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martedì 13 novembre 2012

PER DONADONI MARCHIONNI E’ COME TOTTI... SE CHI IPOTIZZA IL PRESTITO DI PABON ALL’ESPANYOL E’ UN TERRORISTA, CHI PARLA DI BALOTELLI AL PARMA COME VA DEFINITO?

Fuochi d’artificio nella terza ed ultima parte della conferenza stampa di Donadoni che, al microfono di Francesca Benvenuti di Mediaset, ha risposto ad un paio di domande sull’improbabile arrivo di Supermario; e poi, quando stadiotardini.com gli ha fatto notare che Ninis è più giovane di Marchionni, ha replicato che quando questi discorsi si faranno per il Pupone, allora ci darà ragione…

(gmajo) – In cauda venenum. Anche in conferenza stampa. Nella fattispecie quella di Roberto Donadoni. Oggi da record. 25’. E noi partiamo proprio da questa terza ed ultima parte (sopra il video amatoriale), davvero con i fuochi d’artificio. Si è partiti con l’improbabile arrivo di Mario Balotelli al Parma, boutade di ieri di Claudio Raimondi di Mediaset Sport col presidente Ghirardi, riproposta oggi dalla collega di testata Francesca Benvenuti all’allenatore crociato, che si è dilungato nel rispondere – seriamente – ai quesiti, per stessa ammissione della brava giornalista,  da fantacalcio (e non quello dei nostri amici del giovedì di fantapazz.com). Al che la domanda ci sorge spontanea: se per Leonardi il prestito di Pabon all’Espanyol “è  una boiata pazzesca” e chi lo ipotizza è un terrorista che definizione potrebbe trovare per il prodigioso Raymond, cui va l’indiscusso copyright del Supermario Crociato? 

Continua la lettura all’interno (anche con la trascrizione delle risposte di Donadoni)

Conclusa la dissertazione onirica su Balotelli al Parma, perché bresciano come il Ghiro (questo il fondamento della pista, unito al fatto che ultimamente per scelta tecnica stia giocando poco al City), stadiotardini.com ha cercato di riportare alla realtà l’uditorio con il dualismo Marchionni-Ninis, di cui in precedenza aveva chiesto lumi all’allenatore anche il collega di Teleducato Michele Angella. Volendo completare il concetto (anche se l’allenatore non ha tutti i torti nel sostenere che se avesse fatto la scelta opposta gli saremmo andati a chiedere il perché ha giocato l’altro e non l’uno), abbiamo provato a riportare uno dei motivi – quello anagrafico – per cui secondo tanti sarebbe preferibile il nuovo che avanza Ninis a Marchionni ormai indirizzato sul viale del tramonto, al di là delle indiscusse qualità, dell’impegno e delle prove onorevoli che sta dando, ovviamente. E qui l’ex Ct ci ha stupito con una iperbole, nei fatti paragonando Marchino al Pupone, rispondendoci così: “quando questi discorsi verranno fatti per Totti allora vi darò ragione”. Amen…

Francesca Benvenuti (Mediaset Sport) – Buongiorno Mister, la faccio un po’ giocare col Fantamercato,  perché ieri abbiamo solleticato il presidente Ghirardi su Balotelli, e lui ha detto che è un tifoso doc, da bresciano qual è…

A patto che non venga con la macchina mimetica…

 

Francesca Benvenuti (Mediaset Sport) – E infatti io volevo chiederle proprio questo: se mai si concretizzasse, lei si sentirebbe di allenare Supermario? E una dimensione più piccola gli servirebbe, visto che fatica a trovare il suo equilibrio?

“Non so… Io faccio l’allenatore… Figuriamoci se avessi dei problemi ad allenare un ragazzo giovane dovrei fare il salumiere e non l’allenatore. Da questo punto di vista non ci sono assolutamente problemi. Credo che Mario Balotelli sia assolutamente un talento, un giocatore di grande valore, un giovane che ha tanti aspetti positivi, legati alla gioventù, e tanti aspetti meno positivi che non l’aiutano. Credo che, a 360°, lo si aiuti poco anche al di fuori, ad esclusione di chi gli sta più vicino, come può essere il Mancini della situazione che è il suo allenatore, ma tutto quello che naviga attorno all’immagine Balotelli è soltanto un veicolo che tutti quanti cavalcano, anche se poi spesso e volentieri si sentono le belle frasi tipo ma noi diciamo anche quando uno sbaglia: si , diciamo anche quando uno sbaglia, ma sempre in una chiave di lettura che non è mai costruttiva. E questo non aiuta il ragazzo e non aiuta la sua crescita personale, e aiuta poco anche la sua crescita professionale. Però è certamente è nella stretta cerchia dei giocatori che fanno la differenza: anche se ancora, secondo me, non ce l’ha così bene in mente, però è un giocatore straordinario…”

 

Francesca Benvenuti (Mediaset Sport) – Quindi se venisse qui sarebbe manna dal cielo…

“Io credo che i giocatori buoni dal punto di vista tecnico e dal punto di vista della qualità siano un valore aggiunto. Spesso e volentieri, però, servono anche, anzi soprattutto, dei modi, perché puoi avere grande talento e grandi capacità, però una chiave di lettura che è spesso e volentieri deleteria o poco costruttiva, non dà grandi vantaggi”

Gabriele Majo (www.stadiotardini.com) – Senta, in attesa che possa allenare Balotelli, se prima o poi questa idea del collega Claudio Raimondi di Mediaset andrà in porto, torniamo alle cose di casa nostra e alla realtà. Questo dualismo tra Ninis e Marchionni, di cui accennava in precedenza il collega…

“No, non c’è nessun dualismo…”

 

Gabriele Majo (www.stadiotardini.com) – Vabbè, non sarà dualismo, però lei ha questa possibilità alternativa… Forse, però, nella testa della gente il ragionamento potrebbe essere questo: Marchionni ha oltre 30 anni, Ninis è un po’ più giovane; Ninis è il futuro, Marchionni è il presente, ma, insomma, tende verso il passato

“Passato… Quanti anni ha Marchionni? 31? 32?”

 

Gabriele Majo (www.stadiotardini.com) – Sì: è proprio qui il punto. Questo Parma, teoricamente del progetto giovani, ha cinque ultratrentenni nella formazione tipo…

“Quando mi farete un discorso del genere su Totti, allora poi vi darò ragione e metteremo un po’ più da parte anche Marchionni. Ma fin che non sento fare questi discorsi qui rivolti a giocatori che hanno 35, 36 o 37 di anni… Ninis è un giocatore che io ritengo assolutamente di valore, che credo possa assolutamente avere un futuro importante, però ci sono i risultati… E allora se io ho un giocatore – come può esser successo anche per Morrone, due settimane fa a Pescara – che tutti i giorni tira la carretta, come si suol dire, si allena, si impegna, è un grande professionista e non gli riconosco questo, credo che non starei facendo bene il mio mestiere. E quindi bisogna essere anche un attimino aperti, in questi termini. Perciò poi è chiaro che se ci sono dei valori che sono sullo stesso livello, e poi uno ha sei o sette anni di meno, o anche otto o dieci, è chiaro che può entrare in gioco anche questo ulteriore tipo di valutazione. Però, se durante l’allenamento mi rendo conto che le risposte sono di un certo tipo, io mi sento in coscienza di doverle valutare”.

 

(Roberto Donadoni, estratto dalla conferenza stampa del 13.11.2012 al Centro Sportivo di Collecchio – Video registrazione amatoriale e trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)

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