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lunedì 19 novembre 2012

L’OPINIONE DI MAJO DOPO UDINESE-PARMA 2-2: “QUELL’SMS PROFETICO PER IL MILLESIMATO SERVITO DA PALLADINO E LA STRATEGIA DELLA TENSIONE PER GUIDOLIN”

Le formazioni arrivano in tribuna stampa attorno alle 14.40, negli spogliatoi solo poco prima, dopo che i gialloblù si erano riscaldati in 12: una pretattica per far salir l’ansia a Guidolin… Ma l’ideologia propositiva di Donadoni e Leonardi ha battuto quella speculativa di Don Francesco, che aveva tolto anzitempo Di Natale e Maicosuel

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Sono le 16.35 del 18.11.2012 quando ricevo da Michele Angella, conduttore di Calcio & Calcio il seguente SMS (da Ali non pervenuti): “Occhio al gol di Pabon”. Sono le 16.40 quando gli rispondo: “Okkio a quello di Palladino”. Sono le 16.44 quando dalla redazione di Teleducato parte il short message (irripetibile nei contenuti) che ammette il mio successo quale Nostradamus di giornata. Di solito sono più Cassandra, ma tant’è. Sono le 16.44 del 18.11.2012, quando da poco Raffaele Palladino ha riempito il nostro calice di millesimato, per il brindisi al gol numero 1.000 del Parma in serie A. Quello che accosta Swarovski (come poco affettuosamente è stato ribattezzato da alcune tifose, pronte, però ad invitarlo “a casa mia davanti ad un piatto di anolini in brodo… Ha bisogno di energie”. Anche questa è la trascrizione di un SMS, pervenuto dalla bassa) ai nomi di altri bomber che hanno scolpito la storia del Parma: Melli (1, 50), Brolin (100), Zola (200), Crespo (300), Veron (400), Amoroso (500).

