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martedì 6 novembre 2012

L’OPINIONE DI MAJO DOPO PESCARA-PARMA 2-0: “STANCHEZZA E FATALITA’: IO NON BOCCIO I NERO-CROCIATI”

Occasioni alla mano, infatti, senza i ripetuti miracoli del portiere Perin avrebbero potuto non solo riacciuffare la gara, ma anche vincerla. Paradigmatico il minuto 47’ che ha visto neutralizzata una insidiosissima conclusione di Musacci, e subito dopo la beffa in contropiede di Weiss”

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007

(gmajo) – Di riffa o di raffa le mie opinioni post gara stanno diventando sempre più a freddo: l’ultima volta il ritardo era dovuto all’iper lavoro per sbrigare la corrispondenza con i lettori tumultuosi di stadiotardini.com; stavolta, invece, per il desiderio di seguire dal vivo a Roma Saxa Rubra la cerimonia di intitolazione di ieri mattina ad Alfredo Provenzali – uno dei miei miti e modello fin da ragazzo – della sala riunioni del Giornale Radio Radio Rai. Mi sia subito consentito ringraziare per il graditissimo invito, che mi ha davvero onorato, il Capo Redattore Sport Riccardo Cucchi e il radiocronista Antonio Monaco, della sede Rai abruzzese, il quale non solo mi ha accolto con grande disponibilità nella sua terra, ma anche accompagnato in auto nella capitale, curando, con cuore, ogni minimo dettaglio della mia due giorni nel Centro-Italia. Nel pazzesco traffico del grande raccordo anulare abbiamo avuto moto di rianalizzare la partita, convincendoci che all’Adriatico i nerocrociati non abbiano poi così tanto demeritato…

