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mercoledì 11 maggio 2011
GALLOPPA E LA SUA “NON INTERVISTA” AL TRIO ROSAVIOLA
Il centrocampista, durante la conferenza odierna, ha sfiorato il tema delle sue dichiarazioni riportate da fiorentinanews.com, confermando, però, il retroscena da loro svelato sulla sua mancata tournèe con la Fiorentina di un anno fa
(gmajo) – Solo al termine della conferenza stampa di oggi, mercoledì 11 maggio 2011, che lo vedeva protagonista al tavolo della saletta del Centro Sportivo di Collecchio, Daniele Galloppa ha in qualche modo spiegato il curioso caso che lo aveva visto protagonista la settimana scorsa di una intervista fantasma riportata da fiorentinanews.com – poi rimossa dal portale dopo alcune ore di esposizione – e ripresa da alcuni organi di informazione parmigiani, tra cui noi di www.stadiotardini.com. Come avevamo raccontato sabato scorso, nell’articolo dal titolo “Nuovo scoop delle croniste rosaviola: Galloppa” il centrocampista, si sarebbe intrattenuto a chiacchierare con le tre inviate, che si sarebbero qualificate come tali, con tanto di località di provenienza, (e già artefici poco prima di una esclusiva con Amauri, quella in cui l’attaccante si dichiarava pronto a mettersi dietro a un tavolo per trattare un decurtamento del suo ingaggio), ma alla vista del micro-registratore avrebbe interrotto l’eloquio iniziato, salvo poi continuare lo stesso off the record. Frutto di quel colloquio che il giocatore credeva riservato fu un pezzo del sito fiorentino dal titolo: “Tornerei volentieri in Toscana… a giocare con Cerci. E quel retroscena…” Già quel retroscena… Continua all’interno (anche con la trascrizione integrale della conferenza stampa di oggi di Daniele Galloppa)
Quel retroscena (cioè la sua partecipazione ad una tournèe con la Fiorentina, cui si oppose il Parma), dicevo, è, a mio modesto, avviso la discriminante per capire quanto di fantasia potevano averci messo le tre discole in trasferta nello spifferare sul web gli altri reconditi (si fa per dire) pensieri di Galloppa. A mia specifica domanda (“Questo aneddoto corrisponde al vero, oppure è pura invenzione?”) l’azzurro oggi ha così risposto: “Corrisponde al vero, ma si erano sentiti solo tra le società e poi era morta lì perché io non sono andato, perché la Società, giustamente,
non mi ha mandato, perché non era opportuno nemmeno secondo me. Quindi c’era stato qualcosa, ma come era nata era morta in un giorno. Poi, da lì, come al solito l’hanno montata, l’hanno caricata, anche rispetto all’intervista che hanno fatto uscire, però niente di che…” Poco prima Galloppa aveva sfiorato il tema della sua “non intervista” rispondendo ad una domanda sul suo futuro formulata da Jonathan Belletti: “Io sono sempre in
comproprietà con il Siena, ma ho parlato con il Direttore e dovrei essere riscattato a breve dal Parma, quindi divento tutto del Parma. Poi sono venute fuori tante di quelle voci, anche in settimana, in cui io avrei detto che andrei di corsa alla Fiorentina, intervista che non ho mai fatto, quindi, sinceramente, ci sono rimasto un po’ male. Poi, per fortuna, è stata tolta immediatamente, perché abbiamo fatto di tutto per toglierla. Io, onestamente, d’accordo
con la Società, anche come ha detto il direttore ieri, faccio parte della causa e ci tengo a rimanere, perché qui sto bene e mi trovo bene con il gruppo, coi ragazzi. Abbiamo fatto due anni comunque importanti: l’anno scorso soprattutto per me, quindi io vorrei essere riscattato tutto dal Parma e poi continuare a vivere qui”. Ho evidenziato in neretto i passaggi principali: che ricapitolo, Galloppa è in comproprietà col Siena, a breve sarà riscattato dal Parma, almeno così gli avrebbe detto Leonardi, lui vuole rimanere al Parma e continuare a vivere qui. Però il retroscena svelato dalle tre girls è stato confermato da Galloppa… Direi che si possa evitare di aggiungere altro. Segue tutta la trascrizione della conferenza stampa odierna. Buona lettura (Gabriele Majo)
Alberto Rugolotto (Stadio-Corriere dello Sport) – Rispetto ad una settimana fa, ora che siete salvi, quanta tensione in meno c’è alla ripresa degli allenamenti? Siete più scarichi?
