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giovedì 5 maggio 2011

CARO BOTTA, NON SONO IO LA MEZZALA

E quando si tratta di dire qualcosa ci metto la faccia e mi assumo le mie responsabilità…
majo sull'isola dei frati(gmajo) – Della Mezzala questo blog si è già occupato alcune volte, ricordo il 26 ottobre 2010 (“Dotto e la Mezzala dell’Informazione”) e il 21 dicembre scorso (“La Mezzala e le interviste nell’intervallo”): fatto sta che oggi, mentre stavo per concedermi una dolce pausa di relax alla D’Azeglio (cosa credevate?), ho sentito esclamare, da dietro al vetrata del nuovo dehor della pasticceria: “Guarda che per firmarsi Mezzala bisogna almeno aver giocato lì e tu non ci hai certo giocato”. Si lo confesso: quelle poche volte che ho dato un calcio ad un pallone (mitica l’esperienza sull’ Isola dei Frati poco meno di vent’anni fa, quando Calisto – oggi blindato in via Burla in esecuzione della condanna in Cassazione per otto anni per aggiotaggio, in uno dei filoni del crac Parmalat – aveva elargito un viaggio-premio, dopo la conquista della prima Coppa Italia, anche ad alcuni giornalisti, quorum ego,  foto sopra) l’ho fatto in difesa. Ed ero pure rognoso, di quelli che non entravano esattamente sul pallone. Non per cattiveria, ma per broccagine. Però, caro Botta, confesso anche – e sono disposto a sottopormi alla macchina della verità o al pentothal (cioè il tiopental sodico ad azione ipnotica utilizzato come siero della verità da Diabolik nelle sue avventure) in diretta sui teleschermi di è tv – che non sono assolutamente io la Mezzala. E orgogliosamente rivendico che quando c’è da dire qualcosa non mi sono mai sputato sulle mani, mettendoci la faccia ed assumendomi le mie responsabilità, senza il bisogno di nascondermi dietro pseudonomi(Continua all’interno)

stadiotardini majoAnzi, ho il vezzo, quando sono consapevole di aver scritto qualcosa che crea effetti pruriginosi in qualche lettore interessato, di mettere pure il mio ghigno, in foto, a fianco del testo vergato, sempre rigorosamente con firma o almeno la sigla, nel pieno rispetto della deontologia professionale, con sempre ben presente il diritto di cronaca e di critica, esercitato in maniera consona e misurata. Cosa, la mezzala 03 05 2011quest’ultima, che, peraltro, mi pare abbia sempre fatto pure la Mezzala, che ha, come in parte il sottoscritto, un fare un po’ sardonico ed ironico che crea l’orticaria a chi ne è particolarmente predisposto. Ma, a differenza mia, questo autorevole giornalista – di cui mi sono fatto abbastanza l’idea di chi possa essere, ma non rivelerò questa mia convinzione neppure sotto tortura – per motivi immagino professionali, o personali, preferisce agire senza volto, ma solo con la casacca numero 10 sulle spalle. Confesso di non aver letto gli ultimi scritti della Mezzala – da quando l’Informazione di Parma è diventata Parma Qui, l’edizione del giornale non è più fruibile su internet – possano avere spinto il buon Roberto Bottarelli – che lo scorso anno mi convinse a fare parte della squadra di Tempi Supplementari, come opinionista – a fargli dire in diretta tv (me lo ha confessato lui oggi alla D’Azeglio, io non mi ero accorto di nulla) che ero io la Mezzala e che non mi dovevo nascondere. Come dicevo in apertura vado piuttosto orgoglioso dei miei assunti. Mi sono già fatto millanta “amici”, ma vorrei averli per merito mio, non per le più o meno plausibili punturine del numero 10. Ad ogni buon conto, siccome sono un po’ curioso, ho richiesto alla redazione del giornale che ospita la Mezzala di farmi avere i pubblicità tempi supplementari 2009-10suoi ultimi scritti, tanto per capire un po’ su cosa è andato a parare e farmi un’idea di chi può essere stato contagiato dall’orticaria. E il bello è che la pubblicità per quel giornale la raccoglie proprio l’agenzia che fa capo allo stesso Bottarelli: ma Roberto, come ho avuto occasione di dirti prima (quando gentilmente mi hai offerto il caffè), prima di andare in onda, non potevi chiedere al Direttore della testata di svelarti (immagino almeno lui lo sappia) chi si cela dietro la firma Mezzala, prima di fare 2+2 (che notoriamente fa 4 e non 5) e dire in onda che sono io? Gabriele Majo

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