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Occasioni alla mano, infatti, senza i ripetuti miracoli del portiere Perin avrebbero potuto non solo riacciuffare la gara, ma anche vincerla. Paradigmatico il minuto 47’ che ha visto neutralizzata una insidiosissima conclusione di Musacci, e subito dopo la beffa in contropiede di Weiss. Proprio confortato da questo parere neutro ed equilibrato ho agio di ribattere al nostro lettore Enzo Dallai (che ringrazio per le parole di sostegno per la nostra opera) il quale nello spazio commenti di stadiotardini.com aveva postato questo giudizio: “Ennesima prova di limiti tecnico caratteriali per una squadra che agli occhi della stampa e delle radio nazionali rimane indecifrabile e mediocre”. Né Antonio Monaco, né Giovanni Scaramuzzino, autori della radiocronaca del lunch-match per Radio Rai avevano trovato il Parma indecifrabile o mediocre. Entrambi, anzi, hanno giustificato i nostri privi di due elementi fondamentali in attacco come Amauri e Belfodil, cioè entrambe le prime punte in organico. Posto che di solito non mi piace che si rimpiangano gli assenti, l’alibi, direi, è stato prontamente servito. In realtà con una mira migliore, o con un portiere avversario meno in giornata di grazia di Perin, i nostri, pur non autori di una prestazione da incorniciare (ma credo abbondantemente meglio rispetto a Catania, dove peraltro non ero presente dal vivo) avrebbero potuto sfangarla con un pareggio, che tutto sommato non sarebbe stato scandaloso o un furto, pur nel rispetto dei padroni di casa. Il clima da ultima spiaggia (e lì l’ultima spiaggia la era per davvero, non come la nostra improbabile “partita della vita” con la Samp, considerato l’ambiente piuttosto infuocato con tifosi inferociti e la graticola già bella ardente sulle natiche di Stroppa) ha indubbiamente offerto degli sproni in più ai modesti biancazzurri, letteralmente trasformatosi rispetto alle ultime prestazioni, al cospetto dei nostri portacolori dalla pancia piena. Pancia piena per le tre vittorie in stecca, certo, ma non penso che sia questa la motivazione principale del mancato superamento dell’esame di maturità all’Adriatico. Condivido, infatti, l’opinione espressa ieri sera a Calcio & Calcio dal lucido Jonathan Belletti, corrispondente di Radio Bruno, per il quale il Parma domenica era solo stanco. In effetti la battaglia navale nel fango (titolo della GdP che mi era proprio piaciuto, e anche se lo avevo già scritto lo ripeto) con la Roma aveva lasciato scorie fisiche nei “nuotatori” al di là della espulsione pesantissima di Belfodil (specie se sommata alla defezione di Amauri per la ferita al labbro suturata, tra gli altri, dal dottor Stefano Frigeri, quello che poi al lunedì sera, tolto il camice, veste, i panni di commentatore tv). Probabilmente non ha tutti i torti Andrea Schianchi nel sostenere (come ha fatto ieri sera a Calcio & Calcio) che non è vero che a Pescara c’è stato il turn over (se era cambiato un solo uomo per reparto, con 8/11 confermati): anzi la rotazione avrebbe potuto esser maggiore. Ma quello che ha fatto specie in qualche (raffinato) tifoso era vedere non solo Benalouane in campo al posto di Zaccardo (che ci pare sia tornato in auto assieme al consulente di mercato Antonino Imborgia e non credo fosse per prender lezioni da direttore sportivo, visto la sua indubbia passione in materia), ma il redivivo Morrone quale interno destro preferito ai vari Ninis, Marchionni ed Acquah. Io non trovo per nulla scandaloso che un allenatore – se ha a disposizione un calciatore che nell’occasione ha festeggiato tra l’altro ha 300 gettoni in serie A – lo possa tranquillamente utilizzare come gli altri 24 della rosa. Del resto se tutti siamo rimasti stupiti stavolta nel vedere Morrone, in quanti avevamo strabuzzato gli occhi nel vedere Marchionni riciclato a sorpresa contro la Sampdoria? Non mi pare che ci sia tutta questa differenza di età tra l’uno e l’altro. Forse di piede. Ma in certe situazioni serve anche qualcuno di più prosaico di un poeta. E non si è onesti intellettualmente se si addossano responsabilità della sconfitta all’antico capitano tornato a indossare la fascia. Così come ha ragione Schianchi nel sostenere che il Parma non ha perso perché ha giocato Gobbi. Ciò non toglie – e lo avevamo già evidenziato in sede di conclusione di mercato – che ci sia un buco sulla fascia di sinistra, laddove non esiste una alternativa al numero 18, nonostante i tentativi di giustificazione del Roseo di ieri sera a Teleducato: “Non è detto che una squadra come il Parma possa permettersi di avere il doppio giocatore per ogni ruolo…”. Beh, gli ho replicato io: se in alcuni ruoli ce ne sono anche tre, non è così per l’esterno sinistro, dove il buco è evidente ed è inutile negarlo. Al che il top journalist mi ha detto che se è per quello nella rosa del Parma di buchi ce ne sono altri sei. Sinceramente non mi pare un complimento, ma, senza offesa, una iperbole alla Boni. Sempre Schianchi argomentava che l’alternativa sulla sinistra è Biabiany. Dunque: per me il Fulmine Nero è un jolly e può giocare dappertutto e il Parma non può prescindere da lui, in qualsiasi posizione venga impiegato. Se a Pescara ha giocato in attacco è perché l’emergenza era lì, viste le