“Sicuramente raggiungere matematicamente l’obiettivo ti leva un bel po’ di tensioni, anche se dopo le tre vittorie che avevamo fatto, comunque, sapevamo che la salvezza era ad un passo, quindi un po’ di tensione era già andata via; però, quando è matematico come adesso, cambia l’umore, cambia tutto perché siamo più sereni, avendo raggiunto finalmente l’obiettivo”.
Alberto Rugolotto (Stadio-Corriere dello Sport) – Considerando quella che è stata tutta l’annata, inizio incluso, il gruppo si sente di festeggiare la salvezza? E se sì in che misura?
“Ci sentiamo di festeggiarla e anche tanto, perché le chiacchiere stanno a zero e i campionati sulla carta non sono mai stati fatti: lo dimostra la Samp che ha fatto il preliminare di Champions e rischia ancora di retrocedere. Il calcio non si fa a parole, ma coi fatti, e purtroppo noi abbiamo fatto tanta fatica, a dispetto di tanti discorsi in cui si diceva che eravamo belli e che eravamo forti e che sarebbe stato tutto facile. Però non è mai così, e quindi, a maggior ragione per questo, dopo un inizio così negativo, bisogna festeggiarla e anche alla grande una salvezza così”.
Paolo Grossi (Gazzetta di Parma) – Vorrei che tu mi parlassi un po’ delle tue sensazioni nell’arco dell’annata, rispetto a quello che è successo. Nel senso di come hai reagito all’infortunio di agosto, se il ritorno in campo è stato nei tempi che prevedevi e poi, dal ritorno in campo, a questo punto che cosa hai provato, essendo che hai giocato sicuramente meno di quanto ci si aspettasse…
“Sicuramente dopo l’infortunio ad Agosto la reazione è stata subito positiva, perché mi
sono detto: vabbè, succede: si riparte. Quindi ho cercato di ragionare subito in una maniera positiva. Poi c’è stato il rientro abbastanza presto, perché dopo tre mesi mi allenavo con la squadra: cosa che mi aveva fatto tornare il sorriso. Il momento più difficile è stato quello, perché, vorresti dare, vorresti fare, ma non ci arrivi né fisicamente, né con le gambe, quindi fai molta fatica. Poi, il fatto che non navigassimo in belle acque, non mi ha aiutato sicuramente, perché avrei potuto essere gestito in un’altra maniera, magari avrei potuto mettere più minuti sulle gambe, cosa che poi non è avvenuta per altri ovvi motivi primari. Questo non mi ha aiutato e di conseguenza siamo arrivati ad oggi continuando a tentennare, senza mai trovare una condizione. E questo un po’ l’ho sofferto, personalmente, perché volevo anch’io giocare di più o rientrare prima in forma, però quando ti trovi lì in classifica non puoi rischiare giocatori che non sono al top”.
Paolo Grossi (Gazzetta di Parma) – Quando ti hanno detto che eri pronto e che potevi giocare, dentro di te avevi ancora qualche remora, tipo nei contrasti o nei cambi di direzione?