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Tutto è bene ciò che finisce bene, e non si può certo dire che al Friuli sia terminata male, essendo stato collezionato dai gialloblù, ieri, con la casacca Apemaja, il secondo punto utile consecutivo dopo la disfatta di Pescara. Punto che consente di esser ancora a braccetto con la Roma (esattamente come al termine della stagione 2011-12) in zona medio-alta della classifica, nonostante nell’ultimo trittico dei 9 punti disponibili (e tutto sommato raggiungibili) ne siano arrivati appena 2. Ma il trittico precedente aveva fatto registrare l’en-plein, sicché nello score della mediocre serie A il (ancora mediocre) Parma non sfigura. Ma quanto ha senso dividere per trittici il campionato? A certi miei colleghi piace tantissimo farlo, io penso che sia un esercizio del tutto inutile, giacché la vittoria, come la sconfitta – e direi pure il pareggio – di una gara è del tutto indipendente dall’esito della gara precedente e di quella seguente, non ha senso concatenarli, soprattutto quando si tratta di squadre incommensurabili tra loro, quali, ad esempio, il Pescara, il Siena e l’Udinese. Dunque perché arrovellarsi dietro questi pensieri, ed altrettanto fare per il ciclo che è alle porte con Inter e Lazio, tanto per capirsi, squadre teoricamente che ci dovrebbero/potrebbero fare a pezzettini, stando ai valori sulla carta, ma che alla fine potrebbero venir fuori loro con le ossa rotte dal confronto con i discontinui crociati, che contro le grandi sembrano, però, avere motivazioni (e dunque una resa) superiori rispetto a quado si misurano con pari grado ed inferiori? Nello spazio commenti di gazzettadiparma.it qualcuno ha già ammonito: occhio agli arbitraggi, dopo lo show di Moratti. Chi pensa male fa peccato, diceva Andreotti, ma spesso ci azzecca. speriamo si sbagli. Ma di arbitri e dintorni, obbediente alla parola del Salvatore e formato al suo divino insegnamento, non mi va di parlare…Ma torniamo a ieri: da sostenitore del guidolinismo debbo ammettere la mia sconfitta dinnanzi ai profeti del propositivismo. Complimenti Donadoni e Leonardi, ieri avete vinto voi. Eh sì, perché Don Francesco, sia pur tradito dalla gioventù del suo manipolo di semi-sconosciuti (quanto ad assenze l’Udinese, numericamente, ne aveva più di quelle del Parma, anche se queste ultime, forse qualitativamente più pesanti) ce ne ha messo del suo, trapattonianamente escludendo anzitempo dalla tenzone sia Di Natale che il suo partner Maicosuel. Viceversa, invece, il nostro coach è stato premiato dopo aver fatto ricorso alle pressoché totali armi offensive offerte dal proprio arsenale, ivi incluso il match winner (pareggiare a un minuto dalla fine equivale ad una vittoria) il Millesimato Palladino. Da più parti si è letto di  grinta, cuore, carattere ed attributi. Come sempre il risultato (ribadisco: pareggiare a un minuto dalla fine equivale ad una vittoria) influisce sui giudizi, in quanto se Palladino non si fosse trasformato, nell’occasione, in Di Natale e non avesse superato l’estremo serbo avversario, i giudizi, a parità di prestazione, sarebbero stati, invero, molto meno lusinghieri. Se nel “Carmina Parma” il buon Luca Savarese è stato iperbolicamente elegiaco sulla prova di ieri dei nostri eroi, il nostro Mister (seppure di buon umore poiché premiato da quello di Ghirardi con il 4 3 3 da lui vaticinato) è stato di sicuro più misurato, facendo, anzi, un proficuo esercizio di critica costruttiva. Utile anche al mister della Gdp-Upi Paolo Grossi, che in occasione del Totò-Gol ha attribuito responsabilità al povero Paletta, scagionato, invece, dal nostro, di Mister, il quale ha tecnicamente giudicato colpevoli Lucarelli (come al solito…) e Benalouane. La presenza in campo di quest’ultimo ha stupito un po’ tutti e immagino anche il povero Guidolin. Non tanto perché questi non si aspettasse un 4 3 3 – figurati se a uno meticolosamente attento come lui potevano sfuggire le grandi manovre tattiche dello stratega avversario, protette fin da venerdì dalle porte chiuse ai quattro pensionati, tra cui il simil-Calisto, che tradizionalmente assiepano la terrazzina della palazzina del Centro Sportivo – quanto perché si sarà scervellato a capire come mai fosse in campo a riscaldarsi anche l’ex cesenate assieme ad altri 11 suoi compagni (incluso Gobbi, che secondo me ha con disciplina accettato il training-pre-gara pur sapendo benissimo di esser destinato, per la prima volta, alla panchina, ma attore del teatrino). Me lo immagino, il povero Don, scervellarsi per tentar di intuire le mosse, visto che il Parma, come poi svelato in sala stampa dallo stesso Guidolin, avevano atteso fino oltre le 14.30 a consegnare la distinta con gli iscritti a referto. Del resto, secondo me, lo scherzetto glielo hanno giocato conoscendo proprio questa sua ansia, frenesia ed angoscia. Più che pretattica una vera e propria guerra di nervi. E chissà come deve essersi divertito Leonardi, il quale a Piovanone, col sorriso sulle labbra, facendo fina di venir giù dal pero, in proposito ha dichiarato: “Non faccio l’allenatore. So che Donadoni stava provando un giocatore per vedere se riusciva a schierarlo. Però a che ci dobbiamo attaccare…”. Guidolin, invece, sempre riportando quanto scritto da Sandrone (io dal vivo non ho potuto sentirlo, perché dovevo riaggregarmi ai 20 della comitiva del CCPC sul pullman, e già avevo fatto perdere loro un quarto d’ora sulla tabella di marcia, pur senza esser passato dalla sala stampa), non deve aver preso la marachella proprio benissimo: “Il Parma ha fatto una lunghissima pretattica prima della partita. Si sono scaldati in dodici. C’era anche Gobbi e la formazione non arrivava mai. Però quando abbiamo visto quelli che erano in campo, anche se la formazione non arrivava, allora abbiamo capito che l’ipotesi era questo 4-3-3. E non sono rimasto sorpreso. Il nostro sviluppo alla fine è stato positivo giocando palla a terra, che è un po’ più difficile di buttarla alta in avanti. E prima dell’inizio sapevamo che potevano giocare o col 4-3-3 o col 3-5-2. Trovavo strano che non arrivasse mai la formazione. E’ la prima volta che mezzora prima dell’inizio non si sapesse bene chi fossero i nostri avversari. Non è importante. C’era un tentativo di sorprendere, ma non è andata così”. La volpe e l’uva. Ma, ribadisco, più che di pretattica si trattava di guerra di nervi. E deve esserci proprio cascato in pieno. Le formazioni anche ai cronisti sono arrivate attorno alle 14,40: manco il tempo di ragionarci su un pelo, prima di andare in onda nel prepartita. Incolpevoli vittime di questa singolare “strategia della tensione”… Gabriele Majo

1 commenti:

Il Plin ha detto...

Grande Gobbi :D