assenze. Però di qui a pensarlo un’alternativa a Gobbi mi pare ce ne corra. Lasciato partire Modesto (da noi fotografato all’esterno del Cornacchia a fine gara) non si è trovata una adeguata soluzione. Non penso che dirlo sia lesa maestà. Io penso che tutto sommato l’attacco a trazione rapida Biabiany-Pabon non sia andato poi così male (e le occasioni non sono mancate). Con il senno di prima e con quello di poi non mi sarebbe dispiaciuto un tridente anomalo (visto solo nel finale) con dentro da principio Sansone: in effetti in tal modo sarebbe stata ancor più giustificabile la presenza di Morrone in mezzo al campo a dar un po’ di sostanza ad una squadra che sarebbe stata un po’ leggerina. E solo col senno del poi avrei concesso piena fiducia a Musacci in luogo dell’evanescente Valdes. Dunque Schianchi non ha tutti i torti: doveva esserci più turn over, anticipando, magari, quelle che sono state le mosse a gara in corso e a svantaggio maturato. Io, come spesso mi capita, non mi trovo d’accordo con Leonardi, secondo cui il Parma non sarebbe nemmeno sceso dal pullman o partito per l’Abruzzo. La prestazione non sarà stata di alto livello, ma difficilmente si sarebbe potuto fare di meglio, considerate le ragioni di cui sopra, anche se dà certo sempre fastidio perdere al cospetto di un avversario sicuramente dalle qualità inferiori, ma spinto dalla forza della disperazione. In seconda istanza l’AD, sia nella telefonata fatta ieri sera a Teleducato (nella quale non ha sbugiardato Enrico Boni, il Saltimbanco, che aveva perfettamente descritto il divano di casa sua, rivelandone l’indirizzo), sia sulla pagine della GdP di stamani, nel servizio di Piovani ha spiegato: “Forse avremmo anche avuto le occasioni per pareggiare, ma sarebbe stato un rattoppare una domenica negativa”. Boh: ripeto, io non ho visto una squadra così disastrosa, e mi conforta che autorevoli colleghi neutrali la pensino come me. Io credo che quell’equilibrio che si chiede agli operatori dell’informazione (che non si esaltino troppo quando le cose vanno bene, e che non si deprimano o si fascino la testa quando vanno male) debbano averlo per primi gli addetti ai lavori. Poi i tifosi sono liberi di sognare (io consiglio sempre di non illudersi per non rimanere delusi, ma poi facciano un po’ come vogliono). La razionalità dovrebbe appartenere ad altri. E così se dopo alcune vittorie (segnatamente quelle in superiorità numerica su Samp e Toro) ammonivo che servivano ulteriori riprove prima di gongolare, così adesso non sto qui a stroncare la squadra per una sconfitta normale (e per Manfredini del CCPC pure “salutare”. Ha ragione l’AD a chiedere ai suoi prodi di esser squadra sempre, questo nel ricercato processo di crescita della “mentalità”, ma non so quanto questa “pressione” possa esser positiva per una squadra che tante volte ha dimostrato, nel suo passato, di dover esser leggera e spensierata per stupire. Piovani chiosa che il non cercare alibi da parte dell’intero entourage Parma (che all’unisono ha parlato di “approccio sbagliato”) sia un primo passo per arrivare alla soluzione dei problemi. Secondo me in una grande corsa a tappe quale è il Campionato ci stanno tappe anche così. Tutti quanti stavano già sognando un filotto (Siena incluso) di cinque gare vinte, nello splendido ricordo delle sette perle di fine stagione 2011-12. Calma, ragazzi, il campionato è appena cominciato: tre vittorie in stecca danno una visione distorta di quella che può esser la realtà. In questo torneo dal grande equilibrio basta poco per passare dalle stelle alle stalle e viceversa (proprio come dimostrato dal Parma passato dalla partita della vita con la Sampdoria alla grande soddisfazione di aver battuto la Roma): se sarà il caso di rinnovare il passaporto lo sapremo solo più avanti. Ci sta tutto e il contrario di tutto. Ma per favore, tra le giustificazioni alla battuta d’arresto di Pescara non portiamo (come ha lasciato intendere Schianchi nel suo editoriale di ieri sera a Calcio & Calcio) quei media che avevano già parlato di Parma in Europa dopo la Roma. E’ vero che i tifosi è meglio educarli che illuderli, però sarebbe drammatico se la squadra non rispondesse sul campo poiché influenzata dalle aspettative legittime dei supporters. Infine: nella sua telefonata di ieri sera a Teleducato Leonardi mi ha fatto capire chiaramente – pur senza dirlo esplicitamente – di non aver gradito il mio titolo: “Leonardi gonfia il petto” (etc. etc.) della sua conferenza stampa post Roma. Mi perdonerà, però quella è la sensazione che ho avuto, e non sono stato il solo ad averla. Così come altri, invece, l’hanno valutata diversamente, e pure ci può stare perché nella vita si può essere di destra, di sinistra e democristianamente pure di centro. Nella sua telefonata l’AD ha anche meglio chiarito i contorni della sua polemica con Sky a proposito del campo impraticabile: gli era poco piaciuto, infatti, che la Satellitare avesse ospitato nell’immediato post gara solo pareri di tesserati della Roma che portavano questo alibi alla sconfitta, rimandando, invece le posizioni del Parma solo ai TG della mattina successiva. Bene, spiegata così ha anche una logica plausibile, ma l’altra sera a caldo aveva esaltato il fair play della società capitolina? Gabriele Majo