“Remore non ne avevo, però mi rendevo conto che non ero sicuramente il giocatore di prima: non riuscivo sia a livello nervoso che di gambe ad essere il giocatore che ero prima dell’infortunio. Poi, non ho mai avuto paura, né voglia di tirarmi indietro in un contrasto: questo non ce l’ho mai avuta, sinceramente mi rendevo conto in campo che quando ci volevo arrivare non ci arrivavo, e quindi capivo che qualcosa non era ancora al massimo…”
Paolo Grossi (Gazzetta di Parma) – Hai ammesso, con grande onestà, che la situazione di classifica ti aveva penalizzato: ma a questo punto il problema salvezza è risolto, quindi potresti dire la tua in queste ultime due partite…
“Speriamo, perché, comunque, uno si allena per quello… Poi domenica sarà una bella partita, è l’ultima in casa contro una squadra che lotta per qualcosa, quindi ci tengo a giocarla. Poi sarà il mister a decidere, ovviamente, ma, per quanto mi riguarda, bisogna giocarla ancor di più con la testa, perché poi la figuraccia è dietro l’angolo: dopo non aver giocato per tanto ed incontri una squadra che comunque ancora lotta per obiettivi forti potresti incappare in una giornataccia. Però io mi alleno bene e spero di giocare”.
Jonathan Belletti (Radio Bruno) – Il Parma non ha più niente da chiedere a questo campionato, però adesso c’è una partita assai sentita dalla piazza, quella con la Juventus. Ieri Colomba ha detto che può essere un allenamento per la testa, cioè per tenere alta la concentrazione e poi per poter festeggiare…
“Sicuramente, sicuramente… Sarà una partita difficilissima, non sarà assolutamente una passeggiata, anzi… Noi ci teniamo a far bene, ripeto, perché è l’ultima in casa, e perché comunque abbiamo raggiunto l’obiettivo e perché incontriamo una grande squadra. Dall’altra parte incontriamo una squadra viva, che
avrà voglia di vincere, giustamente, e di raggiungere l’obiettivo: quindi per noi sarà una partita difficilissima, penso soprattutto a livello mentale, perché interiormente dovremmo avere meno motivazioni di loro, però dobbiamo essere bravi a stare sul pezzo e a cercare di chiudere bene contro una grande squadra”.
Jonathan Belletti (Radio Bruno) – Tra due domeniche finisce il campionato ed iniziano le vacanze, periodo in cui fioccano le voci di mercato. Tu cosa farai?
“Io sono sempre in comproprietà con il Siena, ma ho parlato con il Direttore e dovrei essere
riscattato a breve dal Parma, quindi divento tutto del Parma. Poi sono venute fuori tante di quelle voci, anche in settimana, in cui io avrei detto che andrei di corsa alla Fiorentina, intervista che non ho mai fatto, quindi, sinceramente, ci sono rimasto un po’ male. Poi, per fortuna, è stata tolta immediatamente, perché abbiamo fatto di tutto per toglierla. Io, onestamente, d’accordo con la Società, anche come ha detto il direttore ieri, faccio parte della causa e ci tengo a rimanere, perché qui sto bene e mi trovo bene con il gruppo, coi ragazzi. Abbiamo fatto due anni comunque importanti: l’anno scorso soprattutto per me, quindi io vorrei essere riscattato tutto dal Parma e poi continuare a vivere qui”.
Gabriele Majo (www.stadiotardini.com) – Nell’intervista un po’ rubacchiata che hai citato poc’anzi, facevano riferimento alla Toscana in senso più ampio, non soltanto alla Fiorentina. E sempre lì era emerso un retroscena un po’ curioso e cioè che tu avresti dovuto partecipare lo scorso anno ad una tournèe con la Fiorentina. Questo aneddoto corrisponde al vero, oppure è puro frutto di fantasia?
