tu, causa Calciopoli, non avrebbe mai vinto lo scudetto, anche se a onor del vero non hanno torto i suoi detrattori nel sottolineare che avrebbe potuto fare qualcosa di più in quel campionato. Ma tre coppe, signori miei, tre coppe in cento giorni, non sono certo roba da tutti i giorni. Ed era simbolo di quella "ubris" e di quella arroganza che contagiò gran parte della tifoseria gialloblù il non aver saputo apprezzarli.
Per quanto concerne Carmignani, al di là della indubbia simpatia del personaggio, credo sia stato determinate anche il risultato sportivo conseguito alias l'insperata salvezza con lo spareggio di Bologna (anche se grossi meriti deve condividerli con il suo "tattico" Zoratto) sommata a quella centrata, sia pure con un altro organico, pochi anni prima, durante quello che si sarebbe rivelato il crepuscolo dell'era Tanzi. Lì i parmigiani, prima con la pancia piena, e che snobbavano le Coppette (quelle che tanto mancano adesso, non solo come trofei vinti, ma anche come semplice partecipazione), probabilmente avevano capito quanto è buono il salame, anche se prima si era fatta indigestione di caviale...
Altro esempio di provincialismo piccolo piccolo era quando Ancelotti veniva messo in croce, non solo per la sua pervicace insistenza nell'utilizzo di Crespo, quando questi era ben lungi dall'essere l'idolo del folle, quanto perché masticava il chewingum in panchina!
Chiudo col "Don": i suoi piagnistei per i gol fatti con calciatori a terra trovano tutta la mia approvazione, da sportivo. Il fair play non può essere solo una facciata. Deve esserci anche nei fatti, anche quando questo comporta sacrifici in termini di punti in classifica.
Sul pianto di Palermo, poi, dico che se un allenatore in un posto è stato bene è normale che si possa commuovere. Viceversa è provincialismo piccolo piccolo ingelosirsi per questo. Non apprezziamo, forse, noi parmigiani, quegli ex che sono rimasti legati a Parma e lo dimostrano con pensieri ed azioni?
Cordialmente
Gmajo

Angioldo. ha detto...

D'accordo su tutto quel che dici su Malesani e anche sul restoo non vedo grandi differenze da quel che ho detto io cercando di illustrare le motivazioni (vere o presunte) dei diversi gradimenti dei Mister che si sono alternate sulle nostre panchine mettendo in evidenza che oltre il risultato i parmigiani pretendono empatia e possibilmente bel calcio!!Saluti e passa più spesso nella bassa,un assaggio di spalla cotta come si deve stempera ogni polemica.

CHINA65 ha detto...

Questa è storia, narrata Majo, ma storia. In competizione, allora, per il più amato ci metto Nevio Scala, per me il migliore con la sua squadra operaia e le sue imprese. Wembley e la prima coppa Italia valgono un mondiale per quella squadra. Mi divertivo davvero, al Tardini, allora. La squadra che ebbe Malesani (i singoli) era troppo forte per non vincere tutto.