5 commenti:

Angioldo ha detto...

Trovo poco da salvare della prestazione del Parma di domenica, non solo per la sconfitta, ma per la gestione della formazione e delle disposizioni tattiche, questa volta il primo "imputato" è Donadoni (che solitamente le imbrocca tutte)nessun dramma per carità così come nulla da dire a Paletta per il suo decisivo erroraccio.... capita!!
Su due aspetti vorrei attirare la vostra attenzione perchè si stanno ripetendo troppo spesso:
1) Valdes prende troppe ammonizioni perchè non è affiancato da un compagno di reparto più incline all'interdizione tipo Musacci che come il cileno ha pure facilità di tiro da fuori area e propensione alla costruzione della manovra?
2) Biabiany soprattutto in trasferta deve essere schierato laterale destra o sinistra non importa, ma imbrigliarlo nel ruolo di seconda punta lo si consegna a marcature più strette in spazi ristretti dove non può esibire le sue migliori doti di velocità e dribling.
Poi che alcuni giocatori non abbiano ancora dimostrato ( se mai lo dimostreranno) di essere da Parma è sotto gli occhi di tutti ma, vuoi per debiti di riconoscenza, vuoi per non svalutare un investimento,vuoi per far rifiatare alcuni veterani dopo la battaglia tra fangonauti di mercoledì con la Roma...ci siamo trovati a Pescara tra infortuni e squalifiche con una formazione inadeguata alle necessità, mi auguro non ci sia stata supponenza e sottostima dell'avversario da parte di chi ha giocat...ma non mi pare!!!Ovviamente chi non l'ha vista commentando il risultato può essere indotto a sospettarlo..... Angioldo

Anonimo ha detto...

Precisazione :ore 17,45 radio uno domenica scorsa : prima della moviola, accennato esattamente al parma come squadra dalle forti contraddizioni...( non e' un sinonimo che cambia la sostanza)chi fosse il giornalista in studio non ricordo, credo il conduttore della stessa.
Per i riferimenti alla carta stampata, be' c'e' solo l'imbarazzo della scielta.
Buon lavoro,
Enzo Dallai

Anonimo ha detto...

a mente fredda dopo due giorni ,condivido majo

eppoi esistono anche gli avversari,che a volte sono piu' bravi.

next game

Anonimo ha detto...

Precisazione 2 : Vede GM, se anche un personaggio dentro lo spogliatoio come Sandro Melli, in intervista afferma che .....non e' nel nostro dna ( il salto di qualita'), "citandomi" anchesso....si fidi pure del mio scrivere, si fidi.
Saluti rispettosi,
Enzo Dallai

Anonimo ha detto...

QUOTO ANGIOLDO IN TUTTO E PER TUTTO......e aggiungo che da tempo sono dell idea che un incontrista ci serve li in mezzo fosse anche morrone.......in più ragazzi....con sto pabon ??cosa vogliamo farci?....la classifica permette di poter prorogare ancora per un pò la sua possibilità di inserimento in squadra e di adattamento al calcio italiano ma.....sbaglierò lo vedo giocare in modo troppo accademico, cerca il tiro quasi come se non sapesse cosa fare con il pallone tra i piedi e se ne voglia liberare,,....e in più tanti ma tanti movimenti sbagliati che denotano la scarsa capacità di mettersi in condizione di battere a rete e di favorire gli inserimenti dei compagni...e nemmeno tutta questa grinta..sarà che è giovane ..ma tutta questa timidezza non va bene ..belfodil con i suoi limiti però delle potenzialità le ha messe in mostra fisico e tecnica..quanto basta per poterci lavorare (sempre grazie alla classifica felice)infatti il colombiano è stato scavalcato nelle gerarchie del mister da questo "FRANCESONE"!per quanto riguarda la partita solita solfa senza amauri davanti siamo niente ....e i centrocampisti non hanno la personalità e l imprevedibiltà per inserirsi...E SECONDO ME IL PECCATI DI SOTTOVALUTARE GLI AVVERSARI è STATO COMMESSO...pazienza ripartiamo dai! detto ciò possiamo criticare serenamente sperando che donadoni trovi la quadra per correggere in corsa questi difetti che mi permetto di dire nonostante il minifilotto precedente a pescara non sono ancora stati risolti...e che domenica sono stati palesati ancora una volta dal parma...fortunatamente i punti ottenuti ci consentiranno di poter lavorare serenamente
saluti
Filippo1968