“Corrisponde al vero, ma si erano sentiti solo tra le società e poi era morta lì perché io non sono andato, perché la Società, giustamente, non mi ha mandato, perché non era opportuno nemmeno secondo me. Quindi c’era stato qualcosa, ma come era nata era morta in un giorno. Poi, da lì, come al solito l’hanno montata, l’hanno caricata, anche rispetto all’intervista che hanno fatto uscire, però niente di che…”
Gabriele Majo (www.stadiotardini.com) – Torniamo al
passato: era proprio con la Juventus che avevi fatto il tuo debutto in panchina dopo l’operazione? Quella avrebbe dovuto essere la partita della svolta: vorrei conoscere le tue sensazioni su quello che era stato il tuo ritorno e su quella che era stata la più grande impresa del Parma di quest’anno fino alle tre vittorie consecutive con Colomba alla guida, che vi hanno fatto salvare…
“Erano state belle sensazioni, perché ero tornato in una partita così, con la squadra che aveva fatto una grande partita finita 4-1 a Torino, meglio di così non poteva andare. Però,
alla fine, invece di essere stato un punto a favore è stato un punto a sfavore, perché poi l’abbiamo pagata psicologicamente, perché c’erano sempre i presupposti di inizio anno che tornavano fuori, quelli secondo cui noi eravamo una grande squadra che aveva vinto 4-1 a Torino. Tornando fuori tutti questi discorsi qua, noi li abbiamo assorbiti, pensando di essere tornati in una partita belli e poi in serie A le paghi tutte ed è giusto che sia così, perché a questi livelli deve essere così: se sbagli a livello nervoso, a livello mentale, noi che siamo il Parma perdiamo con tutti, c’è poco da dire. Quindi, quando poi abbiamo rimesso la testa dentro la cesta in questa situazione – poi c’è stato anche un cambio di allenatore, che vuoi o non vuoi una svolta te la dà a livello nervoso per forza – siamo riusciti a venirne fuori”.
(Conferenza stampa di Daniele Galloppa al Centro Sportivo di Collecchio dell’11.05.2011. Registrazione audio e trascrizione di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)
“Sicuramente raggiungere matematicamente l’obiettivo ti leva un bel po’ di tensioni, anche se dopo le tre vittorie che avevamo fatto, comunque, sapevamo che la salvezza era ad un passo, quindi un po’ di tensione era già andata via; però, quando è matematico come adesso, cambia l’umore, cambia tutto perché siamo più sereni, avendo raggiunto finalmente l’obiettivo”.
“Ci sentiamo di festeggiarla e anche tanto, perché le chiacchiere stanno a zero e i campionati sulla carta non sono mai stati fatti: lo dimostra la Samp che ha fatto il preliminare di Champions e rischia ancora di retrocedere. Il calcio non si fa a parole, ma coi fatti, e purtroppo noi abbiamo fatto tanta fatica, a dispetto di tanti discorsi in cui si diceva che eravamo belli e che eravamo forti e che sarebbe stato tutto facile. Però non è mai così, e quindi, a maggior ragione per questo, dopo un inizio così negativo, bisogna festeggiarla e anche alla grande una salvezza così”.
“Sicuramente dopo l’infortunio ad Agosto la reazione è stata subito positiva, perché mi
“Remore non ne avevo, però mi rendevo conto che non ero sicuramente il giocatore di prima: non riuscivo sia a livello nervoso che di gambe ad essere il giocatore che ero prima dell’infortunio. Poi, non ho mai avuto paura, né voglia di tirarmi indietro in un contrasto: questo non ce l’ho mai avuta, sinceramente mi rendevo conto in campo che quando ci volevo arrivare non ci arrivavo, e quindi capivo che qualcosa non era ancora al massimo…”
“Speriamo, perché, comunque, uno si allena per quello… Poi domenica sarà una bella partita, è l’ultima in casa contro una squadra che lotta per qualcosa, quindi ci tengo a giocarla. Poi sarà il mister a decidere, ovviamente, ma, per quanto mi riguarda, bisogna giocarla ancor di più con la testa, perché poi la figuraccia è dietro l’angolo: dopo non aver giocato per tanto ed incontri una squadra che comunque ancora lotta per obiettivi forti potresti incappare in una giornataccia. Però io mi alleno bene e spero di giocare”.
“Sicuramente, sicuramente… Sarà una partita difficilissima, non sarà assolutamente una passeggiata, anzi… Noi ci teniamo a far bene, ripeto, perché è l’ultima in casa, e perché comunque abbiamo raggiunto l’obiettivo e perché incontriamo una grande squadra. Dall’altra parte incontriamo una squadra viva, che
Jonathan Belletti (Radio Bruno) – Tra due domeniche finisce il campionato ed iniziano le vacanze, periodo in cui fioccano le voci di mercato. Tu cosa farai?
“Io sono sempre in comproprietà con il Siena, ma ho parlato con il Direttore e dovrei essere
“Corrisponde al vero, ma si erano sentiti solo tra le società e poi era morta lì perché io non sono andato, perché la Società, giustamente, non mi ha mandato, perché non era opportuno nemmeno secondo me. Quindi c’era stato qualcosa, ma come era nata era morta in un giorno. Poi, da lì, come al solito l’hanno montata, l’hanno caricata, anche rispetto all’intervista che hanno fatto uscire, però niente di che…”
Gabriele Majo (www.stadiotardini.com) – Torniamo al
“Erano state belle sensazioni, perché ero tornato in una partita così, con la squadra che aveva fatto una grande partita finita 4-1 a Torino, meglio di così non poteva andare. Però,
(Conferenza stampa di Daniele Galloppa al Centro Sportivo di Collecchio dell’11.05.2011. Registrazione audio e trascrizione di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)
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3 commenti:
Sono spariti degli articoli oppure ho le traveggole?
Comunque vorrei fare una constatazione: da una settimana ci è stata negata, per la prima volta nella storia, la licenza UEFA. In questi sette giorni né Ghirardi, né Leonardi ci hanno fatto sapere le motivazioni. Qualcosa è trapelato in via del tutto ufficiosa riguardo a "problemi dello stadio", ma il Tardini non è cambiato in nulla rispetto ad un anno fa, quando la licenza venne regolarmente concessa. Lei ne sa di più?
Arcobaleno78
Gentile Arcobaleno78, non avevi le traveggole: tutti i contributi caricati nella giornata del 12 maggio purtroppo erano spariti a causa di un grave disservizio della piattaforma blogger che ci ospita e che aveva impedito a milioni persone sul pianeta di compilare il proprio diario sul web per gran parte della giornata di ieri e di oggi come ho spiegato in un post inserito pochi minuti fa. Pian pianino cerchiamo di tornare alla normalità.
Sulla faccenda del mancato raggiungimento della Licenza Uefa da parte del Parma FC non ho, al momento, notizie più fresche di quelle da Te citate, riprese dalla Gazzetta di Parma. Vige, infatti, il massimo riserbo. Se riuscirò a sapere qualcosa in più dedicherò un servizio alla questione. A memoria ricordo solo una volta, qualche anno fa, che al Parma non venne data in prima istanza, per problemi ai bagni non conformi, se non sbaglio, situazione che poi venne sistemata con l'ottenimento della certificazione. E poi solo nell'annata della B mi pare - per scelta - non avessero provveduto a mettere insieme tutte le molteplici informazioni richieste dall'organismo internazionale. Certo il mancato ottenimento di quest'anno non è un bel segnale: ricordo, infatti, che negli anni passati era un vanto, perché si trattava di concreta testimonianza del perfetto andamento del club, davvero passato ai raggi X. Saluti Gmajo
Gentile Arcobaleno 78 della questione mancata Licenza Uefa Ghirardi ha parlato sulla Gazzetta di Parma, come immagino avrai potuto leggere in una intervista di Pacciani. La ricostruzione ufficiale di Ghirardi collima perfettamente con la versione ufficiosa che avevo raccolto da altre fonti informate sui fatti: in pratica è stato deciso di risparmiare la somma necessaria per la sostituzioen dei seggiolini, prevista dall'apposito protocollo, rinunziando volontariamente (non è un obbligo) alla certificazione. L'argomento è trattato in conclusione al post dal titolo L'imprenditore nel pallone. Saluti Gmajo
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